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Pensione di vecchiaia: requisiti, età e cosa sapere davvero prima di fare domanda

Capire quando e come si matura la pensione di vecchiaia non è sempre immediato: età anagrafica, contributi, regole diverse a seconda della carriera lavorativa. In questo articolo facciamo ordine, spiegando cosa prevede oggi la normativa e quali aspetti è utile valutare prima di presentare la domanda.

Con il contributo esperto di:
29 gennaio 2026
Anziano davanti al pc

La pensione di vecchiaia è la forma “ordinaria” di accesso alla pensione, ma non è uguale per tutti. Età, anni di contributi e tipo di carriera incidono direttamente sul diritto ad ottenerla e sull’importo del cedolino.

Per ottenere la pensione di vecchiaia nel 2026, i requisiti standard prevedono il raggiungimento dei 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Esistono però percorsi alternativi per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996, che può accedere alla pensione di vecchiaia a 71 anni con soli 5 anni di contributi effettivi, o per chi svolge attività gravose e usuranti.

Sapere in anticipo quali requisiti servono e come funziona il passaggio dal lavoro alla pensione aiuta a evitare errori, ritardi e aspettative non realistiche.

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Che cos’è la pensione di vecchiaia e a chi si applica

La pensione di vecchiaia è la forma ordinaria di previdenza, pensata per chi conclude l'attività lavorativa dopo aver raggiunto una determinata soglia di età anagrafica.

Si tratta di una prestazione economica che l'INPS eroga su richiesta del lavoratore, a patto che siano soddisfatti i requisiti fissati dalla legge.

A differenza della pensione anticipata, che si basa principalmente sugli anni di lavoro svolti indipendentemente dall'età, la pensione di vecchiaia pone l'accento sul compimento di un'età anagrafica prestabilita.

Questa prestazione è rivolta alla generalità dei lavoratori, inclusi i dipendenti pubblici e privati, gli autonomi iscritti alle gestioni speciali e i collaboratori iscritti alla Gestione Separata.

Pensione di vecchiaia e altre forme di pensionamento

Esiste spesso confusione tra i termini pensione di vecchiaia e pensione anticipata, ma si tratta di situazioni molto differenti tra loro. Mentre la vecchiaia richiede i 67 anni, le forme anticipate permettono di ritirarsi prima se si possiede una carriera contributiva molto lunga.

Un altro errore comune riguarda la sovrapposizione con l'assegno sociale. Quest'ultimo è una prestazione assistenziale destinata a chi non ha maturato i contributi necessari per una pensione vera e propria e non è cumulabile con la pensione di vecchiaia.

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Quali sono i requisiti per la pensione di vecchiaia oggi

Per sapere se si possa andare in pensione, bisogna guardare due pilastri: l'età, i contributi versati e l’anno a partire dal quale i versamenti sono stati fatti. Pertanto, la valutazione della propria situazione deve esser fatta singolarmente, analizzando tutta la carriera lavorativa personale.

Età anagrafica richiesta

Il requisito anagrafico attuale è fissato a 67 anni per tutte le categorie di lavoratori da adeguare dal 2027 agli incrementi della speranza di vita. Infatti, questa soglia rimarrà invariata per tutti i lavoratori che accedono alla pensione di vecchiaia fino alla fine del 2026 ma dal prossimo anno sarà necessario un mese in più, per arrivare nel 2028 a 67 anni e 3 mesi.

Anni di contributi necessari

In genere, servono almeno 20 anni di contributi, calcolati sommando i periodi di lavoro, i riscatti, i contributi volontari e quelli figurativi. Tuttavia, esistono delle eccezioni importanti che si differenziano in base a quando si è iniziato a versare i contributi.

Versamento dei contributi prima o dopo il 1996

Il 31 dicembre 1995 segna uno spartiacque fondamentale per i lavoratori, infatti, prima del 1996 la pensione era concepita con il metodo retributivo, semplificando, si valutava lo stipendio degli ultimi anni e sulla base di quello si calcolava l’importo della pensione.

A partire dal 1996 la situazione è cambiata e sono nati metodi nuovi di valutazione dei requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia che la riforma Fornero ha nuovamente rivisto per arrivare all’attuale situazione:

  • Sistema retributivo misto, che si applica con due metodi differenti sia a chi poteva far valere almeno 18 anni di contributi versati entro il 31 dicembre 1995 (retributivo fino a tutto il 1992 e contributivo per gli anni successivi) sia a chi alla stessa data non aveva ancora versato 18 anni di contributi (retributivo fino a tutto il 1995 e contributivo per gli anni successivi);
  • Sistema contributivo, per chi non ha versato contributi prima del 1996.
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Pensione di vecchiaia per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996

Chi può far valere una contribuzione antecedente al 31 dicembre 1995 ha diritto ad andare in pensione con il calcolo dell’importo spettante con il metodo retributivo misto se ha 67 anni e almeno 20 anni di contributi versati. Con adeguamento alla speranza di vita a partire dal 2027.

Agevolazioni all’accesso alla pensione

Tuttavia, esistono alcune eccezioni importanti per alcune categorie di lavoratori che permettono di accedere alla pensione con 67 anni di età e 15 anni di contributi versati:

  • lavoratori dipendenti e autonomi che al 31 dicembre 1992 hanno già versato 15 anni di contributi;
  • lavoratori dipendenti e autonomi che sono stati ammessi alla prosecuzione volontaria della contribuzione prima del 31 dicembre 1992;
  • lavoratori dipendenti che hanno iniziato a versare i contributi, anche non continuativamente almeno 25 anni fa e siano stati occupati per almeno dieci anni, anche non consecutivi, per periodi di durata inferiore a 52 settimane nell'anno solare.

