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Climatizzatore o caldaia a condensazione? Come affrontare le prime giornate di freddo

Nonostante un clima piuttosto mite, le temperature sono in calo più o meno in tutta Italia. Come riscaldare la casa in queste prime giornate di freddo? Pompe di calore e caldaie a condensazione: il confronto tra i due sistemi.

  • contributo tecnico di
  • Stefano Casiraghi
  • di
  • Roberto Usai
17 ottobre 2019
  • contributo tecnico di
  • Stefano Casiraghi
  • di
  • Roberto Usai
Riscaldare casa con un climatizzatore a pompa di calore

Nonostante i valori al di sopra della media, in questi giorni un po' in tutta Italia si sono registrati i primi abbassamenti di temperatura. Anche se in alcune regioni è già scattato il via libera all'accensione degli impianti di riscaldamento, in realtà a causa del cambiamento climatico risulta piuttosto prematuro ricorrere già ai caloriferi. Le temperature difficilmente scendono al di sotto dei 10° C e ancora le giornate non sono troppo piovose. Come sopperire allora alle prime giornate di freddo?

Climatizzatore, quando può essere la scelta giusta

Grazie all'incremento di efficienza dei modelli più recenti, i climatizzatori moderni sono un'ottima scelta per sopperire ai primi abbassamenti delle temperature di questi giorni. Per dare un'idea, i climatizzatori a pompa di calore possono trasformare un kWh assorbito dalla rete elettrica in 4 kWh termici, i modelli migliori del nostro ultimo test, invece, riescono ad arrivare anche a 6 kWh termici per kWh elettrico. Questi sono i risultati ottenuti considerando temperature esterne intorno ai 12° C, le performance sono leggermente inferiori in caso di ulteriore abbassamento della temperatura fino a 5° C. Più si scende con le temperature e meno risulta efficiente la tecnologia a pompa di calore: le performance si abbassano significativamente già intorno ai 2° C, per poi crollare quando si arriva a zero gradi. Se si scende ulteriormente, bisogna considerare che al di sotto dello zero molti sistemi smettono proprio di funzionare. 

Pro e contro della caldaia a condensazione

Chiariamo subito che, in queste prime giornate di freddo, la caldaia non è la soluzione migliore. A differenza del climatizzatore che in pochi minuti aiuta a percepire già un tepore diffuso velocemente dall'aria calda, infatti, per la caldaia sono necessarie alcune ore per scaldare l'intero impianto di distribuzione dell'acqua e, di conseguenza, anche l'ambiente. Questo è un primo punto a favore del climatizzatore, almeno in queste giornate. Rispetto alla pompa di calore, inoltre, nonostante la caldaia a condensazione sia in grado di ottimizzare la risorsa energetica del gas, recuperando calore anche dai fumi di scarico, risulta una soluzione più costosa. L'energia utilizzata è tra il 40 e il 50% in più rispetto a quella necessaria al climatizzatore e, di conseguenza, finiremo per spendere di più. 

Le differenze di costo dei due sistemi

Partendo dal fatto che parliamo in entrambi i casi di impianti altamente performanti, soprattutto se collegati a un buon impianto per la radiazione e se inseriti in una casa ben coibentata, la grossa differenza è rappresentata dai loro costi. Il sistema di climatizzazione, nel contesto descritto precedentemente, riesce a riscaldare due locali (ipotizzando quindi di disporre di uno split nella zona notte e di uno in quella giorno) con una spesa di pochi euro al giorno. Scegliendo una caldaia a condensazione, invece, la spesa giornaliera può superare i cinque euro e può arrivare anche a 10 euro. Se consideriamo un'accensione serale, quindi una situazione in cui si vuole riscaldare la casa dopo una giornata di lavoro, il divario si amplia ulteriormente, considerando anche i tempi più rapidi necessari al climatizzatore per diffondere il tepore nell'ambiente.