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Buoni spesa: in arrivo altri 500 milioni con il Decreto Sostegni bis

Il Governo, con il Decreto Sostegni Bis, rifinanzia con altri 500 milioni di euro i buoni per aiutare i cittadini più in difficoltà a causa del coronavirus: la novità è che non serviranno solo a fare la spesa ma anche per pagare affitto e bollette.

  • contributo tecnico di
  • Lucia Canzi e Ivano Daelli
  • di
  • Luca Cartapatti
21 maggio 2021
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  • Lucia Canzi e Ivano Daelli
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  • Luca Cartapatti
Buoni spesa

Per contribuire a far fronte alle difficoltà economiche dell'emergenza coronavirus, il Governo, con il Decreto Sostegni Bis metterà a disposizione altri 500 milioni di euro per aiutare le famiglie più in difficoltà a causa della crisi economica susseguente alla pandemia. Rispetto ai Decreti precedenti c’è una grande novità, i soldi stanziati possono essere utilizzati non solo a fini alimentari ma anche per pagare canoni di locazione e utenze domestiche.

Il decreto attuativo del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in conferenza Stato-città ed autonomie locali, arriverà entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del Sostegni Bis, ma è molto probabile che si seguirà la linea precedentemente tracciata, vale a dire sarà il Comune di residenza, in particolare l’ufficio dei servizi sociali di ciascun Comune, a dover indentificare tra i nuclei più esposti all’emergenza Covid-19, i beneficiari e il relativo contributo, con priorità per quelli che non ricevono già alcun sostegno pubblico.

Il cittadino dovrebbe, quindi, essere invitato a fare domanda anche se alla fine sarà il Comune a individuare i criteri per assegnare i fondi alle famiglie più bisognose in base ai dati di reddito in suo possesso. Le modalità di erogazione saranno decise in autonomia dal Comune di resisdenza (che quindi possono differire da Comune a Comune). Per sapere come fare domanda, se si è tra i beneficiari e le modalità di ritiro, bisognerà fare riferimento a ciò che viene indicato sul sito ufficiale del proprio Comune. 

Soldi ai Comuni: come saranno ripartiti 

L’50% del finanziamento (250 milioni di euro) è stato assegnato in base alla popolazione residente di ciascun Comune, mentre il restante 50% (250 milioni di euro) sarà ripartito nelle zone con reddito pro capite più basso della media nazionale (o per l'esattezza in base alla distanza tra il valore del reddito pro capite di ciascun comune e il valore medio nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione). I valori reddituali comunali sono quelli relativi all’anno d’imposta 2018, pubblicati dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’economia e delle finanze. ll contributo assegnato a ciascun comune non può essere inferiore a 600 euro. Il Decreto prevede che la quota assegna in base alla popolazione residente può essere ridotto ai comuni con popolazione maggiore a 100.000 abitanti per assicurare il rispetto di tutti i criteri.