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Ultimi reclami

S. D.
Oggi

Ordine mai arrivato

Buongiorno. Ho comprato un libro come ospite per un mio amico. Ho speso 60€ e non ci sono aggiornamenti da un mese circa. Li ho provati a contattare, non rispondono. E oggi il mio ordine non risulta nel form ei contatti. Ho l'email di conferma d'ordine. Io ho pagato, mi devono risarcire.

In lavorazione
M. C.
Oggi

Sblocco account

Buongiorno, mi rivolgo ad Altroconsumo per segnalare una situazione che ritengo molto grave e per la quale chiedo supporto. Amazon ha recentemente limitato e poi bloccato il mio account, consentendomi solo l’accesso ai contenuti digitali, motivando il provvedimento con un presunto “elevato numero di richieste di rimborso”.Ritengo questa decisione ingiusta e sproporzionata, per i seguenti motivi: I resi e i rimborsi effettuati non sono stati arbitrari o strumentali, ma dovuti a problemi reali di consegna, con pacchi spesso arrivati rotti, danneggiati o lanciati dai corrieri. In ogni singolo caso ho fornito prove dettagliate (foto e video), che Amazon ha sempre accettato, riconoscendo la fondatezza delle mie segnalazioni. Non mi è mai stato richiesto un chiarimento preventivo né un confronto diretto prima dell’applicazione del blocco, che è avvenuto in modo unilaterale. La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che sono stati bloccati anche account appartenenti a membri della mia famiglia, che non hanno nulla a che vedere con il mio utilizzo dell’account né con le richieste di rimborso. Questo comportamento mi sembra estremamente grave e potenzialmente lesivo, in quanto colpisce soggetti terzi senza responsabilità. Ritengo che Amazon avrebbe dovuto: contattarmi per comprendere le cause dei problemi, valutare il contesto delle segnalazioni, distinguere tra abuso dei resi e legittima tutela del consumatore. Chiedo quindi formalmente: l’immediato sblocco del mio account Amazon; la revisione del provvedimento adottato; il ripristino degli account dei miei familiari, estranei ai fatti.

