ultimo aggiornamento: 10/10/2021

Indagine sulle batterie di accumulo

Nella cornice del progetto CasaRinnovabile, parte del progetto di ricerca e innovazione Horizon2020 finanziato e promosso dalla Comunità Europea, abbiamo svolto un'indagine sulle batterie di accumulo per l'energia elettrica di casa, studiandone anche alcuni esempi reali sul territorio italiano. I risultati ottenuti sono interessanti e qui sotto puoi trovare l'articolo in cui ne parliamo più in dettaglio:

Clicca qui per scaricare gratuitamente l'articolo

Se anche tu sei interessato ai sistemi di accumulo e vorresti saperne di più, scopri i risultati dell'inchiesta e riporta la tua opinione nella community!

User name

Commenta il post

Condividi la tua opinione o fai la tua domanda nel gruppo Produrre energia elettrica della comunità Energia rinnovabile!

21 Risposte

Ordina per :
Le migliori risposte

Accedi con il tuo account per vedere il contenuto.

29/07/2021
Le migliori risposte

Salve a tutti. Ecco la mia esperienza.
Premessa impianto 2021 FV 4.68 Kw (circa 6000 kwh anno) con accumulo SENEC 10Kw (teorici 9,6-7 utili meno del teorico come tutte le batterie) garanzia 10 anni (estendibile a 20) cicli dichiarati 12000 (il max sul mercato commerciale attualmente che sappia io). Le batterie sono 2 x 5 kw e sono Samsung (di serie su SENEC).
Io ero partito con solo FV per le giuste considerazioni dell'articolo, anche se come già evidenziato da altri, i costi sono inferiori ed i cicli superiori (io meno di 8000 euro per SENEC 10 KW), ma sembrava rientrassi nel 110% allora ho aggiunto la batteria ma poi....io ho finito il lavori fine estate quando scrivevano-modificavano le norme, per cui alla fine niente per una serie si ragioni tecnico amministrative interpretative.
Casa solo elettrica con PDC (pompa di calore) per riscaldamento, acqua sanitaria (ACS) e raffrescamento. Conseguentemente piani cottura ad induzione.
Che dire? A conti fatti, a circa 1 anno, forse era più conveniente FV da solo, considerando gli incentivi scambio sul posto dell'energia immessa in rete. Se davvero la batteria durasse 12000 cicli degradando poco alla volta, allora forse avrei comunque ottenuto un certo rendimento a fronte dell'investimento. Da valutare fra anni.
Volevo però segnalare una cosa diversa. Io ho portato il contatore a 6kw ma ciò nonostante avendo tutto elettrico talvolta non basta, considerando che una PDC media come la mia tranquillamente assorbe intorno ai 3 Kwh (meno ma anche tranquillamente più se di grande potenza) quando pienamente operativa (in inverno quasi sempre e tutto l'anno per ACS) ed in casa magari usi il forno e l'induzione, o una lavatrice.... In questo caso potrebbe aiutare la batteria, perché una parte dei Kwh la si prende dall'accumulo. Stesso discorso ovviamente se in quel momento si produce con FV.
Non è affatto difficile superare i 6,6 kwh (contatore 6 kw) se 3 PDC, credetemi. Certo occasionalmente ma il contatore e/o il salvavita scatta.
Uno dice ok allora faccio 7 o 8 kw, pagherò un pochino di più ma....OK. Bisogna però avere anche un impianto elettrico che regga tali carichi altrimenti salta continuamente. Io ho ristrutturato e rifatto tutti gli impianti ma non ho progettato per maggiore di 6 Kw. Anzi spesso si dimensiona per 4,5 con i salvavita, cavi etc.
Quindi attenzione all'impianto elettrico (sezione cavi , salvavita, etc.) e chiaramente alla potenza del contatore.
La batteria quindi, come il FV, quando possono erogare energia prodotta od accumulata, diminuiscono la richiesta dalla rete, permettendo di gestire con una potenza contatore ragionevole ed un impianto elettrico adeguato, ma non industriale.
Scusate la lungaggine. Spero sia utile info per chi progetta una casa solo elettrica.

Accedi con il tuo account per vedere il contenuto.

10/10/2021
, ha risposto:

Molto interessante ed utile
grazie!

Accedi con il tuo account per vedere il contenuto.

