Guida all'acquisto

Come scegliere le auto elettriche e ibride ricaricabili

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Le auto elettriche e le auto ibride ricaricabili possono essere già oggi un’ottima scelta per molti automobilisti. In questa guida all’acquisto vi spieghiamo cosa prendere in considerazione e quali sono i pro e i contro di ciascuna tecnologia.

L’auto elettrica

Le auto elettriche rappresentano il futuro (ma anche già il presente) dell’automobile e prenderanno sempre più piede nel mondo nei prossimi anni, a seguito anche delle decisioni prese praticamente da tutti i Paesi negli ultimi convegni sul clima.

Sebbene per avere una svolta ecologica ci sia bisogno di produrre energia sempre più da fonti rinnovabili (se si ricarica l’auto elettrica con energia ricavata dal carbone non si fa una grande passo avanti in termini ecologici), il passaggio alla mobilità elettrica è sicuramente un tassello fondamentale nella transizione ecologica, pur ribadendo che essa deve essere affiancata anche da un potenziamento della mobilità dolce (cioè quella senza auto), che, in particolare nei centri urbani, deve essere preferibile.

Anche a livello di costi, che spesso sono visti come un deterrente all’acquisto di un’auto elettrica, la nostra inchiesta sul Total Cost of Ownership (il costo totale di possesso dell’auto), pubblicata su Inchieste di giugno 2021, ha mostrato che, nonostante il prezzo di acquisto più elevato, se si considerano tutti i costi di possesso (rifornimenti/ricariche, tasse, manutenzione, …) le auto elettriche sono già economicamente competitive in diversi scenari d’uso e lo diventeranno sempre di più nei prossimi anni, come confermato anche da diversi modelli economici. Inoltre, chi ha la possibilità di ricaricare l’auto a livello domestico (nel box, o ad una colonnina condominiale), può usufruire, oltre che di maggiore comodità, anche di un contenimento dei costi rispetto alla ricarica presso le colonnine che rende l’auto elettrica già oggi decisamente conveniente.

Un altro aspetto che rende spesso poco appetibile l’auto elettrica è la cosiddetta “ansia da ricarica”. È bene però evidenziare che oggi l’autonomia delle auto elettriche decisamente elevata, anche oltre i 300 chilometri effettivi, decisamente sufficienti per la maggior parte delle persone. In caso di viaggi lunghi, superiori all’autonomia dell’auto, è bene pianificare il viaggio individuando le colonnine dove poter effettuare le ricariche necessarie; scegliendo colonnine rapide (con potenza di ricarica superiori ai 40-50 kW), è possibile una ricarica completa in una o due ore: un tempo ragionevole, che può essere ulteriormente abbassato utilizzando colonnine di ricarica ultrarapida, a potenze ancora superiori. Inoltre, è bene fare presente che, per chi fa dell’auto un uso prevalentemente urbano, no c’è nemmeno bisogno di acquistare un’auto elettrica con batterie particolarmente grosse, che sarebbero sovradimensionate all’uso che se ne fa: ci sono diverse auto elettriche di taglia piccola, con batterie più piccole e leggere (e che hanno quindi un impatto ambientale complessivo minore) e che garantiscono un’autonomia più che sufficiente per l’uso cittadino.

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L’auto ibrida ricaricabile: differenze con le altre tipologie di auto ibride

Nelle pubblicità si sente spesso nominare il termine “ibrida” senza che sia precisato a quale tipologia di auto ibrida ci si riferisca. Infatti, esistono diverse tipologie di auto ibride, con tecnologie (e impatti ambientali) sostanzialmente diversi.

Innanzitutto, una vettura “ibrida” è una vettura che è dotata sia di un motore endotermico (motore a combustibile) sia di uno o più motori elettrici (alimentati da delle batterie). Ma a seconda della caratteristiche della parte elettrica (e delle relative batterie) e di come i diversi motori lavorano in sinergia tra loro, esistono diverse tipologie di vetture ibride.

