Speciali

5G: che cos’è e perché non c'è da allarmarsi

Il 5G è la tecnologia di rete mobile che si prepara a superare l'attuale 4G LTE. Al momento è in fase sperimentale in alcune città e dovrebbe essere lanciata sul mercato italiano a partire dal 2020. Abbiamo fatto le prime prove sul campo: la rete è ancora instabile, ma come funzionerà e quali i pro e i contro che potrebbe comportare in futuro? Tanti i timori sui pericoli per la salute, ma non fatevi allarmare da tutto ciò che si sente dire. Abbiamo analizzato gli studi più citati a riguardo.

  • di
  • Stefania Villa
13 novembre 2019
  • di
  • Stefania Villa
Reti 5G, quali vantaggi e quali rischi per la salute

L'Italia si sta preparando a quella che viene definita la "rivoluzione" del 5G. Ma, mentre le sperimentazioni di questa nuova tecnologia di connessione mobile sono già in corso, circolano anche grandi timori sui rischi che potrebbe comportare per la salute pubblica. Ecco cos’è il 5G e perché non bisogna allarmarsi.

Cos'è il 5G

Con il termine 5G si indicano tecnologie e standard di nuova generazione per la comunicazione mobile. Questa “quinta generazione”, che segue le precedenti 2G, 3G e 4G, è quindi la tecnologia di connessione che utilizzeranno i nostri smartphone, ma anche e soprattutto i tanti di oggetti connessi (IoT, Internet of things) intorno a noi, destinati a essere sempre più numerosi (elettrodomestici, auto, semafori, lampioni, orologi…). Una delle caratteristiche principali di questa rete è, infatti, proprio quella di permettere molte più connessioni in contemporanea, con alta velocità e tempi di risposta molto rapidi.

Non si tratta, inoltre, della semplice evoluzione dell’attuale rete 4G, perché ha caratteristiche tecniche completamente diverse, non solo per la quantità di banda più ampia e per la velocità; si tratta proprio di un modo diverso di gestire le comunicazioni e la copertura, con frequenze, antenne e tecniche di trasmissione dei dati differenti rispetto al passato.

Quando arriverà il 5G

L'implementazione della rete 5G sta attraversando una fase sperimentale solo in alcune città, il lancio sul mercato vero e proprio - con copertura e servizi maggiori - dovrebbe avvenire nel 2020. Al momento, per le sperimentazioni, Vodafone sta coprendo Roma, Milano, Torino, Bologna e Napoli. TIM è presente a Torino, Genova, San Remo, San Marino, Bari e Matera. Wind Tre ha puntato su alcune città, come Prato e L’Aquila. Iliad sembra sui blocchi di partenza. Tim e Fastweb promettono diffusione a tutti entro il 2020, Vodafone sul sito prevede una copertura del territorio italiano, progressivamente nelle principali città, nel corso dei prossimi anni.

Vantaggi e svantaggi

Rispetto alle precedenti tecnologie, permette maggiore velocità di trasmissione, tempi di risposta (latenza) più rapidi e la possibilità di gestire un numero molto superiore di connessioni in contemporanea.

Per quanto riguarda la velocità, potenzialmente il 5G può arrivare fino a 10 Gigabit per secondo. La prospettiva più accreditata ipotizza però una velocità 10 volte più elevata rispetto al 4G. Se quindi, per fare un esempio, consideriamo di passare dai 25 megabit al secondo del 4G ai 250 megabit al secondo del 5G, si potrebbe scaricare un cd audio (700 megabyte) in una ventina di secondi, contro gli attuali 4 minuti.

Le prestazioni saranno superiori soprattutto in termini di latenza, cioè di tempi di risposta al comando dato all’oggetto connesso (ad esempio, se pensiamo alle auto connesse, è il tempo che trascorre tra quando un sensore per la strada che indica lo stop trasmette all’auto il comando di fermarsi e il momento in cui l’auto effettivamente si ferma). Questo tempo di risposta scenderà a 1-10 millisecondi, circa 10 volte meno degli attuali 50-100 millisecondi del 4G (e questo è uno degli aspetti considerati più importanti per i nuovi servizi digitali che si pensa di sviluppare).

Il fatto che gran parte del lavoro, nelle reti 5G, sia fatto dal sistema di antenne e non dall'hardware dello smartphone, potrebbe anche comportare un notevole risparmio energetico, con una maggiore durata delle batterie dei device.

I veri cambiamenti per le persone, però, non saranno solo relativi alla velocità e alle prestazioni dei loro dispositivi, saranno legati soprattutto ai potenziali nuovi servizi possibili.

Quali nuovi servizi renderà possibili il 5G?

Il 5G consente la connessione di milioni di oggetti e sensori molto vicini tra loro (i servizi “massive IoT”), fondamentali per la digitalizzazione delle infrastrutture stradali, gli sviluppi della smart city, della smart home e della guida autonoma.

Facciamo qualche esempio dalle sperimentazioni attualmente previste nelle varie città per capire a cosa può servire il 5G in futuro.

Sicurezza: la tecnologia 5G verrà testata per la trasmissione di video ad altissima risoluzione fatte da droni che sorvoleranno aree sensibili o inaccessibili, colpite ad esempio da calamità naturali. La qualità dell’immagine, la trasmissione rapida e i rapidi tempi di risposta ai comandi da remoto possono potenzialmente facilitare il monitoraggio e il primo soccorso in situazioni di particolare pericolo.

Città intelligenti: sensori IoT in determinati punti della città comunicheranno in tempo reale a una centrale operativa i dati rilevati sul traffico, sull’occupazione dello spazio ad esempio in occasione di grandi eventi, sulla mobilità, la congestione dei parcheggi, l’illuminazione, la situazione dei rifiuti (tramite cestini connessi), consentendo di gestire da remoto e in modo rapido le situazioni critiche o migliorabili. Ad esempio: lampioni dotati di sensori potranno auto-regolarsi in base alla quantità di luce necessaria e comunicare eventuali guasti in tempo reale alle centrali operative.

