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Superbonus: Governo contro la proroga. Ecco chi rischia di più e le alternative possibili

Il Governo ha ribadito oggi che è contrario a rifinanziare la misura per permettere un’ulteriore proroga. A trovarsi in difficoltà soprattutto le case autonome e le ville che hanno la prima scadenza da rispettare a settembre 2022. Un problema che si aggiunge a quello dello stop sulla cessione dei crediti. Ecco quali sono le alternative per chi ha già avviato il cantiere, ma non può più accedere al superbonus.

  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Michela Di Mario
29 giugno 2022
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  • Michela Di Mario
superbonus

Sul tavolo del Governo i temi legati al Superbonus del 110% sono da sempre scottanti. Ora, però, i nodi della misura sono arrivati al pettine. Come già dichiarato a inizio anno, oggi - in risposta all’ennesima richiesta di rifinanziamento dei fondi - l’Esecutivo ha ribadito che non intende prorogare la misura.

L’Enea, l’ente che si occupa di rendicontare l’andamento del Superbonus per conto dello Stato e che vigila sull’esecuzione dei lavori, ha dichiarato che i 33,3 miliardi di euro di fondi stanziati a copertura del bonus per la riqualificazione del parco immobiliare del Paese sono finiti a maggio 2022. Un problema che ha dapprima comportato lo stop alla cessione del credito da parte delle banche e che ora ha portato il Governo a ribadire il no a una possibile proroga dei termini.

Ville e case autonome: cosa succede a chi non rispetta le scadenze

I primi a trovarsi in difficoltà sono i proprietari di ville o case autonome che entro il 30 settembre 2022 devono aver realizzato almeno il 30% del totale dei lavori preventivati per poter completare l'intervento sfruttando il Superbonus fino il 31 dicembre 2022. Se non si arriva alla percentuale del 30% dei lavori la scadenza del superbonus è il 30 settembre 2022. Su questo fronte ci sono diverse richieste di proroga, per permettere a chi è incappato nei vari ritardi di esecuzione dei lavori, di non perdere la detrazione, ma il Governo - come detto prima - è contrario non essendo previsti ulteriori fondi da destinare a questa misura.

Per quanto riguarda gli altri tipi di abitazioni restano le scadenze previste sin dal principio. Per i condomini il termine entro il quale fare richiesta per ottenere il Superbonus è dicembre 2023.

Bonus casa ed Ecobonus: le alternative possibili

Per chi dovesse ritrovarsi nella situazione di aver avviato il cantiere ma di non riuscire ad accedere al Superbonus per il mancato rispetto della scadenza del 30 settembre 2022, l’unica alternativa possibile è far rientrare i lavori in altri tipi di bonus. Una magra consolazione perché si passa da una detrazione del 110% ad agevolazioni più contenute che vanno dal 50% del Bonus Casa al 65% dell’Ecobonus per le singole unità immobiliari, a un massimo del 75% per i condomini. A fronte di uno sconto in fattura del 110% che implica comunque il pagamento di alcune spese di importo ridotto, ci si ritrova quindi con una differenza da pagare che varia dal 35% al 50% del preventivo totale. Facciamo un esempio. Se l’intervento che dà diritto al 110% costa 100.000 euro, con la cessione del credito e il Superbonus, verosimilmente si sarebbero dovute pagare solo spese di importo minimo, legate al finanziamento e alle formalità amministrative. Se, invece, si rientra nel 65%, la cifra da pagare sarebbe come minimo di 35.000 euro.

Se dall’ambito dello sconto in fattura o della cessione del credito, si passa a quello della detrazione fiscale da indicare nel 730, non solo si perde quel 10% di bonus in più rispetto alla spesa sostenuta, ma i tempi di recupero delle detrazioni più basse si allungano a 10 anni. Prendiamo lo stesso esempio fatto sopra: a fronte di un esborso di 100.000 euro che veniva recuperato in 4 anni con un interesse del 10%, ci si ritrova a recuperare “solo” 65.000 euro in 10 anni.

La buona notizia è che a questo punto i lavori possono essere ridotti al minimo: non accedendo al superbonus decade il vincolo del salto di due classi energetiche. Quindi ad esempio, se insieme al cappotto si era deciso di rifare gli infissi e la caldaia, si può decidere di limitare gli interventi esclusivamente a quelli avviati per ridurre la spesa da sostenere.