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Massimo 12 giorni per trasferire il conto corrente

25 giugno 2015
trasferire il conto

25 giugno 2015

Con la nuova procedura semplificata, i tempi per cambiare banca si accorciano. Il trasferimento del conto deve avvenire entro 12 giorni lavorativi e, in caso di ritardo, sono previsti anche indennizzi per il cliente. Per chiarire questo aspetto, però, il Ministero ha tempo fino a fine luglio. Ecco tutto quello che c'è da sapere.

È entrata in vigore la nuova procedura per il trasferimento dei conti correnti. Cambiare banca, perciò, diventa rapido e uguale per tutti gli istituti, grazie al trasferimento tramite procedura interbancaria di tutti i servizi finanziari e di pagamento che sono addebitati o accreditati sul conto corrente. Se stai pensando di cambiare banca perché il tuo conto ti costa troppo, perciò, è il momento giusto per iniziare a confrontare i conti correnti e verificare se esiste un’alternativa più economica.


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Cosa fare per trasferire il conto corrente

Il cliente che vuole cambiare conto corrente non deve fare altro che recarsi nella nuova banca e compilare il modulo di autorizzazione in cui indica i bonifici e gli addebiti diretti da trasferire, se intende trasferire il saldo positivo del conto e se intende anche chiudere il conto originario. Questa procedura deve concludersi entro 12 giorni lavorativi dalla richiesta alla nuova banca. Questi tempi diventano gli stessi per tutti gli operatori.

Indennizzo per i ritardi, ma mancano i dettagli

Per chi non dovesse rispettare queste tempistiche sono previste anche sanzioni da un minimo di 5.160 a un massimo di 64.555 euro. È inoltre previsto un indennizzo per il cliente in caso di ritardi nella procedura per un valore proporzionale ai giorni di ritardo e alla giacenza del conto da trasferire. Su questo ultimo aspetto, però, il Ministero ha tempo fino a fine luglio per definire meglio i dettagli per cui, di fatto, la portabilità parte senza l’indennizzo per il cliente. Al Ministero abbiamo chiesto che, oltre alla proporzionalità, sia previsto anche un importo minimo di 100 euro, per evitare che venga penalizzato chi non dispone di grosse somme sul conto.

Previsto il rimborso dei canoni annui pagati

La legge ribadisce anche che, nel caso in cui venga richiesta anche la chiusura del conto originario, il consumatore abbia diritto al rimborso dei canoni annui pagati e riferiti al periodo successivo alla chiusura. Perciò, per esempio, se ho pagato una carta Pagobancomat 15 euro e il conto viene chiuso a giugno, mi dovranno essere rimborsati 7,5 euro.


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