In lavorazione
N. S.
06/02/2026
tissot

Mancata riparazione a danno causato da boutique ufficiale

In data 22 novembre 2024 ho portato il mio orologio Tissot PRX Automatic presso la boutique ufficiale Tissot di Roma (Via del Corso) per un intervento di regolazione del bracciale. Prima dell’intervento l’orologio era nuovo, mai indossato e privo di qualsiasi segno o graffio. Si trattava inoltre di un regalo di laurea e, proprio per il valore dell’oggetto, avevo scelto una boutique ufficiale anziché una normale gioielleria, chiedendo espressamente che venisse prestata la massima cura e attenzione durante l’operazione. A conferma del fatto che l’orologio era nuovo, evidenzio che l’intervento richiesto prevedeva la rimozione di maglie dal bracciale per adattarlo al mio polso: operazione necessaria per poterlo indossare. Senza tale restringimento l’orologio non sarebbe stato utilizzabile. L’orologio risulta inoltre tuttora coperto da garanzia, ulteriore elemento che attesta il recente acquisto e il mancato utilizzo precedente all’intervento. Durante la lavorazione, nonostante le mie richieste di prestare la massima attenzione, l’operatrice ha effettuato la rimozione della maglia utilizzando un perno collocato su un ponte d’acciaio, appoggiando e urtando ripetutamente l’orologio e il quadrante contro il supporto metallico al fine di consentire l’estrazione della vite. A seguito di tali manovre, ritenute connotate da negligenza e da carente cura nella manipolazione del bene, ho ritenuto necessario verificare immediatamente l’integrità dell’orologio, riscontrando successivamente la presenza di micrograffi sulla lunetta e sulle parti laterali lucide, segni del tutto assenti prima dell’intervento. Il giorno successivo, dovendomi trasferire a Firenze per l’inizio di un master, ho portato l’orologio presso la boutique ufficiale Tissot di Firenze, segnalando tempestivamente il danno e chiedendo il ripristino estetico. La boutique di Firenze ha preso in carico l’orologio assicurandomi inizialmente che il problema sarebbe stato risolto. Alla prima restituzione, tuttavia, l’orologio mi è stato riconsegnato nelle medesime condizioni estetiche, senza che i micrograffi fossero rimossi. Ho pertanto riportato nuovamente l’orologio in boutique, rifiutandomi di ritirarlo poiché la problematica segnalata non era stata risolta. In occasione di questa seconda consegna, la manager ha effettuato una dimostrazione utilizzando un martelletto in legno, impiegato con forza, direttamente su una maglia del bracciale, sostenendo che gli strumenti e le procedure utilizzate non potessero causare danni estetici. Tale modalità esponeva tuttavia l’orologio al rischio di ulteriori danni, trattandosi di una manipolazione non richiesta e non finalizzata al ripristino della problematica segnalata. La dimostrazione, inoltre, non appare rappresentativa dell’intervento iniziale, eseguito con strumentazione in acciaio totalmente differente nella struttura e nella modalità d’uso. Inoltre, nel tentativo di far rilevare i micrograffi — che, trattandosi di segni lievi, risultano visibili soprattutto in controluce — li ho più volte indicati posizionando l’orologio nella corretta angolazione; tuttavia, la responsabile ha continuato a negarne la presenza. Mi è stato successivamente comunicato, telefonicamente, che l’orologio era stato inviato al centro assistenza Swatch Group e che, a seguito della verifica, era stato rilasciato un certificato di buon funzionamento. Tale certificazione risulta tuttavia non pertinente alla contestazione sollevata, in quanto riferita esclusivamente agli aspetti meccanici e al corretto funzionamento — mai messi in discussione, trattandosi peraltro di un orologio nuovo mai indossato o utilizzato — mentre la problematica segnalata riguarda unicamente il profilo estetico. Preciso che, in occasione della prima presa in carico, il precedente Store Manager della medesima boutique aveva invece riconosciuto ed evidenziato tali micrograffi. Nonostante ciò, alla restituzione mi era stato riferito che l’intervento era stato risolutivo, sebbene l’orologio si presentasse nelle medesime condizioni iniziali, senza alcuna variazione estetica. Infatti, come confermatomi dal Customer Service, sull’orologio sarebbe stato eseguito unicamente il passaggio di un panno morbido per rimuovere un alone superficiale, e non un effettivo intervento di lucidatura professionale. Ciò risulta difforme rispetto a quanto precedentemente comunicato, ovvero che l’orologio sarebbe stato inviato presso la sede tecnica specializzata per un intervento estetico dedicato. Infatti, a seguito della conversazione telefonica intercorsa con il Customer Service, confermo che la contestazione relativa ai micrograffi resta formalmente aperta. Nel corso della telefonata mi è stato riferito che i micrograffi non sarebbero presenti e che sull’orologio sarebbe stato utilizzato esclusivamente un panno morbido per rimuovere una patina superficiale, e non un intervento mirato di ripristino estetico. Mi è stato inoltre rappresentato che un’eventuale lucidatura potrebbe compromettere le condizioni originarie dell’orologio e che, qualora richiesta, le relative spese sarebbero a mio carico. Tale posizione appare non condivisibile, in quanto un intervento di lucidatura eseguito da personale qualificato e specializzato ha proprio la finalità di ripristinare l’estetica originaria senza alterare le caratteristiche. Evidenzio, inoltre, che la lunetta del modello in oggetto presenta finitura lucida — notoriamente più sensibile ai segni rispetto alle superfici satinate — e che urti ripetuti contro una base in acciaio, come avvenuto durante la lavorazione, risultano tecnicamente idonei a generare micrograffi superficiali In aggiunta, non ritengo in alcun modo condivisibile l’eventuale addebito di spese a mio carico, considerato che i micrograffi contestati sono stati causati durante un intervento eseguito presso una Boutique ufficiale. Per tale ragione, ogni attività volta al ripristino dell’estetica originaria dell’orologio non può che rientrare nella responsabilità del punto vendita ufficiale che ha effettuato la lavorazione. Ad oggi, dopo oltre due mesi, l’orologio risulta ancora trattenuto senza che il danno estetico causato durante l’intervento iniziale sia stato risolto. Ho ritenuto di non procedere al ritiro in quanto, a seguito della prima restituzione — durante la quale mi era stata garantita la rimozione dei micrograffi — l’orologio si presentava nelle medesime condizioni estetiche di consegna. Per tale ragione l’ho riportato una seconda volta, ribadendo la richiesta di ripristino estetico, tuttora non soddisfatta. Nel corso delle comunicazioni sono state addotte motivazioni differenti, con conseguente prolungamento dei tempi senza una soluzione concreta, fino a prospettare che un eventuale intervento possa essere a carico del cliente, nonostante il danno sia riconducibile a un servizio effettuato da una boutique ufficiale. Trattandosi di una problematica esclusivamente estetica insorta a seguito dell’intervento, chiedo pertanto assistenza per ottenere il ripristino estetico gratuito dell’orologio o una soluzione equivalente idonea al ripristino dello stato originario del bene.