04/05/2021

L'articolo è utile e indica bene la poca convenienza dell'uso delle batterie, ma, per chi non deve sottostare al calcolo del loro ammortamento, sono cmq di grande aiuto per recuperare l'energia non utilizzata durante il giorno (una coppia al lavoro non potrà usufruirne di giorno - a parte discorso covid).
Oltretutto, oggi il prezzo delle batterie si è abbassato rispetto a quanto indicato in articolo e, se si installano in proprio (facilmente), oggi il loro prezzo è sotto ai 5000 euro con iva al 10%inclusa per una potenza installlata di 12Kw/h pari a circa 11Kw utilizzabili (n°5 Pylontech US2000C da 2400W/h al litio ferro fosfato LIFeP04, per ex)
Giuliano

Accedi con il tuo account per vedere il contenuto.

02/03/2021

Mi trovo molto d'accordo e questo articolo spiega in modo chiaro quello che ho provato a descrivere a qualche mio conoscente: lo storage domestico non è conveniente al momento (anche da un punto di vista ambientale) e se hai un certo budget da investire, meglio utilizzarlo per sfruttare rinnovabili e tecnologie che migliorino l'efficienza degli impianti.

Accedi con il tuo account per vedere il contenuto.

08/12/2020

Non sono tanto d'accordo, per i seguenti motivi:
- Non viene conteggiato lo scambio sul posto, che modifica non poco lo scenario d'uso sia con e senza batteria, dimezzando quasi i costi della corrente richiesta quando l'impianto non produce, a seconda di quello che si è immesso in rete.
- la durata della batteria non si misura in anni, ma dal numero di cicli. In genere sono garantite per 8000 cicli, e se prendiamo in maniera molto molto pessimistica 1 ciclo a giorno, significa una durata di circa 22 anni. Ovviamente anche il tempo fa la sua parte, ma una batteria è in grado di lavorare per almeno 15 anni senza particolari problemi, e più è grande di capacità, più durerà.

Per cui il reale conto che bisognerebbe fare, è se conviene maggiormente lo scambio sul posto, o la batteria. Io è da fine maggio che ho l'impianto attivo, ed avendo la casa completamente elettrica, mi ha abbattuto di molto i costi energetici, ma devo superare l'inverno per valutare seriamente la batteria o meno... In ogni caso con il 110%, conviene senza dubbio mettere la batteria.

Accedi con il tuo account per vedere il contenuto.

08/06/2021
, ha risposto:

Grazie Ivan della tua risposta, perché mi facilita la ristrutturazione della mia casa che mi accingo ad eseguire spero con il 110%

Accedi con il tuo account per vedere il contenuto.

20/11/2020

Marica, per caso le valutazioni contenute nell'articolo sono state attualizzate per lo scenario introdotto dal superbonus, in cui non è previsto lo scambio sul posto ?

Accedi con il tuo account per vedere il contenuto.

21/10/2020

Salve,
sarei interessato a gruppi di acquisto che possano utilizzare il superbonus 110%.
ci sono iniziative del genere ??
grazie
luigi

Accedi con il tuo account per vedere il contenuto.

19/10/2020

Ho letto l'articolo, molto interessante, ma le valutazioni sono su abitazioni che possono usare l'energia prodotta per se stessi.
Ma in un condominio considerando che coprirebbe solo il 50% della spesa elettrica conviene? Dovendo fare lavori rintrerebbe nel superbonus 110, ma perchè installare qualcosa, anche se gratis, se non ci sono i benefici reali? e poi nessuno parla della rumorosità delle batterie per l'accumulo.Qualcuno mi può illuminare al riguardo? Io sono scettico sui benefici e considerando che abitando all'ultimo piano vogliono mettere la batteria per l'accumulo praticamente sopra la mia testa sono preoccupato per la rumorosità

Accedi con il tuo account per vedere il contenuto.

02/03/2021
, ha risposto:

Non sono le batterie a fare rumore, è l'inverter che potrebbe produrre qualche rumore.

Accedi con il tuo account per vedere il contenuto.

21/08/2020

Ciao,

molto bello e semplice l'articolo. E' perfettamente in linea con le valutazioni di ritorno dell'investimento che ho fatto qualche mese fa e che mi hanno portato a scegliere di non montare la batteria per ora.

Accedi con il tuo account per vedere il contenuto.

02/07/2020

Molto interessante,perchè queste batterie me le stanno proponendo da diversi mesi.Io ho già un impianto fotovoltaico da 5KW.ed ero tentata,ma effettivamente il costo della batteria è troppo alto se dura solo 10 anni..
Adesso mi sono convinta che non vale la pena.Grazie per il vostro articolo che mi ha chiarito le idee.Mirna Zanotti

Accedi con il tuo account per vedere il contenuto.

