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Bonus 200 euro: a chi spetta, come ottenerlo

Con la pubblicazione del decreto Aiuti in Gazzetta Ufficiale sono emerse importanti novità sulle modalità per richiedere il bonus da 200 euro una tantum per chi ha un reddito sotto i 35 mila euro. Ecco cosa devono fare per ottenere il bonus, non solo pensionati e dipendenti, ma anche lavoratori autonomi, colf, badanti, lavoratori stagionali e chi è disoccupato (chi percepisce naspi, disoccupazione o reddito di cittadinanza).

  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti
18 maggio 2022
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
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  • Luca Cartapatti
Bonus 200 euro

Novità in arrivo con la pubblicazione in Gazzetta del "decreto Aiuti" per quanto riguarda il cosiddetto "bonus 200 euro", la misura destinata a supportare famiglie coi redditi medio-bassi nell'affrontare l'aumento dell'inflazione e la pressione del caro-vita. Le npvità principali riguardano, oltre alla conferma dell'estensione del bonus a una platea più vasta di beneficiari (compresi i disoccupati), anche le modalità per ottenere l'accredito, in base alla tipologia di lavoratore a cui si appartiene. Vediamo in cosa consiste il bonus 200 euro, chi può riceverlo e cosa deve fare.

Bonus 200 euro: a chi spetta

La misura, come dice il nome stesso, prevede un bonus di 200 euro, erogati una tantum, ai  lavoratori dipendenti che percepiscono un reddito annuo da lavoro fino a 35 mila euro lordi e che già sfruttano (per il primo quadrimestre 2022) la riduzione dei contributi Inps dello 0,8%.Ne hanno diritto anche i lavoratori domestici, i lavoratori stagionali, gli autonomi e chi percepisce il reddito di cittadinanza o la disoccupazione.

Come si ottiene e quando arriva

Il bonus verrà erogato direttamente nella busta paga e nella pensione di luglio.

Cosa devono fare i dipendenti

I lavoratori dipendenti devono presentare una dichiarazione al datore di lavoro di non percepire trattamenti pensionistici o il reddito di cittadinanza. In questo modo, il datore di lavoro in base ai dati reddituali in suo possesso riconosce il bonus direttamente nella busta paga di chi percepisce un reddito inferiore a 35.000 euro lordi annui. In presenza di più rapporti di lavoro occorre fare attenzione perché il bonus 200 euro spetta una volta sola: in caso contrario deve esser restituito tramite la prossima dichiarazione dei redditi.

Cosa devono fare i pensionati

Per i pensionati, compresi i titolari di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno di invalidità civile, ciechi e sordomuti e chi percepisce l’accompagnamento alla pensione, la cui pensione abbia decorrenza entro il 30 giugno 2022, l’accredito viene fatto direttamente dall’Inps in base ai dati reddituali in suo possesso, successivamente, l’istituto effettua i controlli reddituali con l’Agenzia delle entrate e, qualora il limite di reddito fosse superato, recupera la somma erroneamente erogata, chiedendone il rimborso entro un anno.

Cosa devono fare i disoccupati

Il bonus 200 euro è riconosciuto in automatico a chi:

  • a giugno 2022 percepisce la Naspi o la DisColl, cioè le indennità di disoccupazione per i lavoratori dipendenti o i collaboratori coordinati e continuativi;
  • percepisce nel 2022 l’indennità di disoccupazione agricola di competenza del 2021;
  • nel 2021 ha beneficiato delle indennità previste dai decreti Sostegni e Sostegni bis;
  • beneficia del reddito di cittadinanza, a condizione che nessun componente del nucleo familiare percepisca lo stesso bonus 200 euro. 

Cosa devono fare colf, badanti e stagionali

Colf e badanti devono presentare una domanda all’Inps per ottenere nel mese di luglio il bonus 200 euro. La domanda deve esser presentata tramite gli enti di patronato, cui vanno dichiarati tutti i rapporti di lavoro in essere al 18 maggio 2022.

