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ScuolaPay, la nuova app per pagare le spese scolastiche: utile ma non indispensabile

È iniziata la scuola e arriva ScuolaPay, app di pagamento peer-to-peer dedicata al mondo scolastico. Consente di pagare i bollettini della scuola senza commissioni e facilita la raccolta di fondi in classe. Una app utile, certamente, ma non è la sola che permette questi tipi di pagamenti. Ecco come funziona.

  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
  • di
  • Natalia Milazzo
23 settembre 2021
  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
  • di
  • Natalia Milazzo
monitor pc

Ogni anno in Italia più di 6 milioni di genitori pagano alle scuole oltre 2,8 miliardi di euro per le attività scolastiche ed extrascolastiche dei loro figli. La nuova app per fare pagamenti ScuolaPay si propone di rendere più facile questo compito.

Come funziona ScuolaPay?

La app ScuolaPay si può scaricare gratuitamente da Apple Store o Google Play e si ricarica dal proprio conto corrente tramite addebito diretto (in futuro sarà possibile anche la ricarica in contanti presso le ricevitorie SisalPay). Tuttavia, meglio verificare sul foglietto informativo della banca in cui hai il conto corrente quanto costa questa operazione di addebito diretto (può costare fino a 80 centesimi).

A che cosa serve ScuolaPay?

ScuolaPay si può usare per pagare direttamente i bollettini scolastici pagoPA senza alcun addebito (altri sistemi richiedono commissioni che possono arrivare a 2,50 euro). Per pagare i bollettini pagoPA non c’è neppure bisogno di scaricare la app. Basta andare sul sito inserire i dati del bollettino e la propria email su cui si riceverà la ricevuta di pagamento e pagare con la carta di credito Visa o Mastercard o una carta di debito Vpay o Maestro. Se si è scaricata la app ScuolaPay il pagamento può avvenire direttamente dalla app con il wallet. Occorre invece registrarsi alla app per sfruttare altre funzioni, che sono sostanzialmente le raccolte di fondi di classe o di istituto (ad esempio per le gite o i regali alle maestre).

Come ci si registra su ScuolaPay?

Una volta scaricata la app ci si deve registrare inserendo nell’apposito modulo dati anagrafici e codice fiscale. Bisogna allegare anche un documento di identità in corso di validità in formato digitale (per esempio una foto della carta di identità scattata col telefono).

A questo punto bisogna inserire l’Iban del conto corrente da cui provengono i soldi usati per ricaricare il wallet, ovvero il portafoglio virtuale nel quale si versa la somma che vogliamo rendere disponibile nella app ScuolaPay; il conto deve essere intestato a una persona residente in Italia, con un conto corrente con Iban italiano; non si può collegare a ScuolaPay una carta prepagata con Iban. E' bene ricordare che il wallet ScuolaPay non può essere cointestato, mentre il conto corrente di appoggio sì.

Dopo la registrazione il sistema richiede una serie di verifiche: in un tempo massimo di cinque giorni si ottiene quindi l’apertura definitiva del wallet. Quest'ultimo si può ricaricare tramite addebito dal conto corrente, operando direttamente dal telefono e può essere ricaricato a scadenza libera, con somme a proprio piacimento, fino a un totale che non può superare i 2.000 euro. La singola ricarica non può superare però i 1.000 euro.

I pagamenti effettuati con ScuolaPay sono totalmente gratuiti e per l'utilizzo dell'app non si paga alcun canone. Il wallet si può chiudere in qualsiasi momento trasferendo il denaro via bonifico verso il proprio conto corrente, ma devono essere passati almeno 21 giorni dalla data della sua attivazione.

Come si usa ScuolaPay per raccogliere fondi e collette?

Occorre fare una premessa fondamentale: per poter fare collette, raccolte fondi, pagamenti di gite e quant’altro con ScuolaPay, tutti i genitori devono avere scaricato la app ScuolaPay: in questo modo il rappresentante potrà individuarli dalla lista dei contatti direttamente dalla sua app.

Saranno quindi i rappresentanti di classe dei genitori a creare sulla loro app la colletta, ovvero un conto su cui arriveranno i soldi dei genitori per una determinata spesa (ad esempio il pagamento di un laboratorio, della pizzata di classe o di un regalo per la maestra). La colletta sarà visibile da tutti i genitori. Il vantaggio è che si evita di usare il contante e che ovviamente ogni genitore potrà verificare con certezza di aver fatto il pagamento. Per i rappresentanti sarà inoltre molto facile gestire la raccolta. I soldi della colletta poi possono essere trasferiti dal rappresentante al suo conto corrente oppure essere usati per pagare direttamente un esercente convenzionato che accetta ScuolaPay online (al momento sono ancora pochi, appena quattro). Un limite del sistema è l'obbligo per i genitori di scaricare la app (e questo potrebbe non essere gradito da tutti).

ScuolaPay è utile, ma non indispensabile

Insomma, ScuolaPay è una app utile e pratica ma non è certo l’unico sistema per fare pagamenti tra persone (peer to peer) o per pagare i bollettini PagoPA. Ecco ad esempio come si possono pagare i bollettini PagoPA e come si possono fare i pagamenti tra le persone utilizzando altri canali.

  • Come pagare i bollettini PagoPA. I bollettini PagoPa si possono pagare in vario modo: nelle ricevitorie, in Posta, attraverso l’home banking della propria banca oppure con altri sistemi come i conti di pagamento (Satispay, Enel X Pay, etc). Certo, in tutti questi casi possono esserci commissioni, che possono arrivare fino a 2,50 euro con l’home banking. Si può usare anche la app IO attraverso le carte di pagamento registrate nella app stessa.
  • Come fare pagamenti tra persone. Per i pagamenti tra persone una buona soluzione può essere Bancomat Pay (ne abbiamo parlato qui). Sicuramente è più diffuso tra i correntisti, almeno per il momento, e ha la stessa funzione di poter chiedere pagamenti a una lista di contatti. Ci sono poi i conti di pagamento via app come Satispay o Enel X Pay, che come ScuolaPay permettono di dare e ricevere denaro tra gli iscritti alla stessa app.