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Vinta la class action contro Trenord: in arrivo oltre 300 mila euro di risarcimento

18 ottobre 2017
Class action Trenord: in arrivo oltre 300 mila euro di risarcimento

18 ottobre 2017

Si chiude con un maxi risarcimento di oltre 300 mila euro la class action contro Trenord. La Corte d'Appello di Milano ha condannato la compagnia ferroviaria per i famosi disagi che, nel dicembre 2012, avevano coinvolto circa 700 mila pendolari lombardi. In arrivo i risarcimenti.

Con la sentenza della Corte d'Appello di Milano depositata oggi, Trenord è stata condannata a un risarcimento di 300 mila euro per i gravi disagi subiti dai pendolari nel dicembre del 2012. Si chiude così, con una decisione che possiamo definire storica, l'avventura dei 3.018 aderenti alla class action. A loro spetta un risarcimento di 100 euro a testa, in aggiunta agli indennizzi automatici già versati dalla compagnia ferroviaria.

Dopo un primo momento di incertezza, ora finalmente sono state definite da Trenord anche le modalità di risarcimento per gli aventi diritto. Se sei tra coloro che hanno diritto a ricevere 100 euro, hai già ricevuto da noi una comunicazione con tutte le istruzioni per ottenere i soldi. Controlla bene tra le email della casella di posta che ci hai fornito quando hai aderito alla class action e, nel caso tu non l'abbia ricevuta, ti invitiamo a contattarci scrivendoci all'indirizzo classactiontrenord@altroconsumo.it.

Ripercorriamo le tappe

In quindici giorni da incubo - eravamo a dicembre 2012 - gravissimi disservizi avevano investito gli utenti Trenord. È bene ricordarli: sistema di trasporto su rotaie in tilt, treni cancellati, sovraffollati, corse dirottate, ritardi, mancanza di informazioni. Una catena di avvenimenti che aveva seppellito i diritti di chi viaggia in treno, gettando circa 700 mila pendolari lombardi nel caos. Dopo aver raccolto migliaia e migliaia di adesioni e dopo quattro giornate di mobilitazione, nel 2014, abbiamo quindi chiuso e depositato tutto presso la cancelleria del Tribunale di Milano. Il 3 marzo 2014, quindi, l'azione è stata ammessa dal Tribunale di Milano.


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