Allo stesso modo, per ottenere il bonus 200 euro devono presentare la domanda:

  • i collaboratori coordinati e continuativi con contratti attivi al 18 maggio 2022, iscritti alla Gestione separata dell’Inps, non titolari di pensione né iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie e con reddito 2021 derivante dai quei rapporti non superiore a 35mila euro;
  • i lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti che, nel 2021, hanno svolto la prestazione per almeno 50 giornate e hanno reddito derivante da quei rapporti non superiore a 35mila euro;
  • i lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo che, nel 2021, hanno almeno 50 contributi giornalieri versati e reddito derivante da quei rapporti non superiore a 35mila euro;
  • i lavoratori autonomi privi di partita Iva, iscritti alla Gestione separata dell’Inps al 18 maggio 2022 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che, nel 2021, sono stati titolari di contratti autonomi occasionali con accredito di almeno un contributo mensile;
  • gli incaricati alle vendite a domicilio, titolari di partita Iva attiva e iscritti, al 18 maggio 2022 alla Gestione separata, con reddito 2021 derivante da tali attività superiore a 5mila euro.

Cosa devono fare i lavoratori autonomi

Per i lavoratori autonomi e i professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’Inps o alle altre forme obbligatorie di previdenza e assistenza, è previsto un contributo anti-inflazione di 200 euro. Per sapere come ottenerlo si deve aspettare un decreto attuativo che verrà emanato nei prossimi 30 giorni e che fisserà anche il reddito complessivo 2021 massimo per averne diritto. Alla misura sono destinati 500 milioni di euro.

Come si calcolano i 35 mila euro

Per i lavoratori dipendenti si conteggiano esclusivamente i redditi da lavoro, quindi facciamo attenzione se abbiamo in essere più rapporti di lavoro.

Per i pensionati invece, si considerano i redditi personali prodotti nel 2021 imponibili ai fini Irpef, in pratica per il raggiungimento dei 35.000 euro si tiene conto di tutti i redditi prodotti nell’anno precedente, non solo quelli da pensione, come ad esempio quelli derivanti dall’affitto o da prestazioni occasionali. Non vengono conteggiati tra i redditi solo la casa di abitazione e se percepiti il TFR o le retribuzioni arretrate sottoposti a tassazione separata.

Come sarà finanziato

Il bonus 200 euro sarà finanziato senza bisogno di ricorrere ad alcuno scostamento di bilancio, ma aumentando la tassa sugli extraprofitti delle aziende energetiche già introdotta dai provvedimenti precedenti.

Rinnovati anche bonus sociale e sconto accise benzina

Allo stesso modo saranno finanziati anche le altre due misure contenute nel decreto Aiuti che più da vicino impattano sulle tasche dei consumatori: l'estensione a tutto il 2022 del bonus sociale con Isee più alto per chi ha difficoltà a pagare le bollette e l'estensione per altri due mesi del taglio delle accise sul carburante

  • Bonus sociale. Il Governo ha infatti prorogato per tutto l'anno il bonus sociale ampliato destinato alle famiglie più impattate dal caro-energia e più in difficoltà con il pagamento delle bollette di luce e gas. Un provvedimento che, per il 2022, interessa tutti i nuclei familiari con Isee non superiore ai 12 mila euro e le famiglie con almeno 4 figli a carico con Isee non superiore ai 20 mila euro.
  • Accise carburanti. Il governo è intervenuto anche sul fronte del caro-benzina, estendendo (come si era già ipotizzato) fino all'8 luglio il taglio di 26 centesimi su benzina e gasolio. Inoltre l'intervento è stato esteso anche al metano: in questo caso, per ogni metro cubo di gas l'accisa viene portata a zero e l'Iva viene ridotta al 5%.

Caro-vita: le nostre battaglie

Tanto il bonus 200 euro, quanto l'estensione degli aiuti su bollette e carburanti sono certamente provvedimenti utili ai consumatori per tamponare l'emergenza del caro-vita. Tuttavia sono la dimostrazione che non si può continuare a rinnovare misure tampone e mettere in campo provvedimenti una tantum: servono interventi strutturali che permettano di mettere al riparo i consumatori da futuri rincari e speculazioni. 

Da mesi abbiamo fatto le nostre proposte concrete al Governo, sia sul fronte del caro-benzina, sia su quello del caro-energia. Da qualche giorno abbiamo fatto le nostre proposte concrete anche per aiutare le famiglie più in difficoltà a fare la spesa, davanti all'incessante crescita dei prezzi dei prodotti alimentari di base. Sostieni anche tu le nostre battaglie e gli appelli al Governo. Più siamo, più la nostra voce sarà forte. 

Caro-vita: firma i nostri appelli al Governo