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Cellulari: impatto ambientale

01 maggio 2009

01 maggio 2009

La salvaguardia dell'ambiente non è nei pensieri dei produttori, complice una legge troppo permissiva. Difficili da riciclare più della metà dei telefonini analizzati.

Telefonini poco ecologici
La rivoluzione verde si tiene ancora a debita distanza dai cellulari. Tranne qualche caso davvero isolato, la telefonia mobile si muove con lentezza sul binario dell'ecologia. Lo dimostra la nostra indagine sull'impatto ambientale di diciannove tra i più diffusi telefonini dei principali marchi. Finora le priorità nel concept dei telefonini sono state solo due: estetica e hi-tech. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: design sempre più accattivanti, tecnologie e funzioni sempre più avanzate. Complici una legislazione a nostro parere ancora troppo permissiva e il pregiudizio minimizzante secondo cui un oggetto così piccolo inquini poco, il risultato è che in cima alle scelte dei produttori non ci sono mai state né quella di progettare telefonini ecocompatibili né quella di realizzare imballaggi a basso impatto ambientale.

Abitudini e materiali poco eco
Il rischio ecologico è fondato, non solo perché per costruire 100 grammi di telefonino occorrono 30 chilogrammi di materiali, molti dei quali sono tossici e dannosi per l'ambiente, ma anche perché quello della telefonia mobile è un mercato enorme, che sforna costantemente milioni di esemplari. Solo in Italia si vendono 17 milioni di cellulari all'anno, apparecchi dalla vita brevissima: mediamente 18 mesi prima di essere dimenticati in un cassetto o gettati via. Valutarne l'ecocompatibilità significa da una parte verificare la presenza di sostanze nocive dall'altra considerare le abitudini (spesso poco verdi) di chi li utilizza.

L'anello debole è nella legislazione
Esiste una legislazione a livello europeo che vieta l'utilizzo di diverse sostanze pericolose nei prodotti elettronici (cadmio, mercurio, piombo, cromo esavalente), consentendo tuttavia alcune eccezioni, come l'uso del mercurio nei led retroilluminanti del display. L'anello debole sta nella stessa norma, che è troppo blanda e consente scappatoie. È stata soprattutto la presenza elevata di piombo a far pendere dalla parte negativa le nostre valutazioni. Se è vero che è stata riscontrata solamente in apparecchi che arrivano da Cina e Corea, non si possono tuttavia fare generalizzazioni, dal momento che ci sono cellulari rispettosi dell'ambiente prodotti nelle stesse zone. Consigli per gli acquisti a questo proposito non se ne possono dare. Non serve neanche evitare l'acquisto di telefonini di marche cinesi, perché anche aziende come Nokia e Sony Ericsson hanno delocalizzato nei Paesi orientali parte della loro produzione.


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