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Pensione anticipata nel 2026: chi può andare prima, con quali requisiti e cosa conviene sapere

Anticipare la pensione nel 2026 non è impossibile, ma nemmeno automatico. I requisiti cambiano a seconda del percorso contributivo, del lavoro svolto e delle misure ancora attive. In questa guida analizziamo le opzioni disponibili, comprese quelle speciali, cosa serve per accedervi e quali valutazioni conviene fare prima di presentare domanda.

Con il contributo esperto di:
06 febbraio 2026
Anziano con foglio in mano e computer

Per accedere alla pensione anticipata ordinaria nel 2026 sono necessari 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall'età anagrafica. Chi rientra nel sistema contributivo puro può invece uscire a 64 anni con almeno 20 anni di versamenti effettivi, purché l'assegno superi una determinata soglia minima. Esistono inoltre soluzioni particolari per situazioni speciali, come per i lavoratori precoci e per chi ha svolto attività usuranti.

Se alcune opzioni sperimentali introdotte negli scorsi anni come quota 103 e opzione donna sono rimaste solo per chi ha cristallizzato i requisiti entro il 2025 e può ancora fare domanda, restano in vigore i canali ordinari e quelli riservati a categorie specifiche come lavoratori precoci, addetti a mansioni gravose o persone in condizioni di fragilità. Capire se e quando si può smettere di lavorare prima richiede molta attenzione, perché l’anticipo ha effetti concreti sull’importo dell’assegno e sui tempi di erogazione.

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Cos’è la pensione anticipata e cosa significa nel 2026

La pensione anticipata permette di uscire dal mondo del lavoro prima di aver compiuto l'età prevista per la pensione di vecchiaia, che per il 2026 resta fissata a 67 anni.

Il requisito fondamentale della pensione anticipata è l'anzianità contributiva maturata, che consente di uscire dal mondo del lavoro a prescindere dall'età anagrafica del richiedente. Oltre alle pensioni anticipate riservate a categorie speciali di lavoratori, esistono due tipi di pensione anticipata: la pensione anticipata ordinaria e la pensione anticipata contributiva.

Il 2026 rappresenta l'ultimo anno di stabilità per i requisiti attuali. Sino al 31 dicembre 2026, infatti, i requisiti contributivi per la pensione anticipata ordinaria e per i lavoratori precoci rimangono bloccati grazie alla sospensione degli adeguamenti alla speranza di vita. Dal 1° gennaio 2027 è già previsto un incremento di un mese, che salirà ulteriormente nel 2028.

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Pensione anticipata ordinaria: i requisiti di base

Come per la pensione di vecchiaia, anche la pensione anticipata cambia a seconda di quando sono stati versati i primi contributi Inps. Infatti, aver contributi versati prima del 1996 permette di rientrare nel sistema misto, in questo caso l’importo della pensione verrà calcolato in parte con il sistema retributivo e in parte con il sistema contributivo garantendo teoricamente un importo più alto del cedolino mensile. Per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996 la pensione viene calcolata esclusivamente con il sistema contributivo.

Quanti anni di contributi servono

Il requisito contributivo per l'accesso alla pensione anticipata ordinaria è differenziato in base al genere:

  • per gli uomini servono 42 anni e 10 mesi di contributi (pari a 2.227 settimane);
  • per le donne servono 41 anni e 10 mesi di contributi (pari a 2.175 settimane).

Per il raggiungimento di queste soglie si considerano i versamenti fatti per i contributi effettivi e per quelli figurativi (maternità, leva miliare, Naspi…). Tuttavia, in alcune condizioni particolari è possibile accedere alla pensione anticipata con almeno 35 anni di contributi nei quali però non si considerano i periodi di contribuzione figurativa.

Con la legge Fornero sono stati eliminati i limiti di età che caratterizzavano la vecchia pensione di anzianità e l’accesso alla pensione anticipata dipende solo dal numero di contributi versati. Questo significa che un lavoratore che ha iniziato molto presto può ritirarsi anche prima dei 60 anni se ha raggiunto i versamenti richiesti.

