Bacheca dei reclami
Reclama Facile si propone di instaurare un utile dialogo tra imprese e consumatori per risolvere questi problemi in via amichevole, favorendo il raggiungimento di un accordo condiviso.
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Firma digitale
La Namirial S.p.A. • C.F. e iscriz. al Reg. Impr. Ancona N. 02046570426 • REA N. AN157295, ha disabilitato senza alcun preavviso la mia firma digitale con tessera n. 7000003011127593, costringendomi all'acquisto di un nuovo dispositivo, come da contratto che allego. Ho provato diverse volte a completare la procedura di identificazione ma arrivati ad un certo punto della stessa vengo fermato, perché i dati della carta di identità sono riferiti ad un documento non più vigente. Tuttavia, come da schermata che allego, il portale non mi consente in alcun modo di aggiornare i dati inserendo quelli nuovi. Il numero di telefono di Namirial mi rimanda al portale della società, dove l'unica indicazione che trovo è quella relativa di un servizio a pagamento di prenotazione di una chiamata per assistenza. Il problema consiste, quindi, nell'impossibilità di finalizzare la mia autenticazione. Peraltro Namirial ha già ottenuto il pagamento per la mia firma digitale.
ABBONAMENTO NON RICHIESTO
Con la presente desidero segnalare un episodio di utilizzo fraudolento della mia carta di pagamento, al fine di richiedere il Vostro supporto e di portare all'attenzione questa vicenda. Ho riscontrato sul mio estratto conto una serie di addebiti non autorizzati, effettuati a favore dell'esercente indicato come "Ankompanii", per operazioni che non ho mai eseguito né autorizzato. Non appena mi sono accorto degli addebiti, ho contattato immediatamente il mio istituto bancario, che mi ha fornito la documentazione necessaria per avviare la procedura di disconoscimento delle operazioni. Contestualmente mi è stato richiesto di presentare denuncia alle Autorità competenti e di compilare la modulistica prevista per la richiesta di rimborso. Ritengo opportuno segnalare questo episodio affinché possa essere valutato anche sotto il profilo della tutela dei consumatori, considerando che potrebbero esserci altre persone coinvolte nella medesima tipologia di frode. Resto a disposizione per fornire tutta la documentazione in mio possesso, tra cui: estratto conto con gli addebiti contestati; modulo di disconoscimento presentato alla banca; copia della denuncia alle Autorità; ogni ulteriore documento utile alla valutazione del caso. Ringrazio anticipatamente per l'attenzione e resto in attesa di un Vostro cortese riscontro. Cordiali saluti.
Richiesta di rimborso totale per grave violazione dell'obbligo di consenso informato e malafede
Spettabile Altroconsumo e Spettabile Direzione di Smile2Impress S.r.l., Con la presente intendo esporre formale reclamo nei confronti di Smile2Impress S.r.l. per richiedere la risoluzione del contratto e la restituzione integrale della somma di € 2.950,00 da me interamente saldata in data 26/03/2026. Ad oggi il trattamento non è mai iniziato, il kit è integro e inutilizzato, e nessun dispositivo o trattamento medico (come l'applicazione di attachment o IPR) è mai stato eseguito sul mio corpo. Il recesso e la richiesta di rimborso totale si fondano su una gravissima e documentata condotta scorretta da parte dell'azienda, che ha deliberatamente omesso informazioni cliniche essenziali prima di avviare la produzione dei dispositivi "su misura", estorcendo di fatto un consenso mai legalmente prestato. Di seguito si riassume la cronologia dei fatti che dimostra l'inadempimento di Impress: * 26/03/2026: Effettuo il pagamento anticipato di € 2.950. In clinica mi viene garantito che avrei visionato il piano