Ultimi reclami

E. N.
Oggi

Concordo ed mi associo anch'io al problema del mio neato d5 che ingiustamente hanno reso inutilizzab

Buongiorno mi associo anche io alla frustrazione Che da un giorno all'altro hanno reso inutilizzabile il mio neato d5

In lavorazione
S. P.
13/04/2026

Mancato rimborso reso n 7286276

Buon giorno. In data 13.01.2026, attraverso il sito web Vorwerk.it, presso cui sono registrato, acquistavo degli accessori, panni universali per il lavasciuga SP7 della mia Folletto VK7 (n ordine KB267305077, importo 42 euro + spese di spedizione 6 euro, per un totale di 48 euro), che solo in fase di consegna (avvenuta in data 15.01.2026) mi rendevo conto inidonei in quanto l'ordine da me effettuato non era compatibile (la Lavasciuga della Folletto VK7 necessitava di altro modello di panno universale che ordinavo nella medesima giornata del 15.01.2026). Sempre in data 15.01.2026 contattavo il call center della Vorwerk e chiedevo di poter effettuare il reso, essendo nei limiti stabiliti dalla legge. Mi veniva consigliato quindi di inviare email al Vorwerk Customer clienti ed in data 17.01.2026 veniva accettata la mia richiesta e mi veniva assegnato il ticket n 7286276. Dopo quasi 1 mese di solleciti per via telefonica al Call center e per email, in data 10.02.2026 mi veniva indicato l'indirizzo a cui spedire l'articolo da rendere. In data 12.02, a mezzo corriere Bartolini ed a mie spese, veniva spedita la confezione integrale ed ancora sigillata contenente l'articolo in oggetto, che veniva consegnato ai magazzini della Vorkerk in data 13.02.2026. In data 17.02.2026, dopo contatti telefonici, mi veniva richiesto dalla Vorwerk.it, a mezzo email, la documentazione attestante la spedizione e consegna dell'articolo ai loro magazzini, a cui si rispondeva nella medesima giornata con email allegando ad essa tutta la documentazione richiesta. In data 19.03.2026 si inviava sollecito di rimborso e si contattava telefonicamente più volte il Call Center, che verificava e confermava la regolarità della mia richiesta di rimborso ed inviava più volte solleciti al reparto di competenza. Ad oggi, a distanza di 59 gg dalla consegna ai magazzini Vorwerk, e nonostante vari ulteriori solleciti telefonici, il rimborso dell'articolo reso non risulta ancora effettuato sullo stesso metodo di pagamento con cui l'articolo è stato ordinato (carta di credito BNL). Si chiede pertanto di procedere quanto prima possibile a quanto spettante. Distinti saluti. Dott Potalivo Stefano.

In lavorazione
D. C.
12/04/2026

Obsolescenza forzata Neato Vacbot D7

Spett.le Vorwerk, con la presente sono a richiedere un rimborso per il mio Robot Neato Vacbot D7 che, a causa della scelta di Vorwerk di spegnerne i server e disabilitarne l'applicazione, non funziona più, nonostante sia ancora perfettamente integro e abbia funzionato fino alla scomparsa del servizio cloud. Trovo questo comportamento assolutamente scorretto e lesivo dei diritti del consumatore secondo le attuali norme europee. Il robot non è rotto, ma è stato consapevolmente e unilateralmente reso inservibile dal produttore a causa della perdita di tutte le funzionalità smart. Questo viola le condizioni di vendita originali e ha inoltre causato la perdita di dati archiviati e un danno economico immediato. Potete indicarmi l'indirizzo al quale inoltrare la mia mail per essere contattato. Saluti

