Bacheca dei reclami

Reclama Facile è un servizio a disposizione di tutti gli utenti registrati al nostro sito che ha l’obiettivo di mettere in contatto il consumatore con l’azienda di suo interesse per risolvere i problemi che possono verificarsi nei quotidiani rapporti di fornitura di prodotti o servizi.
Reclama Facile si propone di instaurare un utile dialogo tra imprese e consumatori per risolvere questi problemi in via amichevole, favorendo il raggiungimento di un accordo condiviso.
Tramite Reclama Facile potrai inviare un reclamo direttamente all’azienda di tuo interesse seguendo la nostra procedura guidata e avrai la possibilità di pubblicare il tuo reclamo sulla nostra Bacheca.
Per avere più dettagli su come aprire un reclamo clicca qui
D. M.
23/01/2026

Reclamo Vinted per mancato rimborso a seguito di danneggiamento prodotto venduto durante il trasport

Gentilissimi, vi contatto per richiedere tutela e assistenza al fine di intraprendere un’eventuale azione nei confronti della piattaforma Vinted, in merito a una procedura che ritengo scorretta e fortemente penalizzante nei confronti del venditore. Ho venduto tramite la piattaforma un prodotto completamente nuovo, nello specifico una cornice del marchio Thun, che al momento della spedizione si trovava in condizioni perfette. L’oggetto è stato imballato con la massima cura, utilizzando materiali adeguati e idonei a proteggerlo durante il trasporto (confezione originale, più strati protettivi, fermi dei vari pezzi della cornice inclusi, carta protettiva pluriball e nastro adesivo con indicazione “FRAGILE” ben visibile come da policy Vinted). Nonostante ciò, il prodotto è arrivato a destinazione danneggiato. L’acquirente ha aperto una segnalazione, dichiarando espressamente che il prodotto risultava correttamente imballato e che il danno era riconducibile al trasporto. A mia volta, ho aperto anch’io una segnalazione fornendo le medesime informazioni e documentazione, confermando l’adeguatezza dell’imballaggio e l’evidente danno avvenuto durante il trasporto. Nonostante ciò, Vinted ha assunto la decisione di rimborsare solo ed esclusivamente l’acquirente a sua totale discrezione, senza procedere nemmeno all’apertura di una segnalazione nei confronti del corriere, a tutela della parte venditrice. Dalle policy Vinted si evince che, a seguito della valutazione delle prove fotografiche, qualora venga accertato che il prodotto sia stato danneggiato durante il trasporto, il venditore dovrebbe avere diritto al rimborso. Tale previsione risulta tuttavia disattesa, nonostante la documentazione prodotta fosse completa e coerente con quanto richiesto. La decisione, inoltre, è stata comunicata senza fornire alcuna spiegazione concreta o puntuale in merito alle ragioni per cui l’imballaggio sarebbe stato ritenuto inadeguato, limitandosi a un generico richiamo alla sua presunta non conformità. A ciò si aggiunge un’ulteriore criticità: la policy Vinted prevede che, in situazioni analoghe, l’eventuale reso del prodotto danneggiato sia lasciato alla discrezione dell’acquirente, che dovrebbe provvedere a rendere il prodotto a sue spese. Questo espone il venditore a una doppia penalizzazione, potendo perdere sia il prodotto sia il relativo corrispettivo economico. Si tratta di una dinamica fortemente sbilanciata, che ritengo meritevole di approfondimento. A supporto di quanto sopra, allego tutta la documentazione in mio possesso a questo link (https://www.swisstransfer.com/d/c4041a17-11e6-47e1-b10e-501594d723b2) nello specifico: - copia dell’annuncio di vendita pubblicato sulla piattaforma; - fotografie dell’imballaggio e del prodotto prima della spedizione; - fotografie del prodotto danneggiato alla consegna; - scambio completo di messaggi intercorsi con l’assistenza Vinted e con l’acquirente. Alla luce di quanto esposto, chiedo il vostro supporto per valutare la correttezza dell’operato di Vinted e le possibili azioni da intraprendere a tutela dei miei diritti di venditrice e fruitrice della piattaforma. Resto in attesa di un vostro cortese riscontro e vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione. Cordiali saluti