terapeutico e ricevuto ogni dettaglio prima della produzione delle mascherine. * 06/04/2026: Chiedo aggiornamenti. L'assistenza mi risponde che il piano "non viene condiviso con i pazienti" e che avrei dovuto vederlo con il medico. Tale confronto con l'ortodontista non avverrà mai, nonostante la mia presenza in studio all'orario concordato. * 08/04/2026 - 09/04/2026: Ricevo una breve video-simulazione 3D priva di dati clinici. Esprimo perplessità su un attachment anteriore, ma l'azienda mi risponde che le mascherine sono già in produzione e non modificabili. La produzione è stata quindi avviata senza che io conoscessi la durata della cura, il numero di aligner, la necessità di IPR (stripping dentale) e la posizione degli attachment. * 14/04/2026: Invio la prima PEC di contestazione e richiesta di rimborso per totale mancanza di consenso informato. * 23/04/2026: Comunico al Patient Care e a FedEx il mio rifiuto categorico di ricevere il pacco. * 28/04/2026: Nonostante il rifiuto e la formale contestazione in atto, il corriere lascia il pacco in portineria senza firma. Il kit non viene aperto né utilizzato. * 08/05/2026 e 27/05/2026: Invio una seconda PEC chiedendo la documentazione clinica e la prova della mia approvazione alla produzione. Impress risponde falsamente che avrei approvato la produzione tramite un messaggio WhatsApp (un semplice "grazie" per l'invio di un video non costituisce consenso a un trattamento medico). * Fine Maggio 2026 (Oltre due mesi dopo il pagamento): Solo a seguito di continue insistenze, Impress mi comunica per la prima volta i dettagli del trattamento (20 allineatori, 4-6 mesi, necessità di IPR). Rilevato che: 1. Il consenso informato in ambito medico-odontoiatrico è un diritto fondamentale e deve essere preventivo, esplicito e completo. Produrre dispositivi medici e pretendere il vincolo contrattuale prima di aver fornito al paziente i dettagli della terapia costituisce una gravissima violazione deontologica e contrattuale. 2. L'azienda non può opporre l'esclusione del diritto di recesso per "beni su misura" (Art. 59 Codice del Consumo) poiché ha avviato la personalizzazione del bene violando l'obbligo di buona fede e senza il consenso del paziente. Tutto ciò premesso, diffido formale Smile2Impress S.r.l. a procedere al rimborso integrale della somma di € 2.950,00 sul mio IBAN entro 10 giorni. In difetto, la pratica verrà immediatamente trasferita all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per pratica commerciale aggressiva e ingannevole, all'Ordine dei Medici per la condotta dei professionisti coinvolti, e in sede civile per la ripetizione dell'indebito.
Prestazione non conforme e addebito pronto intervento non richiesto
In data 7 luglio 2026 alle 14:30 il tecnico si è presentato. La persona che ha dato accesso a casa non era quella che ha richiesto l'intervento e il tecnico ha falsamente dichiarato di essere stato chiamato in pronto intervento (quando era stato esplicitato che non dovesse esserlo) e ha effettuato riparazione maldestre completamente difformi da quelle richieste e danneggiando inoltre la casa. Al termine ha comunque preteso il pagamento immediato di altre riparazioni mai svolte chiedendo inoltre il saldo della tariffa di un pronto intervento mai richiesto. Si è tentato un accordo telefonico a cui il tecnico si è dimostrato completamente non disponibile.
Rimborso abbonamento
A seguito di formale contestazione per attivazione ingannevole di abbonamento annuale (€ 286,20), la piattaforma LiveCareer ha concesso solo un rimborso parziale di 3 mesi, rifiutandosi illegittimamente di restituire i restanti € 214,65 trattenuti senza un consenso trasparente. Esigo il rimborso integrale della somma rimanente.