Medicina: la bassa latenza (tempi di risposta rapidi) della rete 5G può permettere al medico di effettuare una seduta di riabilitazione a distanza, controllando da remoto l'esecuzione dei movimenti del paziente guidato da un robot e interagendo con esso in tempo reale. In particolare per le applicazioni in ambito medico, una rete affidabile e veloce, senza ritardi nella risposta, viene considerata fondamentale (pensiamo ai possibili sviluppi della telechirurgia). Verrà sperimentata anche un’ambulanza connessa: la condivisione in tempo reale dei parametri vitali e la videochiamata ad elevata risoluzione tra l'ambulanza e il medico dall’ospedale possono consentire di diagnosticare e intervenire su specifiche patologie durante il trasporto al pronto soccorso. Il personale dell'ambulanza è inoltre supportato da occhiali intelligenti che gli consentono di visualizzare in realtà aumentata la storia clinica del paziente e protocolli di soccorso complessi.

Tempo libero: il 5G verrà testato in particolare nei musei; attraverso i visori gli utenti potranno visualizzare informazioni aggiuntive sull’opera e, a ogni loro spostamento, l’aggiornamento di queste informazioni potrà avvenire in tempo reale, senza ritardi. Molte le applicazioni a cui si pensa anche nell’ambito delle manifestazioni sportive, per fornire un intrattenimento supplementare agli spettatori (statistiche dei giocatori, replay di episodi ecc.) Industria: sono in fase di test servizi di realtà aumentata per l’industria basati sul 5G; gli operatori grazie a visori vedono sullo schermo, affiancate o sovrapposte alle immagini reali, immagini virtuali che danno istruzioni o informazioni per svolgere le attività in modo più rapido e sicuro.

Quali sono i contro?

La disponibilità di una rete efficiente e superveloce ci potrebbe spingere verso l'utilizzo massivo di prodotti e contenuti "pesanti" e, quindi, alla necessità di avere più gigabyte a disposizione.

Inoltre, la percezione che i nostri dispositivi siano invecchiati prematuramente, perché non in grado di supportare la nuova tecnologia, potrebbe portare a un rinnovo prematuro dei prodotti (secondo la cosiddetta obsolescenza psicologica). Dispositivi e tariffe per il 5G hanno costi già piuttosto elevati, ma senza che – in effetti – ci sia ancora molto di concreto per gli utenti comuni. Spesso, quando si parla di 5G, si prospettano “contro” relativi ai potenziali rischi per la salute: affrontiamo il tema in modo approfondito più avanti.

Usare il 5G: quali cellulari lo supportano

Ecco quali sono (al momento) i modelli di telefono che, in Italia, supportano le reti 5G.

  • Huawei Mate 20x 5G, venduto a partire da 710 euro.
  • LG V50 ThinQ 5G, venduto a partire da 635 euro.
  • Oppo Reno 5G, venduto a partire da 690 euro.
  • Samsung Galaxy Note 10+ 5G, in abbonamento con operatore telefonico.
  • Samsung Galaxy S10 5G, venduto a partire da 715 euro.
  • Vivo Nex 3 5G, venduto a partire da 799 euro.
  • Xiaomi Mi Mix3 5G, venduto a partire da 610 euro.
Quali sono le tariffe e le offerte disponibili?

Al momento il mercato è in rapida evoluzione e si sta muovendo per proporre tariffe ad hoc che supportano la nuova tecnologia di rete. Ad oggi, solo Vodafone e Tim hanno tariffe specifiche per il 5G.

Vodafoneha appena lanciato una nuova tariffa: Vodafone Infinito con giga, minuti, sms, minuti verso l'Unione Europea illimitati a 26.99 euro al mese. Altre tariffe sono.

  • Vodafone Red Unlimited Smart. 40 giga, minuti e sms illimitati. In più giga illimitati per app social, chat, musica e mappe. Il tutto a 18.99 euro al mese.
  • Vodafone Red Unlimited Ultra. 30 giga, minuti e sms illimitati. In più un giga e 200 minuti per il roaming, giga illimitati per app social, chat, musica e mappe. Il tutto a 24.99 euro al mese.
  • Vodafone shake it easy (per gli under 30). 60 giga, minuti e sms illimitati. In più giga illimitati per app, social, chat, musica e mappe. Il tutto a 14.99 euro al mese.

Tim, invece, offre una sola tariffa in due versioni.

  • Tim Advance con 50 giga, minuti e sms illimitati, roaming Ue incluso. Il tutto a 29.99 euro al mese.
  • Tim Advance TOP con 100 giga, minuti e sms illimitati, roaming UE e 250 minuti verso l'estero. In più 3 giga extra e Timegams incluso. Il tutto a 49.99 euro al mese(ne abbiamo parlato qui).

Possiamo dire che alcune di queste tariffe sono decisamente al di sopra della media delle tariffe 4G. E' ormai chiaro che l'introduzione di questa nuova tecnologia sia una scusante per poter aumentare le tariffe. Tre di queste tariffe superano i 25 euro al mese e una arriva quasi a 50 euro al mese.

È già il momento di comprare un dispositivo 5G?

Data la fase sperimentale, è ancora prematuro acquistare un dispositivo che supporti questa tecnologia, considerando anche il fatto che la rete non è ancora diffusa in maniera capillare e pecca di stabilità.

Come funziona al momento la rete? Le nostre prove

Siamo tornati a fare delle prove sul campo per capire se e come fosse migliorata la copertura della rete rispetto a qualche mese fa. La situazione sembra essere migliorata ma rimane comunque poco uniforme (a macchia di leopardo) e la performance del 5G è spesso comparabile a quella della miglior rete 4G+. In Piazza Duomo (la scorsa estate il 5G era veramente performante) abbiamo trovato solo luna copertura 4G+. In Piazza Gae Aulenti e nel Samsung District la copertura, diversamente dall'estate scorsa, ora c'è ma la velocità è inferiore a quella del 4G+ di Pazza Duomo. In zona Maciachini il 5G è presente così come in altre zone della città (Piola Politecnico ad esempio) che in precedenza non erano coperte.

