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Mutui agevolati per i giovani: le novità del decreto Sostegni bis prorogate fino al 31 dicembre 2022

Confermate le agevolazioni sulle tasse per gli acquisti degli under 36 per tutto il 2022. Niente imposta di registro catastale e ipotecaria e niente imposta sul mutuo dello 0,25%, ma anche credito di imposta in caso di pagamento dell'Iva. Estesa la garanzia del Fondo statale fino all’80% della quota capitale. La bozza della legge di Bilancio approvata ieri dal Governo proroga queste agevolazioni fino al 31 dicembre 2022.

  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari e Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti
29 ottobre 2021
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  • Anna Vizzari e Tatiana Oneta
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  • Luca Cartapatti
Mutui giovani

Il disegno di legge sulla manovra di bilancio approvato ieri dal Governo proroga le misure del decreto Sostegni bis per i giovani alle prese con un mutuo fino al 31 dicembre 2022.

Non ci sarà ancora la possibilità effettiva per tutti di un mutuo al 100% per acquistare casa, ma ci sono delle novità interessanti. Il decreto prevede che la garanzia del Fondo statale viene estesa all'80% della quota di capitale del mutuo per i giovani fino a 35 anni di età, senza che debbano per forza avere un contratto di lavoro atipico, ma solo se hanno un indicatore Isee entro i 40.000 euro. Per loro e per tutti gli under 36 (considerati ora soggetti prioritari per l’accesso alla garanzia del Fondo anche senza avere un contratto di lavoro atipico) inoltre, sono anche previsti dei tassi agevolati. Stesse misure sono valide anche per gli altri soggetti fragili: giovani coppie under 35, famiglie monogenitoriali con figli minori e chi abita in case popolari. Per il fondo statale sono previsti stanziamenti per 290 milioni di euro nel 2021 (quindi più di 5 volte i 55 milioni di euro previsti nella bozza). e di 250 milioni di euro nel 2022. E la manovra ha previsto anche uno stanziamento di altri 242 milioni di euro che si aggiungono ai 250 milioni già previsti del 2022.

Prorogate fino al 31 dicembre 2022 anche le agevolazioni fiscali per gli under 36 sulle tasse che si pagano in sede di acquisto della prima casa.

Garanzia statale e sgravi per i mutui

Per tutte le richieste di mutuo garantito che arrivano al Fondo dal 24 giugno 2021 al 31 dicembre 2022, per i giovani under 36 in possesso di un indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a 40 mila euro, e che ricevono con garanzia statale un mutuo con (rapporto capitale su prezzo di acquisto della casa) superiore all’80% la misura massima della garanzia del Fondo è elevata all’80% della quota capitale (normalmente la garanzia è del 50% della quota capitale). La priorità di accesso al Fondo che riguarda tutti gli under 36 garantisce anche per tutti i giovani fino a 35 anni di età (anche senza avere un contratto di lavoro atipico o un Isee entro i 40.000 euro) che i mutui concessi non possano avere un tasso di interesse superiore al tasso medio rilevato ai fini dell’usura (oggi fino al 31 dicembre 2021 sono 1,94% per i mutui a tasso fisso e 2,18% per i mutui a tasso variabile). Ricordiamo che i mutui garantiti dal Fondo non possono prevedere la presenza di un garante. Detto questo la nostra inchiesta sul campo ha dimostrato che siamo ancora lontani da una offerta diffusa da parte delle banche.

Detto questo, aldilà delle agevolazioni del Fondo di garanzia,  è sempre importante mettere a confronto le offerte di mutuo al momento presenti sul mercato. Per farlo puoi utilizzare il nostro servizio di comparazione online dove puoi trovare anche le offerte dei mutui al 100%

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Acquisti senza imposte per gli under 36

Fino al 31 dicembre 2022 per chi vuole comprare la prima casa e non ha ancora compiuto 36 anni, infatti, viene introdotta l’esenzione dal pagamento delle imposte in fase di acquisto. In particolare, se compri una prima casa entro il 31 dicembre 2022 e non hai ancora compiuto 36 anni nell’anno in cui l’atto viene stipulato ad hai un reddito Isee entro i 40.000 euro hai diritto a non versare:

  • l’imposta di registro che ammonta al 2% del valore catastale della casa;
  • l’imposta ipotecaria e catastale per un totale di 100 euro;

Questi sconti sono riconosciuti al momento del rogito, se la compravendita avviene tra privati.

Se invece hai meno di 36 anni e stai comprando da un’impresa devi versare comunque l’Iva del 4% sul prezzo d’acquisto, ma la cifra versata ti darà diritto a un credito d’imposta di pari ammontare da utilizzare per pagare altre imposte su atti successivi (successioni, donazioni, compravendite ulteriori o altre denunce). In alternativa, il credito che hai maturato puoi inserirlo in dichiarazione dei redditi e recuperarlo velocemente.

Inoltre, in caso di acquisto da impresa non dovrai versare in sede di rogito l’imposta di registro, l’ipotecaria e la catastale che ammontano a 200 euro l’una per un totale di 600 euro.

Facciamo un esempio: per una casa con rendita catastale di 1000 euro e prezzo di mercato di 300.000 euro, in caso di acquisto da privato il risparmio è di 2410 euro ma solo se si ha un reddito Isee entro i 40.000 euro in caso di acquisto da impresa si matura un credito d’imposta di ben 12.000 euro cui si somma il risparmio di 600 euro sulle imposte di registro ipotecaria e catastale.

Per ottenere lo sconto occorre possedere i requisiti prima casa ed è possibile ottenerlo anche per l’acquisto o la costituzione della nuda proprietà, dell’usufrutto, dell’uso o dell’abitazione della casa in questione. Ricordiamo che la prima casa non è l’abitazione principale, pertanto non è necessario che chi la compra ci vada a vivere, deve però avere la residenza nel Comune in cui l’acquista e soddisfare gli altri requisiti di legge.

Sicuramente, in caso di vendita di prima casa con successivo riacquisto, il credito d’imposta maturato sul primo atto potrà esser tranquillamente recuperato tramite la dichiarazione dei redditi, visto che il secondo atto è esente. Per maggiori dettagli guarda la nostra news.

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Infine, vengono esentati dall’imposta sostitutiva (delle imposte di registro, di bollo, ipotecarie e catastali e delle tasse sulle concessioni governativa) dello 0,25% i finanziamenti erogati per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione degli immobili che possiedono le caratteristiche per ottenere i bonus appena visti. Per ottenere quest’ultima esenzione è necessario che nell’atto di finanziamento venga riportata la dichiarazione di sussistenza dei requisiti.