In lavorazione
B. V.
23/01/2026
VERRANI MILANO

Ordine #JIG3412IT

Buonasera, come da precedenti richieste si richiedono info per restituzione bene (palesemente diverso da quello pubblicizzato sui vostri canali) e modalità di rimborso, usufruendo del diritto di ripensamento previsto per legge e strettamente legato a una difformità di prodotto. Riporto quanto già precedentemente scritto via mail: Riporto l’esempio lampante della foto e della descrizione dei 2 beni acquistati: il colore dell’interno non corrisponde, il taglio non è assolutamente quello della foto, il materiale sembrerebbe in rilievo e non lo è, rifiniture in pelle neanche presenti. Nel caso del maglione idem: taglio decisamente diverso rispetto alla foto, maglione termico dalla vs descrizione, in realtà è completamente in polyestere. Si tratta di beni completamente difformi rispetto alla descrizione del vs sito. Pertanto pretendo il rimborso e le modalità di restituzione della vostra merce.

In lavorazione
M. R.
23/01/2026

articoli difettosi: resi e rimborsi di fatto impediti

Ho deciso di presentare questo reclamo pubblico per segnalare un comportamento che ritengo grave, scorretto e purtroppo non isolato da parte del venditore online Sklum. Ho effettuato un ordine comprendente più articoli di arredamento. Uno di questi, una cassettiera, è arrivato con un grave difetto strutturale, documentato con fotografie: il mobile si è danneggiato gravemente già durante la semplice messa in posizione, a causa di una struttura interna evidentemente inadeguata. Contattato il servizio clienti, mi è stato inizialmente indicato telefonicamente di avviare la procedura di reso, rassicurandomi che il ritiro sarebbe stato organizzato da Sklum a loro cura, con rimborso integrale. Seguendo questa indicazione, ho aperto la procedura di reso tramite il loro sito. Dopo alcuni giorni, però, il reso è stato rifiutato per iscritto, senza alcuna proposta alternativa e senza riscontro a una mia successiva comunicazione di chiarimento. Solo a seguito dell’apertura di una contestazione tramite PayPal, Sklum ha dichiarato di accettare il rimborso, ma subordinandolo alla spedizione a mie spese verso l’estero (Spagna) di un mobile voluminoso e pesante, con costi di trasporto superiori al valore stesso del bene. È evidente che una simile condizione rende il diritto al rimborso puramente teorico e di fatto inesercitabile. La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che, prima ancora della consegna della cassettiera, erano già sorti problemi su altri articoli dello stesso ordine, consegnati in precedenza: per un tavolino difettoso, Sklum aveva accettato il reso e programmato un ritiro a loro carico, che non è mai avvenuto; per alcune sedie da me restituite volontariamente, Sklum aveva organizzato un ritiro con un contributo economico a mio carico (da trattenere dal rimborso), ma anche in questo caso il ritiro non è mai stato effettuato. Nonostante questi resi fossero già stati accettati e i ritiri formalmente programmati, la soluzione proposta successivamente nell’ambito della contestazione PayPal prevede che anche questi articoli vengano spediti a mie spese, annullando di fatto accordi già presi e trasferendo integralmente sul consumatore oneri logistici che non erano né previsti né concordati. Ho inoltre tentato una comunicazione formale tramite PEC, che non risulta recapitabile per problemi imputabili al destinatario, ulteriore elemento che rende estremamente difficile qualsiasi tutela ordinaria. A riprova del fatto che non si tratti di un caso isolato, ho successivamente verificato che numerosi altri consumatori segnalano la medesima prassi su piattaforme pubbliche come Trustpilot e Opinioni.it: articoli difettosi o resi formalmente accettati, ma rimborsi subordinati a spedizioni estere molto onerose a carico del cliente. Ritengo che questo comportamento configuri una pratica sistemica volta a scoraggiare o impedire l’esercizio dei diritti dei consumatori, facendo leva su costi logistici sproporzionati e su una gestione dei resi che, nei fatti, non viene rispettata. Per questo motivo ho già attivato: - una segnalazione all’AGCM, - una richiesta di assistenza all’ECC-Net, - una segnalazione ad Altroconsumo, e pubblico ora questo reclamo affinché altri consumatori siano informati prima di effettuare acquisti presso questo venditore. Resto a disposizione per fornire ogni eventuale ulteriore documentazione utile oltre a quella qui di seguito riportata (fotografie dei difetti, screenshot delle procedure di reso, programmazioni di ritiro non rispettate, stime dei costi di spedizione). Allegati: - foto del difetto della cassettiera - screenshot dell'ordine - screenshot dei resi rifiutati e accettati - screenshot dei ritiri programmati e mai avvenuti - stima dei costi di spedizione