19/02/2021
, ha risposto:

Penso ci sia un errore nel fatto che la batteria "duri 10 anni". Ha quanto mi risulta è "assicurata" dieci anni, ma dicono siano in grado di garantire dalle 6000 alle 10000 ricariche, cioè più di 16 anni.

Accedi con il tuo account per vedere il contenuto.

11/05/2020

ho provato a seguire gli scambi di opinioni qui in discussione, ma non ci ho capito moltissimo.. e pensare che fino a qualche settimana fa non sapevo nemmeno (e figuriamoci capivo) la differenza tra KW e KWh!!!!

Ma sono l'unico o un mucchio di persone si interessa (ed eventualmente compra!) a cose da diverse migliaia di euro senza sapere e capire bene cosa siano?
Con me i commerciali avrebbero gioco facile a tirarmi la supercazzola..

Accedi con il tuo account per vedere il contenuto.

06/05/2020

Io ho provato a fare una simulazione dal sito del GSE:
www.autoconsumo.gse.it/.../input-base
Il loro calcolatore è ben fatto e visto il loro ruolo "istituzionale" e tutti i dati che hanno a disposizione, ne deduco che sia anche affidabile.

Con un consumo di 3200 kWh all'anno per la mia casa a Busto Garolfo mi da:
- solo FV -
impianto da 2,8 kW di picco (io ce l'ho da 3 kW)
costo iniziale: circa 5600€ (pagato un po' di più anche per scelta di gamma alta)
Rientro dell'investimento dopo 8,2 anni (in linea con le stime aggiornate)
Risparmio totale in 25 anni: circa 6000€ (questo vedremo..25 anni!!)

- FV + batteria -
impianto da 2,8 kW + 4,4 kWh di accumulo
Costo iniziale: circa 9400€
(da cui ne deriva che la batteria costa circa 3800€ - circa 850€/kWh se installata insieme al FV)
rientro dell'investimento dopo 14,7 anni (!)
Risparmio totale in 25 anni: circa 3400€

Anche con installazione insieme convenie lo stesso il FV stand-alone, parrebbe.
Soprattutto se si ha già un impianto e quindi il costo aggiuntivo del retrofit farebbe allontanare ulteriormente il ritorno dell'investimento, oltre al fatto di sborsare di nuovo parecchi denari..

Non avrebbe più senso pensare ad una macchina elettrica?
Garage e soldi permettendo ovviamente.

Le migliori risposte

Accedi con il tuo account per vedere il contenuto.

07/05/2020
, ha risposto:
Le migliori risposte


Interessante segnalazione quella del portale GSE.
Iniziando dalla fine : l'auto elettrica è semplicemente un ulteriore utenza,
un consumo aggiuntivo.
Se il tuo consumo-casa è di 3000 kWh annui medi, un'auto elettrica media
da 7 kWh/km, usata per 20.000 km anno porta quasi a raddoppiare il consumo
medio di casa.
Fattore di attenzione, oltre ai km, il momento della ricarica :
se ricarichi di giorno, un fotovoltaico vede la batteria auto come un
accumulo diurno. Se ricarichi la notte (come più facilmente avviene),
l'auto necessita di capacità di batteria fissa per spostare l'energia
prodotta dal giorno alla notte.

Il portale GSE è molto ben fatto e indica dei costi medi impianto del tutto
ragionevoli, anche se medi.
Permette di personalizzare il conteggio di convenienza, anche inserendo
un preventivo effettivo (ad es. costo maggiore di fissaggio se c'è un tetto
piano, minore se è in lamiera grecata ondulata rivolta a Sud, ecc.).
Tuttavia ne ho intravisto un errore di fondo molto rilevante che, come
per il caso precedente, inficia la deduzione finale.