La finestra mobile: quando arriva la pensione

Il raggiungimento del requisito non coincide quasi mai con l'immediata erogazione del primo assegno. Esiste una "finestra mobile" che sposta la decorrenza:

  • di 3 mesi dalla maturazione dei requisiti per il settore privato;
  • generalmente di 5 mesi dalla maturazione dei requisiti per il settore pubblico, ma con variabilità legata al contratto di iscrizione e all’anno di maturazione dei requisiti.

Una volta maturato il diritto, il lavoratore può scegliere di continuare a lavorare durante il periodo di finestra. È però fondamentale ricordare che per la liquidazione del trattamento è necessaria la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, mentre non è richiesta per l'attività autonoma.

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Pensione anticipata contributiva

La pensione anticipata contributiva è riservata ai lavoratori il cui primo contributo è stato versato a partire dal 1° gennaio 1996 o a chi, pur avendo la possibilità di aderire ad altre forme di pensionamento, perché ha fatto versamenti anteriori al 1996, sceglie l'opzione per il sistema contributivo.

Per accedere alla pensione anticipata contributiva devono esser soddisfatti contemporaneamente 3 requisiti:

  • aver compiuto 64 anni;
  • aver versato almeno 20 anni di contributi al netto di quelli figurativi;
  • raggiungere una soglia minima di importo pensionistico.

Il requisito dell’importo minimo

A 64 anni di età e con 20 anni di contribuzione "effettiva", cioè senza la possibilità di sommare i contributi figurativi, è possibile aderire all’anticipata solo se l'importo della pensione raggiunge una soglia minima rispetto all'assegno sociale.


Categoria

Soglia Importo Minimo (2026)

Generalità dei lavoratori

3 volte l'assegno sociale (circa 1.638,72 €)

Donne con un figlio

2,8 volte l'assegno sociale (circa 1.529,47 €)

Donne con due o più figli

2,6 volte l'assegno sociale (circa 1.420,22 €)

Fino al raggiungimento dei 67 anni, l'importo mensile di questa pensione non può comunque superare 5 volte il trattamento minimo INPS (3.059,25 euro lordi per il 2026).

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Lavoratori precoci

I lavoratori precoci sono coloro che hanno svolto almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del diciannovesimo anno di età e possono accedere alla pensione se entro il 31 dicembre 2026 ha maturato 41 anni di contributi. I lavoratori precoci per aver diritto all’anticipo della pensione devono aver versato dei contributi prima del 31 dicembre 1995.

A chi spetta

Questa misura richiede l'appartenenza a profili tutelati:

  • chi è in stato di disoccupazione a seguito di licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale e conclusione integrale della prestazione per la disoccupazione da almeno tre mesi;
  • i possessori di invalidità civile superiore o uguale al 74%;
  • coloro che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (articolo 3 comma 3 Legge 104/92), oppure un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto 70 anni oppure siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;
  • chi ha svolto attività particolarmente faticose e pesanti ai sensi del D.lgs 67/2011 (attività usurante di cui al decreto del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale 19 maggio 1999, addetti alla linea catena, lavoratori notturni, conducenti di veicoli di capienza complessiva non inferiore a nove posti, adibiti al trasporto collettivo);
  • chi rientra tra le categorie di lavoratori dipendenti addetti ai lavori gravosi e usuranti come definiti di seguito. che hanno svolto attività lavorativa cd. gravosa per almeno sette anni negli ultimi 10 anni di attività lavorativa, ovvero, per almeno sei anni negli ultimi sette anni di attività lavorativa:

Come fare domanda

Per accedere al pensionamento si deve presentare una domanda di riconoscimento del beneficio e solo in caso di esito positivo, anche a seguito di verifica della relativa copertura finanziaria, presentare la domanda di pensione anticipata. La pensione verrà corrisposta dopo 5 mesi dalla data di maturazione dei requisiti. Nel 2027 dovranno trascorrere 7 mesi e nel 2028 i mesi saranno 9.

