Bacheca dei reclami
Reclama Facile si propone di instaurare un utile dialogo tra imprese e consumatori per risolvere questi problemi in via amichevole, favorendo il raggiungimento di un accordo condiviso.
Tramite Reclama Facile potrai inviare un reclamo direttamente all’azienda di tuo interesse seguendo la nostra procedura guidata e avrai la possibilità di pubblicare il tuo reclamo sulla nostra Bacheca.
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1. Invia un reclamo all'azienda che ti sta causando un problema
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HYPE: Addebito forzoso e retroattivo di canoni Next mai segnalati nell'app
Spettabile Altroconsumo,desidero segnalare una pratica commerciale scorretta e una grave mancanza di trasparenza da parte di HYPE (Gruppo Sella).All'apertura della carta nel 2023 mi è stato attivato il piano a pagamento "Next" (2,90€/mese) a mia totale insaputa. Da allora ho utilizzato la carta raramente e solo per piccoli acquisti online, ricaricando sempre e solo la cifra esatta necessaria alla transazione.Durante questi tre anni, l'applicazione di HYPE non ha mai mostrato alcuna notifica, estratto conto negativo o debito residuo nella cronologia dei movimenti. Il saldo principale dell'app ha sempre segnato regolarmente 0,00€. Pensavo quindi che il mio piano fosse quello base e gratuito. A riprova di ciò, allego al presente reclamo lo screenshot dell'applicazione che mostra chiaramente il saldo a 0,00€, privo di qualsiasi indicazione sul reale stato contabile.In data odierna, mio marito mi ha inviato un accredito urgente di 7,00 euro per effettuare una transazione immediata a mio nome. Non appena i soldi sono arrivati, il sistema di HYPE li ha interamente e istantaneamente azzerati, prelevandoli forzatamente.Ho subito contattato telefonicamente l'assistenza clienti, parlando con un operatore che si è mostrato del tutto indisposto a controllare o a risolvere la situazione in modo costruttivo. Durante la chiamata ho scoperto l'assurda verità: secondo i loro sistemi interni avrei accumulato un debito di canone arretrato di circa 27,00 euro. L'operatore mi ha inoltre liquidata dicendo che non è tecnicamente possibile effettuare il downgrade al piano gratuito, costringendomi di fatto a tenere il conto in queste condizioni o a chiuderlo.Ritengo inaccettabile e ingannevole che una banca nasconda un debito cumulativo di 27 euro nei propri sistemi interni, continuando a mostrare un saldo di 0,00€ nell'applicazione, per poi azzerare in modo aggressivo qualsiasi ricarica successiva senza che l'utente abbia alcuna visibilità della pendenza.Chiedo pertanto ad HYPE, tramite il vostro intervento:Il rimborso immediato dei 7,00 euro prelevati forzatamente oggi.L'annullamento totale del debito occulto residuo di circa 27,00 euro generato da questo canone "invisibile".Il passaggio immediato e gratuito al piano tariffario base a canone zero, senza l'obbligo di chiusura del conto.
