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Conti correnti, se cambi puoi risparmiare

05 novembre 2013

05 novembre 2013

L'indagine dell'Antitrust sulla concorrenza nel settore bancario mostra tutte le falle di un sistema in cui c'è poca trasparenza su costi e commissioni, poca mobilità dei clienti da una banca all'altra, nonostante la possibilità di spendere meno. Tempi lunghi per chiudere il conto. E quello base è un'alternativa fantasma e cara.

Mobilità scarsa dei clienti da una banca a un'altra e tra prodotti della stessa banca. E' questo il quadro, non certo positivo, disegnato dall'indagine dell'Antitrust sulla concorrenza nel settore bancario . Eppure la nostra inchiesta sui conti correnti mostra come cambiando conto si può risparmiare fino a 180 euro all'anno. La fedeltà non paga. Con il nostro servizio online che ti permette di scandagliare più di 300 soluzioni da valutare e scegliere in base alle tue esigenze, senza paura di cambiare.

 

Trova il conto che ti costa meno

Chiuderlo? Serve troppo tempo

Da quanto emerge dall'indagine dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, è la mancanza di informazioni che impedisce ai clienti di fare scelte corrette, informazioni che le banche dovrebbero rendere disponibili. Niente di rassicurante neanche sui tempi di chiusura dei conti: si arriva anche a 37 giorni se al conto è legata una carta o la Viacard (quella che permette di addebitare i costi del pedaggio autostradale).

No alla vendita combinata con altri prodotti

L'Agcm ha chiesto anche di evitare la vendita combinata di conti correnti e altri prodotti, pratica scorretta ma sempre molto diffusa. Proprio nella nostra ultima inchiesta sui mutui abbiamo rilevato che nell'80% dei casi, per ottenere un finanziamento per la casa, l'istituto di credito obbliga illecitamente ad aprire anche un conto nella stessa banca.

Il conto base è una chimera costosa

Solo l'1% dei correntisti italiani ha un conto base - quello low cost, che prevede solo servizi essenziali - e ci sono, addirittura, banche che non ne hanno neanche uno. Il risultato conferma quanto avevamo scoperto con la nostra ultima inchiesta sul campo: nei panni di una lavoratrice precaria avevamo richiesto l'opzione più economica alle banche, ma nessuna ci aveva proposto il conto base che, per legge, tutti gli istituti devono avere. Guarda il video con telecamera nascosta dell'inchiesta sui conti base: avevamo evidenziato anche che - oltre a non essere presentati come alternativa conveniente - i conti base costano ancora troppo. L'Antitrust conferma: nel 34% dei casi molte banche hanno addirittura dei prodotti con costi totali inferiori al canone del conto base.


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