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Buoni spesa: altri 400 milioni per le famiglie in difficoltà. Ecco come si ottengono, e dove si spendono

Il Governo, con il Decreto Rilancio, rifinanzia con altri 400 milioni di euro i buoni per aiutare a fare la spesa i cittadini più in difficoltà a causa del coronavirus. Ma come funziona il buono spesa e dove si può spendere? Negozi e sconti variano da Comune a Comune: ecco il caso di Roma e Milano.

  • contributo tecnico di
  • Lucia Canzi e Ivano Daelli
  • di
  • Luca Cartapatti
22 maggio 2020
  • contributo tecnico di
  • Lucia Canzi e Ivano Daelli
  • di
  • Luca Cartapatti
Buoni spesa

Per contribuire a far fronte alle difficoltà economiche dell'emergenza coronavirus, il Governo, già agli inizi di aprile, aveva erogato 400 milioni per creare “buoni spesa” da consegnare alle famiglie più in difficoltà. Con il Decreto Rilancio questo provvedimento è stato rifinanziato con altri 400 milioni di euro. E' bene quindi ricordare come funzionano questi buoni, come si richiedono e dove si possono spendere. Iniziamo col ribadire che è il Comune di residenza, in particolare l’ufficio dei servizi sociali di ciascun Comune, a dover indentificare tra i nuclei più esposti all’emergenza Covid-19, i beneficiari e il relativo contributo, con priorità per quelli che non ricevono già alcun sostegno pubblico.

Il cittadino deve comunque fare domanda ma alla fine è il Comune che individua i criteri per assegnare il buono alle famiglie più bisognose in base ai dati di reddito in suo possesso. Le modalità di erogazione sono perciò decise in autonomia dal Comune di resisdenza (che quindi possono differire da Comune a Comune). Per sapere come fare domanda, se si è tra i beneficiari e le modalità di ritiro, bisogna fare riferimento a ciò che viene indicato sul sito ufficiale del proprio Comune.

Buoni spesa: come funzionano

Ma che cosa sono i buoni spesa? Sono buoni utilizzabili solo per l'acquisto di generi alimentari o prodotti di prima necessità e sono spendibili solamente negli esercizi commerciali individuati da ciascun Comune e pubblicati sui rispettivi siti. Il comune può anche decidere in autonomia di non erogare il buono spesa, ma di provvedere alla consegna direttamente dei generi alimentari alle famiglie che ne hanno diritto.

Sconti se paghi coi buoni: i casi di Roma e Milano

Il presidente del Consiglio Conte quando ha annunciato la creazione dei buoni spesa aveva fatto appello alla “grande distribuzione organizzata, perché faccia un 5-10% di sconto a chi acquista con i buoni spesa” che le famiglie riceveranno dai Comuni. Ma dove si possono spendere questi buoni e che sconti vengono applicati in realtà?

Abbiamo verificato che i buoni vengono erogati secondo diverse modalità e in modo differente da Comune a Comune. Possono essere ad esempio elettronici, cartacei, o tramite satispay. Impossibile quindi valutare i singoli punti vendita e le catene della grande distribuzione, perché tutto dipende dal Comune e dal tipo di buono. Consigliamo quindi di controllare sui siti dei propri Comuni le modalità di erogazione e di spesa: spesso viene fornito anche l’elenco dei punti vendita presso cui è possibile spendere ciascuna tipologia di buono. Per farci un'idea, abbiamo visitato i siti dei Comuni di Milano e Roma.

  • A Roma chi ha diritto ai buoni spesa, può scegliere se scaricare l'applicazione dedicata e caricare i buoni oppure attendere a casa la distribuzione dei buoni cartacei. Sul sito del Comune si possono trovare gli elenchi degli esercenti convenzionati dove è possibile utilizzare i "buoni spesa Roma" sia in formato cartaceo sia in formato elettronico e degli esercenti convenzionati dove è possibile utilizzare i "buoni spesa Roma" in formato elettronico.
  • A Milano l’erogazione dei buoni spesa avviene tramite utilizzo di applicazione Satispay su smartphone o tramite l’utilizzo di una carta prepagata utilizzabile nel circuito Mastercard emessa da Soldo. La scelta di quale modalità utilizzare viene fatta dal richiedente al momento della compilazione della richiesta. La carta prepagata emessa da Soldo è utilizzabile in qualsiasi punto vendita con POS abilitato per carte Mastercard. In caso di utilizzo di applicazione su smartphone, il beneficiario potrà spendere il buono spesa nei punti vendita convenzionati con il gestore Satispay.