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Lavori usuranti

I lavoratori impegnati in attività faticose o pesanti possono beneficiare di requisiti agevolati, purché l'attività sia stata svolta per almeno 7 anni negli ultimi 10 o per 6 anni negli ultimi 7 prima del pensionamento. L’accesso a questo tipo di pensionamento va richiesto tramite una verifica preventiva all'Inps che deve certificare la presenza dei requisiti richiesti.

A chi spetta

L’opzione per l’accesso alla pensione anticipata è riservata a chi ha svolto lavoro notturno a turno, lavoro a catena, conducenti di veicoli adibiti al servizio pubblico di trasporto collettivo. In particolare, le mansioni usuranti sono:

  • lavori in galleria, cava o miniera, mansioni svolte in sotterraneo;
  • lavori nelle cave, mansioni svolte dagli addetti alle cave di materiale di pietra e ornamentale;
  • lavori nelle gallerie, mansioni svolte dagli addetti al fronte di avanzamento;
  • lavori in cassoni ad aria compressa;
  • lavori svolti dai palombari;
  • lavori ad alte temperature, mansioni che espongono ad alte temperature, quando non sia possibile adottare misure di prevenzione (ad esempio addetti alle fonderie di seconda fusione, non comandata a distanza, refrattaristi, addetti a operazioni di colata manuale);
  • lavorazione del vetro cavo, mansioni dei soffiatori nell’industria del vetro cavo eseguito a mano e a soffio;
  • lavori espletati in spazi ristretti e in particolare delle attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale, le mansioni svolte all’interno di spazi ristretti, quali intercapedini, pozzetti, doppi fondi, di bordo o di grandi blocchi strutture;
  • lavori di asportazione dell’amianto.

I requisiti necessari

A seconda della categoria di appartenenza, per accedere alla pensione anticipata, oltre ad avere 35 anni di contributi versati, è necessario possedere un’età minima che nel 2026 va da un minimo di 61 anni e 7 mesi a un massimo di 64 anni e 7 mesi.

Per presentare la domanda bisogna attivarsi per tempo rivolgendosi all’Inps prima della maturazione dei requisiti.

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APE sociale

L'APE Sociale rimane uno strumento di sostegno per chi si trova in condizioni di difficoltà (disoccupazione, invalidità o assistenza a familiari) e permette di ricevere un'indennità fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia.

I requisiti necessari

L’APE Sociale è corrisposta ogni mese per 12 mensilità nell'anno, fino all'età prevista per ottenere la pensione di vecchiaia, o comunque fino al conseguimento di un trattamento pensionistico diretto anticipato. Per ottenerla servono i seguenti requisiti al momento della presentazione della domanda:

  • almeno 63 anni e 5 mesi di età;
  • almeno 30 anni di anzianità contributiva (per i lavoratori che svolgono attività gravose l'anzianità contributiva minima cambia), per le donne questo limite si riduce di 12 mesi per ogni figlio per un massimo di 2 anni;
  • ·non essere titolari di alcuna pensione diretta.

Quanto spetta

L'indennità APE sociale è:
  • pari all'importo della pensione mensile calcolata al momento dell'accesso alla prestazione, se risulta inferiore a 1.500 euro;
  • pari a 1.500 euro se la pensione è superiore a questo importo.

L'importo dell’APE sociale non è rivalutato, integrato al trattamento minimo, non dà diritto alla contribuzione figurativa, non dà diritto alla reversibilità e agli assegni al nucleo famigliare

Chi ne ha diritto

L'APE Sociale spetta ai lavoratori dipendenti o autonomi che:

