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Pensioni: da aprile partono i tagli

Come previsto dalla Manovra 2019, dal primo aprile l’Inps applicherà il meccanismo dei tagli alle pensioni per adeguarle all’Istat (cosiddetta perequazione automatica). Ecco quali pensioni saranno coinvolte nei tagli e a quanto ammontano le perdite.

27 marzo 2019
tagli pensione

Con una circolare, l’Inps ha comunicato i nuovi criteri di calcolo dell’adeguamento all’Istat (la cosiddetta perequazione automatica) per le pensioni del 2019. Il meccanismo era stato previsto nella Legge di bilancio dello scorso dicembre e serve anche a finanziare “Quota 100”. Dalla mensilità di aprile quindi, le pensioni oltre i 1.522,26 euro lordi al mese saranno un po’ più magre.

A quanto ammontano i tagli

Se chi percepisce fino a 1.245 euro netti al mese di pensione può stare tranquillo, per gli altri le notizie non sono buone. Infatti, oltre al taglio dell’adeguamento dovranno restituire quanto è stato corrisposto con le mensilità di gennaio, febbraio e marzo. Nella tabella che segue vengono riportati alcuni esempi di calcolo. Ecco a quanto ammontano gli adeguamenti e l’importo da restituire all’Inps per i mesi di gennaio, febbraio e marzo 2019. I calcoli non considerano situazioni particolari e sono arrotondati.

Adeguamento 2019 Lordo annuo  Netto mese 2018

Incremento
Mensile 2019 

Quanto va restituito
 1.1% Fino a 19.789  Fino a 1.245 Fino a 12 euro  0 euro
 1.067% Da 19.790
a 26.386
 Da 1.246 a 1.599 Fino a 15 euro  1,5 euro
 0.847% Da 26.387
a 32.982
 Da 1.600 a 1.910 Fino a 13 euro  11,5 euro
 0.572% Da 32.983
a 39.579
 Da 1.911 a 2.208 Fino a 11 euro   28,5 euro
 0.517% Da 39.580
a 52.772
 Da 2.209 a 2.805 Fino a 12 euro  42 euro
 0.495% Da 52.773
a 59.368
 Da 2.806 a 3.104 Fino a 14 euro  49 euro
 0.44%  Oltre  Oltre 3.105  Variabile  Variabile

L’adeguamento Istat per il 2019 ammonta all’1,1% della pensione lorda e viene attribuito interamente fino alla soglia di 1.522,26 euro lordi al mese.

Per chi invece percepisce oltre i 3.100 euro netti al mese di pensione la perequazione sarà dello 0,44%. Sicuramente i pensionati non sono nuovi a questo tipo di misura, già utilizzata in passato in momenti di particolare dissesto finanziario. Questa volta però, il blocco non è uguale per tutti, ma “colpisce” maggiormente le pensioni più alte.

Il blocco è previsto per gli anni dal 2019 al 2021 e dovrebbe portare nelle casse dello Stato 3,6 miliardi di euro in 3 anni. L’Inps dichiara che sono 5,6 milioni i pensionati interessati dalla misura: fortunatamente per 2,6 milioni di questi la riduzione media mensile del lordo sarà solo di una trentina di centesimi.