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Troppi additivi nel piatto

01 ottobre 2010
additivi

01 ottobre 2010

Gli additivi alimentari presenti in Europa sono più di 300. L'Autorità europea per la sicurezza alimentare li sta controllando uno per uno alla luce degli studi più recenti. A cominciare dai coloranti.

Più di 300 quelli autorizzati
Coloranti, conservanti, emulsionanti, esaltatori di sapidità, regolatori di acidità, ovvero gli additivi alimentari, sostanze che si aggiungono con lo scopo di migliorare o cambiare alcune caratteristiche come gusto, colore, conservazione o consistenza. Abbondano soprattutto nei prodotti alimentari industriali. In certi casi sono una presenza necessaria per garantire igiene e sicurezza ai cibi, ma molto spesso sono completamente inutili, se non ingannevoli. È il caso, per esempio, di molti coloranti, che non servono a nulla se non ad accentuare o addirittura simulare la presenza di veri ingredienti (il giallo per dare l'idea dell'uso di uova fresche, una punta di rosso al posto di vera frutta e così via…). In Europa ne sono autorizzati moltissimi, più di 300, con una legge che impone ai produttori di indicarli in etichetta, sia con la loro sigla (una E seguita da un numero) sia con il loro nome per esteso preceduto dalla categoria cui appartengono. Quelli che non compaiono nella lista sono vietati.

Chi ci tutela?
L'autorizzazione a un additivo viene concessa dopo una valutazione di sicurezza fatta da esperti sulla base degli studi scientifici a disposizione. In questo momento l'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza degli alimenti, per conto della Commissione europea, sta esaminando nuovamente le autorizzazioni concesse, alla luce dei nuovi dati a disposizione. Questo processo di revisione è iniziato con alcuni coloranti, che qualche anno fa sono stati accusati da uno studio inglese di essere corresponsabili della sindrome da deficit di attenzione nei bambini, per la loro capacità di suscitare iperattività e irritabilità nei più piccoli.


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