In lavorazione
M. V.
23/01/2026

Fattura di chiusura fornitura esosa

Abbiamo ricevuto al Vs fattura di chiusura del contratto di fornitura Gas ad uso domestico relativo alla fornitura n. Fornitura n. 210002081046- Nella Vs fattura sopra citata, vengono addebitati 4,02 Mc di consumo di Gas per il periodo 1 Giugno 31 agosto 2025. Rleviamo che l'importo complessivo, condito di oneri accessi vari ammonta a ben 54,82 Euro di fattura, un importo a mio avviso spropositato in considerazione dell'esiguo consumo di Gas effettuato di soli 4 Mc.

In lavorazione
R. P.
23/01/2026

Cucina consegnata con difetto

Cucina acquistata con modalità solo consegna senza montaggio. Durante il montaggio a mie spese ho trovato un difetto (la sbeccatura in due punti del legno della colonna che contiene il frigo), tramite call center mi è stata proposta la sostituzione del pezzo ma senza montaggio. Ho chiesto se fosse possibile venirmi incontro facendo fare la consegna e la sostituzione ai vostri addetti che dovevano venire in casa mia per montaggio di altre cose, mi è stato detto di no e proposto in alternativa alla sostituzione del pezzo fallato un buono di 80€ (non so chi lo abbia calcolato il valore e sulla base di cosa) nella tarda mattinata del 10 gennaio 2026. Ho chiesto tempo per pensarci e valutare tutto, perché devo pagare altre persone per fare lo smontaggio oppure devo pagarli per la riparazione cercando di rientrare con 80€, ma verso le ore 12:30 mi è stato intimato con aggressività una scelta. Premesso che si tratta della mia unica abitazione, dove risiedo e vivo, quindi non avrei potuto tergiversare sul montaggio della cucina, chiedo che mi venga sostituito il pezzo con smontaggio del vecchio e montaggio del nuovo per questi due motivi: 1. La mancanza non è dipesa da me, ma da un vizio dell'oggetto consegnato difettoso; da tale mancanza vostra deriva tutto. 2. Le spese che dovrei sostenere per smontaggio e montaggio sono 130 €, che nel caso sosteniate voi, potrò accettare la proposta di sostituzione. Roberto Pivotto

