Assistenza non autosufficienti: le detrazioni nel 730
Nel 730/2026 puoi recuperare il 19% delle spese per l’assistenza personale dei non autosufficienti, entro 2.100 euro, e usare specifiche agevolazioni per interpretariato e cane guida. Controlla reddito, pagamenti e documenti prima di inserire la spesa.
Le spese sostenute per l'assistenza a persone non autosufficienti, i servizi di interpretariato per persone sorde e l'acquisto o il mantenimento del cane guida per non vedenti possono essere detratte dall’imposta tramite il 730. Vediamo per ognuna di queste spese quanto è possibile recuperare e a che condizioni. Le regole non sono però identiche: cambiano il limite di spesa, il requisito reddituale, il soggetto che può usare il beneficio e la documentazione da conservare.
Torna all'inizioDetrazione delle spese per l'assistenza personale ai non autosufficienti
Le spese per l’assistenza personale di persone non autosufficienti sono detraibili al 19% su una spesa massima di 2.100 euro annui. Il recupero massimo è quindi di 399 euro, purché ci sia sufficiente Irpef da cui sottrarre la detrazione. Questa agevolazione è ammessa solo se il reddito annuo complessivo di chi inserisce la spesa nel 730 non supera i 40.000 euro lordi, nel calcolo rientrano anche, tra gli altri, i redditi assoggettati a cedolare secca e quelli soggetti all’imposta sostitutiva del regime forfetario. Infatti, stiamo parlando di reddito personale lordo non di Isee.
Chi è considerato non autosufficiente?
Ai fini della detrazione, una persona è considerata non autosufficiente se necessita di sorveglianza continua o è incapace di svolgere autonomamente almeno una delle seguenti attività quotidiane a causa di una patologia:
- assunzione di alimenti;
- espletamento delle funzioni fisiologiche;
- igiene personale;
- deambulazione;
- indossare gli indumenti.
Lo stato di non autosufficienza deve essere certificato da un medico e non è sufficiente la normale necessità di assistenza dovuta all’età: anche per i bambini la condizione deve dipendere da una patologia.
Quanto si può detrarre e quali sono i limiti?
Puoi detrarre il 19% della spesa sostenuta, fino a un importo massimo di 2.100 euro annui. Questo limite massimo si riferisce alla spesa totale e non al numero di persone assistite. Per esempio, se un contribuente spende 3.000 euro per l’assistenza di due genitori, la detrazione si calcola comunque su 2.100 euro: il beneficio massimo è 399 euro. Il limite non si moltiplica per il numero di persone assistite. Se più familiari sostengono spese per l’assistenza della stessa persona, il tetto di 2.100 euro deve essere ripartito tra chi ha effettivamente pagato.
Chi può usufruire della detrazione?
La detrazione spetta a chi ha effettivamente sostenuto la spesa, anche se non è titolare del contratto di lavoro del personale addetto all’assistenza La detrazione per le spese della badante può essere richiesta sia dal soggetto non autosufficiente sia da un suo familiare, anche se quest'ultimo non lo dichiara a proprio carico fiscalmente e non è convivente. Se più familiari hanno sostenuto spese per l'assistenza della stessa persona, il limite massimo di 2.100 euro dovrà essere ripartito tra tutti coloro che hanno contribuito alla spesa.
Quali spese non sono detraibili?
La detrazione può spettare anche quando l’assistenza è resa da una casa di cura o di riposo, da una cooperativa di servizi o da un’agenzia interinale. In questi casi la documentazione deve individuare con precisione il servizio di assistenza e, per le strutture, separare il relativo corrispettivo dalle altre prestazioni.
È importante sapere che la detrazione non spetta per le spese sostenute per lavoratori domestici (come le colf) che hanno un inquadramento contrattuale diverso dagli addetti all'assistenza personale. Allo stesso modo, i contributi previdenziali versati per la badante non sono detraibili, in quanto sono deducibili dal reddito. Pertanto, il totale della spesa viene diviso tra i contributi previdenziali e lo stipendio, i primi vengono dedotti e il secondo viene detratto.
Assistenza personale e assistenza specifica: qual è la differenza?
La detrazione per gli addetti all’assistenza personale dei non autosufficienti, da indicare con il codice 15, non va confusa con la deduzione delle spese mediche generiche e di assistenza specifica per persone con disabilità, da indicare nel rigo E25. Queste ultime possono essere dedotte integralmente dal reddito quando riguardano prestazioni sanitarie o assistenziali qualificate — per esempio infermieri, operatori tecnici assistenziali, educatori professionali o personale di terapia occupazionale — e ricorrono i requisiti di disabilità previsti.
Come si indicano nel 730?
Le spese sostenute per l'assistenza ai non autosufficienti vanno indicate nel quadro E, righi da E8 a E10, con il codice 15. In questa sezione dovrai includere anche le spese per addetti all’assistenza personale riportate con il codice 15 nella Certificazione Unica. Non va invece indicata la parte rimborsata dal datore di lavoro e riportata nella CU 2026 tra i rimborsi non soggetti a tassazione; resta detraibile l’eventuale quota non rimborsata.
Cosa fare quando sostieni la spesa per non perdere la detrazione
Il pagamento deve essere effettuato con un mezzo tracciabile, per esempio bonifico bancario o postale, carta, PagoPA o altro sistema ammesso. La tracciabilità può risultare dall’annotazione in fattura o ricevuta oppure dalla prova della transazione, come estratto conto o ricevuta della carta.