Il 5G: effetti sulla salute

Nonostante il panico scatenatosi intorno al 5G (si teme sarà causa di varie malattie, ad esempio tumori), al momento non ci sono dati che permettono di escludere o confermare che questa nuova tecnologia abbia effetti dannosi per la salute o meno (non ci sono risposte chiare e definitive neanche sulle tecnologie precedenti, figuriamoci sul 5G che è ancora agli albori). Per poter valutare i potenziali effetti negativi sulla salute del 5G possiamo però rifarci alle prove disponibili sugli effetti delle emissioni legate a 2G e 3G, cercando di ipotizzare cosa possa verificarsi in conseguenza di esposizioni differenti. Ma anche in questo caso, serviranno anni di studi dalla sua diffusione per avere risposte chiare. Quello che sappiamo fino ad ora, però, rassicura più che allarmare: il 5G viaggerà sì su frequenze più elevate rispetto a 2G, 3G e 4G (e questo è uno degli elementi che spaventa), ma la rete di antenne, in realtà, utilizzerà segnali dotati di potenza inferiore (spieghiamo in seguito perché). Inoltre resta fermo il fatto che, anche se a frequenze maggiori, la capacità di penetrazione di queste onde nei tessuti umani rimane sempre molto bassa e limitata agli strati superficiali della pelle, mancando anche l’energia necessaria per causare un danno al Dna. Con una rete di questo genere, per la capillarità delle antenne del 5G, l’intensità dei segnali necessari e le frequenze utilizzate, viene da pensare a un’esposizione limitata e dagli effetti negativi paragonabili o addirittura inferiori a quelli derivanti dall’uso di tecnologie precedenti.

Quali sono i timori?

Ecco quali sono i dubbi che potrebbero venire sul 5G se ci si ritrovasse a leggere un po’ di contenuti circolanti sul tema. Ed ecco perché in molti casi si tratta di false credenze o “mezze verità”, che vanno molto ridimensionate.

"Saremo bombardati da onde millimetriche più rischiose per la salute"

Partiamo dal principio: tutto ciò che si fa con cellulari e oggetti connessi è possibile perché questi dispositivi emettono e ricevono onde elettromagnetiche, che consentono a un certo impulso, che parte da un punto, di arrivare a un altro a cui non è collegato fisicamente (quello che succede, ad esempio, quando facciamo una ricerca online dal telefono e la nostra richiesta arriva al server del motore di ricerca che poi ci invia una risposta).

Queste onde hanno una certa frequenza (si tratta del numero di onde che passano per un dato punto ad ogni secondo, misurato in Herz) e una certa lunghezza d’onda (cioè la distanza tra due creste successive) che le caratterizza come onde radio. Ma le onde radio possono avere lunghezza d’onda molto grandi (come quelle che raggiungono le radio) o molto piccole (come quelle che usano i telefoni cellulari). Più le onde hanno frequenza elevata e più diventano piccole.

Ora, il 5G ha la peculiarità di lavorare su molte frequenze dello spettro delle onde radio, anche più elevate rispetto a quelle già utilizzate da tecnologie precedenti. Questa ampiezza di banda permetterà di far funzionare molti apparecchi connessi contemporaneamente con una migliore copertura e usando una certa banda in funzione del tipo di traffico necessario. Per capire la differenza rispetto al passato, se i sistemi cellulari hanno, fino al 4G, occupato alcune bande di frequenza tra i 900 MHz e i 2,6 GHz, il 5G, in Italia, parte invece sulla banda di frequenze dei 3.6-3.8 GHz e sui 26.5 - 27.5 GHz, frequenze molto più elevate che consentiranno grandi velocità di trasmissione e grosse quantità di dati. Poi ci sarà anche la banda dei 700 MHz che garantirà invece maggiore copertura aggirando ostacoli che sono un problema per le onde a frequenza più elevata e che sarà liberata nel 2022 (ora è occupata dalla tv digitale terrestre; le persone infatti dovranno anche aggiornare la loro tv per questo.

Viaggiando sulle frequenze molto elevate dei 26.5 - 27.5 GHz, il 5G si propagherà anche attraverso onde elettromagnetiche molto piccole, con una lunghezza d’onda di pochi millimetri, dette appunto millimetriche. Ecco cosa sono le famigerate onde millimetriche. Il termine, senza sapere bene di cosa si tratta, potrebbe intimorire, ma bisogna davvero averne paura? In realtà no.

Una correlazione tra la frequenza delle onde elettromagnetiche e la loro capacità di penetrare nei tessuti c’è, questo è vero ma - nell’ambito delle onde radio utilizzate nelle telecomunicazioni – in realtà, più è alta la frequenza, più è bassa la capacità di penetrazione. Quindi le alte frequenze che verranno utilizzate nel 5G hanno, in realtà, solo una limitatissima capacità di penetrare i tessuti, come la pelle, inferiore a quella di onde a più bassa frequenza. Inoltre non hanno l’energia necessaria a causare danni a livello del Dna delle cellule, cosa che invece possiedono le onde nello spettro dei raggi UV o dei raggi X.

C'è chi teme che queste onde si andranno a sommare a quelle del 2G, 3G e 4G e vede in questo il pericolo: in realtà il 5G dovrebbe sostituirsi per alcuni servizi alle reti più vecchie, andando quindi a rimpiazzare le emissioni più elevate.

Inoltre non dimentichiamo che ci sono dei limiti di sicurezza imposti all’intensità dell’emissione di onde elettromagnetiche: 6 volt/metro per quanto riguarda i campi elettromagnetici generati dalle antenne (tv, radio, ripetitori telefonici…), un limite piuttosto cautelativo (la media europea è 60 volt/metro).

Per quanto riguarda i cellulari, invece, c’è il Sar (Specific Absorption Rate) che misura la quantità di radiazioni assorbite dal corpo e le traduce nel rischio di effetto termico al quale è esposto. Per garantire la sicurezza degli utenti l’Ue ha fissato a 2 W/kg (watt per chilo) il limite massimo del Sar consentito per le emissioni dei cellulari, onde evitare ogni effetto termico (nei nostri ultimi test, valutando anche situazioni d'uso reale, nessun cellulare si è avvicinato ai limiti imposti dalla legge, anche se la cautela nell'uso dei cellulari è sempre consigliata.

"Ci saranno milioni di mini-antenne intorno a noi dannose per la nostra salute"

Che ci saranno più antenne, più piccole, molto più vicine fra loro è vero. Ma che questo sia in automatico uguale a “danno maggiore per la salute”, no.

Quando parliamo di antenne, intanto, non bisogna pensare al classico enorme traliccio: si tratterà di dispositivi simili a delle scatole, di dimensioni ridotte, che verranno applicati ad esempio su lampioni, palazzi o semafori. La loro moltiplicazione sarà necessaria perché le onde del 5G, viaggiando a frequenze molto elevate, sono più "fragili" e hanno una minore capacità di diffondersi attraverso l’aria, superando ostacoli quali la vegetazione e gli edifici. Quindi, per non perdere il segnale, dovranno essere installate più antenne, più capillari ma - allo stesso tempo - di minore potenza rispetto alle precedenti, proprio perché le antenne saranno più vicine e dovranno coprire celle, cioè porzioni di territorio, più piccole (oltre alle antenne, parte della copertura sarà garantita anche da satelliti nello spazio).