Aggiornamento del reclamo – IKEA Italia (Ordine n. 1605141896)
Gentili, desidero aggiornare il mio reclamo relativo all’ordine IKEA n. 1605141896. L’11 luglio la squadra di montaggio è intervenuta presso la mia abitazione, ma non è riuscita a completare il lavoro perché il tempo a disposizione non è stato sufficiente. Attualmente la mia cucina e la mia camera da letto sono ancora incomplete. Prima di andare via mi è stato detto che sarei stata ricontattata per fissare un nuovo appuntamento. Ad oggi, però, nessuno mi ha contattata. Contattando il servizio clienti IKEA, mi è stato addirittura comunicato che il montaggio risulta completato nel loro sistema, informazione completamente falsa. Abbiamo poi chiesto di essere trasferiti al reparto cucine, ma dopo oltre 30 minuti di attesa nessuno ha risposto. La consegna, che avrebbe dovuto essere completata il 6 luglio, è ancora incompleta al 13 luglio. Sono incinta e ogni intervento comporta per me ulteriore fatica, poiché devo pulire ogni volta l’intera casa. Inoltre, sono costretta a rimandare il trasloco nella mia nuova abitazione esclusivamente a causa dei continui ritardi di IKEA. Chiedo il Vostro intervento affinché IKEA completi urgentemente la consegna e il montaggio, fornisca spiegazioni per quanto accaduto e riconosca un adeguato risarcimento per i gravi disagi subiti. Cordiali saluti,
Richiesta revoca sospensione account
Buongiorno, in riferimento alla sospensione definitiva del mio account comunicatami in data 16/10/2025 da Quality - IT (qualita@therfork.it) per "mancata conformità ai nostri termini e condizioni", nonché all'intero carteggio di cui al Numero caso 13685723 qui su "Reclama facile" di Altroconsumo e poi in gestione da parte dei legali stessi di Altroconsumo (caso chiuso su "Reclama facile"), mi permetto di riaprire qui la pratica per esporvi quanto segue: per la prima volta, quando l'avvocato di Altroconsumo mi ha letto la vostra risposta, ho improvvisamente e finalmente capito in cosa ho violato i termini di utilizzo dell’azienda, e nello specifico con il mio utilizzo improprio del programma “Invita un amico”. Ecco, vi scrivo nuovamente perché il mio utilizzo improprio è avvenuto totalmente in buona fede, come dimostrato chiaramente dal fatto stesso che addirittura nella mia prima segnalazione sulla sospensione del mio account tramite Altroconsumo, in data 27/10/25, io ripercorrevo il modo in cui utilizzavo TheFork per maturare Yums e scrivevo letteralmente e con tutta la trasparenza di chi ritiene di fare una cosa assolutamente lecita: “- attraverso la condivisione del mio codice "Invita un amico" con quante più persone possibili, sia personalmente che attraverso la pubblicazione su gruppi social a tema risparmio/sconti/codici amico ecc...”. La mia buona fede sull’utilizzo del programma “Invita un amico” va anche letta nel contesto consuetudinario di come funzionano mediamente tutte le iniziative “member get member” dei vari brand, che consentono (se non addirittura stimolano) la condivisione libera ovunque del proprio codice. Peraltro la stessa azienda per la quale lavoro in comunicazione/marketing ha un programma “Porta un amico” e consente la pubblicazione libera dei codici. A tutto questo aggiungo che, proprio su base consuetudinaria delle iniziative di questo tipo, nel visualizzare l’interfaccia in app TheFork del programma (che ha un tooltip informativo il quale fornisce unicamente informazioni sugli invitati e sulle condizioni per la loro maturazione di Yums), con i vari strumenti per la condivisione del codice (incluso il “Copia”), ho istintivamente dato per scontato che anche il member get member di the Fork funzionasse come quello dell’azienda per cui lavoro e delle moltissime altre che hanno un’iniziativa member get member e che incoraggiano la condivisione del codice. Alla luce di tutte le argomentazioni appena esposte, che provano la mia assoluta buona fede, nonché alla luce del fatto che prima di iniziare a utilizzare il programma “Invita un amico” ho trascorso anni (7, se non erro) di utilizzo frequente e regolarissimo di TheFork, io – finalmente consapevole degli estremi della mia violazione - vorrei chiedere quanto segue: - che venisse sbloccato il mio account TheFork - che mi venissero rimossi tutti gli Yums maturati in modo irregolare (non ho mai inteso maturare Yums in modo illecito, né mi interessa averli) - che mi venissero lasciati solo gli Yums maturati nel completo rispetto dei termini di utilizzo del servizio Naturalmente tutto questo con l’assoluta garanzia di non ripetere mai più e in alcuna maniera gli errori commessi, ora che ho tutti gli strumenti e la consapevolezza per non sbagliare nuovamente. Confido nella comprensione da parte di TheFork, alla luce di quanto sopra esposto. Un cordiale saluto. Enrico Spinetta
