Come calcoliamo il punteggio
Il punteggio di ogni azienda esprime la sua capacità di risolvere in via amichevole una controversia.
Il punteggio è calcolato a partire da tre indicatori ponderati :
Il punteggio è calcolato in base alla gestione dei reclami inviati negli ultimi 12 mesi. Se non viene mostrato alcun punteggio, significa che non abbiamo dati sufficienti per poterlo calcolare
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Ultimi reclami
Assegno Unico e Universale
Salve, sono de Santis Luigi vi contatto a nome della mia compagna Georgiana IA TSIKLAURI, in merito al blocco della percezione dell'AUU di Inps che percepiva da febbraio 2025 ma il 31.08.2025 terminato il contratto di lavoro che lei aveva iniziato il 01.09.2024 hanno bloccato il pagamento dell'AUU che lei percepiva per suo figlio studente di 19 anni dicendo che l'AUU si blocca nel momento che il contratto termina oppure in alternativa avere due anni di residenza in Italia anche non continuativi che lei non ha, ma leggendo la circolare INPS n. 23 del 09/02/2022 all'art. 3 comma 1 lettera d, ultimo capoverso dice esplicitamente se il contratto di lavoro a tempo determinato abbia avuto una durata di almeno sei mesi nell'anno (2025) che è stata inoltrata la domanda dell'AUU è prevista l'erogazione dell'AUU per l'intero anno e in effetti lei ha lavorato dal 01.01.2025 fino al 31.08.2025 quindi ben oltre ai sei mesi. l'INPS ha bloccato il pagamento dal 1° settembre solo perché il contratto è scaduto il 31 agosto, e ha ignorato il fatto che il requisito dei "6 mesi" era già stato maturato, garantendo la copertura per l'intero anno solare, ho contattato inps risponde e inviato riesame/ricorso ma la risposta si basa solo sulla scadenza del contratto, risposta non esaustiva in quanto la mia domanda riguarda il perchè in questo caso non sia stata applicata la loro circolare n. 23 del 09/02/2022. Inoltre ho inviato una segnalazione al Difensore Civico in data 12.12.2025 e ad oggi risulta ancora in lavorazione dopo quasi 4 mesi, dico io come fà un comune mortale cittadino a far sì che le leggi venghino applicate senza essere preso in giro.
indebito inps per Naspi
Buongiorno, trattasi di indebito ricevuto da INPS per indennità Naspi liquidata in alcuni mesi in cui non se ne aveva diritto. In prima battuta ho cercato di capire il calcolo visto che si parla del periodo dal 02/10/2020 al 31/12/2020, per un importo complessivo di euro 1.062,85. verificando gli importi dall'estratto contributivo non risulta tale somma da restituire e chiedendo via PEC e via Raccomandata all'inps locale di Verona hanno scritto che serve un riesame della pratica Ad oggi non abbiamo alcuna notizia pur continuando a scrivere
Ritardi pagamento assegno mensile di assistenza INPS
INPS Viterbo: Ho 26 anni e ho perso il lavoro nel 2024 a causa della Sclerosi Multipla. Ho sofferto un anno intero mentre continuavo il lavoro usurante per via dei sintomi che non riuscivo a capire, caricavo quintali in spalla ogni giorno, vi giuro, non ho scelto io di avere una patologia neurodegenerativa e non poter più fare lavori usuranti. Eppure, per lo Stato, sembro essere solo un fastidio. I FATTI (CON PROVE DOCUMENTALI): 21/10/2025: Richiesta aggravamento 06/11/2025: Accertamento sanitario concluso con esito positivo. Riconosciuto assegno mensile di assistenza senza revisione. 22/12/2025: In risposta al mio reclamo INPS..16/12/2025., la sede scriveva: "La collega la liquiderà oggi, per i pagamenti comprensivi di arretrati dovrà attendere febbraio". FALSO. Nonostante la rassicurazione scritta, la pratica è rimasta ferma. 02/02/2026: Al Contact Center la pratica risulta "Perfetta" nel sistema Domus, ma non esiste alcun mandato di pagamento. Il Fascicolo Previdenziale indica "Nessun pagamento disponibile". 03/02/2026: Invio formale reclamo all’URP di Viterbo. Solo allora, "magicamente", ricevo il prospetto di liquidazione (Modello TE08 via mail. 04/02/2026: Nuova mail istituzionale dall'URP Inps che comunica (in cc a un'altra funzionaria): "Si comunica che la pratica è stata liquidata e che il pagamento sarà effettuato per fine mese, mi scuso per il ritardo e la saluto cordialmente." Per chi legge, se avete una patologia grave, armatevi di pazienza e grinta. Qui non contano i certificati o la gravità della malattia, conta solo quanto forte riuscite a protestare. Organizzazione imbarazzante e totale mancanza di empatia verso i soggetti fragili. Chiedo scusa se la mia malattia vi ha "disturbato" così tanto da costringervi a fare il vostro lavoro, avrei evitato, avrei evitato tutto, invece é cambiato tutto da dopo il ricovero.