Questo significa che – ha sottolineato anche l’Istituto superiore di sanità – le potenze utilizzate dal 5G saranno più basse di quelle utilizzate fino ad ora nelle telecomunicazioni mobili e che le onde si fermeranno a un livello molto superficiale della pelle.

Il timore diffusosi rispetto alla pericolosità delle antenne del 5G ricorda un po' quanto già accaduto nel passaggio dalle prime reti GSM alle frequenze UMTS e LTE (quelle delle ultime reti 4G e 4,5G): anche in quel caso ci fu un aumento delle frequenze, con il moltiplicarsi di antenne ma di minore potenza, quindi un maggior impatto visivo con il diffondersi di timori per la salute (specie da parte di chi si trovava in prossimità). E questo è accaduto nonostante la migliore copertura di più antenne garantisse, anche in quel caso, minori intensità e nonostante le frequenze in gioco avessero bassissima capacità di penetrazione nei tessuti. 

Quando ci vengono presentate teorie sulla nocività delle radiazioni emesse dalle antenne, inoltre, ricordiamoci che tutti i dati della comunità scientifica che al momento consentono di fare qualche ipotesi sugli effetti delle onde elettromagnetiche, riguardano soprattutto i rischi legati alle onde emesse dai cellulari e non dai ripetitori, che - non essendo attaccati alla testa degli utenti come uno smartphone - implicano un’esposizione inferiore.

"Studi su topi e ratti dimostrano che il 5G e le onde elettromagnetiche sono cancerogeni"

A sostegno dei timori sui rischi per la salute del 5G, vengono spesso citati due recenti studi che riscontrerebbero un’associazione tra l’esposizione di topi e ratti a onde nelle frequenze del 2G e 3G e lo sviluppo di tumori: uno dell’US National Toxicology Program (programma del Dipartimento Salute degli Stati Uniti) e uno dell’Istituto Ramazzini (centro di ricerca di Bologna). Siamo andati a vedere insieme ai nostri esperti cosa dicono questi studi per renderci conto che i risultati portati a sostegno delle tesi più allarmistiche sono tutt'altro che preoccupanti e vanno notevolmente ridimensionati.  

Precisiamo che si tratta di studi in cui si valutano gli effetti di esposizioni a radiofrequenze di tecnologie superate. Questo quindi non permetterebbe di trasferire i dati su tecnologie di tipo nuovo (quello a cui possono servire gli studi sulle tecnologie precedenti è cercare di capire che tipo di rischio abbiamo corso fino ad ora e quale tipo di rischio possiamo prospettare per il futuro).

Non solo: come vedremo, le modalità e i tempi di esposizione testati sono davvero molto diversi da quanto si verifica nel quotidiano. Infatti, l’intento di questi studi non era quello di valutare i rischi corsi dai consumatori esposti alle radiazioni di cellulari e antenne nella vita reale (per questo ci sono gli studi detti epidemiologici) quanto, in generale, valutare la possibilità che l’esposizione alle radiofrequenze possa produrre determinati effetti biologici dannosi. Nello specifico, effetti cancerogeni.  

Il primo studio del NTP è stato svolto su circa 2.500 topi e ratti, esposti su tutto il corpo a livelli di radiazioni elettromagnetiche molto elevati, con l’intenzione di mimare l’esposizione locale del cellulare all’orecchio, ma con tempi e modalità estremi. Ratti e topi sono stati esposti prima della nascita e dopo la nascita, per 107 settimane consecutive (circa 2 anni), tutti i giorni, a brevi periodi alternati di 10 minuti sulle 18 ore, per un totale di circa 9 ore di esposizione quotidiane. Quanto è sovrapponibile tutto ciò al nostro tipo di esposizione? Molto poco. 

Il livello massimo di Sar a cui le cavie sono state sottoposte è stato di 10 W/Kg, il minimo 1,5 W/Kg, quando il limite europeo per l'esposizione locale (alla testa) è 2 W/Kg. Se si va a leggere le carte, lo dice lo stesso NTP nel suo studio: “I livelli di esposizione e la loro durata sono maggiori rispetto a quanto le persone possono ricevere dai cellulari”.  

Si legge tra i risultati: “Chiare evidenze di tumori al cuore (Schwannomi) nei ratti maschi” e “Alcune evidenze di tumori al cervello dei ratti maschi”.

Tutti i risultati “allarmanti”, inspiegabilmente, riguardano i ratti e non i topi. E solo i maschi e non le femmine. In realtà non ci sono giustificazioni per cui topi (maschi e femmine) e ratti femmine non dovrebbero mostrare effetti nocivi dall’esposizione continua a radiofrequenze, mentre i ratti maschi sì. Così come non ci sono motivi per cui gli effetti dannosi dovrebbero manifestarsi in maniera significativa solo a livello dei nervi del cuore e al cervello, quando l’irraggiamento ha coinvolto tutti gli organi e tutte le diramazioni nervose del corpo dei ratti maschi.  

A parte questo, i vari risultati, visti da vicino, restituiscono un quadro meno preoccupante di quanto lasci pensare chi vuole infondere il panico: il numero di tumori riscontrato a livello di cervello e cuore, intanto, è sempre molto piccolo, spesso nel range dell’atteso storico per questi animali, cioè di quanto avviene normalmente, senza esposizione alle onde elettromagnetiche. Questo è un elemento fondamentale perché rende difficile capire se le differenze riscontrate tra topi esposti e non esposti siano significative.  

Inoltre, per quello che in ambito clinico viene definito “effetto dose”, ci si dovrebbe aspettare che se un'associazione tra radiazioni e tumori c'è, più l’irraggiamento è intenso, più tumori dovrebbero presentarsi. Ma questo effetto nello studio non è emerso: a volte si vedono più tumori a livelli di esposizione più bassi, ma non a livelli più alti; a volte, si vede lo stesso numero di tumori a tutti i livelli, senza aumenti all’aumentare delle intensità dell’irraggiamento.  