In lavorazione
D. V.
23/01/2026
CENTRALE DEL LATTE D'ITALIA SPA

SCHEDA PUNTI NON CONSEGNATA

Buongiorno, vi scrivo in merito alla Raccolta punti "COLLEZIONA PASSIONI" della Centrale del Latte di Torino. Ho raccolto i punti per richiedere un buono Amazon da 10 euro. Prima era possibile consegnare la scheda con i punti presso un negozio, dove veniva ritirata e, in seguito, consegnati i premi richiesti. Dal 2024 è cambiato tutto, e siamo obbligati a spedire le schede punti a mezzo posta, con un ulteriore esborso. Siccome la busta con le schede punti supera il peso minimo per usufruire del francobollo da 1,30, e costerebbe quasi 3 euro, all’ufficio postale mi hanno proposto la posta prioritaria del costo di 3 euro. Ho spedito il tutto al costo di 3 euro + euro 0,50 per una busta formato mezzo protocollo. Se dovessi inviare con posta raccomandata o assicurata verrebbe a costare quasi quanto il valore del premio (buono da 10 euro). L’anno scorso è andata bene. La posta prioritaria ha un numero di tracciamento e, l’anno scorso, andando sul sito delle poste per rintracciare la spedizione, risultava consegnava il giorno dopo. Quest’anno, il giorno 12 gennaio ho spedito sempre dall’ufficio postale di Ivrea (TO) di via Dora Baltea 16/A e, andando a verificare la spedizione sul sito, continua a risultare in stato di lavorazione. Dal giorno successivo, 13 gennaio 2026, continuo ad andare a verificare la spedizione sul sito, ma continua a risultare in stato di lavorazione. Ormai non spero più che arrivi. Spedisco spesso con posta prioritaria ed è la prima volta che una spedizione non risulta consegnata. Qualcuno si sarà appropriato dei punti? Chi mi rimborsa il buono da 10 euro? Devo spendere minimo 3,50 euro per un buono da 10 euro, senza contare le ore di attesa in un ufficio postale. Tutto questo è molto penalizzante per i consumatori. Ho sentito parecchie persone che non hanno ricevuto i buoni l’anno scorso. Possibile che la Centrale del latte di Torino non potesse continuare come prima, anziché danneggiare in questo modo i consumatori, e costringerli ad ulteriori esborsi? Come se non bastasse, la Centrale del Latte di Torino ha truffato parecchi consumatori, illudendoli che i punti non sarebbero mai scaduti. Io stessa mi ritrovo con quasi 500 punti, che ho scoperto non essere più validi. Alla mia richiesta di spiegazioni, mi è stato risposto che l’avevano pubblicato sul sito. Questi signori riescono a capire che non tutti hanno accesso ad Internet, o sono in grado di accedere? Il latte Piemonte lo acquisto in negozio, non sul sito della Centrale del latte di Torino. La comunicazione andava fatta nei negozi dove vendono i loro prodotti e la scadenza dei punti scritta a caratteri cubitali vicino ai punti stessi. Non ho mai visto una scadenza vicino ai punti. Devo precisare che i punti non erano stati creati per un concorso specifico. I punti sono, anzi erano, sempre gli stessi, da decenni. Da che mi ricordo e compro i prodotti della Centrale del latte di Torino, ho sempre visto gli stessi punti, e non scadevano mai, così mi era stato assicurato. La comunicazione non è arrivata a tutti. I prodotti si comprano nei negozi, le schede per la raccolta punti si ritiravano e si consegnavano in negozio, e in negozio nessuno era a conoscenza della scadenza dei punti. Questa è truffa ai danni dei consumatori. Ora bisogna spedire i punti a mezzo posta, cosa che ho fatto, ma non so che fine abbia fatto la mia busta. Chi mi rimborsa? Chi mi ripaga delle spese sostenute? Se la Centrale del Latte di Torino ci obbliga a spedire i punti tramite posta, dovrebbe rimborsarci le spese sostenute.