Mancato riscontro a richiesta Reso
Spett. Farmacia Soccavo In data 01/07/2026 come da Ordine web N° 001630432 ho acquistato presso il Vostro negozio online il prodotto Mioinositolo 120 g Cod.Art.: 983542109 pagando contestualmente l’importo di € 18.51 oltre a € 1.90 di spese di spedizione. Alla consegna del prodotto, avvenuta il 08/07/2026, potendone visionare direttamente le caratteristiche, ho deciso di avvalermi del diritto di recesso ai sensi dell’art. 52 e segg. del D.Lsg. 206/05. Vi ho inviato una comunicazione in tal senso tramite mail il 10/07/2026 scrivendo al vostro indirizzo email info@farmaciasoccavo.it, dato che telefonicamente non é stato mai possibile parlare con un operatore. L'11/07/2026 mi avete risposto chiedendomi se il prodotto fosse integro e non aperto, vi ho inviato in risposta foto della confezione dove si evince sigillo integro proponendo di allegare anche video qualora necessario. Alla data odierna non ho ancora ricevuto riscontro riguardo la possibilità di procedere al reso, nonostante vi abbia più volte sollecitati e richiesto istruzioni per la spedizione. Vi invito pertanto ad ottemperare la mia legittima richiesta di recedere dal contratto, confermando che Il prodotto, integro e completo in tutte le sue parti, è disponibile per la restituzione e richiedo di conseguenza il rimborso del prezzo pagato pari a € 18.51 (più eventuali spese di spedizione da me sostenute per il reso tracciabile), tramite riaccredito sul mezzo di pagamento utilizzato per l’acquisto. Attendo un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, valendo la stessa quale messa in mora ai sensi e per gli effetti dell’art. 1219 c.c. Allegati: Fattura Copia scambio mail come da mia richiesta di reso
Ritardo nella consegna
Spett. EMMA MATERASSO In data 05/07/2026 ho acquistato presso il Vostro negozio online un KIT ORIGINAL ELITE pagando contestualmente l’importo di € 733,92 compreso di spese di spedizione. Alla conferma dell’ordine, mi è stato comunicato che la consegna sarebbe avvenuta entro il 10/07/2026. Tuttavia, ad oggi, nonostante i ripetuti solleciti, non ho ancora ricevuto la merce. Vi invito pertanto a recapitarmi quanto prima, e comunque non oltre 30 gg dalla data dell’ordine, il prodotto da me acquistato. In difetto, mi riservo il diritto di richiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni subiti. Attendo un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, valendo la stessa quale messa in mora ai sensi e per gli effetti dell’art. 1219 c.c. Allegati: Conferma ordine Ricevuta di pagamento
Italy Car Rent - Autonoleggio
Nr. Voucher: IT931707210 Scrivo per contestare un addebito di 400 euro che mi è stato fatto in data 5 luglio 2026 dalla società di autonoleggio Italy Car Rent, in relazione ad un'auto da me noleggiata a Cagliari dal 23 giugno al 5 luglio 2026. Al momento della riconsegna mi è stata contestata una micro-lesione al parabrezza (l'equivalente di un puntino di polvere), praticamente impossibile da notare al momento del noleggio e quindi non contestabile da parte mia. Ammesso e non concesso che il danno fosse attribuibile a me, l'importo che mi è stato addebitato sulla carta è pari a un danno "large", secondo il prezziario della società di autonoleggio, che distingue i danni al parabrezza in small, medium e large. Ritengo la pratica adottata di natura fraudolenta, come è possibile desumere anche dal numero di reclami della stessa natura reperibile su questo sito. Ho provveduto ad inviare una pec all'indirizzo della società, alla quale chiedo l'immediato storno della transazione. TM
