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Prepensionamento: possibili novità a partire dal 2017

13 settembre 2016
Part-time prima della pensione. Ecco in quali casi

13 settembre 2016

Si sta discutendo in queste ore su un progetto sperimentale (Ape, acronimo che sta per Anticipo pensionistico) che permetterebbe ai lavoratori di andare in pensione prima del dovuto. Per accedere al prepensionamento, però, è necessario avere requisiti ben precisi. In altri casi, invece, c'è la possibilità di richiedere il part time. 

Governo e sindacati stanno discutendo in questi giorni la possibilità di andare in pensione prima di avere maturato i requisiti anagrafici e contributivi. La novità del prepensionamento potrebbe partire, in via sperimentale, dal primo gennaio 2017 e consentirebbe alle classi dal 1951 al 1953 di lasciare il lavoro tre anni e sette mesi prima rispetto alla Riforma Fornero, con un taglio dell'assegno che può variare dal 5% al 15% in funzione della pensione e della durata dell’anticipo. I soldi verrebbero anticipati da banche e finanziare e restituiti a rate, al raggiungimento dell’età pensionabile, con una durata ventennale. Per i disoccupati e le categorie disagiate l’anticipo sarebbe senza costi perché a carico della fiscalità generale. Questo è ciò che si è delineato in queste ore, ma la discussione resta ancora aperta. In attesa del testo definitivo, per alcune tipologie di lavoratori esistono già strade percorribili: il prepensionamento per le aziende in crisi e la richiesta del part time.

Il prepensionamento per le aziende in crisi

Nello speciale di Soldi & Diritti abbiamo spiegato come, a differenza di un tempo, non è più lo Stato a dover mettere di tasca propria il necessario perché il lavoratore acceda in anticipo al trattamento pensionistico. Secondo quanto previsto dalla cosiddetta riforma Fornero, infatti, tocca al datore di lavoro accollarsi il pagamento dei contributi dovuti dal lavoratore che conclude in anticipo l'attività.

Quando è possibile richiederlo

Per ricorrere al prepensionamento è necessario che sussistano alcune circostanze:

  • in situazioni di emergenza, cioè per le aziende con più di 15 dipendenti che abbiano un esubero di personale oppure che stiano avviando procedure di mobilità nei confronti dei lavoratori;
  • in questi casi, in accordo con i sindacati aziendali, è possibile incentivare le uscite anticipate dei dipendenti più prossimi alla pensione;
  • il provvedimento può essere applicato solo ai lavoratori a cui mancano non più di 4 anni al raggiungimento dei requisiti minimi per il pensionamento.

In pratica, l'azienda si impegna a versare all'Inps sia i contributi necessari perché il dipendente raggiunga i requisiti minimi previdenziali sia una cifra pari alla pensione "ridotta" spettante al lavoratore che lascia l'attività prima dei tempi previsti dalla legge. Il prepensionato inizierà concretamente a ricevere la pensione una volta maturati i requisiti anagrafici e contributivi: nella stragrande maggioranza dei casi, però, l'importo sarà più basso di quanto avrebbe percepito se avesse continuato a lavorare e a versare i contributi relativi.

Part time prima della pensione

Se, invece, non hai i requisti necessari per il prepensionamento, ricorda che per i lavoratori dipendenti in prossimità dell'età pensionabile potranno trasformare il rapporto di lavoro da full-time a part-time. La possibilità è riservata ai dipendenti delle aziende private, purché sussistano alcuni requisiti:

  • il lavoratore deve aver stipulato un contratto a tempo indeterminato e orario pieno;
  • deve essere in possesso dei requisiti minimi per accedere alla pensione di vecchiaia, deve quindi aver maturato 20 anni di contributi, entro il 31 dicembre 2018;
  • deve lavorare ancora tre anni prima della pensione, secondo la normativa in vigore.

Lo Stato copre i contributi figurativi

Il dipendente stipula in pratica un contratto a tempo parziale, con una riduzione tra il 40 e il 60% rispetto all'orario pieno. Anche se lo stipendio viene decurtato, i contributi vengono versati e calcolati sulla base di retribuzione non più dovuta, per effetto del taglio dell'orario. La futura pensione, perciò, non subisce variazioni, perché è lo Stato che copre i contributi figurativi. 

I fondi stanziati sono limitati

La richiesta è soggetta ad accettazione. Purtroppo, infatti, anche se si hanno tutti i requisiti, le risorse messe a disposizione dalla Legge di stabilità sono limitate. Sono stati stanziati 60 milioni di euro per il 2016, 120 milioni nel 2017 e 60 milioni nel 2018, una volta finiti questi fondi, l'Inps dovrà dire di no. La Fondazione studi consulenti del lavoro ha fatto qualche stima su retribuzioni annue lorde che vanno dai 25.000 ai 43.000 euro. Un lavoratore che stipula un contratto part-time agevolato al 40% delle ore avrà in busta paga il 72% della retribuzione, chi sigla un contratto al 50%, invece, avrà uno stipendio pari al 78%. Infine un lavoratore che stipula un contrato al 60% riceverà una retribuzione in busta paga dell'84%. 

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