Risulta bizzarro, inoltre, che i ratti maschi esposti a radiofrequenze a distanza di due anni siano morti in misura inferiore rispetto a quelli non irraggiati; è come dire che l’esposizione a radiofrequenze possa allungare la vita.  

Tutto questo, insomma, insieme al fatto che non sono emerse differenze significative per tumori in altri tessuti altrettanto irraggiati, contribuisce a un quadro finale un po’ confuso dei risultati di questo studio, che non ci permette di capire se i maggiori rischi riscontrati a livello cerebrale e cardiaco nei ratti maschi - comunque non privi di incoerenza - sono effetto del caso o del reale effetto cancerogeno (evidentemente modesto, se teniamo conto di questi dati) delle emissioni. Tutto ciò, unito al fatto che si è trattata di un’esposizione alle onde elettromagnetiche non realistica, non può che farci concludere che non c’è giustificazione all’allarme scatenato in rete.  

L’istituto Ramazzini ha condotto uno studio simile al NTP, ma con un’esposizione diversa, volta a replicare l’esposizione ai campi generati dalle onde emesse dalle antenne, più che dai cellulari. Questo ha comportato l’esposizione di circa 2.500 ratti, a livelli d’emissione più bassi di quelli usati nell’NTP, dalle dieci alle mille volte, A seguito della pubblicazione preliminare dei dati dell’NTP, anche il Ramazzini ha voluto pubblicare i suoi, limitatamente alle osservazioni sui tumori (cardiaci e cerebrali), quelli che nello studio NTP erano risultati correlabili a una esposizione.  

Tra i risultati enunciati si trova appunto: aumento dei gliomi cerebrali (un tipo di tumore cerebrale) e aumento "statisticamente significativo" dell’incidenza di tumori cardiaci (Schwannomi) nei ratti maschi.  

Partendo dai gliomi, in realtà, se si va a leggere tra le righe dello studio, si legge: “non ci sono aumenti significativi nell’incidenza di lesioni tumorali o pre-tumorali del cervello”. Per cui deve esserci stato un qualche aumento "non significativo" - comunque sottolineato nei risultati - che però non è così chiaro.  

Per quanto riguarda gli Schwannomi cardiaci, anche in questo caso, il dato significativo è stato riscontrato, inspiegabilmente, solo nei ratti maschi esposti ai livelli di radiazioni più elevati: un riscontro di un 1,4% di tumori al cuore rispetto a uno 0% nei ratti maschi non esposti a onde elettromagnetiche (cosiddetto gruppo di controllo).

Questo dato risulta significativo perché, nell'arco di due anni, nessuna cavia nel gruppo di controllo maschile (quello 0%) ha sviluppato quel tipo di tumore. E questo, in realtà, è strano, perché generalmente ci si attenderebbe che tra i ratti maschi – anche non irraggiati – si presenti comunque qualche caso. Cosa che al contrario è avvenuta, come atteso, tra le cavie femmine (per cui infatti non si riscontrano differenze significative nell’insorgenza di tumori tra le cavie esposte e quelle non esposte).  

In sostanza, il risultato nei maschi è significativo solo perché, casualmente, nel gruppo di controllo non irraggiato da onde elettromagnetiche non è stato riscontrato alcun tumore e questo ha in qualche modo sovrastimato i rischi. Tanto che se si confronta il totale dei tumori cardiaci osservati in generale (sia nei ratti maschi che femmine, irraggiati alla massima intensità testata), non ci sono differenze significative rispetto al gruppo controllo non irraggiato.  

Altri elementi contraddittori: alle cavie femmine non irraggiate sono venuti tanti tumori quanto a quelle irraggiate alla massima frequenza; inoltre, i tumori cardiaci sono stati più frequenti in corrispondenza di esposizioni di livello più basso che alle massime esposizioni usate nello studio (dieci volte più alte).  

Ci sono delle incoerenze anche tra i due studi: nonostante in quello del Ramazzini si espongano i ratti a emissioni inferiori, il numero di Schwannomi osservato è molto più alto di quello rilevato nell’NTP, che ha previsto esposizioni fino a mille volte maggiori.  

Tutto – ancora – fa pensare a risultati casuali, difficilmente imputabili a un reale effetto cancerogeno delle onde elettromagnetiche.

Conclusione: le onde elettromagnetiche sono pericolose?

Sulle onde elettromagnetiche emesse con il 5G, come dicevamo, non ci sono ancora dati che permettono di capire se ha effetti dannosi. Ci sono dati validi, riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale, sull’esposizione alle frequenze di 2G e 3G, dati che non danno ancora risposte definitive e che, comunque, non possono essere trasferite in automatico sul 5G (antenne e frequenze sono molto diverse).

Si tratta, comunque, di analisi da cui emerge un quadro contraddittorio, ma tendenzialmente non preoccupante. Alcuni studi di tipo caso-controllo (basati sul confronto tra malati e sani rispetto al tipo di esposizione che hanno avuto in passato) hanno rilevato un lieve aumento del rischio di tumori cerebrali e del nervo acustico nelle persone con un uso elevato e prolungato del cellulare (non si parla di antenne), mentre altri studi epidemiologici (considerati più chiari nelle conclusioni perché verificano nel tempo l’emergere dei casi), ci dicono che da prima dell’arrivo del cellulare ad oggi non c’è stato un aumento significativo dei tumori ascrivibile all’uso del cellulare. Lo Iarc (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) sulla base di queste analisi, ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come cancerogeni di gruppo 2B, ovvero come "possibilmente cancerogeni": è il livello più basso di rischio, usato quando ci sono prove limitate. Sulla base di quello che vediamo, quindi, non dobbiamo preoccuparci particolarmente; ma per evitare qualsiasi tipo rischio anche solo potenziale, è sempre meglio adottare alcuni semplici accorgimenti in modo da ridurre l’esposizione di testa e corpo alle emissioni dei cellulari. E bastano davvero pochi centimetri perché il livello di esposizione si riduca drasticamente: ne abbiamo parlato qui.

 
User name

Commenta il post

Condividi la tua opinione o fai la tua domanda nel gruppo Disservizi della comunità Internet e telefono!

Per commentare i post della community devi essere registrato al nostro sito.