Il simulatore, nel caso che ho studiato (3 kWp come proposto da Tantinets),
valuta l'autoconsumo diretto di un fotovoltaico (sole verso utenza) al 37%.
Questo è già un dato variabile : in media in Italia del Nord si va da
un 30% (giovani che lavorano fuori casa) ad un 50% (anziani o lavoratori
in casa). Al Sud, la % può diminuire un poco ma la produzione è maggiore,
e il suo valore assoluto non varia molto.
Per inciso, queste % sono modificabili in parte con un uso accorto
dell'impianto (ad es. programmando la lavastoviglie a mezzogiorno,
e cose simili).
Il simulatore GSE su un impianto ad accumulo propone una capacità di 3,9 kWh
(ragionevole) ma stima che questa porti ad un autoconsumo del 57%.
Primo grave errore : con 3,9 kWh netti io avrò 390 W per una notte media
di 10 ore, sufficiente a mantenermi in autonomia totale per almeno
8/12 dell'anno. Riducendo al meglio i consumi notturni invernali,
l'autoconsumo (diretto + batteria) può passare dal 70 ad almeno l'85%
medio annuo. Il "risparmio in bolletta" va quindi stimato più
alto del 50 / 100% rispetto alla stima GSE.

C'è anche un secondo errore: nel mio test si indica un esborso di 8.800
€ con un beneficio di 800 € all'anno, ma la divisione da' un tempo
di ritorno di 15,3 anni invece che 11.

Morale : non sarà che il GSE vede male l'accumulo ? Come la nostra
amministrazione finanziaria sinora ?

Mie indicazioni al cliente finale (utente di questo portale)
per un successivo approfondimento :

- la convenienza dell'accumulo aumenta al crescere dei consumi,
e della loro percentuale indiretta (notturna)
Quindi è maggiore se :
- avete casa grande / famiglia numerosa
- avete una pompa di calore o un sistema di riscaldamento elettrico
- avete o avrete un'auto elettrica
- avete una previsione di aumento di consumi elettrici, specie notturni
- lavorate fuori casa

- l'accumulo può rendere quasi indipendenti dalle tariffe di "scambio sul posto"
che, nei prossimi anni, hanno tendenza a diminuire fin quasi a zero

- all'autonomia si aggiunge la possibilità data dai moderni inverter
ibridi di supplire ai blackout della rete, andando in isola

Ci sono poi i casi di impianti esistenti, retrofit, incentivi
conto energia... - ma questi sono altre tipologie di analisi.

Accedi con il tuo account per vedere il contenuto.

08/05/2020
, ha risposto:

Buongiorno,
riguardo ai tempi di rientro, immagino che vengano considerate anche delle spese di manutenzione o simili (sulla simulazione del solo FV dopo 10 anni circa viene riportato una grossa spesa di manutenzione, credo legata alla riparazione o sostituzione dell'inverter che in media sembrano avere questa vita utile, almeno di cui si ha traccia utile di cotanta vita).

Andrebbe sicuramente approfondito, ma rimanendo cautelativi rispetto a tutto ciò che può andare storto e che anche in questa community si può leggere, direi che spannometricamente dia un'idea corretta.

Sottoscrivo le sue indicazioni per gli ulteriori approfondimenti e sono concorde con lei nel non escludere a priori l'installazione di una batteria;
rimango però dell'idea che il solo impianto FV con le giuste accortezze sia un miglior investimento.

Anche in termini ambientali rimango molto dubbioso: ad oggi non mi risulta esserci una filiera sviluppata del riciclo delle batterie agli ioni di litio (almeno non qui in Italia o Europa), e se il costo di riciclo rimane alto, tra 15 anni ci ritroveremo con un mucchio di rifiuti hi-tech e pericolosi.

Accedi con il tuo account per vedere il contenuto.

17/05/2020
, ha risposto:

Chiedevo se fosse possibile una simulazione costi/benefici alla luce del decreto ultimo che riguarda il super bonus Energia e relativi sgravi... Considerando la sola installazione di un accumulo se possibile...

Le migliori risposte

Accedi con il tuo account per vedere il contenuto.

25/04/2020
Le migliori risposte

L'articolo a firma Stefania Villa sul vs. numero di marzo 2020, pur nel chiaro
e corretto intento divulgativo verso i non addetti ai lavori, reca molte gravi
inesattezze e porta a conclusioni del tutto errate.
Passo a sintetizzare le mie critiche, per punti, in ordine di gravità discendente :

- il costo attuale di un sistema di accumulo (chiamato "la batteria") è nella media,
molto inferiore a quello indicato di 8.000 € per 6 kWh (ma capacità netta o lorda?).
Prezzi di 1.333 € al kWh sono fuori mercato, e quotazioni simili potrebbero
includere lavori o fiscalità particolari, oppure essere semplicemente esosi.

