Classifica aziende
- Reclami totali
- 241
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- 36
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- 83%
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- 7 giorni
Come calcoliamo il punteggio
Il punteggio di ogni azienda esprime la sua capacità di risolvere in via amichevole una controversia.
Il punteggio è calcolato a partire da tre indicatori ponderati :
Il punteggio è calcolato in base alla gestione dei reclami inviati negli ultimi 12 mesi. Se non viene mostrato alcun punteggio, significa che non abbiamo dati sufficienti per poterlo calcolare
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Ultimi reclami
problemi con Buddy Bank
Buongiorno. Mia moglie, Yngrid Antonia Almonte De Jesus, codice fiscale: LMNYGR81R707505X, ha un conto ancora aperto con Buddy Bank. Dato che a suo tempo venne aperto in maniera un po' "ingannevole", e che non è stato mai utilizzato, vorremmo chiuderlo. Inoltre avremmo bisogno della giacenza bancaria al 31 dicembre 2024, richiesta per la certificazione ISEE. Ora, a parte, l'impossibilità di parlare con un operatore umano, gli operatori Unicredit dicono che non possono fare nulla e rimandano al sito di Buddy Bank, dove tutto è virtuale. Abbiamo provato a seguire le istruzioni, dove si conclude sempre con la promessa di ricevere tramite e-mail le istruzioni per avere quanto richiesto, che tuttavia non arrivano mai, oppure con l'invito a aprire la App per fare tutto da lì. Inoltre, viene citata la possibilità di poter fare tutto attraverso la nostra banca attuale, che non si capisce bene cosa voglia dire. Possibile che non ci sia un metodo meno macchinoso per avere una semplice attestazione e per chiudere un conto non utilizzato da anni? Ritengo anche che Unicredit non possa semplicemente lavarsene le mani, visto che Buddy è una sua creatura e fa comunque parte del gruppo.
Ostruzionismo rilascio IBAN per estinzione finanziamenti mortis causa – Successione Fausto Tridici.
Dati del reclamante: Iolanda Cardizzone (erede legittima) Descrizione dell'accaduto: La sottoscritta Iolanda Cardizzone, in qualità di erede del Sig. Fausto Tridici (deceduto l'11/01/2026), denuncia il comportamento ostruzionistico di UniCredit S.p.A. In data 29/01/2026 la Banca ha regolarmente rilasciato il "Certificato di Sussistenza Credito/Debito" relativo alla posizione del de cuius, riconoscendo formalmente l'esistenza dei finanziamenti n. 34081770, n. 32127514 e n. 19182708. Successivamente, ho inviato formale richiesta via PEC (inviata il 29/01/2026) chiedendo i conteggi estintivi e l'IBAN per procedere all'immediata estinzione anticipata dei debiti ereditari. Nonostante la documentazione di successione sia già agli atti della Banca (che ha emesso il certificato di cui sopra), l'istituto rifiuta pretestuosamente di comunicare le coordinate IBAN su cui effettuare il bonifico, adducendo inesistenti necessità di "verificare le autorizzazioni". Tale condotta viola i principi di correttezza e buona fede, impedendo all'erede di adempiere alle obbligazioni ed estinguere il debito, col solo risultato di far maturare ulteriori interessi passivi a danno della successione. Cosa chiedo: L'immediata comunicazione (entro 3 giorni) del conteggio estintivo aggiornato e dell'IBAN per il bonifico. Che la Banca si faccia carico degli interessi maturati dalla data della mia prima richiesta PEC fino all'effettiva comunicazione dell'IBAN, in quanto maturati esclusivamente a causa del loro rifiuto a ricevere il pagamento
Voto: 0/5 – Processo digitale obsoleto e inaccettabile per una banca internazionale nel 2026