Registrati                fai la login

 29 Risposte

User name
SIMONE SARTORI
23/11/2019

Ma se fossi voi, mi vergognerei di dare queste indicazioni.
Ammettendo che fossero anche solo potenziali, riferite poco innocue solo perchè non hanno ancora avuto esiti devastanti a grande scala, ma come si può pensare di testare sulla gente in massa 24h su 24h una tecnologia che è già stata definita possibilmente dannosa.
Ma avete avuto modi di leggere i risultati pubblicati dall'Istututo Ramazzini di Bologna" e le migliaia di testimonianze scientifiche in merito? Avete anche solo verificato quello che state dicendo?
Vi chiedo di collegare il cervello quando scrivete, siete in una posizione dove i vostri pareri vengono potenzialmente letti da migliaia di persone....
Adesso basta scherzare e sdrammatizzare il problema, che si manifesterà a breve a causa dell'accensione in Italia delle antenne 5G (già funzionanti in diversi comuni).
Dopo sarà troppo tardi e spegnerle o correre ai ripari sarà troppo tardi...
Pensate davvero che tenere il cellulare a distanza vi ripari dal 5G?
Ma secondo voi le onde 5G le emette il cellulare o magari prima le riceve perchè sono presenti nell'aria e nell'ambiente dove viviamo? Riflettete su questo e poi magari rispondete.
Ho risposto a questo articolo sperando di risvegliare la vostra coscienza ed accendere in voi la sana curiosità di ricercare la verità.
Lo scrivente:
Simone Sartori
Legale Rappresentante/ Soggetto di Diritto Internazionale / essere umano
Titolare unico e Amministratore del SOGGETTO GIURIDICO e della PERSONA Fisica

User name
ANNA MARIA CANTONI
11/12/2019

approvo in pieno quanto hai scritto, tutti che minimizzano quando invece sembra che il problema sia grosso, da Altroconsumo non mi aspettavo questo!

User name
roberto lanzotti
17/12/2019

Sono completamente d'accordo con quello che hai scritto. Il problema è che c'è pochissima informazione, le persone sembrano non interessarsi al problema (per il momento). Nel mio comune hanno già installato un antenna, è vergognoso. Guardate questo video-esperimento sulle onde elettromagnetiche del wi-fi : www.youtube.com/watch

User name
ALESSANDRO PERFUMO
08/01/2020

Se lo dice YouTube allora é vero. Non si conoscono ancora gli effetti delle tecnologie precedenti, figurarsi per il 5G.
Poi ci domandiamo perché esistono i no vax....

User name
GIANCARLO TOFFOLETTI
23/11/2019

Dire qualcosa sul 5G è troppo difficile per me ultrasettantenne ! lo lascio ai più giovani ed esperti.
Dico solo una cosa: causa il 5G dovremo cambiare televisore (o mettere un decoder di cui non ho il posto !) Pochi anni fa proprio per questo cambiai TV causa passaggio da analogico a digitale, presi un Samsung 8000 appena uscito, costo parecchie migliaia di €) e adesso siamo da capo e solo per favorire dei privati !!!
Questo sì meriterebbe un'azione dell'Altro Consumo !!!

User name
GIORGIO LANZONI
03/12/2019

Da quello che ho letto da varie fonti mi restano molti molti dubbi. Sottovalutarli potrebbe essere molto pericoloso. Gli stessi studiosi dell'istituto Ramazzini sono molto preoccupati.

User name
RICCARDO BERNARDI
31/12/2019

Io di altroconsumo non mi fido piu. Sono dei venduti.

User name
MARIA CONGEDO
05/01/2020

Il giudizio espresso sul 5G da Altroconsumo è alquanto differente da quello di ISDE, medici per l'ambiente, che alla luce dei dati riportati in modo dettagliato nelle pubblicazioni che cito in calce, esprime una posizione improntata al principio di precauzione in presenza di dati sperimentali ed epidemiologici di non conclusiva interpretazione, ma non per questo rassicuranti.
Mi sarei attesa da Altroconsumo un invito rivolto ai decisori pubblici per favorire studi indipendenti sul tema, pubblicamente finanziati, prima di lasciare che prevalgano gli interessi commerciali. Non è troppo tardi per la redazione per cercare un contatto con i medici di ISDE, intervistarli e pubblicare la loro posizione, per equilibrare il peso del giudizio espresso dalla rivista.
Bibliografia
International Journal of Hygiene and Environmental Health 221 (2018) 367–375
Epidemiol Prev 2019; 43 (5-6):314-316. doi: 10.19191/EP19.5-6.P314.097
Int. J. Environ. Res. Public Health 2019, 16, 3379