In lavorazione
E. T.
06/02/2026

SPN s.p.a richiede pagamento pedaggio per un transito mai avvenuto con il mio veicolo

Oggetto: Reclamo formale e contestazione addebito infondato – Pratica n. 2452292804 – Veicolo DV63312 Spett.le SPN S.p.A., in riferimento alla richiesta di pagamento pervenuta in data 05/02/2026 relativa a un mancato pedaggio (€ 6,25) presso la stazione di Napoli Barra (T/Barra) in data 16/09/2025 alle ore 15:40:55, comunica quanto segue: PREMESSO CHE Il motociclo targato DV63312 non è mai transitato presso la suddetta stazione nella data e nell'ora indicate, trovandosi in tale frangente in una differente località (circostanza oggettivamente comprovabile nelle sedi opportune). Si deduce, pertanto, che l'addebito derivi da un errore del sistema di rilevazione OCR, da un'errata digitazione manuale o, in alternativa, da un caso di clonazione della targa. Tutto ciò premesso, il sottoscritto CONTESTA formalmente l’addebito e RICHIEDE L’annullamento immediato in autotutela della richiesta di pagamento e di ogni onere accessorio per inesistenza del fatto, difetto di legittimazione passiva e carenza di presupposti giuridici. L’accesso documentale ai fotogrammi originali del transito (ex L. 241/90 e GDPR UE 2016/679), al fine di verificare la corrispondenza del modello e del colore del veicolo ripreso con quello di mia proprietà. CON AVVERTENZA CHE La presente vale quale diffida formale dal procedere con ulteriori azioni di recupero o aggravi di spesa. Ogni termine di pagamento deve intendersi sospeso fino alla corretta identificazione del veicolo o all'annullamento dell'atto. In mancanza di riscontro positivo entro 15 giorni, il sottoscritto adirà le autorità competenti (Giudice di Pace) con richiesta di condanna alle spese legali, riservandosi altresì di sporgere denuncia-querela presso la Polizia Giudiziaria per accertare eventuali ipotesi di clonazione della targa a propria tutela. Distinti saluti.