Sono cliente UniCredit dal 2019 con conto My Genius e ho sempre utilizzato l’app come mobile token senza problemi. Nel 2026 mi sono però ritrovata completamente bloccata fuori dal mio conto a seguito di un semplice cambio di telefono. Dopo aver reinstallato l’app UniCredit, l’accesso con le mie credenziali (codice adesione e PIN) viene rifiutato con il messaggio di recarmi in filiale per ritirare un token o un codice QR. Trovo surreale che, per usare un’app bancaria, nel 2026 sia ancora richiesta la presenza fisica. Ho contattato l’assistenza al numero 800575757: mi è stato detto che dovevo prima attivare la nuova carta bancomat ricevuta per la scadenza della precedente. Sono stata reindirizzata al sistema automatico che, dopo diversi tentativi, ha semplicemente comunicato che l’operazione non poteva essere completata. Ho provato anche l’altro numero(800078777), senza alcun risultato. Ho tentato quindi l’accesso via web, ma ricevo solo un errore generico nonostante le credenziali siano corrette e riconosciute dai sistemi telefonici. Richiamando il servizio clienti, una gentile operatrice mi conferma che l’unica soluzione è recarmi fisicamente in filiale per ottenere un codice QR. Mi viene anche confermato che, fino ad allora, non potrò accedere al conto né effettuare alcuna operazione, con l’unica alternativa di presentarmi allo sportello. Ho anche un secondo dispositivo, ma mi è stato spiegato che, avendo cambiato quello principale, il secondo diventa inutilizzabile. In pratica, un cambio di telefono equivale al blocco totale del conto. La situazione è ancora più assurda perché sono una cliente expat: vivo e lavoro ad Germania. Ho chiesto se potessi recarmi in una filiale UniCredit in Germania, ma mi è stato risposto che devo tornare obbligatoriamente nella stessa filiale in Italia dove ho aperto il conto. Questo disservizio mi sta causando un danno concreto: impossibilità di gestire il mio denaro, blocco dei bonifici, perdita di tempo lavorativo e la prospettiva di dover organizzare un viaggio solo per riattivare un’app. Da notare che questo problema si è verificato solo con UniCredit: N26, Revolut e Fineco (ex UniCredit) si sono riattivate quasi automaticamente in pochi minuti. Il confronto è impietoso. Nel 2026, un gruppo bancario internazionale non può permettersi processi così rigidi, lenti e completamente scollegati dalla realtà. Esperienza estremamente deludente. Zero fiducia nel servizio digitale. Voto: 0/5.
Omessa lavorazione e mancato riscontro a istanza di trasferimento del rapporto bancario trasmessa vi
Con la presente intendo segnalare una grave inadempienza da parte dell’intermediario bancario in relazione al trasferimento del mio rapporto bancario, regolarmente richiesto tramite posta elettronica certificata (PEC), in piena conformità con la normativa vigente. Il trasferimento è stato richiesto mediante PEC, strumento dotato di pieno valore legale ai sensi del DPR n. 68/2005, che equipara la PEC alla raccomandata con ricevuta di ritorno; del Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005), che disciplina l’uso della PEC e riconosce la validità giuridica delle comunicazioni elettroniche; nonché delle linee guida della Presidenza della Repubblica (cosiddetta legge PEC “Mattarella”), che confermano l’obbligatorietà e l’efficacia della PEC nelle comunicazioni formali tra cittadino e intermediario. In data 2 settembre 2024 ho inviato una PEC alla filiale ( retail_bergamo@pec.unicredit.eu ) UniCredit di Bergamo, richiedendo il trasferimento del mio rapporto bancario dalla filiale di Santa Teresa di Riva (ME) alla suddetta filiale. Nonostante la comunicazione sia stata correttamente inoltrata, tracciabile e documentabile, non ho ricevuto alcuna risposta formale via PEC, né risulta avviato alcun effettivo processo di trasferimento del rapporto bancario, come espressamente richiesto. Successivamente, in data 6 settembre 2024, ho inviato un’ulteriore PEC, mettendo in copia anche l’indirizzo reclami@pec.unicredit.eu, senza tuttavia ottenere alcun riscontro. La filiale di Bergamo non ha svolto alcuna attività, né ha provveduto a contattarmi telefonicamente o per iscritto, né ha fornito spiegazioni o aggiornamenti sullo stato della richiesta. Solo a seguito dell’apertura del ricorso