Bacheca dei reclami
Reclama Facile si propone di instaurare un utile dialogo tra imprese e consumatori per risolvere questi problemi in via amichevole, favorendo il raggiungimento di un accordo condiviso.
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Problemi a chiusura conto corrente
Spett. Ing Bank Sono titolare del conto corrente, codice cliente 7392343. Permesso che, non essendoci sportelli presso cui recarsi fisicamente, è comunque sempre difficile poter parlare con un operatore telefonicamente. È circa tre mesi che sto tentando di chiudere il conto, ma nonostante i tantissimi tentativi tramite operatori telefonici, non è tato possibile farlo. Secondo gli operatori mancava sempre qualcosa per procedere in modo definitivo alla chiusura del conto corrente. Chiedo con cortese sollecitudine di definire una volta per tutte la soluzione del mio caso. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti. Capobianco Felice
Problema con biglietti aerei
Spett. fly go voyager, Sono titolare del biglietto per il volo del 3 agosto 2025 da Roma a Ibiza. Ho acquistato i biglietti sul vostro sito, mi è arrivata una vostra e-mail che comunicava che la prenotazione era stata effettuata correttamente e che avrei ricevuto e-mail di conferma con i dettagli e i biglietti. Così non è avvenuto. Ho chiamato il vostro numero di assistenza che è come se fosse inesistente in quanto quelle poche volte che squilla non si riesce mai a parlare con un vostro operatore. Ho mandato numerose e-mail alle quali non ho ricevuto alcuna risposta. Inoltre ho letto innumerevoli recensioni di persone che lamentano i miei stessi problemi. Con la presente richiedo pertanto il risarcimento di tutti i danni subiti, da stimarsi complessivamente in 1263,80 euro. Vi invito a corrispondermi quanto prima tale somma tramite riaccredito sul mezzo di pagamento utilizzato per il pagamento. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, mi riservo di adire le vie legali a tutela dei miei diritti.
Ricevimento biglietti aerei
Dopo la prenotazione di biglietti aerei e regolare pagamento il 19 giugno non ho ancora ricevuto i biglietti
Mancato rimborso
Spett. Amicafarmacia, Il 30/06/2025 ho effettuato sul loro sito un acquisto che ho scelto di pagare rateizzando l'importo con scalapay (provvedendo immediatamente a pagare la prima rata). Il giorno 05/06/2025 ricevo una email che mi informava del fatto che l'articolo da me ordinato, non risultava disponibile presso nessuno dei loro magazzini. L'importo sarebbe stato rimborsato entro (e specificato "non oltre") 14 giorni lavorativi. Alla data odierna non ho ancora ricevuto il rimborso, nonostante abbia inviato diverse segnalazioni utilizzando l'apposito format sul loro sito (giacché non esiste altro modo per mettersi in contatto con il rivenditore). L'unica risposta che ho ricevuto è stata una email generata automaticamente. Dato che viene richiesto il pagamento delle rate a fine mese, scalapay mi ha chiesto l'addebito del secondo importo, sono stata così costretta a mettermi in contatto anche con loro per segnalare la questione e mi hanno prontamente risposto che, anche loro, si sono messi in contatto con amicafarmacia senza però ottenere alcun riscontro da parte loro.
Fly Go Voyager inesistente
Il giorno 15 giugno 2025 ho acquistato biglietti aerei da e per la Romania sul sito Flygo Voyager. Mi è arrivata subito la mail di conferma prenotazione nr. 108544219, che m'informava che per avere un'ulteriore conferma era necessario attendere da 20 min a 14 giorni. Il giorno 29 giugno 2025 ho ricevuto la seconda mail " Prenotazione in attesa" con cui m'informavano che dato il numero eccezionale di richieste, l'emissione e la conferma finale verranno elaborate nell'ordine cronologico di partenza ecc.... Ho capito che qualcosa non andava e fatte le ricerche necessarie ho provato a contattare più volte il numero 02/94751714 che a volte risulta staccato , altre volte suona e attendi in linea ore per parlare con qualcuno. Alla mail ancora non ricevo risposta.... Chiedo il rimborso dell'importo versato .
