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Coronavirus e stop a palestre e corsi: come chiedere il recesso dal finanziamento

Palestre e corsi privati sono stati esclusi dai provvedimenti emanati dal Governo per far fronte al momento di difficoltà dovuto all'emergenza Covid-19. Dopo lo stop alle attività, si è lasciato alle società una certa libertà d'azione e non tutte hanno scelto di venire incontro ai clienti. Per chi ha pagato l'abbonamento con un finanziamento, però, esiste la possibilità di recedere dal contratto e smettere di pagare le rate: ecco come fare.

  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
  • di
  • Roberto Usai
17 aprile 2020
  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
  • di
  • Roberto Usai
Coronavirus, come ottenere il rimborso di palestre e corsi pagati a rate

Gli ultimi decreti emanati dal Governo per far fronte all'emergenza Covid-19 hanno previsto i rimborsi per quanto già pagato per voli, prenotazioni in hotel, biglietti di spettacoli ed eventi e servizi di cui non è possibile usufruire a causa del lockdown. A rimanere escluse, però, sono state fin da subito le palestre e le società che hanno organizzato corsi, a cui si è lasciata una certa libertà di azione. Si tratta spesso di contratti molto diversi tra loro, per questo più difficili da normare. In alcuni casi, inoltre, è stata proposta un'esecuzione differita nel tempo, quindi è stata data all'utente la possibilità di recuperare quanto acquistato una volta avviata la ripresa delle attività. Se, invece, la palestra o la società non hanno dato questa possibilità, le cose cambiano. In questa ipotesi, infatti, il cliente non può di fatto usufruire del servizio già pagato e quindi il contratto può ritenersi sciolto.  

Cosa succede se si paga a rate

Esiste qualche chance in più se abbiamo deciso di pagare a rate il corso o l'abbonamento alla palestra, dal momento che possiamo recedere dal contratto di finanziamento. In questi casi, infatti, si tratta di prestiti finalizzati sottoscritti con una finanziaria che ha un accordo con i gestori o le società che organizzano i servizi e con cui stiamo firmando un contratto di acquisto. Tecnicamente, quindi, è la finanziaria a pagare l'abbonamento, mentre l'intestatario dell'abbonamento paga ogni mese una rata alla finanziaria. Essendo di fatto collegati, il contratto di acquisto e quello di finanziamento vanno di pari passo: una volta sciolto il primo si scioglie anche il secondo. Nel momento in cui si scioglie il contratto d'acquisto si scioglie anche quello di finanziamento. 

La procedura da seguire 

Per evitare di incappare in problemi e per evitare di essere accusati di non aver pagato (o di averlo fatto in ritardo) è necessario prestare attenzione alla procedura da seguire.

  • Invia una lettera di diffida
    La prima cosa da fare è inviare una lettera per diffidare il gestore della palestra, della piscina o alla società che avrebbe dovuto tenere il corso di formazione e che non sta rispettando quanto previsto dal contratto.
  • Specifica le tempistiche
    Nella diffida si dà tempo di almeno 15 giorni per dare esecuzione al contratto, è bene anche chiedere quale sia la modalità di fruizione anche una volta terminata l'emergenza (come per esempio l'allungamento dell'abbonamento).
  • Contatta la finanziaria 
    Se la società o il gestore non forniscono alcuna risposta o se non propone un'alternativa accettabile, si può chiedere lo scioglimento del prestito alla finanziaria. In questo modo si ha diritto a non versare più le rate e a chiedere la restituzione di quanto già pagato.
  • Meglio una raccomandata o PEC
    Sarebbe preferibile inviare la lettera alla società finanziaria con allegata la diffida inviata al gestore della palestra o del corso tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Data la limitazione degli spostamenti, è comunque possibile sostituirla con una PEC. Ricordiamo che le ultime norme hanno stabilito che le comunicazioni nei confronti degli operatori bancari e finanziari possono essere fatte tramite una semplice email con allegata la copia di un documento di identità. 

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