MANCATA EMISSIONE FATTURA e MANCATA RISOLUZIONE PROBLEMA
Spett.le Apache Srl, con la presente intendo contestare formalmente l’intervento effettuato presso la mia abitazione in data 12/07/2026, a seguito della richiesta effettuata tramite il servizio “Pronto Intervento 24”. In data 12/05/2026 alle h.7:30, a seguito di un problema relativo ad un problema sulla rete fognaria della mia abitazione, ho effettuato una ricerca online trovando il servizio “Pronto Intervento 24”, ritenendo in buona fede di contattare un fabbro locale della zona di Pavia. Il sito e la denominazione utilizzata risultavano infatti idonei a far credere al consumatore di rivolgersi a un operatore locale. Solo successivamente ho scoperto che il servizio fungeva da intermediario e che il tecnico intervenuto arrivava da Como. Durante il contatto iniziale mi è stato comunicato esclusivamente un costo di uscita pari a €110 + IVA, senza alcuna indicazione chiara circa possibili costi ulteriori, tariffe massime o ordine di grandezza economico dell’intervento. L'intervento urgente veniva prima fissato per le 8:30 poi per le 10 infine il tecnico, dopo numerosi solleciti all'operatore è arrivato presso la nostra abitazione alle ore 11:30. Dopo aver spiegato la problematica, ci è stato chiesto se fossimo provvisti di Assicurazion perchè tale intervento avrebbe superato di gran lunga i 1.300 euro +IVA. Abbiamo da subito capito che si trattava di una pratica non corretta perchè pur avendo richiesto uno spurgo gli operatori non erano muniti di camion predisposto a tale attività. Inoltre per esperienza personale e sulla base di preventivi forniteci da altre aziende locali non disponibili per la data richiesta il costo massimo applicabile per l'uscita di domenica era 500 euro + iva. I due operatori intervenuti erano privi di badge identificativo o divisa aziendale. Sono arrivati su un mezzo non idoneo all'intervento richiesto (probabile auto personale); non hanno mostrato alcun tesserino o documentazione identificativa. Solo successivamente sono risultati collegati alla società Apache Srl come indicatoci dall'operatore di Pronto Intervento 24. Abbiamo quindi rifiutato l'intervento specificando il costo esorbitante e lamentandoci che per pochi minuti di analisi del Problema, tenuto conto del ritardo di parecchie ore, ci venisse comunque richiesto di pagare l'uscita preventivata in 110 euro + IVA. Come immaginavamo, un operatore locale di spurghi ha completato le attività in un giorno feriale addebitandoci 200 euro iva inclusa. Ho corrisposto ad Apache Srl l’importo di €134,20 tramite POS, come da ricevuta SumUp, nella quale compare unicamente la dicitura generica “importo personalizzato”, senza descrizione dettagliata della prestazione effettuata. Alla richiesta di fattura dettagliata: mi è stato inizialmente risposto che sarebbe stata inviata; ad oggi non ho ancora ricevuto documentazione fiscale dettagliata; non mi sono stati forniti dati aziendali completi né generalità del tecnico intervenuto. Ritengo che quanto accaduto configuri una pratica commerciale gravemente scorretta ai sensi del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), in particolare per utilizzo della situazione di urgenza del consumatore; documentazione fiscale incompleta e generica; mancata gestione della richiesta di annullamento dell’intervento. Pertanto: Diffido formalmente Apache Srl a emettere entro 5 giorni fattura fiscale dettagliata ai sensi dell’art. 21 DPR 633/1972, con indicazione precisa di: diritto di chiamata; Chiedo inoltre: denominazione completa della società; sede legale; PEC; nominativo dei tecnici intervenuti. In assenza di riscontro entro 10 giorni dal ricevimento della presente, procederò a: segnalazione presso AGCM per pratica commerciale scorretta; segnalazione alla Guardia di Finanza per verifica fiscale; attivazione procedura di chargeback presso il mio istituto bancario; eventuale segnalazione alle associazioni consumatori competenti. Preciso che la presente contestazione riguarda esclusivamente le modalità commerciali e tariffarie applicate dalla società e non costituisce alcuna valutazione personale nei confronti del singolo operatore intervenuto. Distinti saluti.