In lavorazione
D. V.
23/01/2026
CENTRALE DEL LATTE DI TORINO

SCHEDA PUNTI NON CONSEGNATA

Buongiorno, vi scrivo in merito alla Raccolta punti "COLLEZIONA PASSIONI" della Centrale del Latte di Torino. Ho raccolto i punti per richiedere un buono Amazon da 10 euro. Prima era possibile consegnare la scheda con i punti presso un negozio, dove veniva ritirata e, in seguito, consegnati i premi richiesti. Dal 2024 è cambiato tutto, e siamo obbligati a spedire le schede punti a mezzo posta, con un ulteriore esborso. Siccome la busta con le schede punti supera il peso minimo per usufruire del francobollo da 1,30, e costerebbe quasi 3 euro, all’ufficio postale mi hanno proposto la posta prioritaria del costo di 3 euro. Ho spedito il tutto al costo di 3 euro + euro 0,50 per una busta formato mezzo protocollo. Se dovessi inviare con posta raccomandata o assicurata verrebbe a costare quasi quanto il valore del premio (buono da 10 euro). L’anno scorso è andata bene. La posta prioritaria ha un numero di tracciamento e, l’anno scorso, andando sul sito delle poste per rintracciare la spedizione, risultava consegnava il giorno dopo. Quest’anno, il giorno 12 gennaio ho spedito sempre dall’ufficio postale di Ivrea (TO) di via Dora Baltea 16/A e, andando a verificare la spedizione sul sito, continua a risultare in stato di lavorazione. Dal giorno successivo, 13 gennaio 2026, continuo ad andare a verificare la spedizione sul sito, ma continua a risultare in stato di lavorazione. Ormai non spero più che arrivi. Spedisco spesso con posta prioritaria ed è la prima volta che una spedizione non risulta consegnata. Qualcuno si sarà appropriato dei punti? Chi mi rimborsa il buono da 10 euro? Devo spendere minimo 3,50 euro per un buono da 10 euro, senza contare le ore di attesa in un ufficio postale. Tutto questo è molto penalizzante per i consumatori. Ho sentito parecchie persone che non hanno ricevuto i buoni l’anno scorso. Possibile che la Centrale del latte di Torino non potesse continuare come prima, anziché danneggiare in questo modo i consumatori, e costringerli ad ulteriori esborsi? Come se non bastasse, la Centrale del Latte di Torino ha truffato parecchi consumatori, illudendoli che i punti non sarebbero mai scaduti. Io stessa mi ritrovo con quasi 500 punti, che ho scoperto non essere più validi. Alla mia richiesta di spiegazioni, mi è stato risposto che l’avevano pubblicato sul sito. Questi signori riescono a capire che non tutti hanno accesso ad Internet, o sono in grado di accedere? Il latte Piemonte lo acquisto in negozio, non sul sito della Centrale del latte di Torino. La comunicazione andava fatta nei negozi dove vendono i loro prodotti e la scadenza dei punti scritta a caratteri cubitali vicino ai punti stessi. Non ho mai visto una scadenza vicino ai punti. Devo precisare che i punti non erano stati creati per un concorso specifico. I punti sono, anzi erano, sempre gli stessi, da decenni. Da che mi ricordo e compro i prodotti della Centrale del latte di Torino, ho sempre visto gli stessi punti, e non scadevano mai, così mi era stato assicurato. La comunicazione non è arrivata a tutti. I prodotti si comprano nei negozi, le schede per la raccolta punti si ritiravano e si consegnavano in negozio, e in negozio nessuno era a conoscenza della scadenza dei punti. Questa è truffa ai danni dei consumatori. Ora bisogna spedire i punti a mezzo posta, cosa che ho fatto, ma non so che fine abbia fatto la mia busta. Chi mi rimborsa? Chi mi ripaga delle spese sostenute? Se la Centrale del Latte di Torino ci obbliga a spedire i punti tramite posta, dovrebbe rimborsarci le spese sostenute.

