Ultimi reclami

M. C.
10/02/2026

indebito inps per Naspi

Buongiorno, trattasi di indebito ricevuto da INPS per indennità Naspi liquidata in alcuni mesi in cui non se ne aveva diritto. In prima battuta ho cercato di capire il calcolo visto che si parla del periodo dal 02/10/2020 al 31/12/2020, per un importo complessivo di euro 1.062,85. verificando gli importi dall'estratto contributivo non risulta tale somma da restituire e chiedendo via PEC e via Raccomandata all'inps locale di Verona hanno scritto che serve un riesame della pratica Ad oggi non abbiamo alcuna notizia pur continuando a scrivere

In lavorazione
V. A.
04/02/2026

Ritardi pagamento assegno mensile di assistenza INPS

INPS Viterbo: ​Ho 26 anni e ho perso il lavoro nel 2024 a causa della Sclerosi Multipla. Ho sofferto un anno intero mentre continuavo il lavoro usurante per via dei sintomi che non riuscivo a capire, caricavo quintali in spalla ogni giorno, vi giuro, non ho scelto io di avere una patologia neurodegenerativa e non poter più fare lavori usuranti. Eppure, per lo Stato, sembro essere solo un fastidio. I FATTI (CON PROVE DOCUMENTALI): 21/10/2025: Richiesta aggravamento 06/11/2025: Accertamento sanitario concluso con esito positivo. Riconosciuto assegno mensile di assistenza senza revisione. 22/12/2025: In risposta al mio reclamo INPS..16/12/2025., la sede scriveva: "La collega la liquiderà oggi, per i pagamenti comprensivi di arretrati dovrà attendere febbraio". FALSO. Nonostante la rassicurazione scritta, la pratica è rimasta ferma. 02/02/2026: Al Contact Center la pratica risulta "Perfetta" nel sistema Domus, ma non esiste alcun mandato di pagamento. Il Fascicolo Previdenziale indica "Nessun pagamento disponibile". 03/02/2026: Invio formale reclamo all’URP di Viterbo. Solo allora, "magicamente", ricevo il prospetto di liquidazione (Modello TE08 via mail. 04/02/2026: Nuova mail istituzionale dall'URP Inps che comunica (in cc a un'altra funzionaria): "Si comunica che la pratica è stata liquidata e che il pagamento sarà effettuato per fine mese, mi scuso per il ritardo e la saluto cordialmente." Per chi legge, se avete una patologia grave, armatevi di pazienza e grinta. Qui non contano i certificati o la gravità della malattia, conta solo quanto forte riuscite a protestare. Organizzazione imbarazzante e totale mancanza di empatia verso i soggetti fragili. Chiedo scusa se la mia malattia vi ha "disturbato" così tanto da costringervi a fare il vostro lavoro, avrei evitato, avrei evitato tutto, invece é cambiato tutto da dopo il ricovero.

In lavorazione
S. M.
03/02/2026

Mancata erogazione pensione

Buongiorno, sono un'ex insegnante. Come previsto per il settore scuola, nel settembre 2023 ho presentato domanda di pensione anticipata, a partire dal 1 settembre 2024, scegliendo la "formula" part-time con mantenimento in servizio al 50%. Da questa scelta sono derivati un sacco di problemi: per 3 mesi, per un'incredibile coincidenza di errori, ho ricevuto sia la pensione che lo stipendio per intero, con successivo recupero e dovendo poi pagare oltre 3000 euro di irpef. L'anno successivo ho deciso di chiudere definitivamente con il lavoro, ma, non avendo presentato nei termini la nuova domanda di pensione, ho inviato lettera di dimissioni nei 4 mesi precedenti la data di uscita, cioè ad aprile di quest'anno per il settembre successivo. Contestualmente, il 22 aprile 25, ho presentato all'INPS la nuova domanda di pensione. Da allora, non è cambiato nulla: la mia pensione continua ad essere al 50%, ed alle ormai numerose richieste di informazioni circa la mia situazione, anche attraverso un sindacato pensionati, la risposta è sempre la stessa: ci sono problemi legati alle procedure, per cui la mia posizione risulta bloccata. Poiché la situazione comincia a diventare pesante anche dal punto di vista economico, chiedo che ci sia un intervento in tempi brevi per definire la mia posizione. Grazie

