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Inchiesta su fumo, svapo e giovani: sui social la sigaretta resta “cool”

I dati ci dicono che il fumo tra i giovani è ancora diffuso e le e-cig sono molto popolari. Ma mentre la pubblicità è vietata e si lotta contro il tabagismo, sui social si fa promozione di sigarette elettroniche e Iqos (l’abbiamo segnalato) e, per il fumo, c'è ancora l’immagine di un gesto positivo, affascinante e sexy.

  • di
  • Stefania Villa
29 maggio 2020
  • di
  • Stefania Villa
fumo e giovani

Lo dicono i dati e lo ribadisce l’Oms, che dedica la Giornata mondiale senza tabacco proprio ai giovani: i ragazzi sono i più a rischio, perché da sempre il target preferito dall’industria del tabacco; cambiano i prodotti, le modalità, i luoghi e, oggi, sono i social uno dei palcoscenici della comunicazione che riesce di più ad avvicinarsi ai ragazzi, sia per le e-cig che per le sigarette tradizionali.

E-cig e Iqos: segnalate le pubblicità di influencer ed eventi

Quanto alle e-cig e Iqos, lo avevamo denunciato nella prima parte dell’inchiesta pubblicata su Altroconsumo InSalute dello scorso agosto: nonostante la promozione sia vietata per questi prodotti, di pubblicità ne abbiamo trovata, sui social tramite gli influencer, per le strade sui cartelloni e presso eventi di interesse culturale e internazionale.

Lo abbiamo segnalato all’Antitrust e al ministero della Salute; il dicastero è poi intervenuto ribadendo che la pubblicità di questi prodotti è vietata e annunciando di aver richiesto l’avvio di un “percorso legislativo finalizzato all’aggiornamento della normativa”, per renderla ancora più specifica.

Sigarette: se sui social fumare è “bello”

Se lo “svapo” ha trovato su Instagram un nuovo luogo in cui parlare ai giovani, nella seconda parte dell’inchiesta ci siamo chiesti cosa succede invece con le sigarette tradizionali.

E così ci siamo accorti che – anche se non nelle stesse modalità delle e-cig – anche il fumo a suo modo sui social c’è: cercando nel mondo della musica più seguita dai ragazzi e tra gli hashtag più diffusi sul tema abbiamo visto che il fumo conserva la sua immagine positiva, “cool”, dal fascino un po’ maledetto, sexy, associato anche all’idea di bellezza femminile; tutto ciò mentre il fumo continua a fare milioni di morti e per anni si è lavorato proprio per tenere lontano i ragazzi dal tabagismo.

A questo si aggiunge il fatto che, da quanto risulta dall’indagine statistica all’interno dell’inchiesta, gli adulti non sembrano avere una grande consapevolezza e considerazione di ciò che accade sui social con sigarette elettroniche e fumo. 

I ragazzi sono i più a rischio

Il tema della sigaretta – elettronica e tradizionale – e della sua diffusione tra i giovani è di primaria importanza.

A darci alcuni dati rilevanti è Global Youth Tobacco Survey (2018), un’indagine globale in Italia coordinata dall’Istituto Superiore della Sanità su richiesta del ministero della Salute: tra il 2017 e il 2018, su 1.680 studenti italiani di scuola media e scuola superiore, di cui 1.518 avevano un’età compresa tra i 13 e i 15 anni, il 18% fa uso di sigarette elettroniche, contro l’8% nel 2014: in pratica in pochi anni i giovani "svapatori" sono più che raddoppiati, con tutti i rischi che ciò si porta dietro. Le sigarette elettroniche infatti non sono prodotti innocui.

Quanto alle sigarette tradizionali, fuma una percentuale di giovanissimi simile, il 20%: un dato in calo del 3% rispetto al 2014 ma ancora troppo alto, visti i danni del fumo per i giovani; è associato a problemi di salute significativi durante questa età ed è un fattore di rischio da adulti per malattie polmonari croniche, cardiovascolari e tumorali. I piccoli fumatori hanno ridotta funzionalità polmonare e hanno più probabilità di soffrire di mancanza di respiro, tosse, catarro e respiro sibilante.

La nicotina (presente sia nelle sigarette tradizionali che in quelle elettroniche), oltre a creare dipendenza, nei giovani può alterare il normale processo di maturazione del cervello che continua durante l’adolescenza, con ripercussioni su capacità cognitive e disturbi dell’umore.

A questo si aggiunge il fatto che, secondo diversi studi, l’età in cui si comincia non è priva di conseguenze: il 90% dei fumatori inizia prima dei 18 anni, più una persona è giovane quando inizia, più è alta la probabilità che diventi un fumatore da adulto e chi non inizia a fumare durante l’adolescenza è improbabile che cominci a farlo in seguito.

Il quadro così è chiaro: la prevenzione del fumo tra i giovani è un tema chiave per tutti, per le nuove generazioni e per la salute pubblica.

L’Oms: proteggere i giovani dalla manipolazione dei produttori

Aromi dai gusti invitanti, forme di design e hi tech, colori e immagini attrattive per i ragazzi e un marketing tutto basato sull’essere “cool”, popolari, giovani: a rafforzare l’allerta sul marketing delle e-cig rivolto ai più giovani era arrivata anche l'Organizzazione mondiale della Sanità con il rapporto “Epidemia globale di tabacco 2019”, in cui oltre a sottolineare - in riferimento ai prodotti con nicotina - che “le e-cig sono senza dubbio dannose" ha anche invitato i paesi a "vietare la pubblicità", "vietare l'aggiunta di aromi a tali prodotti per scoraggiarne l'uso tra i giovani" e “obbligare le aziende manifatturiere a rendere i prodotti non attrattivi per i giovani al fine di scoraggiarne l'utilizzo, come ad esempio confezioni bianche".

Denunciando le “tecniche con cui l’industria del tabacco manipola la gioventù”, sia nel mondo dell’elettronica che della sigaretta tradizionale, l’Oms ha dedicato la Giornata mondiale senza tabacco 2020 proprio a questo tema: “Il mondo – si legge nella “chiamata all’azione” della campagna - non può permettersi un’altra generazione ingannata dalle menzogne dell’industria del tabacco, che finge di promuovere la libertà di scelta personale mentre si assicura profitti eterni, indipendentemente dai milioni di persone che pagano con la loro vita ogni anno”.