User name
CRISTIAN TESSER
09/01/2020

Salve a tutti,
il principio di precauzione prevede che, in caso di rischio, valga la tutela della o delle persone piuttosto che l'uso indiscriminato (malattia del radarista negli anni 50 tacitata nelle ricerche od i danni dell'amianto tenuti silenti finché non è stato possibile fare altro); personalmente non mi piace l'idea di essere una cavia mio malgrado e questo nonostante l'appello di Friburgo del 2002 fatto da luminari in medicina che è stato globalmente ignorato.
Sono elettrosensibile ed i disagi che provo (ansia, cefalee, incapacità di concentrarmi e di ragionare correttamente per un tempo lungo, incapacità di assimilare correttamente i cibi, difficoltà nel sonno, aritmie cardiache e contrazini muscolari involontarie) dovute all'irraggiamento al lavoro per l'uso del wifi ed a casa dato dalle connessioni dei vicini hanno causato non pochi problemi tra i quali oltre al malessere fisico il dover cambiare lavoro più volte negli ultimi anni (uso solo il 3G del cellulare in caso di necessità e nemmeno il gps ma almeno di quest'ultimo non mi lamento); per fortuna adesso riesco a 'disintossicarmi' muovendomi dalla città in zone più rurali dove, già dopo poco tempo, non risento di alcuno degli effetti suddetti.
Viene detto che ci sono studi contrastanti, vero, basta vedere cosa si analizza e come e già subito si trova se confermare o confutare lo studio stesso: i regolamenti italiani ad ora vogliono mettere in relazione il peso corporeo con l'innalzamento di temperatura quindi prendono tutto il corpo espresso in Kg e vedono di quanto si innalzano i °C... come se chiamassimo anche con la pianta dei piedi ad esempio, tanto per ridurre ulteriormente l'effetto termico locale, detto SAR, la cui soglia è impostata a 2W/Kg, ci viene detto di usare l'auricolare, giusto, tuttavia così l'irraggiamento termico (che è sempre il solo monitorato) viene ulteriormente mitigato. Non si tiene infatti conto (volutamente o meno non è dato saperlo) dell'effetto biologico delle radioonde che non si vedono immediatamente; ma a cui basta molto meno potenza di irraggiamento per avere effetto. Queste emissioni, specialmente nei multipli delle 2,45 GHz, sono state usate da anni per riscaldare i cibi, tramite le microonde alla stessa frequenza (motivo questo del monitoraggio del danno termico) che fanno riscaldare i cibi cambiando la polarità alle molecole di acqua che è contenuta nel cibo da riscaldare. I 2.45GHz sono proprio la frequenza di risonanza dell'acqua ovvero, colpita da un irraggiamento a questa frequenza, l'acqua cambia l'ordinamento polare dei suoi atomi, creando frizioni tra le molecole quindi attriti ed il conseguente aumento della temperatura. A questa frequenza non è necessario avere una potenza elevata per far cambiare la polarità della molecola di acqua, basta avere la giusta frequenza (tipico il caso citato anche nell'Art. 163 Codice della strada sancito dopo il crollo di un ponte dato per la frequenza del passo dei militari in marcia su di esso, ponte su cui passavano persone e merci per un peso molto maggiore) perciò gli effetti sull'ambiente o sulle persone possono avvenire anche con potenze inferiori.
Per aumentare la frequenza a parità di ampiezza d'onda si incrementa l'energia dell'impulso (non la si diminuisce come ha espresso qualcuno: i raggi X e gamma hanno un'energia enormemente maggiore delle onde radio ad esempio), arrivando a multipli di 2,45GHz già presenti con la connettività Wifi detta AC a 5GHz ed oltre con la frequenza del 5G ancora a multipli di 2,45GHz, inoltre è pulsata ovvero non è costante e regolare ma soggetta a fluttuazioni in intensità a seconda di quello che si stà facendo con la connessione.
Se esposti già solo al Wifi, senza connessione, la frequenza di impulsi inviati dal router o dal dispositivo è di 10Hz cioé 10 ogni secondo, la stessa delle onde alfa del nostro cervello in fase di riposo nel sonno; semplicemente per esserci vicini, alberi dimostrano stress ossidativo mostrando foglie di un colorito plumbeo; semi di crescione che non crescono mentre a parità di altre condizioni la controparte cresce correttamente; i cari tedeschi che si tutelano togliendo il wifi dalle scuole per via che i bimbi/adolescenti sono maggiormente soggetti agli effetti (ansia anche qui, emicranie, difficoltà a concentrarsi, danni all'apparato genitale, disabilità comunicative e cognitive, iperattività...) e preferiscono eseguire davvero piuttosto che dire vada tutto bene (noi abbiamo tuttora i wifi ad esempio non solo nelle scuole ma anche negli ospedali); topolini e cavie che dimostrano correlazioni dirette tra esposizione/irraggiamento e neoplasie; considerando che almeno il 70% del nostro corpo è acqua, personalmente me ne starei distante, semplicemente per precauzione e perchè sono stupido non volendo dare un occhio al futuro (faccio il tecnico informatico e sono costantemente al passo coi tempi ma alla mia pellaccia ci tengo parecchio).
Per il 5G infine, si incrementano le antenne e gli eventi di ricetrasmissione nell'IOT (frequenze pulsate che contengono le informazioni effettive e differiscono in intensità dal solo aver attiva e connessa l'antenna) rendendoci circondati da tutte le antenne necessarie a creare una nube interconnessa per consentire ad ogni oggetto nostro o dei nostri vicini di poter essere controllato con il cellulare. A vivere in questa nube in maniera perenne, con un irraggiamento a frequenze non naturalmente presenti in natura o suoi multipli ed i cui effetti da tenere monitorati secondo la classe politica, che sancisce se va bene, sono solamente quelli termici lasciando perdere gli effetti biologici (gliomi, leucemie tanto per dirne alcuni), personalmente lo trovo un tantino stretto.
Mi sarebbe piaciuto che Altroconsumo avesse un'ottica puramente tutelativa per le persone piuttosto che maggiormente tutelativa per lo status quo.
Se mi verrà concesso di scrivere i link, sono i seguenti.
www.infoamica.it/.../
www.libreidee.org/.../
www.affaritaliani.it/.../wi-fi-il-distruttore-invisibile-della-nostra-salute.html
www.dionidream.com/.../
www.inquinamento-italia.com/.../
Da una cavia alle altre cavie, buona serata

User name
RENATO GIABARDO
12/01/2020

Grazie. Sono d'accordo in particolare con l'idea che in assenza di ricerche che sciolgano i dubbi per una associazione di consumatori debba valere il principio di precauzione.
E' incredibile che una rivista scriva articoli per smentire o sminuire le preoccupazioni e l'appello alla prudenza di un istituto di ricerca, anziché far proprie quelle informazioni.

User name
Roberto Galli
28/01/2020

magari potrebbe interssarti conoscere Edilnatura, per la salute dell'ambiente dalle radiazioni naturali e non.
Anche altroconsumo ne ha parlato
www.skudowave.com/.../

mi auguro ti possa essere di aiuto come lo è stato per me
www.geoprotex.com/wordpress

User name
PAOLO BRUNORI
21/01/2020

Credo sia quantomeno improprio che un'associazione di consumatori vada a sindacare nel merito i risultati di ricerche scientifiche prodotte da due enti prestigiosi e riconosciuti internazionalmente, cercando di screditare le conclusioni finali emerse che sono in realtà di segno completamente opposto a quanto scritto da voi. Una maggiore prudenza e umiltà nell'approcciare questi argomenti complicati credo che sia opportuna.

User name
giuseppe iemme
22/01/2020

Mi accodo a Simone Sartori e gli altri. Ritengo inaccettabile da parte di chi dice di voler tutelare i diritti dei consumatori affrontare in tal modo la vicenda 5G. Da cittadino rimango allibito. Allego il Link al sito di Isde (International Society of Doctors for Environment) dove ci sono varie pubblicazioni scientifiche, interviste, documenti e iniziative volte a informare per tutelare realmente i cittadini. Torniamo a essere cittadini e no consumatori.

www.isde.it/.../

User name
giuseppe iemme
22/01/2020

Sono d'accordo con Simone Sartori e gli altri.
Vergogna!
www.isde.it/.../

User name
MATILDE TERZER
24/01/2020

Sono totalmente delusa da Altroconsumo. Mi aspettavo un commento per la tutela
di noi cittadini e della nostra salute. Sto pensando realmente di disdire il mio abbonamento alla vs. rivista.