In lavorazione
T. F.
23/01/2026

Cambio domicilio per assistenza sanitaria

Ecco la mia situazione: vivo da solo ( in provincia di Modena) e ho subito un intervento chirurgico di protesi totale all'anca. Per ovvi motivi per il primo periodo avrò bisogno di assistenza e quindi sono costretto a spostarmi dalla mia residenza attuale in Emilia a quella dei miei genitori in Sicilia. Qui arrivano i guai; i giorni in cui prenderò l'aereo ( non é ancora stato inventato il teletrasporto) non posso avere la copertura del certificato di malattia, in quanto in caso di visita del dottore Inps io non sarei presente a casa. Dopo avere chiesto informazioni sull'apposito portale l'unica risposta, che puzza di presa in giro, é che grazie allo Spid posso cambiare in autonomia il domicilio ma la presenza negli orari classici delle visite é immutato, nessuna eccezione, in nessun caso. Naturalmente é informazione totalmente inutile per il mio caso e anche indisponente. Quindi dovrò perdere due giorni di copertura ( giorno di partenza e giorno di arrivo) più pagare 50€ per il certificato che dovrò fare al domicilio diverso. Un danno economico di centinaia di euro nel complesso. Non esiste niente che tutela una persona che come me , a causa di un grave evento morboso ( intervento chirurgico protesi totale all'anca - rientra tra i grandi interventi) vive da sola e ha necessità di spostarsi dalla famiglia per assistenza? Si dà per scontato di ricorrere a spese proprie a un'assistenza a domicilio? Non esiste nessun precedente? Non é prevista una procedura per un caso come quello che ho appena descritto? Se é così, con tutto il dovuto rispetto, vergognatevi . Posso permettermi di perdere anche dei soldi io, ma altri magari no . Un principio profondamente sbagliato. Provo imbarazzo per voi.

In lavorazione
M. M.
25/10/2025

rateazione riscatto volontario inps

dopo una rateazione decennale da legge per riscatto laurea, l'anno scorso per la pace contributiva l'inps mi applicò, contro legge, rateazione di un anno corrispondente al periodo riscattato costringendomi a pagare tutto subito stessa somma delle rate senza alcuna perequazione di interessi dilazione. ora per il riscatto di 16 anni parttime per oltre 47000 euro, che nn aumenta anni di servizio ma solo importo pensione, mi hanno fatto equivalenza di 38 mesi di lavoro tempo pieno e mi hanno 'concesso' 38 rate mensili di oltre 1100 euro che si somma a 338 euro mensili di riscatto laurea. 1500 euro di riscatto mensili inps mi fanno rischiare incapienza stipendio pur coi soldi per pagarli: l'inps deve fare i dispetti su queste somme? ben oltre il limite pignorabile di 500 euro, se equivale a diniego implicito rateazione chi paga tutto subito ci rimette perchè il totale è lo stesso. e la legge sui riscatti permette rateazioni, oltre limite pignoramento, oltre stipendio che se le accetto nn so nemmeno a che vado incontro:tutto intransigente rigore? la legge rateazione decennale vige solo per il riscatto laurea, oltre concetto di equivalenza periodo riscattato di 4/5 anni, e nn per parttime pace contributiva altrettanto previsti da legge?la pace contributiva prevede riscatto fino a 5 anni con rateazione decennale. se fosse perentorio il concetto applicatomi da inps, allora la legge doveva prevedere limiti max 5 anni fin da principio anzichè limite doppio scavalbile a libero arbitrio dalla 'superiore' inps? le leggi sarebbero perentorie contro un superiore potere ancora + perentorio? e a che giochiamo? e l'incapienza stipendio nn è previsto da legge? pagando 47000 euro subito perdo deducibilità fiscale e se crepo domani perdo tutto. nn è già una bella punizione pagare queste somme anche con rate deducibili? tanto + se un contribuente come me costretto alla dispensa pubblico impiego per invalidità civile senza diagnosi (...nn entro nei dettagli...), messo alle strette coi dinieghi ferie pause pranzo timbrature e interrogatori su malattie e famiglia, sono la favola dell'ufficio per i riscatti sullo stipendio con collega con marito che lavora all'inps che ha fatto girare voce in anticipo scandalizzata, supero i 100.000 euro di riscatti inps per pensione bassa senza poter + lavorare e perdere rimborso spese mediche del ministero.

Chiuso

Hai bisogno di aiuto?

Questa azeinda risponde in meno di 2 giorni.
Superato questo limite, ti suggeriamo di contattare i nostri avvocati.

Chiama il nostro servizio

I nostri avvocati avvocati sono disponibili dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 13:00 alle 17:00 (il venerdì fino alle 16:00).