Per poter fruire della detrazione, è fondamentale conservare la documentazione appropriata:
- fattura o ricevuta che deve essere rilasciata dal soggetto che ha erogato la prestazione e attestare che si tratta di assistenza a persone non autosufficienti, con gli estremi anagrafici e il codice fiscale di chi paga e di chi presta l’assistenza;
- certificazione medica che deve attestare lo stato di non autosufficienza della persona assistita; è possibile autocertificare il possesso della certificazione medica;
- documentazione contenente gli estremi anagrafici e il codice fiscale sia di chi ha effettuato il pagamento sia di chi ha prestato l’assistenza. Se la spesa è sostenuta a favore di un familiare, nella ricevuta devono essere indicati anche gli estremi anagrafici e il codice fiscale di quest’ultimo;
- se il servizio è fornito da cooperative di servizi o agenzie interinali, la fattura deve riportare, oltre ai dati societari, il codice fiscale di chi ha fatto il pagamento e l’indicazione della natura del servizio reso; per l’agenzia interinale va indicata anche la qualifica contrattuale del lavoratore, mentre la casa di cura o di riposo deve separare il costo dell’assistenza dalle altre prestazioni;
- prova del pagamento tracciabile, se la modalità non è già annotata nel documento di spesa.
Spese per servizi di interpretariato per persone sorde
Anche le spese per i servizi di interpretariato a favore di persone riconosciute sorde sono detraibili fiscalmente per il 19% della spesa sostenuta.
Quali sono le condizioni per la detrazione?
La detrazione spetta per persone riconosciute sorde ai sensi della Legge 381/70, oppure i minorati sensoriali dell’udito affetti da sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva che abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato. La condizione di sordità non deve essere di natura esclusivamente psichica o dipendere da causa di guerra, di lavoro o di servizio. Le spese devono essere sostenute con mezzi di pagamento tracciabili, i contanti non sono ammessi.
Dove si inseriscono nel 730?
Questa spesa va indicata nel quadro E, righi da E8 a E10, con il codice 30. Qui si inseriscono anche le erogazioni riportate con il codice 30 nella Certificazione Unica. La parte rimborsata dal datore di lavoro e indicata nella CU 2026 tra i rimborsi non soggetti a tassazione non può essere detratta; resta agevolabile la quota non rimborsata.
Per poter fruire di questa detrazione, è necessario essere in possesso delle certificazioni fiscali rilasciate dai fornitori dei servizi di interpretariato e della certificazione relativa al riconoscimento della condizione di disabilità (o una sua autocertificazione). Va inoltre conservata la prova del pagamento tracciabile, salvo che la modalità sia già annotata in fattura o ricevuta.
Torna all'inizioAgevolazioni per il cane guida per persone non vedenti
Il Modello 730 prevede specifiche detrazioni sia per l'acquisto sia per il mantenimento di un cane guida per non vedenti. Ai fini fiscali rientrano tra i non vedenti le persone con cecità assoluta o parziale e gli ipovedenti gravi individuati dalla legge n. 138/2001.
Detrazione per l'acquisto del cane guida
Puoi recuperare il 19% della spesa sostenuta per l’acquisto del cane guida. Questa detrazione spetta una sola volta ogni quattro anni, salvo i casi di perdita dell’animale. La detrazione spetta anche sull’acconto versato in un anno precedente, ma solo se l’acquisto viene effettuato entro la data di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stato pagato l’acconto. Il contribuente, o chi lo dichiara a proprio carico fiscalmente, può scegliere di ripartire la detrazione in quattro quote annuali di pari importo o utilizzarla tutta in una volta nell’anno di acquisto. Il beneficio si calcola sull’intero costo, non si riduce in base al reddito complessivo e richiede un pagamento tracciabile.
Detrazione forfetaria per il mantenimento
È prevista una detrazione forfetaria annuale di 1.100 euro per il mantenimento del cane guida. Per questa detrazione non è necessario documentare l’effettivo sostenimento della spesa. È importante notare che questa detrazione forfetaria non spetta al familiare del non vedente, anche se il disabile è fiscalmente a carico del familiare stesso.
Come compilare il 730 per il cane guida?
Per l'acquisto, devi indicare la spesa nel quadro E, rigo E5. Qui si inseriscono anche le spese indicate con il codice 5 nella sezione "oneri detraibili" della Certificazione Unica. Per ottenere la detrazione forfetaria per il mantenimento del cane, devi barrare la casella E81. Per l’acquisto, conserva anche la prova del pagamento tracciabile
Documenti per la detrazione dell'acquisto del cane guida:
- fattura o ricevuta relativa all’acquisto del cane guida;
- prova del pagamento tracciabile, se non già annotato nella fattura o ricevuta;
- autocertificazione che attesti che negli ultimi quattro anni non si è beneficiato di altra detrazione per l’acquisto di un cane guida o che, se ne si è beneficiato, l'animale è stato perso;
- certificato di invalidità che attesti la condizione di non vedente, rilasciato da una Commissione medica pubblica.
Documenti per la detrazione delle spese di mantenimento del cane guida:
- documentazione che attesti il possesso del cane guida;
- certificato di invalidità che attesti la condizione di non vedente autocertificazione che attesti la sussistenza della condizione di disabilità.