presso l’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) , ricorso che ha dato esito favorevole alla banca nonostante l’evidenza documentale delle PEC inviate, l’intermediario ha tentato di contattarmi telefonicamente. Prima di tale iniziativa, non vi era stata alcuna comunicazione, né risposta alle PEC trasmesse. Anche in questa fase, la banca si è limitata a fornire giustificazioni generiche, senza mai riconoscere esplicitamente l’errore o l’inadempienza commessa. Le PEC inviate, che si allegano alla presente, costituiscono prova inconfutabile dell’avvenuta richiesta e della mancata gestione della stessa da parte dell’intermediario. Si ricorda che l’utilizzo della PEC per il trasferimento di un rapporto bancario rientra pienamente tra i servizi bancari e finanziari, trattandosi di una comunicazione formale tra cliente e banca, prevista dalla normativa bancaria e dalla regolamentazione in materia di strumenti di pagamento e gestione dei rapporti contrattuali. Ne consegue che l’intermediario è tenuto a evadere la richiesta in tempi ragionevoli e a fornire un riscontro formale, pena l’insorgere di eventuali responsabilità a suo carico. Ritengo particolarmente grave che, mentre ai cittadini vengono applicate sanzioni e conseguenze immediate in caso di errori o inadempienze, l’istituto bancario continui a difendersi senza assumersi le proprie responsabilità, nonostante l’evidenza documentale prodotta
Servizio inqualificabile di UniCredit per correntisti Fineco
A: servizio reclami UniCredit Reclami@PEC.UniCredit.EU CC: servizio reclami Fineco finecobankspa.pec@pec.finecobank.com CC: Altroconsumo tramite piattaforma Reclama Facile Buongiorno Desidero presentare un reclamo per il pessimo servizio ricevuto da UniCredit per il rilascio di un assegno circolare in convenzione con Fineco. Questi i fatti: Mercoledì 10 Dicembre alle 12.33 sono entrato nella filiale UniCredit di Sesto San Giovanni (MI). Quando è arrivato il mio turno, alle 13.20, ho richiesto un assegno circolare in convenzione Fineco, di cui sono correntista. L’addetta alla cassa si è rifiutata di rilasciare l’assegno circolare perché ci sarebbe voluto troppo tempo e la filiale doveva chiudere per la pausa pranzo, aggiungendo anche che io “devo” farmi spedire l’assegno, anziché andare in filiale (errato: entrambe le opzioni sono ammesse). La sua superiore, con cui ho chiesto di parlare, ha confermato che non avevano tempo per me, invitandomi a tornare nel pomeriggio. Dopo quasi un’ora di attesa con una sola cassa aperta, era ora di pranzo e non avevano tempo per me, senza nemmeno scusarsi. Nel pomeriggio dello stesso giorno sono andato alla filiale UniCredit di Cinisello Balsamo (MI) poco dopo le 15. La filiale aveva le porte chiuse in orario di apertura. Un addetto mi ha riferito che senza un appuntamento non sarei potuto entrare, nonostante il vostro sito inviti a recarsi in filiale senza appuntamento per le operazioni di cassa. Il giovedì 11 mattina mi sono recato alla filiale UniCredit di Bergamo, via Corridoni. L’unico impiegato in servizio, gentilissimo, mi ha spiegato che la filiale non effettua servizio cassa e quindi non mi poteva aiutare. Sul vostro sito tuttavia non è riportato alcunché in proposito. Ho ottenuto il sospirato assegno circolare nella filiale UniCredit di piazza Vittorio Veneto a Bergamo, nella mattina dello stesso giorno. Per farmi scrivere l’intestazione dell’assegno circolare, l’addetto ha raccolto un foglietto accartocciato dal cestino della carta e me lo ha offerto. Forse non è il massimo dell’etichetta, ma ciò che conta è che mi ha rilasciato l’assegno circolare. Credo che tutto questo si commenti da solo. Data la convenzione tra UniCredit e Fineco per gli assegni circolari, quando varco la soglia di UniCredit per richiedere un assegno circolare mi ritengo un cliente. È questo il servizio che UniCredit offre ai clienti? Saluti
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