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Contestare una multa

01 novembre 2010

01 novembre 2010

A volte non c'è nulla da fare, ma in alcuni casi l'automobilista viene sanzionato ingiustamente o irregolarmente, e può, a buon diritto, contestare la multa ricevuta.

In quali casi è possibile
I motivi per cui è possibile chiedere l'annullamento possono essere sostanzialmente di due tipi. C'è un motivo di merito, nel caso in cui l'infrazione contestata non sussista. Per esempio se avete preso una multa per divieto di sosta in una strada in cui nessun cartello segnalava il divieto.
Vi sono poi motivi di forma che rendono possibile la contestazione. Per esempio se i vostri dati anagrafici sono sbagliati o se il verbale non vi viene consegnato nei tempi previsti dal Codice della strada o nel caso in cui siano stati commessi altri errori da parte dei vigili o della polizia stradale. Se non sono indicati il luogo o il giorno in cui l'infrazione sarebbe stata commessa, o manca l'indicazione della norma che si ritiene violata, o ancora se sul verbale non sono presenti le modalità di impugnazione della sanzione: in tutti questi casi vale la pena contestare.

Nel dubbio aspettate a pagare
Se vi riconoscete in una di queste situazioni il nostro consiglio è di non pagare. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha infatti stabilito che un automobilista che paga la multa non può poi opporsi ad essa in un secondo momento, nemmeno se emerge che era effettivamente illegittima. Il pagamento della multa, secondo la Corte, equivale a un'ammissione di colpa che preclude qualsiasi possibilità di rimborso.

Due strade per contestare
Se decidete di fare ricorso avete di fronte due alternative. Potete rivolgervi al prefetto del luogo in cui è avvenuta l'infrazione, oppure al giudice di pace. Con tempi e modalità diverse. In entrambi i casi il ricorso può essere presentato in carta libera, entro 60 giorni dalla data di contestazione o dalla notifica, portandolo a mano oppure inviandolo con raccomandata con avviso di ricevimento. I tempi di risposta variano tra un organo e l'altro: per il prefetto sono fissi, mentre per il giudice di pace dipendono da quando viene fissata l'udienza.

Differenze che contano
La prima differenza sostanziale tra i due sistemi consiste nel fatto che da quest'anno il ricorso al giudice di pace ha un costo fisso di 38 euro e inoltre l'automobilista che contesta la multa deve presentarsi di persona all'udienza. Se la multa è di scarsa entità o la città dove è avvenuta l'infrazione contestata è lontana da quella di residenza, il ricorso al giudice di pace potrebbe non essere conveniente: le spese fisse e di viaggio renderebbero il procedimento piuttosto costoso. A favore di questa via però c'è il fatto che il giudice di pace, anche nel caso in cui non accolga in pieno il vostro ricorso, ha la facoltà di diminuire l'ammontare della multa.
Al contrario se il Prefetto respinge la vostra contestazione, la multa da pagare sarà almeno doppia rispetto a quella iniziale. È chiaro quindi che non vale la pena rischiare questa strada se non si è più che certi di avere ragione.


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