Soldi ai Comuni: come sono stati ripartiti 

L’80% del finanziamento (320 milioni di euro) è stato assegnato in base alla popolazione residente di ciascun Comune, mentre il restante 20% (80 milioni di euro) sarà ripartito nelle zone con reddito pro capite più basso della media nazionale (o per l'esattezza in base alla distanza tra il valore del reddito pro capite di ciascun comune e il valore medio nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione). ll contributo assegnato a ciascun comune non può essere inferiore a 600 euro. Viene raddoppiato il budget assegnato ai Comuni della zona rossa individuata dal decreto del 1° marzo. Circa 13 milioni di euro sono stati riservati ai Comuni delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, mentre i restanti 387 milioni circa sono andati ai comuni delle restanti regioni, comprese Sicilia e Sardegna. Il comune che ha ricevuto più fondi è Roma (poco più di 15 milioni di euro) mentre Milano ne ha ricevuti circa 7,2 milioni, Torino 4,6, Napoli 7,6 e Palermo poco più di 5 milioni. Su base regionale la Lombardia ha ricevuto la quota maggiore pari a 55 milioni.

Quanto ha a disposizione il mio Comune?

Come abbiamo visto non tutti i comuni hanno a disposizione la stessa cifra da distribuire ai cittadini bisognosi. Non sono pochi i casi in cui, a parità di numero di abitanti, alcuni Comuni hanno ricevuto più del doppio dei fondi di altri. Emblematico il confronto tra Busto Garolfo (comune lombardo in provincia di Milano) e San Cipriano d'Aversa (in provincia di Caserta); entrambi i comuni hanno quasi 14 mila abitanti: per questa ragione hanno ricevuto la stessa cifra per la parte ripartita in base alla numerosità degli abitanti, ovvero poco più di 73 mila euro. Tuttavia Busto Garolfo non ha ricevuto nulla della quota assegnata in base al reddito, perché il reddito pro capite è più alto di quello medio nazionale (attorno ai 19 mila euro). Diversamente il comune in provincia di Caserta ha ricevuto in aggiunta una seconda trance da oltre 74 mila euro che hanno di fatto raddoppiato il fondo a disposizione. Ecco un raffronto tra alcuni Comuni con numero di abitanti simile, ma con reddito pro capite molto diverso.

Fondi ricevuti (quota da alcuni Comuni con lo stesso numero di abitanti ma reddito pro capite differente

Ecco un raffronto tra alcuni Comuni con numero di abitanti simile, ma con reddito pro capite molto diverso.

Comune Provincia Numero di abitanti Reddito pro capite nel Comune Quota assegnata in base al numero di abitanti Quota assegnata in base al reddito pro capite Totale
Busto Garolfo Milano 13.891  21.878 € 73.644 €  - 73.644 € 
Novellara Reggio Emilia 13.607  20.569 € 72.138 €  72.138 € 
Caselle Torinese
Torino 13.958  20.461 € 73.999 €  1.574 €  75.573 € 
Montepulciano Siena 13.824  17.910 € 73.288 €  5.490 €  78.779 € 
Lariano Roma 13.467  16.028 € 71.396 €  41.128 €  112.525 € 
Monteroni di Lecce Lecce 13.894  13.857 € 73.659 €  49.969 €  123.629 € 
Nicosia Enna 13.415  12.957 € 71.120 €  50.262 €  121.382 € 
San Cipriano d'Aversa Caserta 13.649  11.460 € 73.361 €  74.644 €  148.005 € 

Se sei curioso di sapere quanto ha a disposizione il tuo comune per i buoni spesa puoi scaricare l'elenco dei comuni e cercare il tuo con la funzione "cerca".