User name
Alex Hanin
27/01/2020

La 5G ha una frequenza superiore a quella del GPS o del Bluetooth e inferiore a quella della luce visibile. Non c'è nessun motivo di credere che possa essere dannosa.

Certo, si possono trovare risultati di studi preoccupanti a prima vista (come per qualsiasi tecnologia o sostanza), ma bisogna essere molto selettivo - e quindi poco scientifico - per non vedere che scientificamente, il rischio è pressoché nullo.

User name
Roberto Galli
28/01/2020

basta capire che sono già state vendute le frequenza, non possono ritrattare...
www.mise.gov.it/.../2038666-gara-5g
un fisico italiano che illustra in maniera sperimentale gli effetti del 5g www.youtube.com/watch
parla di radiazioni gamma che dallo IARC sono definite cancerogene, quindi la conclusione è che il 5g così come è sicuramente dannoso...

User name
ALFONSO COSCIA
31/01/2020

Vorrei capire se tale studio è attendibile:

https://emeglio.ch/s/5G_libro

Io credo che il 5G peggiorerà solo le cose.

User name
ANDREA BORSARI
01/02/2020

Buonasera, non sono una persona molto informata sul 5g , posso solo dire di aver partecipato a una presentazione di un apparato che serve ad amplificare il segnale 5g .
IL problema ( da quello che spiegavano ) e' di far viaggiare il segnale velocemente ( e con una certa potenza ) nelle strutture aziendali e abitative, ( purtroppo le pareti fanno da barriera ) facendo una riflessione posso dire che se vengono montati apparati di questo tipo all' interno di strutture altamente popolate dove ci troviamo a convivere con questo tipo di segnale che rimbalza da tutte le parti x essere agganciato da tutti i dispositivi che necessitano di un collegamento wifi, qualche dubbio sulla ns. salute mi viene ..........

User name
ALESSANDRO MARTINELLO
06/02/2020

Senatore Blumenthal: "Quindi l'investimento in ricerca per verificare gli effetti del 5G sulla salute è uguale a 0 dollari?"

Risposta: ....

www.youtube.com/watch


Antenna rimossa da scuola in USA, dopo che vari scolari si sono ammalati di cancro:

www.youtube.com/watch

Altroconsumo, o siete male informati o siete dei venduti.

Male in qualsiasi caso...

User name
FRANCESCO CUSCITO
12/02/2020

Se i piani del settore delle telecomunicazioni per il 5G giungono a compimento, nessuna persona, nessun animale, nessun uccello, nessun insetto e nessuna pianta sulla Terra saranno in grado di evitare l'esposizione, 24 ore al giorno, 365 giorni all'anno, a livelli di radiazione RF che sono decine o centinaia di volte maggiori di ciò che esiste oggi, senza alcuna possibilità di fuga in qualsiasi parte del pianeta. Questi piani del 5G minacciano di provocare effetti gravi e irreversibili sull'uomo e danni permanenti a tutti gli ecosistemi terrestri

Unmasked Episode 3 - 5G Part 1 - A SMART Revolution or Technological Distopia
https://youtu.be/4ezLi8jhEww

User name
FRANCESCO CUSCITO
12/02/2020

Se i piani del settore delle telecomunicazioni per il 5G giungono a compimento, nessuna persona, nessun animale, nessun uccello, nessun insetto e nessuna pianta sulla Terra saranno in grado di evitare l'esposizione, 24 ore al giorno, 365 giorni all'anno, a livelli di radiazione RF che sono decine o centinaia di volte maggiori di ciò che esiste oggi, senza alcuna possibilità di fuga in qualsiasi parte del pianeta. Questi piani del 5G minacciano di provocare effetti gravi e irreversibili sull'uomo e danni permanenti a tutti gli ecosistemi terrestri

User name
FRANCESCO CUSCITO
12/02/2020

Se i piani del settore delle telecomunicazioni per il 5G giungono a compimento, nessuna persona, nessun animale, nessun uccello, nessun insetto e nessuna pianta sulla Terra saranno in grado di evitare l'esposizione, 24 ore al giorno, 365 giorni all'anno, a livelli di radiazione RF che sono decine o centinaia di volte maggiori di ciò che esiste oggi, senza alcuna possibilità di fuga in qualsiasi parte del pianeta. Questi piani del 5G minacciano di provocare effetti gravi e irreversibili sull'uomo e danni permanenti a tutti gli ecosistemi terrestri

User name
FRANCESCO CUSCITO
12/02/2020

Rapporto dei risultati finali riguardanti tumori cerebrali e cardiaci nei ratti Sprague-Dawley esposti dalla vita prenatale fino alla morte naturale al campo di radiofrequenza del telefono cellulare rappresentativo di un'emissione ambientale della stazione base GSM da 1,8 GHz

www.sciencedirect.com/.../S0013935118300367

User name
FRANCESCO CUSCITO
12/02/2020

Scuole e wireless: una breve introduzione
Questa è una breve introduzione stampabile ai problemi di salute relativi al Wi-Fi in modo che tu possa avviare un dialogo nella tua comunità -
Dal Environmental Health Trust

User name
FRANCESCO CUSCITO
12/02/2020

Punti salienti

Effetti cancerogeni dell'esposizione a RFR generati dalle stazioni base del telefono cellulare sui ratti.


Incidenza aumentata di tumori del cervello e del cuore nei ratti esposti alla RFR.


Invito a rivalutare le conclusioni della IARC sul potenziale cancerogeno della RFR nell'uomo.

User name
FRANCESCO CUSCITO
12/02/2020

Gli scienziati di tutto il mondo stanno sollecitando un'azione immediata sul cellulare, sulle radiazioni wireless e elettromagnetiche.
ehtrust.org/.../educa...

User name
FRANCESCO CUSCITO
12/02/2020
User name
FRANCESCO CUSCITO
12/02/2020

Questo è usato anche contro di noi per prevenire il risveglio di massa. Non penso che funzionerà comunque. È solo un tentativo da parte dei governi di controllare ulteriormente le persone / il mondo.

https://youtu.be/4ezLi8jhEww