In lavorazione
I. D.
09/04/2026

Reclamo formale per dismissione servizi Cloud Neato Robotics - Modello D304

In qualità di proprietario di un robot aspirapolvere Neato Robotics Botvac Connected D304 acquistato nel 2017, esprimo la mia profonda insoddisfazione per la decisione del Gruppo Vorwerk di interrompere il supporto ai servizi Cloud entro il 2025; sottolineo che ho saputo della dismissione attraverso i canali social, poichè diversamente da altri, non ho mai ricevuto comunicazione via mail che l'App non sarebbe stata più disponibile, nè dalla Neato nè dalla Vorwerk. Sebbene il prodotto sia fuori garanzia legale, la disattivazione dei server rende di fatto inutilizzabili le funzionalità smart (mappatura, programmazione, controllo remoto) che hanno determinato la mia scelta d'acquisto e che rappresentano il cuore tecnologico del bene. Tale decisione unilaterale accorcia artificialmente la vita utile di un elettrodomestico perfettamente funzionante, contravvenendo ai principi di sostenibilità e ai diritti dei consumatori contro l'obsolescenza prematura del software. Il mio robot nonostante gli anni, in cui ho dovuto sostituire solo la batteria, non ha mai avuto problemi e ad oggi (fino alla chiusura dell'app) funziona ancora perfettamente. Considerando che l'azienda aveva inizialmente rassicurato sulla continuità dei servizi (fino al 2028), richiedo formalmente un indennizzo sottoforma di rimborso del robot in mio possesso o la sostituzione con uno equivalente a marchio Vorwerk dal momento che hanno deciso in autonomia di renderlo praticamente inutilizzabile, al fine di mitigare il danno subito dalla perdita di funzionalità del mio attuale dispositivo. In attesa di un riscontro tempestivo, cordiali saluti.

In lavorazione
M. A.
08/04/2026

Problema con botvac d5 neato

Lo spegnimento dei servizi cloud Neato elimina funzionalità essenziali che erano parte integrante del prodotto venduto: app, programmazione, mappe, gestione delle zone, integrazioni smart. Il risultato non è un prodotto “non più supportato”, ma un prodotto attivamente degradato rispetto a quanto acquistato. Questo non è un normale end-of-life. Le funzionalità non diventano semplicemente obsolete: vengono rese inutilizzabili perché il dispositivo è stato progettato per dipendere in modo obbligatorio da un cloud ora spento, senza alcuna modalità locale alternativa. È una riduzione post-vendita del bene. Dopo la chiusura di Neato Robotics (2023), Vorwerk aveva comunicato che i servizi cloud sarebbero rimasti disponibili per più anni. La chiusura anticipata dei server costituisce una promessa disattesa, con effetti concreti sul valore del prodotto e sulle decisioni di acquisto dei clienti. I reclami già emersi presso associazioni dei consumatori ne sono una conseguenza diretta. Esistono precedenti chiari che dimostrano come questa situazione possa essere gestita diversamente: Logitech, dismettendo Squeezebox, ha rilasciato il software server, permettendo l’uso self-hosted dei dispositivi. Pebble, dopo la chiusura, ha reso open source parti rilevanti dello stack software, consentendo alla community di mantenere le funzionalità. Il caso Revolv (Google/Nest), in cui l’hardware fu reso inutilizzabile spegnendo i server, è tuttora citato come esempio negativo di pratica scorretta e di danno reputazionale evitabile. La richiesta è tecnica, limitata e realistica. Non si chiede il mantenimento del cloud, né supporto, né nuovi sviluppi. Si chiede di rimuovere il blocco artificiale che oggi impedisce l’uso delle funzionalità originarie. In concreto, basterebbe una delle seguenti opzioni: rilascio del firmware (anche parziale) in forma open source; documentazione ufficiale dei protocolli e delle API necessarie al funzionamento locale; abilitazione di una modalità di controllo LAN non dipendente dal cloud. Continuare a impedire qualsiasi utilizzo “smart” non è una necessità tecnica, ma una scelta. Una scelta che scarica interamente sui clienti il costo della dismissione del servizio, pur in presenza di hardware perfettamente funzionante. Una soluzione tecnica aperta, anche minimale, consentirebbe di chiudere il ciclo del prodotto in modo corretto, verificabile e difendibile.

In lavorazione

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