Queste ultime due opzioni non sono però utilizzabili dai dipendenti pubblici.

Inoltre, lavoratori dipendenti normalmente iscritti all’AGO (assicurazione generale obbligatoria che si paga versando i contributi mensilmente sulla busta paga) che siano stati riconosciuti invalidi almeno all’80%, possono accedere alla pensione di vecchiaia a 56 anni se donne e 61 anni se uomini fino al 2026. A partire dal 2027 si applicano gli stessi adeguamenti all’aspettativa di vita previsti per le altre categorie di pensionati.

Per i lavoratori addetti ad attività gravose o particolarmente faticose e pesanti, con un’anzianità contributiva di almeno 30 anni, è possibile accedere alla pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi fino al 31 dicembre 2026. Per accedere alla pensione di vecchiaia non devono esser percettori dell’Ape sociale.

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Pensione di vecchiaia per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995

I lavoratori per i quali il primo versamento di contributi è iniziato dal 1° gennaio 1996, nel 2026 accedono alla pensione di vecchiaia a 67 anni (e di una anzianità contributiva minima di 20 anni. A partire dal 2027 anche questi requisiti vengono adeguati alla speranza di vita, pertanto, nel 2027 servirà un mese in più e nel 2028 si accederà alla pensione con 67 anni e 3 mesi.

Per questi lavoratori, che calcolano la pensione con il sistema contributivo puro e, che per questo motivo ottengono una pensione più bassa rispetto all’ultimo stipendio percepito, c’è una condizione ulteriore: l’importo della pensione deve essere almeno pari all’importo dell’assegno sociale.

Chi ha iniziato l’università prima del 1996 deve prestare particolarmente attenzione in caso di riscatto degli anni di laurea perché potrebbe rivelarsi una scelta non del tutto conveniente.

In alternativa, è possibile accedere alla pensione di vecchiaia al compimento dei 71 anni di età (da adeguare alla speranza di vita, dal 1° gennaio 2027) con 5 anni di contribuzione senza limiti di importo della pensione. I 5 anni di versamento dei contributi devono essere effettivi, quindi, devono derivare da una contribuzione obbligatoria, volontaria o da riscatto, ma non si contano i contributi figurativi, come quelli da malattia, maternità, leva militare… 

Bisogna smettere di lavorare come dipendente

Per accedere alla pensione di vecchiaia è necessaria la cessazione del rapporto di lavoro dipendente.

Tuttavia, la pensione di vecchiaia non è incompatibile con l’attività di lavoro autonomo o di collaboratore parasubordinato. Torna all'inizio

Come viene calcolata la pensione di vecchiaia

Non è semplice stabilire a priori quanto si prende con la pensione di vecchiaia. L'importo non è fisso ma dipende strettamente dalla contribuzione accumulata, da quando si è iniziato a lavorare e di conseguenza dal tipo di calcolo che viene applicato, che, come abbiamo visto, può essere contributivo o retributivo isto.

Se vuoi avere un’idea di quale sarà la tua pensione puoi fare riferimento al nostro calcolatore. Se invece, rientri in casistiche particolari puoi utilizzare puoi utilizzare i simulatori che trovi sul sito dell’Inps. Torna all'inizio

Da quando viene pagata la pensione di vecchiaia?

Dopo aver presentato la domanda di pensione, la sua effettiva decorrenza cambia in base alla gestione di appartenenza. In pratica, si inizia a percepire la pensione:

  • dal primo giorno del mese successivo a quello in cui i requisiti sono maturati se si è dipendenti privati o lavoratori autonomi;
  • dal giorno successivo alla maturazione dei requisiti e cessazione del rapporto di lavoro se si è dipendenti pubblici;
  • dal 1° settembre o dal 1° novembre dell’anno di maturazione se si appartiene al comparto scuola.
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Come e quando fare domanda di pensione di vecchiaia

La pensione non scatta mai in automatico, quindi per ottenerla bisogna richiederla tramite procedura telematica sul sito Inps accedendo con le proprie credenziali (SPID, CIE o CNS) al servizio dedicato.

In alternativa al fai da te online è possibile rivolgersi a:

  • Contact Center Inps telefonando al numero 803 164 da rete fissa o 06 164 164 da mobile;
  • Patronati che procedono con l'invio telematico.
Poiché i termini di lavorazione della richiesta sono di 55 giorni, come dichiarato dal sito Inps, è bene presentare la domanda per tempo, avviando la pratica due o tre mesi prima della maturazione dei requisiti. Torna all'inizio

Domande frequenti

La pensione di vecchiaia è cumulabile con altri redditi o prestazioni?

Cosa succede se si maturano i requisiti ma non si presenta subito la domanda?

La pensione di vecchiaia non viene riconosciuta automaticamente. Se la domanda viene presentata in ritardo, la pensione decorre solo dal momento della richiesta, con possibile perdita delle mensilità precedenti se non si fa espressa richiesta all’Inps.

La pensione di vecchiaia è reversibile ai familiari in caso di decesso?

Sì. In caso di decesso del pensionato, la pensione di vecchiaia può essere trasformata in pensione ai superstiti per i familiari che ne hanno diritto.

Chi percepisce la pensione di vecchiaia può richiedere anche l’assegno sociale?

No. L’assegno sociale è una prestazione assistenziale alternativa alla pensione e non cumulabile con una pensione di vecchiaia. È destinato a chi non ha maturato un diritto pensionistico sufficiente.

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