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Conti correnti, cosa prevedono le nuove regole operative a partire da giugno

12 aprile 2017
conto corrente

12 aprile 2017
Con il nuovo decreto, che sarà operativo tra qualche mese, i consumatori avranno una maggior trasparenza garantita e scegliere i conti più convenienti sarà più semplice, grazie a sistemi di comparazione. Finalmente arrivano anche gli indennizzi in caso di ritardo nel cambio banca. Ma non solo: vediamo cosa cambia.

Le novità per i correntisti

Procedure semplificate per il trasferimento del conto corrente, introduzione degli indennizzi per i ritardi nella portabilità e tariffe agevolate per chi apre un conto corrente base. Sono sostanzialmente queste le novità introdotte dal decreto legislativo che sarà operativo tra qualche mese (le norme sugli indennizzi dal prossimo 14 giugno) e che porterà una maggiore trasparenza informativa. Da noi alcune normative sono operative già da un po' di tempo e sono servite da spunto per la stesura della direttiva europea. Andiamo per ordine e vediamo cosa dobbiamo aspettarci a partire da metà giugno.

Il conto base dovrà essere proposto da tutti gli istituti

Come abbiamo avuto modo di ribadire più volte, nonostante sia disponibile dal 2012, il conto base si è sempre scontrato con la realtà dei fatti. Come dimostra la nostra inchiesta, infatti, fino ad ora in banca è stato praticamente introvabile e gli istituti hanno fatto di tutto pur di proporre prodotti alternativi, ovviamente più cari. Adesso però il conto base rientra nel Testo unico bancario, dovrà quindi essere offerto da tutti gli istituti e dovrà includere un numero predefinito di operazioni annue a fronte di un canone omnicomprensivo. Viene inoltre specificato che il canone dovrà essere di ammontare "ragionevole" e dovrà essere offerto gratuitamente ad alcune categorie svantaggiate. La cosa più rilevante rispetto al passato è che le norme sul conto base entrano nel Testo unico bancario e questo dovrebbe “convincere” le banche ad offrirlo finalmente. Bisognerà aspettare però sei mesi (il 14 ottobre).

Più semplice confrontate le condizioni dei conti correnti

Il decreto aiuta a fare un passo avanti anche in fatto di trasparenza. Viene infatti introdotto un sistema di comparazione universale attraverso il quale gli operatori devono partecipare obbligatoriamente a uno o più siti web costituiti da associazioni di categoria o da associazioni di consumatori. Come avviene già anche nel nostro calcolatore sui conti correnti, perciò, su diversi siti sarà possibile valutare i costi dei conti e confrontare le diverse offerte sul mercato. Anche in questo caso, bisognerà aspettare fine anno per una piena operatività.

Portabilità del conto: dal 14 giugno arrivano gli indennizzi per i ritardi 

Sono state introdotte nel 2015, ma come dimostra anche la nostra recente inchiesta, le norme sulla portabilità del conto corrente non sono mai state realmente applicate. Ad agevolare le procedure, adesso arrivano le precisazioni sugli indennizzi ottenibili nel caso in cui non vengano rispettati i termini di 12 giorni lavorativi previsti perché il conto venga trasferito da una banca a un'altra. In caso di ritardo, perciò, la banca dovrà versare al consumatore una cifra fissa pari a quaranta euro maggiorata, per ogni giorno di ritardo, di un ulteriore importo determinato applicando, alla giacenza del conto al momento della richiesta di trasferimento, un tasso annuo pari a quello del valore in assoluto più elevato del limite stabilito ai sensi della disciplina dell'usura. Se dovessimo calcolarlo oggi, questo tasso sarebbe il 24,3%: ipotizzando una giacenza di 3.000 euro, perciò, per ogni giorni di ritardo l'indennizzo crescerà di 2 euro al giorno. Il cliente potrà avere un risarcimento anche in caso di doppi costi o altri oneri sostenuti a causa del ritardo, è il caso di bollette non pagate o saldate in ritardo.

Su alcuni punti c'è ancora carenza di informazioni

Le novità ci convincono, quello che lascia perplessi è che la richiesta di indennizzo vada inoltrata al "prestatore inadempiente", un'indicazione vaga che non precisa se richiederla alla vecchia banca o alla nuova. Noi avremmo preferito che, come avviene con la surroga, la richiesta venisse fatta sempre alla vecchia banca. Continuano a rimanere vaghe, invece, le informazioni relative al trasferimento dei titoli. Cosa succede quando si cambia banca? Il decreto, che stavamo aspettando dal luglio 2015, rimanda al MEF il compito di regolare questo aspetto.

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