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Pizze surgelate: migliori di quanto si immagina

Abbiamo messo alla prova 14 pizze margherita surgelate tra le più diffuse in commercio. Tre stupiscono le papille gustative della giuria di esperti che le ha assaggiate, ottenendo il massimo dei voti. Migliora rispetto a qualche anno fa la qualità degli ingredienti ma questi prodotti contengono ancora molto sale e sono eccessivamente calorici.

  • contributo tecnico di
  • Antonella Borrometi
14 ottobre 2022
  • contributo tecnico di
  • Antonella Borrometi
ragazza con in mano scatola di pizza

La pizza surgelata è spesso considerata come un piatto di serie B, una cosa da studenti fuori sede o da americani in vena di una serata “italiana”. Eppure, sorprendentemente, molte delle pizze che abbiamo messo alla prova sono piaciute alla giuria di esperti che le hanno assaggiate. Questi prodotti sono decisamente migliorati negli anni (i nostri giudizi del 2009 non erano così entusiastici) e i consumatori evidentemente se ne sono accorti: la pizza surgelata ha sempre più successo, anche tra i puristi della tradizione. Secondo una recente indagine condotta dall’Istituto italiano alimenti surgelati in collaborazione con Doxa, infatti, il mercato del sottozero ha subìto una forte espansione durante la pandemia e la pizza, insieme ai prodotti ittici e ai vegetali, è uno dei prodotti surgelati più acquistati.

14 “margherite” a confronto

Abbiamo analizzato e assaggiato quattordici pizze Margherita scelte tra le marche più diffuse nella grande distribuzione e non solo. Di queste undici sono rotonde, cioè nella tradizionale forma monoporzione, e tre invece sono un po’ più grandi e rettangolari, pensate come pizze “a tagliere” da condividere con altri.

Tutte sono state sottoposte a due batterie di prove:

Quelle per dare un voto alla “composizione” del prodotto, in cui abbiamo verificato il tipo di ingredienti e la loro qualità, la quantità del condimento e l’equilibrio nutrizionale del piatto;

Quelle legate ad aspetto, consistenza e gusto, in pratica una grande e omnicomprensiva prova d’assaggio in cui una giuria di esperti ha dato un voto all’aspetto e al sapore delle pizze in gara senza però conoscerne la marca per non esserne influenzati.

Viva la mozzarella e il pomodoro

Nessuna stranezza sul fronte degli ingredienti: tutti i prodotti contengono ciò che ci si aspetta e nient’altro e cioè mozzarella e non altri formaggi, salsa polpa o passata di pomodoro, olio, farina, lievito (di birra e/o lievito madre) e sale. Scordiamoci però l’extravergine puro, la maggior parte di questi prodotti usa anche altri tipi di olio (olio di girasole o olio d’oliva semplice).

Nel complesso sono anche tutte ben condite, nel senso che non lesinano sugli ingredienti di pregio.

I diffetti maggiori? Troppe calorie e molto salate

Attenzione al valore energetico di questi prodotti: sebbene la pizza sia considerata come un piatto semplice e salutare, tipico della tradizione mediterranea, è anche un piatto piuttosto calorico e non completamente bilanciato. Una di queste pizze pesa sul nostro bilancio giornaliero quasi 700 calorie se non di più, con punte di oltre mille calorie per quelle più condite o con più impasto. Alcune di queste pizze sono state penalizzate anche per l’eccesso di sale nella ricetta.

L’assaggio ne premia tre

In una prima fase le pizze sono state mostrate ai giudici ancora congelate, perché ne valutassero l’aspetto a crudo. In seguito sono state cotte verificando la correttezza dei tempi e delle temperature indicate in etichetta e nel caso modificando uno o entrambi i parametri per trovare le condizioni ottimali di cottura con cui presentarle all’assaggio (in generale, comunque, le indicazioni date in etichetta sono corrette). Una volta cotte i giudici le hanno di nuovo guardate, annusate e assaggiate per poter dare un voto complessivo al prodotto pronto. Tre hanno sbaragliato le altre concorrenti in gara ottenendo il massimo dei voti ma tutte sono state comunque promosse dalla giuria.

L’imballaggio? Meglio ridurlo

Abbiamo valutato l’impatto ambientale dell’imballaggio. La maggior parte delle pizze sono avvolte da un film di plastica  e poi confezionate in grandi scatole di cartone. Entrambi sono materiali riciclabili e facili da separare, ma se la plastica è necessaria per la conservazione corretta di questo tipo di prodotto, la scatola di cartone invece è un imballaggio secondario che, in un’ottica di sostenibilità e riduzione dei rifiuti, potrebbe benissimo essere evitato. Da questo punto di vista un plauso va a chi le confeziona soltanto con la plastica trasparente e con la fascetta di carta che riporta le informazioni.

Le marche del test

Nel nostro test abbiamo messo a confronto: A Pizza, Artepizza, Bofrost, Buitoni, Cameo, Carrefour, Conad, Esselunga, Italpizza, Mamamia, Pam, Roncadin, Tre Mulini (Eurospin). Se vuoi vedere i risultati completi dl test scarica l’articolo con la tabella completa.

Come abbiamo svolto il test

Per effettuare questo test sulle pizze surgelate, abbiamo acquistato i campioni nel mese di maggio 2022 e li abbiamo portati in laboratorio per le analisi e l'assaggio nel mese di giugno 2022. Infine abbiamo svolto la rilevazione dei prezzi a luglio 2022.

Abbiamo seguito quindi un protocollo specifico per la scelta dei prodotti, le prove di assaggio, l'importanza attribuita alle varie prove e il rispetto della catena del freddo.

  • Scelta dei prodotti. La selezione dei prodotti tiene conto della loro distribuzione nei negozi e dell’offerta del mercato (pizza tonda o rettangolare; presenza di marchi del distributore; prodotti bio…). Abbiamo scelto le marche più diffuse nella grande distribuzione, in due formati (rotonda e rettangolare), per avere un panorama ampio dell’offerta.
  • Il peso delle prove. Abbiamo valutato le etichette delle pizze e l’impatto ambientale dell’imballaggio, dando a ciascuno di questi due parametri un peso del 10%. Le prove che pesano di più sul giudizio globale sono quelle di “Composizione” (analisi degli ingredienti e loro qualità nutrizionale), che influisce per il 40% e la prova di assaggio, per un altro 40%.
  • La prova di assaggio. Le pizze sono state assaggiate da un panel di 11 assaggiatori, di cui 9 addestrati a compiere valutazioni sensoriali di cibi e bevande e 2 giudici specialisti nella preparazione di pizze. I prodotti sono stati presentati loro in forma anonima, cioè senza che fosse indicata la marca di quello che stavano assaggiando.
  • La catena del freddo. Per rispettare la corretta conservazione durante le fasi del test, le pizze sono state trasportate su furgone refrigerato e conservate nei congelatori del nostro magazzino fino alla consegna al laboratorio.

Se vuoi conoscere più in generale come vengono svolti i test di Altroconsumo trovi tutte le informazioni qui.