In lavorazione
E. L.
23/01/2026

reso del destinatario inviato a punto di ritiro distante da casa scelto dalla piattaforma

Ho venduto un articolo su Vinted numero transizione 17198749082. L’acquirente ha regolarmente ritirato il pacco e successivamente ha esercitato il reso per “non mi piace”. Il reso è stato però indirizzato automaticamente da Vinted a un punto di ritiro situato in una zona molto distante dalla mia abitazione nel centro di roma zona esquilino e io sono in zona Jonio, di fatto irraggiungibile per me con due bambini con vari impegni per loro e il lavoro che si svolgono in tutt'altre aree della città ben distanti dal punto. Ho contattato il corriere, che mi ha confermato che non è possibile modificare il punto di ritiro e che lo stesso è stato indicato dalla piattaforma Vinted. Ho contattato anche l’assistenza Vinted, che si è limitata a rispondere che non può fare nulla, senza offrire soluzioni alternative (consegna a domicilio, cambio punto di ritiro, ecc.) dicendomi di ricontattare il corriere e di fatto facendomi entrare in un loop in cui nessuno si assume la responsabilità della situazione. In questo modo mi viene impedito di recuperare il mio articolo, con conseguente perdita economica sia dell’oggetto che del pagamento, per un disservizio non imputabile a me. Chiedo pertanto che Vinted provveda a: – consentire la consegna del reso a un punto di ritiro accessibile o al mio domicilio ne è presente uno proprio nella metro jonio o tanti punti di ritiro vicino la mia abitazione del corriere inpost, – oppure rimborsare l’importo della vendita in caso di impossibilità di recupero dell’articolo.

In lavorazione
F. M.
22/01/2026

ban e sospensione da Vinted senza motivazioni valide

Buonasera, ho problemi con Vinted da dicembre 2025 e stanno continuando attraverso sospensioni e ban immotivati. Tutto ha inizio il 15 dicembre quando mi arriva una sospensione della mia attività di vendita, ovvero oscurando la mia vetrina (come lo chiamano "il mio armadio") per una settimana con la motivazione di avere troppi oggetti in vendita (erano diversi giorni che non mettevo in vendita un articolo e loro ogni tot di tempo inviano un reminder fomentando gli utenti a pubblicare per vendere, in modo da ottenere o tenere il "distintivo annunci frequenti" che per Vinted stesso è un modo per garantire la serietà di un venditore). Per loro avere troppi oggetti in vendita significa avere una attività commerciale. I miei oggetti sono principalmente da collezione o aperti dalla loro scatola per cui non vendibili da un'ipotetica attività commerciale. Non è segnalato da nessuna parte che vi sia un numero massimo di oggetti da poter mettere in vendita (ad esempio in altri marketplace non è possibile inserirei più di un tot di oggetti nel carrello, quindi perché se questo è un problema non viene fatto anche su Vinted?). Ho mandato il reclamo ma le risposte che ho ricevuto sono state fornite da bot dove mi continuavano a scrivere un regolamento (il solito tutte le volte) senza darmi la possibilità di assistenza. Le mie vendite erano circa una a settimana, non sostenibile per una attività commerciale. La sospensione è durata una settimana e si è sbloccato tutto il 21 dicembre, questa settimana, essendo precedente a Natale, poteva darmi modo di vendere più cose in quanto potevano acquistare per i regali. Ovviamente la settimana è passata e io non ho mai avuto nessuna assistenza. Venerdì 16 gennaio ricevo il ban da Vinted per un mese fino al 15 febbraio 2026 dove non posso fare nulla se non leggere i messaggi e guardare il mio saldo. Tra le cose che non posso fare, oltre a vendere e comprare, non posso rispondere ai messaggi, controllare gli oggetti che ho acquistato e il loro tracking, controllare gli oggetti che ho venduto in precedenza ma che sono ancora in viaggio, non posso segnalare di non aver ricevuto un oggetto e non posso contestare un oggetto che mi è arrivato rotto nonostante abbia pagato la protezione acquisti su tutti gli ordini che ho effettuato (ho fatto il video sia dello spacchettamento visto il rumore che si sentiva muovendo il pacco sia del fatto che non potessi mandare il reclamo video registrando lo schermo, ed essendo passati due giorni dall'arrivo dell'oggetto oramai comunque non potrei più fare ricorso per ottenere la protezione acquisti). Questo ban è dovuto al fatto che la società "Bridge Brand Protection On behalf of Prada S.A." che si occupa di brand protection per Prada ha segnalato alcuni miei prodotti come contraffatti, vestiti di bambole, quindi dei giocattoli, alti circa 5/10cm con un logo molto piccolo che all'interno aveva una scritta ma non era testualmente PRADA. Nei miei annunci non vi era scritto che fosse un oggetto di questo brand ne che fosse originale e anche dalle foto si vedeva chiaramente che la scritta non fosse di quel brand. Ho contattato questa società e loro stessi hanno ammesso che "ricorda" il logo del brand, ovviamente non hanno potuto dire che era esattamente uguale. Ho provato a fare ricorso, ma non potendo inviare messaggi non è stato possibile fare nulla. Nel mentre ci sono state persone che mi hanno chiesto via messaggio su Vinted che fine avessi fatto, alcuni chiedendomi informazioni sugli oggetti che gli erano stati venduti o spediti ma, come ho già detto, non ho potuto fare nulla ne dare assistenza ne rispondere che la mia assenza non dipendeva da me ma dalla piattaforma rischiando di passare per truffatrice. Oltre che sbloccarmi l'account chiedo un equo indennizzo a Vinted e a Bridge doo sia per aver leso la mia immagine in più modi (truffatrice, venditrice di prodotti contraffatti) sia per avermi bloccato le vendite, quindi possibili guadagni, durante la settimana prima di Natale ed in questo periodo sia per non avermi permesso di far valere il mio diritto sulla protezione acquisti essendo impossibilitata a contattare la piattaforma per segnalare i problemi. Cordiali saluti.