In lavorazione
M. C.
06/02/2026

Reclamo per errata configurazione veicolo aziendale

Gentile Servizio Clienti Toyota, vi ringrazio per il vostro riscontro, seppure arrivato dopo un tempo considerevole e con un contenuto che, mi permetto di osservare, non affronta il punto centrale della mia segnalazione. È del tutto evidente che la configurazione attuale della vettura corrisponde a quanto uscito dalla fabbrica; non ho mai messo in discussione questo aspetto. Il tema è ben diverso e riguarda la corrispondenza tra l’ordine dell’auto aziendale e quanto Toyota ha effettivamente prodotto e consegnato. L’ordine relativo al mio veicolo è stato effettuato dalla mia azienda tramite il fleet manager e tramite il fornitore di noleggio a lungo termine. L’auto richiesta – e da me approvata – era una Toyota Corolla Cross comprensiva tra l'altro dei seguenti equipaggiamenti: Sensori di parcheggio anteriori e posteriori Blind Spot Monitoring (BSM) Gancio di traino Pertanto, ciò che vi chiedo non è di ribadirmi le caratteristiche dell’allestimento “Trend Business Pack” di fabbrica, già note e peraltro non conformi al contenuto dell’ordine, bensì di verificare la corrispondenza tra l’ordine ricevuto da Toyota e quanto Toyota ha prodotto e consegnato. Solo questo consente di accertare dove si sia generata la discrepanza, che allo stato attuale mi sta producendo un pregiudizio operativo e di sicurezza non trascurabile. Resto in attesa del vostro riscontro puntuale su quanto richiesto. Cordiali saluti, Micaela Cattaneo Targa GX655HS Caso n. 12874405 Toyota A: MICAELA CATTANEO 06/02/2026 Gentile Cliente, con riferimento alle sue comunicazioni del 15 maggio e del 13 giugno 2025, oltre che alle successive conversazioni telefoniche intercorse con il nostro Servizio Clienti, innanzitutto le porgiamo le nostre sincere scuse per il mancato riscontro a causa di un disguido interno. Riguardo all'oggetto della sua segnalazione, le precisiamo che la Toyotaidentificata dal telaio JTNADADB10J022749, trattasi di una COROLLA CROSS 1.8H Trend FWD allestita con Business Pack e non con Business Safety Pack, pacchetto opzionale che avrebbe equipaggiato la stessa delle funzioni Sensori di parcheggio intelligenti anteriori e posteriori con funzione anticollisione (ICS) e del Blind Spot Monitor (BSM), come da prospetto di seguito riportato: In merito, le inviamo in allegato Il Listino e Specifiche della Corolla Cross MY24 dal quale trarre tutte le informazioni utili. Per quanto sopra, le confermiamo che la vettura risponde ai requisiti previsti dall'allestimento richiesto in fase di fabbricazione. Pertanto, la invitiamo a voler chiarire gli accordi assunti circa le caratteristiche della vettura. Nel restare a sua disposizione, le porgiamo i nostri migliori saluti. Mirella Servizio Clienti Toyota Motor Italia Spa MICAELA CATTANEO A: Toyota Numero caso - 12874405 13/06/2025 Con la presente intendo esprimere il mio forte disappunto in merito a un grave disguido relativo alla consegna del veicolo aziendale da me ordinato, una Toyota Corolla Cross, targa GX655HS. Il veicolo consegnato non corrisponde alle specifiche concordate, risultando privo di importanti optional da me espressamente richiesti e confermati: sensori di parcheggio, sistema Blind Spot Monitoring e gancio di traino. Dopo oltre due mesi dalla consegna, sono stati installati i sensori di parcheggio, tuttavia il loro funzionamento risulta insoddisfacente, in quanto non integrato con il software dell’auto. Inoltre, mi è stato comunicato che non sarà possibile installare il sistema Blind Spot Monitoring, una mancanza che considero particolarmente grave sotto il profilo della sicurezza, avendo già rischiato due incidenti in autostrada. Per quanto riguarda il gancio di traino, mi è stato riferito che l’installazione comporterebbe un fermo auto di diverse settimane, con ulteriori disagi. Ad oggi, non mi risulta sia stata proposta la sostituzione del veicolo con uno conforme alle specifiche ordinate. Mi trovo quindi costretta a utilizzare, per i prossimi tre anni e mezzo, un’auto che non soddisfa pienamente le mie esigenze in termini di sicurezza e comfort, con conseguenti disagi sia pratici che psicologici. Alla luce di quanto sopra, e confidando nella serietà e nell’attenzione al cliente che contraddistinguono il marchio Toyota, chiedo un gesto concreto di compensazione. In particolare, propongo l’offerta di corsi di guida sicura per me e la mia famiglia, come forma di ristoro per il disagio subito. Preciso inoltre che ho già inviato una comunicazione via email, rimasta senza risposta, e ho tentato più volte di contattarvi telefonicamente, senza esito. Questo silenzio da parte vostra aggrava ulteriormente la percezione di scarsa attenzione verso il cliente. Resto in attesa di un vostro cortese e sollecito riscontro. In assenza di risposte concrete, mi vedrò costretta a tutelare i miei diritti nelle sedi opportune. Considerando che nella mia famiglia possediamo quattro veicoli Toyota, questa esperienza mi porta purtroppo a riconsiderare la fiducia finora riposta nel marchio. Distinti saluti

In lavorazione