Cambio operatore
Con la presente desidero segnalare il comportamento di TIM in merito alla gestione della mia richiesta di migrazione della linea verso un altro operatore. In data 3 marzo ho richiesto la migrazione della mia linea, contestualmente all'attivazione di un contratto di fibra con un altro operatore. Tuttavia, la migrazione non è mai stata completata. Poiché la richiesta non aveva avuto seguito, in data 31 marzo ho contattato telefonicamente il servizio clienti TIM per sollecitare nuovamente la migrazione. Ho ricevuto un messaggio di conferma della presa in carico della richiesta, ma anche in questo caso non è stato effettuato alcun intervento. Successivamente, in data 5 maggio, ho inoltrato una nuova richiesta di migrazione tramite la piattaforma online di TIM. Invece di procedere con la migrazione verso il nuovo operatore, TIM ha provveduto alla cessazione della mia linea, causando ulteriori disagi. Nonostante ciò, ho continuato a ricevere le fatture relative ai mesi successivi, nonché l'addebito dei costi di cessazione della linea, che ritengo del tutto ingiustificati, considerato che la cessazione è avvenuta a seguito di una gestione errata della mia richiesta. Ho contattato ripetutamente il servizio clienti TIM per ottenere chiarimenti e la rettifica della situazione, senza riuscire a ricevere risposte o una soluzione concreta. Successivamente ho ricevuto un sollecito di pagamento da parte della società Europa Factor, incaricata del recupero del credito. Solo dopo ulteriori contatti con TIM sono riuscito a ottenere una risposta. Mi è stato proposto un accordo che prevede il pagamento del 70% dell'importo complessivo, comprensivo delle fatture contestate e delle relative more, chiedendo di richiamare dei numeri che non sono mai disponibili. Ritengo tuttavia questa proposta inaccettabile, poiché gli importi richiesti derivano da disservizi e inadempienze imputabili esclusivamente a TIM. Per tali motivi chiedo che venga esaminata la mia posizione e che mi venga fornita assistenza per ottenere: l'annullamento delle fatture emesse indebitamente dopo la richiesta di migrazione; l'annullamento dei costi di cessazione della linea; il riconoscimento delle responsabilità di TIM per la mancata gestione della migrazione e per i disagi subiti. Allego tutta la documentazione in mio possesso (richieste di migrazione, messaggi di conferma, fatture, comunicazioni ricevute e solleciti di pagamento) a supporto del presente reclamo.
Negazione rimborso spese sanitarie per cavillo informatico e rigidità regolamento
Buongiorno, in qualità di dipendente di uno studio professionale e iscritta a Cadiprof, desidero segnalare una condotta che ritengo profondamente scorretta e lesiva del diritto alla tutela della salute garantito dal CCNL di categoria. Ho richiesto il rimborso di fatture per prestazioni psicologiche (Pacchetto Famiglia), il cui importo totale è ampiamente inferiore al massimale annuo di € 350,00 stabilito dal fondo. Avendo inviato una prima fattura, il sistema ha correttamente liquidato la quota parziale. Successivamente, ho provato a inviare una seconda fattura per coprire la restante parte del massimale a cui avrei pienamente diritto. La seconda pratica è stata respinta. A seguito di mio formale reclamo, la Responsabile dell'Area Prestazioni di Cadiprof ha confermato il diniego, trincerandosi dietro a un cavillo del regolamento interno e del software di gestione del sito: secondo il Fondo, è ammesso un "unico invio annuo" e il sistema informatico blocca qualsiasi invio successivo o integrazione, indipendentemente dall'importo rimasto. Trovo inaccettabile che un Fondo Sanitario, che vive dei contributi dei lavoratori, utilizzi barriere informatiche e "pop-up" di avviso sul sito come scusa per trattenere somme spettanti di diritto agli iscritti e negare rimborsi per spese mediche reali e certificate. I regolamenti dovrebbero snellire la burocrazia, non essere strutturati per penalizzare gli utenti di fronte a una semplice frammentazione dei documenti. Chiedo che Cadiprof proceda al riesame manuale della pratica e alla liquidazione della quota residua a me spettante. Grazie. Cordiali saluti. Irene Testolina