MANCATA EMISSIONE FATTURA e MANCATA RISOLUZIONE PROBLEMA
Spett.le Apache Srl, con la presente intendo contestare formalmente l’intervento effettuato presso la mia abitazione in data 12/07/2026, a seguito della richiesta effettuata tramite il servizio “Pronto Intervento 24”. In data 12/05/2026 alle h.7:30, a seguito di un problema relativo ad un problema sulla rete fognaria della mia abitazione, ho effettuato una ricerca online trovando il servizio “Pronto Intervento 24”, ritenendo in buona fede di contattare un fabbro locale della zona di Pavia. Il sito e la denominazione utilizzata risultavano infatti idonei a far credere al consumatore di rivolgersi a un operatore locale. Solo successivamente ho scoperto che il servizio fungeva da intermediario e che il tecnico intervenuto arrivava da Como. Durante il contatto iniziale mi è stato comunicato esclusivamente un costo di uscita pari a €110 + IVA, senza alcuna indicazione chiara circa possibili costi ulteriori, tariffe massime o ordine di grandezza economico dell’intervento. L'intervento urgente veniva prima fissato per le 8:30 poi per le 10 infine il tecnico, dopo numerosi solleciti all'operatore è arrivato presso la nostra abitazione alle ore 11:30. Dopo aver spiegato la problematica, ci è stato chiesto se fossimo provvisti di Assicurazion perchè tale intervento avrebbe superato di gran lunga i 1.300 euro +IVA. Abbiamo da subito capito che si trattava di una pratica non corretta perchè pur avendo richiesto uno spurgo gli operatori non erano muniti di camion predisposto a tale attività. Inoltre per esperienza personale e sulla base di preventivi forniteci da altre aziende locali non disponibili per la data richiesta il costo massimo applicabile per l'uscita di domenica era 500 euro + iva. I due operatori intervenuti erano privi di badge identificativo o divisa aziendale. Sono arrivati su un mezzo non idoneo all'intervento richiesto (probabile auto personale); non hanno mostrato alcun tesserino o documentazione identificativa. Solo successivamente sono risultati collegati alla società Apache Srl come indicatoci dall'operatore di Pronto Intervento 24. Abbiamo quindi rifiutato l'intervento specificando il costo esorbitante e lamentandoci che per pochi minuti di analisi del Problema, tenuto conto del ritardo di parecchie ore, ci venisse comunque richiesto di pagare l'uscita preventivata in 110 euro + IVA. Come immaginavamo, un operatore locale di spurghi ha completato le attività in un giorno feriale addebitandoci 200 euro iva inclusa. Ho corrisposto ad Apache Srl l’importo di €134,20 tramite POS, come da ricevuta SumUp, nella quale compare unicamente la dicitura generica “importo personalizzato”, senza descrizione dettagliata della prestazione effettuata. Alla richiesta di fattura dettagliata: mi è stato inizialmente risposto che sarebbe stata inviata; ad oggi non ho ancora ricevuto documentazione fiscale dettagliata; non mi sono stati forniti dati aziendali completi né generalità del tecnico intervenuto. Ritengo che quanto accaduto configuri una pratica commerciale gravemente scorretta ai sensi del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), in particolare per utilizzo della situazione di urgenza del consumatore; documentazione fiscale incompleta e generica; mancata gestione della richiesta di annullamento dell’intervento. Pertanto: Diffido formalmente Apache Srl a emettere entro 5 giorni fattura fiscale dettagliata ai sensi dell’art. 21 DPR 633/1972, con indicazione precisa di: diritto di chiamata; Chiedo inoltre: denominazione completa della società; sede legale; PEC; nominativo dei tecnici intervenuti. In assenza di riscontro entro 10 giorni dal ricevimento della presente, procederò a: segnalazione presso AGCM per pratica commerciale scorretta; segnalazione alla Guardia di Finanza per verifica fiscale; attivazione procedura di chargeback presso il mio istituto bancario; eventuale segnalazione alle associazioni consumatori competenti. Preciso che la presente contestazione riguarda esclusivamente le modalità commerciali e tariffarie applicate dalla società e non costituisce alcuna valutazione personale nei confronti del singolo operatore intervenuto. Distinti saluti.