In lavorazione
F. B.
22/01/2026

Richiesta assistenza per rimborso pagamento non autorizzato – conto PayPal / ordine Deliveroo France

In data 08/01/2026 ho rilevato sul mio conto PayPal un addebito di 64 euro relativo a un ordine effettuato su Deliveroo France, che non ho mai autorizzato. Successivamente ho scoperto che il mio account Deliveroo era stato violato e risultava collegato al mio conto PayPal come metodo di pagamento predefinito. Ho provveduto immediatamente a segnalare a Deliveroo France l’accesso non autorizzato e ad aprire presso PayPal una richiesta di rimborso per accesso non autorizzato. PayPal ha aperto la pratica PP-R-LEU-610882747, ma ha successivamente negato il rimborso sostenendo che le transazioni risultassero “autorizzate”. Nei giorni seguenti ho tentato più volte di contattare PayPal tramite chat e email, chiedendo una rivalutazione del reclamo e segnalando la mancata applicazione delle condizioni d’uso relative ai pagamenti automatici. Tuttavia, non ho ricevuto riscontri né assistenza. Non essendo disponibile una causale appropriata, ho modificato la pratica selezionando “servizio non ricevuto”; tuttavia, in data 22/01, PayPal ha respinto nuovamente la richiesta, motivando che “l’articolo o servizio è stato consegnato o erogato”. Ho quindi riaperto la pratica, fornendo una descrizione dettagliata dell’accaduto e modificando la causale in “non soddisfatto del servizio”. Alla luce di quanto sopra, chiedo l’intervento di Altroconsumo affinché PayPal riconosca la natura di pagamento non autorizzato del caso e proceda con il rimborso integrale e il ripristino del saldo, in conformità a quanto previsto dalla normativa sui servizi di pagamento (PSD2 – D.Lgs. 11/2010). Allego copia della transazione contestata, delle comunicazioni con PayPal e dei miei tentativi di contatto con Deliveroo.

Chiuso

Hai bisogno di aiuto?

I nostri avvocati esperti in diritto del consumo sono a disposizione dei nostri soci per fornire un consiglio personalizzato

Chiama il nostro servizio

I nostri avvocati avvocati sono disponibili dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 13:00 alle 17:00 (il venerdì fino alle 16:00).