Sostanzialmente ci sono tre tipologie di auto che vengono definite genericamente “ibride”

  • Full hybrid: sono le ibride più presenti sul mercato e più note. Il motore endotermico e quello elettrico sono indipendenti tra loro, e la centralina dell’auto li gestisce in modo che lavorino in sinergia. Per brevi tratti (in particolare nelle ripartenze) e a velocità contenute, le vetture full hybrid possono anche viaggiare in modalità solo elettrica, mantenendo inattivo il motore endotermico. Ad alte velocità, il contributo del motore elettrico diventa decisamente marginale, mentre in contesti urbani può contribuire a circa il 50% della propulsione dell’auto: un contributo quindi rilevante che, consentendo di mantenere spento per diverso tempo il motore endotermico, porta (in particolare in contesti urbani) a una riduzione significativa di consumi e di emissioni.
  • Mild hybrid (o ibrida leggera): sono auto con un livello di elettrificazione decisamente inferiore rispetto a quello delle full hybrid. Infatti, le mild hybrid hanno una batteria ridotta e un motore elettrico poco potente, che funziona semplicemente a supporto di quello endotermico, in particolare durante le ripartenze, quindi in ambito urbano. Le vetture mild hybrid non possono mai avere una propulsione esclusivamente elettrica, quindi tali vetture, in trazione, hanno il motore endotermico sempre in funzione. Insomma, la tecnologia mild hybrid è piuttosto diversa dalla full hybrid: è meno costosa e meno pesante (in termini di massa totale della vettura), ma in termini di riduzione di consumi di carburante e di emissioni di inquinanti è decisamente meno efficace della tecnologia full hybrid. Spesso i produttori non specificano abbastanza chiaramente quando le loro vetture sono mild hybrid, e le denominano genericamente “hybrid”: ciò può confondere il consumatore, che può essere indotto a pensare di trovarsi di fronte ad una vettura “full hybrid”.
  • Plug-in hybrid (o ibrida ricaricabile): son le vetture che, assieme alle elettriche pure, sono oggetto dei nostri test. Sono sostanzialmente un livello intermedio tra una vettura full hybrid e una vetture elettrica. Infatti, come le vetture full hybrid, hanno un motore elettrico abbastanza potente e munito di batterie abbastanza capienti da consentire di guidare per alcuni tratti (ancora maggiori rispetto alle vetture full hybrid) in modalità solo elettrica. Inoltre, nelle vetture plug-in hybrid, le batterie possono essere ricaricate, come nelle vetture elettriche. Quindi è possibile, caricando con regolarità le batterie, consumare ancora meno carburante ed emettere meno inquinanti.

auto ibride

Elettrica o ibrida ricaricabile? Suggerimenti per la scelta

Concentriamoci un po’ più in dettaglio sulle auto elettriche e sulle auto ibride ricaricabili (che sono le auto oggetto dei nostri test), vedendone i PRO e i CONTRO, con qualche suggerimento che può essere utile per chi sta pensando di acquistare un’auto di una di queste due tipologie.

Auto elettriche

Pro

  • Vanno solo ad energia elettrica, quindi non hanno alcuna emissione da tubo di scarico, né di CO2 né di inquinanti.
  • L’esperienza di guida 100% elettrica è molto piacevole e performante.

Contro

  • Ad oggi, ancora effettuare una ricarica elettrica non è pratico e veloce quanto fare un rifornimento di carburante. Ciò può portare a qualche complicazione nei viaggi lunghi.

Auto ibride ricaricabili

Pro

  • Se ricaricate regolarmente e se utilizzate per tragitti brevi (massimo 40-50 km), consentono praticamente di viaggiare solo in modalità elettrica, senza emissioni dal tubo di scarico.
  • Il fatto di avere doppia alimentazione garantisce più versatilità e riduce l’ansia da ricarica.

Contro

  • Se ricaricate poco (o mai) di fatto si comportano come unna normale auto ibrida, con in più il maggior peso del pacco batterie: quindi il beneficio ambientale va a ridursi.
  • Per viaggi lunghi, il contributo della parte elettrica va a ridursi, e i consumi e le emissioni si avvicinano a quelli di una vettura tradizionale.