Richiesta di supporto per prodotto non conforme acquistato su Private Sport Shop
Gentile Altroconsumo, mi rivolgo a voi per segnalare un problema legato a un acquisto effettuato tramite il sito Private Sport Shop, e per chiedere il vostro supporto nella richiesta di un risarcimento economico per un prodotto ricevuto non conforme alla descrizione fornita dal venditore. In data [inserire data acquisto], ho acquistato una bicicletta Felt IAx Advanced 105, pubblicizzata sul sito come dotata di cerchi Reynolds AR 58/62 in carbonio, come confermato anche dal servizio clienti di Private Sport Shop che ho contattato preventivamente per avere conferma delle specifiche tecniche. Tuttavia, alla consegna avvenuta in data 20 giugno 2025, la bicicletta è arrivata con cerchi Devox in alluminio, un componente decisamente inferiore rispetto a quanto promesso, sia in termini di prestazioni sia di valore economico. I cerchi Reynolds hanno un valore di mercato di circa 1.200 euro (come da questo riferimento: link). Ho già contattato il servizio clienti (in allegato trovate la mail inviata), ma a oggi non ho ricevuto una soluzione soddisfacente. Inoltre, viste le tempistiche (oltre due mesi di attesa per la consegna), non ho la possibilità di restituire il prodotto, in quanto dovrò utilizzare la bici per diverse competizioni estive. Alla luce di quanto sopra, ritengo di avere pieno diritto a un risarcimento pari al valore dei cerchi mancanti (circa 1.200 euro), somma che dovrò impiegare per acquistare separatamente i componenti originariamente previsti. Vi chiedo cortesemente supporto per intraprendere un’azione formale nei confronti del venditore, al fine di ottenere il rimborso dovuto. Resto a disposizione per fornire tutta la documentazione a supporto del caso (screenshot del sito, conversazioni con il customer service, ricevuta di acquisto, ecc.). Ringraziandovi anticipatamente per la vostra attenzione e il vostro aiuto, porgo cordiali saluti.
Rimborso biglietti aerei non pervenuto
Buongiorno, in data 31/03/2025 ho effettuato una prenotazione x quattro biglietti con tratta Bergamo -Lefgada andata per il giorno 2/08/2025 e ritorno nel giorno 18/08/2025 con tratta Lefgada-Malpensa, al costo totale di 1744 euro. Ho ricevuto subito la conferma della prenotazione con numero di riferimento 108440700 che avvisava che si poteva aspettare da 20 minuti a un massimo di 14 giorni x la conferma dei biglietti. Passato tale periodo e non avendo più notizie, ho sollecitato la pratica il 28/04/2025 e mi è stato detto che a breve avrei avuto conferma. Il 07/05/2025 li ho contattati telefonicamente e mi è stato detto che i biglietti non erano ancora stati acquistati e visto che io avevo necessità di avere orari e giorni del volo precisi mi è stato proposto il rimborso garantendo melo entro 30 giorni. L'11/06/2025 trascorsi 35 giorni ho sollecitato il rimborso ma ad oggi ancora nulla è accaduto. Ho provato a contattarli ma dopo un'ora non sono riuscito. Chiedo pertanto di procedere quanto prima al rimborso dei biglietti con riaccredito sulla carta di credito utilizzata per il pagamento. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente mi riservo di aderire le vie legali a tutela dei miei diritti. C.G.
Mancato rimborso
Buongiorno, in data 12.05.25 ho effettuato un ordine subito addebitato. In data 19.05 l'azienda ha annullato l'ordine citato promettendo il rimborso entro 14 giorni. Ad oggi 03.07 non ho ancora ricevuto i soldi. Ho inviato numerose mail di sollecito senza alcuna risposta
DAS nega copertura a vittima di stalking condominiale e costringe l'assicurato a mediazione
DAS nega tutela a vittime di stalking, adduce prove assurde e impone mediazione-ricatto Mi chiamo Walter Bedani e scrivo a nome mio e di mia moglie, assicurati con polizza di tutela legale D.A.S. S.p.A. (n. 05205DAS00853), che copre la nostra vita privata. Denuncio un comportamento di gravità inaudita da parte della compagnia e dei suoi fiduciari, che non solo ci hanno negato la copertura assicurativa in un momento di estrema necessità, ma hanno tentato di imporci una scelta processualmente dannosa, violando i più basilari doveri di correttezza e buona fede. IL CONTESTO: VITTIME DI STALKING, NON UN SEMPLICE LITIGIO La nostra famiglia è vittima di una documentata e sistematica campagna di stalking da parte della nostra controparte. Questa non è una nostra opinione, ma un fatto acclarato da tre distinti procedimenti penali in corso a loro carico, che ci vedono come persone offese per reati che vanno dagli atti persecutori (art. 612-bis c.p.) alla calunnia (art. 368 c.p.). L'ultimo atto di questa escalation è avvenuto il 26 aprile 2025: il giorno dopo aver ricevuto la notifica di un'udienza a loro carico per calunnia, la controparte ha installato una telecamera di videosorveglianza. La finalità ritorsiva e intimidatoria è evidente. IL DINIEGO DI DAS: UN CAPOLAVORO DI NEGLIGENZA E MALAFEDE Abbiamo aperto un sinistro con DAS per un procedimento d'urgenza (ex art. 700 c.p.c.) per l'immediata rimozione della telecamera istallata in ritorsione alla notifica di udienza penale ricevuta dalla controparte. La risposta di DAS, tramite l'avvocato incaricato e la referente interna, è stata un diniego