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Caricabatterie universale, a che punto siamo?

Il Parlamento europeo ha recentemente approvato un provvedimento con l'obiettivo di accelerare l'introduzione di un caricabatterie universale. Un connettore unico per tutti i modelli di smartphone, tablet, ereader e notebook garantirebbe maggiore usabilità per gli utenti e minor impatto ambientale. Ma per il suo arrivo sul mercato c'è ancora da aspettare.

04 febbraio 2020
Caricabatterie universale

Il caricabatterie universale è uno di quei temi che, ciclicamente, torna nelle agende politiche europee e non. Dell'argomento si è iniziato a parlare ormai anni fa, tanto che la prima richiesta dell'adozione di un caricatore unico da parte dei deputati UE risale a una direttiva del 2014. Recentemente, però, è stata approvata dal Parlamento europeo anche una risoluzione attraverso cui si chiede alla Commissione di presentare una legislazione più stringente sull'introduzione di un caricabatterie universale e che, nello stesso tempo, acceleri l'arrivo sul mercato di questi nuovi prodotti. Di fatto la risoluzione rappresenta una sollecitazione per la Commissione europea, ma non ha carattere vincolante: ora si aspetta entro il prossimo luglio 2020 un intervento che vada verso questa direzione. Ma quali benefici porterà? 

Alcuni passi avanti sono già stati fatti

Torniamo un attimo indietro, perché nel mondo della telefonia sono già stati fatti grossi passi avanti, per esempio con l'introduzione dei caricabatterie composti da due parti: l'adattatore da presa e il cavo per connettere lo smartphone che, il più delle volte, comunicano tra loro attraverso una porta USB-A standard. Il jack, ovvero il connettore per collegare il telefono al cavo, è stato invece diversificato a seconda dei produttori. Al momento sul mercato sono disponibili tre standard che sono micro-USB (che sta lentamente scomparendo), USB-C e Lightning. Perciò, in attesa dell'arrivo di un unico connettore, sembra che si potrà disporre a breve di due soli standard, uno per Apple (Lightning) e uno per tutti gli altri (USB-C).

Non solo smartphone, anche per tablet e co.

Anche se si tende a parlare quasi esclusivamente dei caricabatterie degli smartphone, in realtà la semplificazione e l'unificazione degli standard dovrebbe riguardare tutti i prodotti ricaricabili, portando vantaggi sia in termini di usabilità che di impatto ambientale. Per quanto riguarda pc, laptop e dispositivi simili, infatti, la situazione è ancora più complicata perché la porta del caricabatterie è utilizzata unicamente per la ricarica e ogni marchio ha il proprio standard. Al momento la porta USB, anche nella versione rivista USB-C, è limitata a una tensione di 20V e a un'intensità di corrente di 5A per una potenza massima di 100W: questo significa che è sufficiente per ricaricare soltanto un piccolo laptop. Bisognerebbe quindi ripensare a un caricatore universale alla luce di queste considerazioni, ma tenendo a mente che per computer portatili più grandi dove si assorbono anche 150W per via di schede grafiche potenti, processori e schermi più grandi, sarà comunque sempre necessario un caricatore ad hoc. Inizialmente, perciò, avrebbe più senso standardizzare i caricabatterie da 15-25W per ricaricare dispositivi di piccole dimensioni, dato che costituiscono gran parte del mercato. Solo in una seconda fase avrebbe senso introdurre caricabatterie universali per la ricarica di device come laptop, avvitatori, trapani a batteria, ecc

Caricabatterie: 51 mila tonnellate di rifiuti

Secondo le stime della Commissione europea sarebbero circa 51 mila le tonnellate di rifiuti derivanti dai soli caricatori e che rischiano di non essere smaltite correttamente. Anche se sono di dimensioni ridotte, infatti, parliamo di prodotti che sono a tutti gli effetti Raee: devono quindi essere riportati in negozio oppure in una delle aree ecologiche presenti nelle nostre città. Ma prima ancora di pensare allo smaltimento bisognerebbe prevedere la riduzione di questi prodotti. Anche se esiste la possibilità di riciclarli, infatti, sarebbe meglio commercializzare dispositivi come smartphone, tablet, ereader con o senza caricabatterie, così da lasciare ai consumatori la libertà di scegliere di utilizzare - per esempio - un caricatore già in loro possesso. Questo processo di semplificazione è importantissimo, ma non può prescindere dalla sicurezza: troppo spesso sul mercato è possibile incappare in prodotti elettronici che espongono a rischi elevati, come dimostrano le numerose segnalazioni dello scorso anno sul sistema Rapex (il sistema comunitario di informazione rapida per i prodotti non conformi) di cavi USB, adattatori e adattatori.