Altre considerazioni utili

  • La possibilità di avere un box dove poter fare ricarica “domestica” è sicuramente un vantaggio, in quanto consente di ricaricare la vettura a un costo inferiore di quello che si paga alle colonnine pubbliche. Per le ibride plug-in, che hanno batterie più piccole e quindi più rapide da caricare, può bastare una normale presa schuko (consigliamo di fare sempre verificare l’adeguatezza dell’impianto elettrico ad un professionista). Una wall-box dedicata rimane comunque la scelta preferibile, in particolare per le auto elettriche pure.
  • Un altro tema che ricorre spesso relativamente alle auto elettriche è quello della cosiddetta “ansia da ricarica”. Bisogna però fare presente che le auto elettriche consentono ormai di percorrere anche oltre 300 km senza bisogna di ricarica. Si tratta di un’autonomia più che sufficiente per la stragrande maggioranza delle persone. Rimane qualche problema relativo ai lunghi viaggi, anche dovuti al fatto che la presenza di colonnine lungo le autostrade è ancora praticamente nulla. Le auto ibride plug-in, potendo invece viaggiare tramite motore a combustibile, non comportano “ansia da ricarica”.
  • Su base regionale e comunale, ci sono vari vantaggi per chi sceglie un’auto elettrica o ibrida ricaricabile: riduzione bollo, accesso a zone a traffico limitato, parcheggio gratuito su strisce blu. L’auto elettrica, in particolare, grazie ad incentivi all’acquisto, minori costi di manutenzione e un minor costo chilometrico in termini di ricarica rispetto al carburante (in particolare se si ha la possibilità di ricaricare la vettura nel box di casa), può già oggi essere una scelta conveniente, nonostante il prezzo di acquisto più elevato.
  • I consumi delle auto elettriche, sono particolarmente bassi a basse velocità, quindi in contesti urbani. Quindi, viaggiando molto in autostrada, bisogna considerare che l’autonomia va ad essere inferiore rispetto a quella media. Anche le ibride ricaricabili consentono di consumare meno in città (contesto in cui il contributo del motore elettrico è più elevato), in particolare se viene ricaricata regolarmente, mantenendo le batterie con un buon livello di carica.
  • Spesso le vetture elettriche sono disponibili in diverse versioni in termini di capacità della batteria. Se non dovete percorrere molti chilometri, scegliete la versione con batteria più piccola: è più leggera (consuma meno) e meno impattante a livello ambientale (batteria più piccola = meno materie prime e meno energia utilizzate per costruirla). Non ha senso un’auto con una batteria enorme, se poi percorrete sempre e solo pochi chilometri.

Domande frequenti

Quanto costa fare 100 km con auto elettrica 2022?

E’ sempre difficile fornire numeri precisi, in quanto, al di là del tipo di alimentazione dell’auto, i consumi (e quindi i costi) dipendono fortemente da altri aspetti, quali in particolare: peso e dimensioni dell’auto, stile di guida, tipologia di percorsi sui quali si guida e condizioni climatiche. Possiamo quindi fornire solo calcoli indicativi e medi, che possono essere comunque utili per dare un’idea.

Ad ogni modo, basandoci sui nostri test e sula letteratura di settore, possiamo quantificare i consumi medi reali (su strada) di un’auto elettrica di medie dimensioni in circa 22 kWh per percorrere 100 chilometri. Da qui, per calcolare il costo, bisogna considerare il costo dell’energia elettrica utilizzata per ricaricare la batteria dell’auto. Ad esempio, ricaricando l’auto con una tariffa di 0,3 €/kWh, si ottiene un costo di circa 6,5 € per percorrere 100 chilometri. Mentre ricaricando l’auto con una tariffa di 0,6 €/kWh si arriva a circa 13 € per percorrere 100 chilometri.

A titolo di esempio, un’auto a benzina di medie dimensioni ha un consumo medio reale su strada di 7 litri per percorrere 100 chilometri. Quindi, ad esempio, rifornendola ad una tariffa di 1,6 €/l, il costo di percorrenza è di circa 11 € per percorrere 100 chilometri. Mentre rifornendola ad una tariffa di 2,0 €/l, il costo di percorrenza è di 14 € per 100 chilometri.

Come premesso, tuttavia, diverse dimensioni e caratteristiche delle vetture, diversi stili di guida e diverse tipologie di percorsi su cui si guida possono cambiare anche di molto i dati sopra riportati, che sono da considerarsi solo indicativi.

Quanti anni dura un motore elettrico?
Un’auto elettrica, rispetto a un’auto tradizionale, presenta molti meno componenti e molte meno parti meccaniche, in particolare proprio per quanto riguarda il motore. Può quindi garantire una maggiore durabilità nel tempo senza bisogno di particolare interventi di manutenzione. Per quanto riguarda la durata delle batterie, essa dipende anche da fattori “esterni”, in particolare quanto spesso e in che modalità la si ricarica; infatti, frequenti ricariche ad elevata potenza fino al 100% della capacità possono avere un impatto negativo sulla vita della batteria rispetto a ricariche eseguite a media potenza e nell’intervallo dal 20 % all’80 % della carica massima (che è l’intervallo migliore nel quale mantenere la carica della batteria). Se ricaricate in tal modo, le batterie delle auto elettriche possono durare molti anni, comparabilmente alla vita dei motori delle auto tradizionali.
Quali sono i difetti delle auto elettriche?