basato sulla presunta "carenza dei presupposti di legge", in particolare sulla mancanza di "prove certe e documentali del funzionamento" del dispositivo. Questa valutazione è un insulto alla nostra intelligenza e una violazione palese degli obblighi contrattuali. DAS e il suo legale hanno deliberatamente ignorato una montagna di prove schiaccianti da noi fornite: PROVE TECNICHE INCONFUTABILI: Dispositivo Professionale: Abbiamo documentato con foto che la telecamera è un modello professionale EZVIZ, non un simulacro, dotata di LED a infrarossi per visione notturna e una lente in vetro ottico. Installazione Ostile e Illegittima: L'installazione è stata eseguita da un professionista (un ingegnere elettronico, parente della controparte), è permanentemente alimentata ed è stata posizionata strategicamente al piano terra (non al primo piano, dove vive la controparte) sul muro di proprietà di un loro parente non residente. È puntata esclusivamente verso le nostre pertinenze private, il nostro posto auto e il nostro ingresso, come da scrittura privata inviata a DAS e non verso la proprieta' della controparte che non e' visibile nella inquadratura della telecamera. Non esiste delibera condominiale, cartellonistica obbligatoria o nostra autorizzazione. Prova della Natura non Dissuasiva: Abbiamo fornito video che dimostrano come la telecamera sia occulta e quasi invisibile di giorno e di notte, smentendo la tesi del "mero dissuasore". Pericolo Aggravato: Abbiamo provato con video che la telecamera, essendo a portata di mano, può essere facilmente ri-orientata con un semplice manico di scopa o piccola scala da casa rendendo la minaccia ancora più grave e imprevedibile. ERRORE GIURIDICO MADORNALE SULLA PROVA: L'avvocato incaricato da DAS ha preteso una prova assurda ("luci rosse mentre si muove"), applicando uno standard probatorio errato. Per la giurisprudenza consolidata (Cassazione e Garante Privacy), ai fini della violazione della privacy e del reato di interferenze illecite, ciò che rileva è la mera potenzialità lesiva del dispositivo e il suo orientamento invasivo. In materia di privacy vige un principio di precauzione: è chi installa a dover provare la liceità, non la vittima a dover provare il funzionamento continuo. Per un'azione d'urgenza è sufficiente la verosimiglianza del diritto leso, non la prova piena. DANNO ALLA SALUTE IGNORATO: Abbiamo fornito un verbale di Pronto Soccorso che attesta una grave crisi d'ansia subita da mia moglie, con trasporto in ambulanza, il giorno dopo aver steso la denuncia sulla telecamera. Questo è il periculum in mora: un danno grave, attuale e irreparabile alla salute, che DAS ha liquidato come irrilevante. IL RICATTO DELLA MEDIAZIONE: L'ABUSO DEFINITIVO La condotta più grave si è manifestata durante una videochiamata il 17 giugno 2025. Di fronte alla nostra richiesta di agire in giudizio, l'avvocato incaricato e la referente DAS ci hanno posto un ultimatum: "o la mediazione o niente". Hanno tentato di costringerci ad avviare noi una mediazione, pur essendo a conoscenza di due fatti cruciali: 1) la pendenza di tre procedimenti penali contro la controparte, che rende la mediazione strategicamente deleteria; 2) il fatto che il legale della controparte ci avesse già comunicato di aver ricevuto mandato per invitarci a una mediazione. L'insistenza di DAS affinché fossimo noi a "provocare" la mediazione era un chiaro tentativo di porci in una posizione di svantaggio negoziale. Questa non è solo una pessima gestione, è una condotta deontologicamente e contrattualmente illecita che viola: L'ART. 1917 C.C.: DAS ha agito contro il nostro interesse, spingendoci verso una soluzione dannosa che avrebbe potuto compromettere la nostra posizione nei processi penali. LA BUONA FEDE (ART. 1375 C.C.): Hanno usato la nostra vulnerabilità per sottrarsi ai loro obblighi, ricattandoci. Al nostro rifiuto di cedere, è scattato il parere negativo e il diniego. CONCLUSIONE E APPELLO AD ALTROCONSUMO D.A.S. S.p.A. non sta negando un semplice sinistro. Sta abbandonando i suoi assicurati, documentate vittime di stalking, nel momento del bisogno. Sta calpestando il contratto, la legge e la dignità dei suoi clienti per un cinico calcolo economico. Il loro comportamento non è solo un inadempimento, è un abuso della loro posizione di forza. Chiediamo l'intervento urgente e deciso dei legali di Altroconsumo affinché venga contestata formalmente questa gestione scandalosa e D.A.S. S.p.A. sia costretta a onorare i suoi obblighi, fornendoci la tutela che abbiamo pagato e di cui abbiamo disperatamente bisogno per proteggere la nostra sicurezza e la nostra salute.
Consegna mai avvenuta
Macchina pagata online. Mai consegnata poiché richiesta carta diversa da quella del pagamento online. Abbiamo Proposto contanti, carta credito di mio marito, cambio nome prenotazione, ma nulla. Inoltre ci volevano far pagare 100 euro in più di quanto avevamo già pagato online poiché (da prenotazione l'avremmo riportata alle 4 di mattina) consegnandola quando erano ancora chiusi bisognava pagare di più. Ma questa cosa non l'avevano detta. Eravamo 3 famiglie italiane tutte nella stessa situazione! Una vergogna!
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