- va diviso il costo del sistema (regolatore di carica o inverter ibrido) dall'elemento
batteria. Posso indicare un costo medio di 800-1.500 € per il sistema (a seconda
che sia previsto in partenza o in retrofit) e di € 500 al kWh per le batterie
garantite 10 anni ma con vita attesa oltre i 12.
Comunque un sistema da 6 kWh netti (7,2 kWh lordi) puo' costare, nel caso peggiore
di retrofit, circa 6.000 € inclusa Iva 10% e installazione.
Prevedendolo in seno ad un impianto nuovo ibrido, intorno ai 4.000.

- esistono incentivi regionali (Lombardia, Veneto, Friuli, altre) che hanno coperto
fino al 50% del costo totale impianto (ibrido o retrofit), prevedendo appunto
un massimo incentivabile di 6.000 € (dunque un massimo di 3000 a fondo perduto).
Sulla parte residua, vive oggi il bonus ristrutturazioni 50% (che vale su tutto l'impianto
fotovoltaico in quanto parte dell'impianto elettrico di casa). Esso può
far scendere i costi da ammortizzare di cui sopra a € 1.500.
Per inciso, anche l'impianto nel suo complesso può godere di questo vantaggio,
perciò "i pannelli" vanno visti da ammortizzare al 50% (3000 dei 6000 dichiarati).
All'utente andrebbe presentato uno schema, un diagramma a blocchi semplice
che permetta la scelta nei vari casi.

- 6 kWh per il sistema di 3 kWp dell'esempio sono senz'altro troppi.
Le regola di dimensionamento sono :
1) si deve poter caricare la batteria al 100% nell'80% delle giornate dell'anno
2) è inutile eccedere con la capacità se poi non si usa (vedi consumo notturno
medio, di cui qui non si parla).
Per esperienza, con un sistema da 3 kWp si consigliano da 2 a 4 kWh: l'eccesso
sono soldi buttati.
Naturalmente questo ragionamento lo fa il commerciale corretto nei confronti
del cliente (e in Italia temo che non tutti lo siano).

- la garanzia estesa di tali sistemi è in media di 10 anni, con previsione di un
leggero degrado dell'accumulo nel tempo (dal 20 al 40% a fine garanzia, secondo le case).
Come detto, la vita attesa è superiore, e al termine il sistema puo' essere
mantenuto cambiando le sole batterie.

- quanto sopra per gli impianti allacciati alla rete: ma esiste poi il mondo degli
impianti in isola (ad es. baita di montagna, ma anche sistema di irrigazione)
che valeva la pena di citare.

L'articolo peraltro è apprezzabile in quanto sfiora argomenti importanti, come
le truffe in essere nel nostro paese (ad es. l'accumulo virtuale, spesso usato
per far firmare contratti di fornitura energetica di lungo periodo), la
presenza di incentivi (ma qui appunto si dovrebbe approfondire),
e l'importanza in prospettiva per l'impatto ambientale e la riduzione
dell'inquinamento.

Accedi con il tuo account per vedere il contenuto.

05/05/2020
, ha risposto:

Ciao Guido Mario Riccardo,

come hai correttamente interpretato, l’intento del nostro articolo è quello di fornire una fotografia il più possibile completa e generale dello studio da noi condotto su questi sistemi, compatibilmente con la difficoltà di diffondere informazioni molto tecniche a un’ampia platea e il vincolo dello spazio disponibile su una rivista. L’averlo reso disponibile in chiaro, qui sulla community, nasce dal desiderio di voler approfondire e rispondere a dubbi e domande che ci auguravamo sorgessero in modo spontaneo da questa nostra pubblicazione. Pertanto, ti ringraziamo per aver dato il via alla discussione che speriamo possa essere interessante per tutti i consumatori e il meno possibile sviata da interessi di parte.

Visto che la risposta che stiamo per darti è molto articolata, e scende molto nel tecnico, cercheremo di rispondere punto per punto mantenendo però la discussione su un livello più generale e comprensibile ai più:

- i costi a cui ci riferiamo sono oggetto della nostra indagine, in parte fatta sulle offerte presenti sul mercato in parte su impianti realmente installati (di cui la maggioranza retrofit), parliamo comunque di prezzi dell’intero sistema e comprendenti l’installazione.
Per impianti nuovi FV + batteria abbiamo visionato anche offerte in cui il costo della batteria si aggirava intorno agli 800€/kWh, ma si trattava comunque di modelli “entry level” in termini di gamma.
Siamo consci che questo sia un mercato in veloce cambiamento e che la nostra indagine possa fotografare solo una parte di esso, per questo le nostre affermazioni sono da riferirsi a una situazione generale e non sono da estrapolare a particolari modelli e situazioni particolarmente vantaggiosi o svantaggiosi;