Mancata erogazione pensione
Buongiorno, sono un'ex insegnante. Come previsto per il settore scuola, nel settembre 2023 ho presentato domanda di pensione anticipata, a partire dal 1 settembre 2024, scegliendo la "formula" part-time con mantenimento in servizio al 50%. Da questa scelta sono derivati un sacco di problemi: per 3 mesi, per un'incredibile coincidenza di errori, ho ricevuto sia la pensione che lo stipendio per intero, con successivo recupero e dovendo poi pagare oltre 3000 euro di irpef. L'anno successivo ho deciso di chiudere definitivamente con il lavoro, ma, non avendo presentato nei termini la nuova domanda di pensione, ho inviato lettera di dimissioni nei 4 mesi precedenti la data di uscita, cioè ad aprile di quest'anno per il settembre successivo. Contestualmente, il 22 aprile 25, ho presentato all'INPS la nuova domanda di pensione. Da allora, non è cambiato nulla: la mia pensione continua ad essere al 50%, ed alle ormai numerose richieste di informazioni circa la mia situazione, anche attraverso un sindacato pensionati, la risposta è sempre la stessa: ci sono problemi legati alle procedure, per cui la mia posizione risulta bloccata. Poiché la situazione comincia a diventare pesante anche dal punto di vista economico, chiedo che ci sia un intervento in tempi brevi per definire la mia posizione. Grazie
Cambio domicilio per assistenza sanitaria
Ecco la mia situazione: vivo da solo ( in provincia di Modena) e ho subito un intervento chirurgico di protesi totale all'anca. Per ovvi motivi per il primo periodo avrò bisogno di assistenza e quindi sono costretto a spostarmi dalla mia residenza attuale in Emilia a quella dei miei genitori in Sicilia. Qui arrivano i guai; i giorni in cui prenderò l'aereo ( non é ancora stato inventato il teletrasporto) non posso avere la copertura del certificato di malattia, in quanto in caso di visita del dottore Inps io non sarei presente a casa. Dopo avere chiesto informazioni sull'apposito portale l'unica risposta, che puzza di presa in giro, é che grazie allo Spid posso cambiare in autonomia il domicilio ma la presenza negli orari classici delle visite é immutato, nessuna eccezione, in nessun caso. Naturalmente é informazione totalmente inutile per il mio caso e anche indisponente. Quindi dovrò perdere due giorni di copertura ( giorno di partenza e giorno di arrivo) più pagare 50€ per il certificato che dovrò fare al domicilio diverso. Un danno economico di centinaia di euro nel complesso. Non esiste niente che tutela una persona che come me , a causa di un grave evento morboso ( intervento chirurgico protesi totale all'anca - rientra tra i grandi interventi) vive da sola e ha necessità di spostarsi dalla famiglia per assistenza? Si dà per scontato di ricorrere a spese proprie a un'assistenza a domicilio? Non esiste nessun precedente? Non é prevista una procedura per un caso come quello che ho appena descritto? Se é così, con tutto il dovuto rispetto, vergognatevi . Posso permettermi di perdere anche dei soldi io, ma altri magari no . Un principio profondamente sbagliato. Provo imbarazzo per voi.
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