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Ciucci: due prodotti sconsigliati per la sicurezza chimica

I ciucci sono sicuri oppure rilasciano sostanze chimiche che possono essere pericolose per lo sviluppo dei nostri bambini? Per rispondere a questa domanda abbiamo verificato la sicurezza chimica di 35 succhiotti dei marchi più diffusi acquistati online e nei negozi tradizionali. Tutti sicuri con due eccezioni.

01 settembre 2021
ciuccio

I ciucci che diamo ai nostri bambini nei primi anni di vita sono sicuri oppure rilasciano sostanze chimiche che possono essere pericolose per il loro sviluppo e la loro crescita? Insieme a Test Achats, l’associazione di consumatori belga, abbiamo verificato la sicurezza chimica di 35 ciucci dei marchi più diffusi sul mercato italiano e belga acquistati online e nei negozi tradizionali.

In laboratorio ci siamo concentrati sulla presenza di alcune sostanze chimiche note per essere pericolose e che sono le più probabili da trovare nei materiali usati per questi prodotti: nitrosamine e sostanze nitrosabili, ftalati, bisfenolo, paraffina e silossani. Le nostre analisi mostrano che in quasi tutti i ciucci testati le sostanze a rischio sono sotto il limite di rilevabilità, cioè lo strumento non ne misura la presenza. Fanno eccezione due prodotti: Dodie Sucette anatomique che abbiamo comprato online su Amazon.it e Philips Avent Succhietto Ultra Air night (SCF376/21).

Consulta l’elenco dei ciucci testati e scopri quali sono sicuri dal punto di vista chimico

tabella risultati test ciucci

Occhio al bisfenolo

Le analisi chimiche che abbiamo condotto in un laboratorio specializzato hanno mostrato la presenza di bisfenolo A in due ciucci: Dodie Sucette anatomique comprato online su Amazon.it e Philips Avent Succhietto Ultra Air night (SCF376/21). Il primo è risultato 20 volte oltre il limite di rilevabilità dello strumento, il secondo 10 volte.

Gli altri 33 ciucci che abbiamo analizzato in laboratorio sono tutti sotto la soglia di rilevabilità il che significa che ne hanno meno di quanto lo strumento possa misurare. ll bisfenolo A può danneggiare la fertilità e interferire col sistema ormonale, il nostro test su 35 ciucci tra i più diffusi sul mercato dimostra che se ne può fare a meno visto che non è stato rilevato.

Per questo sconsigliamo l’acquisto dei due ciucci dove abbiamo trovato il bisfenolo A nello scudo in plastica che rimane a contatto con le labbra del bambino. Bisogna dire che questi due prodotti non sono fuorilegge, perché la normativa europea non stabilisce limiti restrittivi per la presenza di bisfenolo A nei ciucci. Limiti che, invece, prevede per i giocattoli da mettere in bocca per la dentizione o per i contenitori per alimenti destinati ai bambini con meno di tre anni. Per questo abbiamo preso come riferimento la normativa francese che include anche i ciucci tra i prodotti che, essendo destinati a bambini con meno di tre anni, non devono contenere bisfenolo A. Normativa che chiediamo sia estesa a livello europeo oppure che i ciucci siano inclusi nella norma dei contenitori per alimenti o dei giocattoli per la dentizione considerato che spesso vengono usati come tali e che e anzi il contatto ciuccio-bimbo rischia di essere più prolungato di quello con un biberon o con un giocattolo.

Il limbo legislativo

Dal punto di vista legislativo, i ciucci sono in un limbo perché non rientrano nella normativa che garantisce la sicurezza dei giocattoli, ma nemmeno in quella dei contenitori per alimenti (come il biberon). Si applica la legislazione generale sulla sicurezza dei prodotti (Gdpr) insieme a quella che regola l’uso delle componenti chimiche (Reach). C’è anche uno standard che i produttori possono decidere di adottare (EN 1400 - Articoli per l’uso e la cura dei bambini. Succhietti per neonati e bambini piccoli) che stabilisce requisiti meccanici e chimici, ma è su base volontaria.

Per le nostre analisi abbiamo preso come riferimento la normativa francese che inserisce i ciucci tra i prodotti che, essendo destinati a bimbi con meno di tre anni, non devono contenere bisfenolo A. Tanto più che il nostro test dimostra che i produttori possono farne a meno.

Riteniamo che la normativa d’Oltralpe debba essere estesa a livello europeo o che i ciucci debbano essere considerati alla stregua dei contenitori per alimenti o dei giocattoli per la dentizione e quindi disciplinati.