DOYOUITALY
Buongiorno, Ho noleggiato un auto con il broker online Do you Italy, che mi ha messo in contatto con un’agenzia di noleggio chiamata Green Motion NR. Sul sito non c’era scritto che l’agenzia non accettava l’American Express, tant’è che lo stesso broker mi ha fatto andare avanti con il pagamento online accettando la mia Amex. All’arrivo all’agenzia, mi sono sentito dire che visto che l’agenzia è piccola non accettavano quella carta e che se volevo potevo procedere con quella potevo farlo ma pagando 300€ in più per il noleggio e 700€ di cauzione. Ho chiamato varie volte DoyouItaly ma non rispondono, mentre via mail mi hanno semplicemente detto che era troppo tardi per la cancellazione/modifica e che dovevo richiederli prima del noleggio. Io ho anche scritto per mail che ero aperto anche a un cambio di agenzia verso una che accetta l’Amex, pagando nell’eventualità io la differenza. Vorrei sapere se fosse possibile recuperare i soldi, visto che il broker non mi ha mai specificato che l’agenzia non accetta l’Amex né bloccato nel momento del pagamento online. Grazie e cordiali saluti
Contestazione Addebiti per servizi non richiesti
Vi contatto per contestare formalmente i 6 addebiti bancari per 181,80 € a nome di Biosanté Editions SA per servizi/prodotti/carte regalo che non ho mai espressamente ordinato o richiesto con il numero ordine da voi indicato come segue: PZ FC TT2Q1 PER EURO 37 PMO6ETI8Z PER EURO 49 P7X8N6VMX PER EURO 9,90 PTWBMRTBS PER EURO 9,90 PGTIIYIQS PER EURO 47 PZ P7VH6PQ PER EURO 29 Chiedo pertanto il rimborso integrale delle somme addebitate su PayPal senza il mio consenso. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti. Cordialmente
Addebito di 8 euro, clausola dubbia
La presente deve intendersi quale formale diffida e contestazione dell’addebito della commissione di 8 euro applicata in relazione allo storno dell’addebito diretto SEPA. Con la presente inoltro formale reclamo e contesto integralmente l’applicazione della commissione di 8 euro relativa allo storno dell’addebito diretto. Ritengo tale richiesta priva di giustificazione, considerando che il saldo della mia carta di credito e’ stato integralmente pagato tramite bonifico bancario in data 25 giugno e che tale pagamento e’ stato da voi ricevuto nella medesima giornata. Nonostante cio’, in data 3 luglio avete comunque disposto un addebito diretto relativo ad un debito che risultava gia’ completamente estinto. Ho proceduto allo storno dell’operazione esclusivamente per impedire un evidente doppio pagamento della medesima somma. Non si e’ verificato alcun mio mancato pagamento, alcuna irregolarita’ e alcun inadempimento contrattuale imputabile al sottoscritto. Trovo pertanto ingiustificabile e inaccettabile la richiesta di una commissione a mio carico per aver semplicemente impedito un incasso non dovuto derivante da una gestione non corretta della procedura di addebito. Vi ricordo che il rapporto contrattuale deve essere gestito secondo i principi di correttezza e buona fede previsti dagli articoli 1175 e 1375 del Codice Civile. Una richiesta economica conseguente ad un’operazione effettuata su un debito gia’ estinto appare in contrasto con tali principi. La clausola contrattuale che impone il pagamento di una commissione pari a euro 8 è scritta in maniera poco chiara e dubbia, pertanto va considerata l'interpretazione più favore al consumatore. Vi intimo pertanto di procedere: all’immediato annullamento della commissione di 8 euro; alla conferma scritta dell’avvenuta corretta contabilizzazione del pagamento del 25 giugno; alla comunicazione della specifica clausola contrattuale e della relativa motivazione giuridica qualora intendiate mantenere tale richiesta. Informo che ho già provveduto ad effettuare una segnalazione a Banca d'Italia. In mancanza di un riscontro a me positivo mi rivolgerò all'ABF Chiedo un riscontro tempestivo e risolutivo a mio favore nell'immediato.
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