L’auto elettrica comporta per l’utente un cambio di abitudini, rispetto all’auto a combustione interna. Il primo “ostacolo” può essere individuato nel prezzo d’acquisto, che oggi è ancora piuttosto elevato, rispetto ad auto a combustione interna di pari segmento. Bisogna tuttavia considerare, oltre al fatto che vengono spesso introdotti incentivi all’acquisto, che diversi studi mostrano come, nel tempo, il maggior prezzo dell’auto elettrica può essere ripagato dai minori costi di esercizio: quindi, il costo totale di possesso dell’auto elettrica non è così maggiore di quello delle auto a combustione interna, anzi in alcuni scenari di utilizzo è addirittura inferiore. Un secondo “difetto” dell’auto elettrica può essere quello legato alla ricarica: ad oggi, ricaricare l’auto elettrica non è semplice e immediato come rifornire un’auto a combustibile; e ciò principalmente per due motivi: la rete di ricarica non è capillare come quella dei benzinai, e il tempo di ricarica è più lungo di quello di un normale rifornimento. Tuttavia, bisogna considerare che (per chi ha un box o un posto auto) l’auto elettrica offre la possibilità della ricarica domestica, cosa che un’auto a combustibile ovviamente non può offrire. Inoltre, la rete di ricarica è in forte aumento anno dopo anno, con sempre più colonnine ad alta potenza, che consentono ricariche molto rapide (ricarica fino all’80% anche in meno di 30 minuti), rendendo sempre più semplice affrontare anche lunghi viaggi con l’auto elettrica.

E non dimentichiamoci di tutti i pregi dell’auto elettrica: in particolare zero emissioni da tubo di scarico, minori emissioni di CO2 complessive, silenziosità, piacevolezza di guida e anche ottime prestazioni.

Le auto elettriche vanno piano?

Le moderne auto elettriche hanno prestazioni del tutto comparabili a quelle delle auto a combustione interna.
Anzi, lo spunto e l’accelerazione, a parità di potenza con un motore endotermico, sono decisamente migliori in un’auto elettrica, essendo la coppia massima sempre disponibile (mentre, nei motori a combustione interna, essa dipende dai giri del motore).

Inoltre, anche per quanto riguarda la velocità massima disponibile, ormai tutte le vetture elettriche, anche le più piccole, consentono di viaggiare ad almeno 125-130 km/h, quindi al limite di velocità consentito in Italia. Molte vetture elettriche consentono di viaggiare anche a velocità di gran lunga superiori (che, ricordiamo però, sono vietate in Italia).

Ricordiamo infine che, per le auto elettriche, viaggiare ad alte velocità ha un impatto molto consistente sui consumi di energia: meglio viaggiare a velocità un po’ inferiori, in modo da avere un sensibile aumento dell’autonomia.

Quanti kW servono per installare una wall-box per la ricarica domestica?
In teoria, è possibile ricaricare l’auto elettrica nel proprio box anche con una potenza del contatore standard di 3 kW; tuttavia, la ricarica sarà piuttosto lenta e, se avviene quando altri elettrodomestici sono in funzione, potrebbe portare a blackout, sebbene esistano wall-box (“colonnine” di ricarica domestica) che consentono di modulare la potenza per evitare blackout. Può essere quindi opportuno passare ad una potenza del contatore di almeno 4,5 kW. Consigliamo comunque di consultare il proprio provider e il proprio installatore.
Che tipo di auto conviene comprare nel 2022?
Ad oggi la scelta è ancora ampia, e l’eventuale termine al 2035 per la vendita di nuove vetture a combustione interna, anche qualora confermato, non è vicinissimo. Sicuramente però le motorizzazioni diesel rappresentano oggi una scelta con diverse controindicazioni, soprattutto per chi abita o lavora in zone o Comuni dove già sono in vigore limitazioni, che verranno ulteriormente inasprite nei prossimi anni. E’ dunque difficile consigliare l’acquisto di una nuova auto diesel. Il presupposto di partenza è che l’auto elettrica è la scelta migliore in prospettiva; tuttavia, oggi una buona soluzione può essere quella di vetture ibride, che, soprattutto in ambito urbano, consentono una sensibile riduzione di consumi ed emissioni. Per chi percorre molti chilometri soprattutto in autostrada, anche motorizzazioni GPL o metano possono essere scelte ragionevoli.