  • sono disoccupati per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, per scadenza del termine del rapporto di lavoro a tempo determinato (in tal caso è necessario che abbiano avuto, nei 36 mesi precedenti la scadenza del termine, periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi), che hanno terminato di percepire la disoccupazione e sono in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 30 anni;
  • al momento della richiesta e da almeno sei mesi, assistono il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (articolo 3, comma 3, Legge 104/92), oppure un parente o un affine di secondo grado convivente se i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure siano anch'essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, e sono in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 30 anni;
  • hanno una riduzione della capacità lavorativa pari almeno al 74% e sono in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 30 anni;
  • sono lavoratori dipendenti, con almeno 36 anni di anzianità contributiva e che hanno svolto da almeno sette anni negli ultimi dieci o almeno sei anni negli ultimi sette una o più delle seguenti professioni gravose:
    • professori di scuola primaria, pre-primaria e professioni assimilate;
    • tecnici della salute;
    • addetti alla gestione dei magazzini e professioni assimilate;
    • professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali;
    • ooperatori della cura estetica;
    • professioni qualificate nei servizi personali e assimilati;
    • artigiani, operai specializzati e agricoltori;
    • conduttori di impianti e macchinari per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali;
    • ooperatori di impianti per la trasformazione e lavorazione a caldo dei metalli;
    • conduttori di forni ed altri impianti per la lavorazione del vetro, della ceramica e di materiali assimilati;
    • conduttori di impianti per la trasformazione del legno e la fabbricazione della carta;
    • ooperatori di macchinari e di impianti per la raffinazione del gas e dei prodotti petroliferi, per la chimica di base e la chimica fine e per la fabbricazione di prodotti derivati dalla chimica;
    • conduttori di impianti per la produzione di energia termica e di vapore, per il recupero dei rifiuti e per il trattamento e la distribuzione delle acque;
    • conduttori di mulini e impastatrici;
    • conduttori di forni e di analoghi impianti per il trattamento termico dei minerali;
    • ooperai semi qualificati di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti al montaggio;
    • ooperatori di macchinari fissi in agricoltura e nella industria alimentare;
    • conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento;
    • personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna merci;
    • personale non qualificato nei servizi di pulizia di uffici, alberghi, navi, ristoranti, aree pubbliche e veicoli;
    • portantini e professioni assimilate;
    • professioni non qualificate nell’agricoltura, nella manutenzione del verde, nell’allevamento, nella silvicoltura e nella pesca;
    • professioni non qualificate nella manifattura, nell’estrazione di minerali e nelle costruzioni.
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Quanto si perde andando in pensione prima

Uscire anticipatamente significa, fisiologicamente, avere una pensione più bassa. Questo succede perché si versano contributi per meno anni e si applica un coefficiente di trasformazione legato a un'età più giovane, che riduce la rendita mensile.

La scelta di anticipare deve basarsi su un calcolo di convenienza che oltre a considerare una qualità della vita migliore deve valutare la riduzione definitiva dell'assegno che inciderà direttamente sulla stessa.

In alcuni casi, come nel sistema contributivo puro a 64 anni, il tetto massimo imposto alla rendita fino ai 67 anni potrebbe suggerire di attendere la vecchiaia ordinaria per percepire l'importo pieno. Per avere un’idea delle opportunità che potresti avere prova a usare il nostro calcolatore.

In ogni caso, prima di procedere, è fondamentale consultare il proprio estratto conto contributivo tramite il portale Inps. La simulazione dell'importo e la verifica della propria posizione sono passaggi obbligati per evitare errori che potrebbero ritardare la decorrenza.

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Domande frequenti

Si può andare in pensione anticipata anche se si hanno carriere discontinue?

Sì, ma i periodi di interruzione incidono sul calcolo dell'assegno e, in alcuni fondi, potrebbero non contare ai fini degli anni di contribuzione minima richiesti.

I lavoratori autonomi hanno regole diverse rispetto ai dipendenti?

I requisiti contributivi sono i medesimi, ma gli autonomi non hanno l'obbligo di cessare l'attività per ricevere la pensione anticipata.

La pensione anticipata può essere revocata?

No, una volta concesso il diritto è definitivo, ma errori formali nella domanda possono causare ritardi significativi nella decorrenza della corresponsione.

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