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Spett.le Apache Srl, con la presente intendo contestare formalmente l’intervento effettuato presso la mia abitazione in data 12/07/2026, a seguito della richiesta effettuata tramite il servizio “Pronto Intervento 24”. In data 12/05/2026 alle h.7:30, a seguito di un problema relativo ad un problema sulla rete fognaria della mia abitazione, ho effettuato una ricerca online trovando il servizio “Pronto Intervento 24”, ritenendo in buona fede di contattare un fabbro locale della zona di Pavia. Il sito e la denominazione utilizzata risultavano infatti idonei a far credere al consumatore di rivolgersi a un operatore locale. Solo successivamente ho scoperto che il servizio fungeva da intermediario e che il tecnico intervenuto arrivava da Como. Durante il contatto iniziale mi è stato comunicato esclusivamente un costo di uscita pari a €110 + IVA, senza alcuna indicazione chiara circa possibili costi ulteriori, tariffe massime o ordine di grandezza economico dell’intervento. L'intervento urgente veniva prima fissato per le 8:30 poi per le 10 infine il tecnico, dopo numerosi solleciti all'operatore è arrivato presso la nostra abitazione alle ore 11:30. Dopo aver spiegato la problematica, ci è stato chiesto se fossimo provvisti di Assicurazion perchè tale intervento avrebbe superato di gran lunga i 1.300 euro +IVA. Abbiamo da subito capito che si trattava di una pratica non corretta perchè pur avendo richiesto uno spurgo gli operatori non erano muniti di camion predisposto a tale attività. Inoltre per esperienza personale e sulla base di preventivi forniteci da altre aziende locali non disponibili per la data richiesta il costo massimo applicabile per l'uscita di domenica era 500 euro + iva. I due operatori intervenuti erano privi di badge identificativo o divisa aziendale. Sono arrivati su un mezzo non idoneo all'intervento richiesto (probabile auto personale); non hanno mostrato alcun tesserino o documentazione identificativa. Solo successivamente sono risultati collegati alla società Apache Srl come indicatoci dall'operatore di Pronto Intervento 24. Abbiamo quindi rifiutato l'intervento specificando il costo esorbitante e lamentandoci che per pochi minuti di analisi del Problema, tenuto conto del ritardo di parecchie ore, ci venisse comunque richiesto di pagare l'uscita preventivata in 110 euro + IVA. Come immaginavamo, un operatore locale di spurghi ha completato le attività in un giorno feriale addebitandoci 200 euro iva inclusa. Ho corrisposto ad Apache Srl l’importo di €134,20 tramite POS, come da ricevuta SumUp, nella quale compare unicamente la dicitura generica “importo personalizzato”, senza descrizione dettagliata della prestazione effettuata. Alla richiesta di fattura dettagliata: mi è stato inizialmente risposto che sarebbe stata inviata; ad oggi non ho ancora ricevuto documentazione fiscale dettagliata; non mi sono stati forniti dati aziendali completi né generalità del tecnico intervenuto. Ritengo che quanto accaduto configuri una pratica commerciale gravemente scorretta ai sensi del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), in particolare per utilizzo della situazione di urgenza del consumatore; documentazione fiscale incompleta e generica; mancata gestione della richiesta di annullamento dell’intervento. Pertanto: Diffido formalmente Apache Srl a emettere entro 5 giorni fattura fiscale dettagliata ai sensi dell’art. 21 DPR 633/1972, con indicazione precisa di: diritto di chiamata; Chiedo inoltre: denominazione completa della società; sede legale; PEC; nominativo dei tecnici intervenuti. In assenza di riscontro entro 10 giorni dal ricevimento della presente, procederò a: segnalazione presso AGCM per pratica commerciale scorretta; segnalazione alla Guardia di Finanza per verifica fiscale; attivazione procedura di chargeback presso il mio istituto bancario; eventuale segnalazione alle associazioni consumatori competenti. Preciso che la presente contestazione riguarda esclusivamente le modalità commerciali e tariffarie applicate dalla società e non costituisce alcuna valutazione personale nei confronti del singolo operatore intervenuto. Distinti saluti.