- la questione degli incentivi è di grandissimo interesse perché siamo convinti che senza di essi quello della batteria sarebbe un investimento che non starebbe in piedi. Mentre la detrazione fiscale del 50% è sempre garantita (a oggi), gli incentivi regionali a fondo perduto sono stati degli interventi una tantum (quindi non strutturali), a numero chiuso e soggetti a graduatoria: chi ha potuto accedervi ha sicuramente reso interessante il suo investimento, ma data la loro natura sono insostenibili per gli enti che li hanno resi disponibili e difficilmente saranno applicabili a chiunque vorrà installare una batteria a casa propria. Dall’altra parte abbiamo ricevuto molte segnalazioni di offerte commerciali che ne davano per certa l’attribuzione e promettendo percentuali di “sconto” persino superiori a quelli da te correttamente indicate;

- un adeguato e onesto dimensionamento è per noi un punto fondamentale di discussione, perché da esso dipende il rientro o meno dell’investimento in tempi ragionevoli. Come ben sottolinei, un’eccessiva dimensione rispetto al proprio profilo di produzione e consumo di energia elettrica è uno spreco di soldi per il consumatore a favore del venditore, quindi abbiamo ritenuto opportuno mettere sull’attenti chiunque sia interessato a installare una batteria. Il caso illustrato nell’approfondimento dell’articolo è parte di un progetto di ricerca con cui abbiamo collaborato (StoRES - https://stores.interreg-med.eu/), nel quale è stato studiato e installato un sistema di accumulo su misura per un impianto già esistente in Sardegna. Il principale rischio legato al dimensionamento è quello di trovarsi con batterie non più prestanti o addirittura “esaurite” prima di aver generato sufficienti risparmi a ripagare l’impianto stesso e, dato che la parte di batteria è il componente che più incide sul costo totale dell’impianto, essere costretti ad un altro grosso investimento per sostituirle oppure a rinunciare completamente a ripagarsi l’impianto;

- come giustamente ci riporti, il caso di impianti non allacciati alla rete è un caso a parte che non abbiamo considerato nel nostro articolo, in quei casi siamo d’accordo nel considerare le batterie come una possibile necessità e soprattutto una modalità conveniente per immagazzinare e utilizzare l’energia.

Grazie e buona giornata

Accedi con il tuo account per vedere il contenuto.

07/05/2020
, ha risposto:

Grazie Marica del dialogo.
Rimarco però un fondamentale errore:
"Per impianti nuovi FV + batteria abbiamo visionato anche offerte in cui il costo della batteria
si aggirava intorno agli 800€/kWh, ma si trattava comunque di modelli “entry level” in termini di gamma."
Affermazione del tutto semplicistica e fuorviante.

1) il costo dell'accumulo va scisso tra costo batteria e costo impianto
2) il costo impianto varia molto tra "ibrido" (inverter che contiene una sezione di carica/scarica) e "retrofit"
(inverter separato da quello fotovoltaico, che ovviamente costa di più)
3) vi è ovviamente un grado di variabilità legato alla complessità dell'installazione,
ma per un accumulo questo è solitamente poco influente
4) parlando delle sole batterie al Litio (quelle al piombo non sono oggi a norma per l'allaccio
nè hanno senso economico), si dovrebbe indicare la capacità se netta o lorda, fattore
che non ha uno standard e si basa su dichiarazioni del costruttore (DOD 80 o 90% al solito).
5) le batterie al Litio più utilizzate al momento costano all'installatore intorno
ai 400/450 € per kWh netto, Iva 10% inclusa.
Un installatore onesto può ricaricarle del 50%, quindi siamo a non più di 700 € al kWh netto
per una qualità riconosciuta e garanzia estesa a 10 anni.
Non vedo come si arrivi ai citati 1.333 € al kWh.

Verificate ad es. qui :
www.ebay.it/.../i.html
Si tratta di una delle batterie più vendute, molto elastica e scalabile in capacità, che quota al cliente
finale intorno ai 1000€, ovvero meno di 500 al kWh, garanzia 10 anni, vita attesa 4000 cicli secondo inverter.

(Continuo in un commento successivo)