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Spett.le Apache Srl, con la presente intendo contestare formalmente l’intervento effettuato presso la mia abitazione in data 12/07/2026, a seguito della richiesta effettuata tramite il servizio “Pronto Intervento 24”. In data 12/05/2026 alle h.7:30, a seguito di un problema relativo ad un problema sulla rete fognaria della mia abitazione, ho effettuato una ricerca online trovando il servizio “Pronto Intervento 24”, ritenendo in buona fede di contattare un fabbro locale della zona di Pavia. Il sito e la denominazione utilizzata risultavano infatti idonei a far credere al consumatore di rivolgersi a un operatore locale. Solo successivamente ho scoperto che il servizio fungeva da intermediario e che il tecnico intervenuto arrivava da Como. Durante il contatto iniziale mi è stato comunicato esclusivamente un costo di uscita pari a €110 + IVA, senza alcuna indicazione chiara circa possibili costi ulteriori, tariffe massime o ordine di grandezza economico dell’intervento. L'intervento urgente veniva prima fissato per le 8:30 poi per le 10 infine il tecnico, dopo numerosi solleciti all'operatore è arrivato presso la nostra abitazione alle ore 11:30. Dopo aver spiegato la problematica, ci è stato chiesto se fossimo provvisti di Assicurazion perchè tale intervento avrebbe superato di gran lunga i 1.300 euro +IVA. Abbiamo da subito capito che si trattava di una pratica non corretta perchè pur avendo richiesto uno spurgo gli operatori non erano muniti di camion predisposto a tale attività. Inoltre per esperienza personale e sulla base di preventivi forniteci da altre aziende locali non disponibili per la data richiesta il costo massimo applicabile per l'uscita di domenica era 500 euro + iva. I due operatori intervenuti erano privi di badge identificativo o divisa aziendale. Sono arrivati su un mezzo non idoneo all'intervento richiesto (probabile auto personale); non hanno mostrato alcun tesserino o documentazione identificativa. Solo successivamente sono risultati collegati alla società Apache Srl come indicatoci dall'operatore di Pronto Intervento 24. Abbiamo quindi rifiutato l'intervento specificando il costo esorbitante e lamentandoci che per pochi minuti di analisi del Problema, tenuto conto del ritardo di parecchie ore, ci venisse comunque richiesto di pagare l'uscita preventivata in 110 euro + IVA. Come immaginavamo, un operatore locale di spurghi ha completato le attività in un giorno feriale addebitandoci 200 euro iva inclusa. Ho corrisposto ad Apache Srl l’importo di €134,20 tramite POS, come da ricevuta SumUp, nella quale compare unicamente la dicitura generica “importo personalizzato”, senza descrizione dettagliata della prestazione effettuata. Alla richiesta di fattura dettagliata: mi è stato inizialmente risposto che sarebbe stata inviata; ad oggi non ho ancora ricevuto documentazione fiscale dettagliata; non mi sono stati forniti dati aziendali completi né generalità del tecnico intervenuto. Ritengo che quanto accaduto configuri una pratica commerciale gravemente scorretta ai sensi del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), in particolare per utilizzo della situazione di urgenza del consumatore; documentazione fiscale incompleta e generica; mancata gestione della richiesta di annullamento dell’intervento. Pertanto: Diffido formalmente Apache Srl a emettere entro 5 giorni fattura fiscale dettagliata ai sensi dell’art. 21 DPR 633/1972, con indicazione precisa di: diritto di chiamata; Chiedo inoltre: denominazione completa della società; sede legale; PEC; nominativo dei tecnici intervenuti. In assenza di riscontro entro 10 giorni dal ricevimento della presente, procederò a: segnalazione presso AGCM per pratica commerciale scorretta; segnalazione alla Guardia di Finanza per verifica fiscale; attivazione procedura di chargeback presso il mio istituto bancario; eventuale segnalazione alle associazioni consumatori competenti. Preciso che la presente contestazione riguarda esclusivamente le modalità commerciali e tariffarie applicate dalla società e non costituisce alcuna valutazione personale nei confronti del singolo operatore intervenuto. Distinti saluti.
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