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Prestiti, percorso a ostacoli e poca trasparenza. Inchiesta in 10 città

Il 96% delle banche visitate richiede l’apertura del conto corrente, più della metà di banche e finanziarie concede il prestito solo se sottoscrivi anche una polizza. Una pratica scorretta che abbiamo denunciato alle Autorità.

  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
  • di
  • Adelia Piva
04 novembre 2020
  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
  • di
  • Adelia Piva
inchiesta prestiti

Abbiamo visitato 64 banche e 30 finanziarie di 10 grandi città italiane (Bari, Bergamo, Bologna, Genova, Milano, Napoli, Roma, Taranto, Torino e Verona) lungo tutta la penisola nei panni di chi è alla ricerca di un prestito personale di 15mila euro da rimborsare in 5 anni per spese familiari. Anche se ci siamo presentati con un profilo a basso rischio di insolvenza lavoratore dipendente a tempo indeterminato, in un caso su cinque banche e finanziarie non ci hanno fatto un’offerta. Sono soprattutto le banche (22%) a stringere i cordoni della borsa, soprattutto verso chi non è già cliente e quindi non ha un conto corrente aperto già da qualche mese. Più disposte a correre rischi le finanziarie che, solo nel 13% dei casi, non hanno fatto offerte.

Offerte poco trasparenti e vendite combinate

Chi si è detto disposto a offrire il prestito è stato però poco trasparente sulle condizioni lasciando troppo spesso come informativa precontrattuale solo depliant pubblicitari o preventivi scritti a mano. Infatti, nel 61% dei casi, nonostante l’obbligo di legge, non è stato consegnato il Secci, il modulo europeo che indica in maniera personalizzata condizioni e i costi del prestito rendendole confrontabili con le altre offerte sul mercato. Così è più difficile fare una scelta consapevole. E non finisce qui. Bisogna anche difendersi dalle politiche commerciali degli istituti di credito che danno ai loro consulenti un chiaro mandato: abbinare al finanziamento più prodotti possibili, dalla polizza vita al conto corrente. In barba alla legge che vieta le vendite combinate. Infatti, ai nostri potenziali clienti è stata offerta la polizza vita a copertura del credito venduta dalla banca stessa, facendo capire che fa parte del finanziamento e che senza la sua sottoscrizione il prestito avrebbe più difficoltà a essere approvato. Insomma, non è obbligatoria ma se non la stipuli... È successo nel 53% delle banche e finanziarie visitate.

Quello che conta - suggerisce il consulente - è che così si supera rapidamente l’istruttoria e si ottiene il prestito, poi in cosa consiste e quanto costa la polizza sono informazioni del tutto marginali di certo non ben spiegate. Non è un caso. Il prezzo medio delle polizze offerte nella nostra inchiesta è di 1.000 euro, ma si arriva anche a un premio di 1.450 euro. Salato se si considera che il prestito che stiamo chiedendo ha un capitale di 15mila euro e che così quasi il 10% è assorbito dalla polizza.

Stesso copione, purtroppo, con il conto corrente: chiede di aprirlo il 96% delle banche che fa un’offerta e nel 70% di questi casi è richiesto anche che vi sia accreditato lo stipendio. Così si tiene legato il cliente. Ed è l’unico motivo visto che prestito e rate possono essere gestiti con bonifici e addebiti diretti su un qualsiasi conto corrente già aperto.

Le vendite combinate sono pratiche scorrette che abbiamo denunciato in questi anni alle Autorità, forti delle nostre inchieste sul campo, ma che purtroppo continuano a essere praticate senza problemi come mostra quest’ultima inchiesta. Insomma, è difficile per chi è in cerca di un finanziamento essere correttamente informato ed evitare di sottoscrivere una polizza o di aprire un conto corrente.

Ottenere un prestito online? Difficile quasi sempre

Se invece di andare fisicamente nelle filiali di banche e finanziarie a chiedere il finanziamento provassimo a ottenerlo online attraverso i loro siti? Con lo stesso profilo, 15mila euro di capitale e 5 anni di durata, ci siamo avventurati sui siti delle principali banche (15) e finanziarie italiane (5).

Nei siti delle banche visitate l’informativa precontrattuale e il rilascio del modulo Secci, che indica in maniera personalizzata costi e condizioni del prestito, sono assenti in 13 casi su 15. Infatti, si trovano solo simulazioni e messaggi pubblicitari. L’invito insistente è di andare in agenzia per maggiori informazioni. Anche perché a distanza si fa poco o nulla. Tantomeno si può sottoscrivere il contratto di finanziamento. In sette banche su 15 non è mai possibile, in altre sette solo per i correntisti tramite home banking e in un caso solo anche per chi non è correntista. Insomma, per lo più le banche ti spingono al contatto diretto per poterti persuadere della necessità di polizza e conto per ottenere il finanziamento.

Online con le finanziarie più trasparenza

Molto più facile fare tutto online con le finanziarie: le cinque che abbiamo analizzato permettono di sottoscrivere il contratto di finanziamento a distanza con firma elettronica avanzata anche per chi non è già cliente. Anche sul fronte della trasparenza va meglio rispetto ai siti delle banche. Infatti, i siti analizzati di 3 delle 5 finanziarie considerate hanno un’informativa precontrattuale perfetta. Ed è possibile dal sito, senza indicare alcun dato personale, ottenere un modulo Secci personalizzato per la propria richiesta.

La polizza? C’è una richiesta esplicita sull’eventuale interesse ad avere anche una copertura assicurativa che viene spiegata con fascicoli informativi dettagliati. Non tutte purtroppo sposano la via della trasparenza: in due dei siti dei cinque analizzati, l’informazione precontrattuale è fatta male per cui non si può avere il Secci né un’informativa completa sulle condizioni assicurative. anonima

Ora tocca alle Autorità 

Dalla nostra indagine emerge come sia difficile per chi ha bisogno di un finanziamento avere le informazioni necessarie anche online ed evitare le vendite combinate. Continuiamo a fare da cani da guardia e porteremo anche questa inchiesta all’attenzione delle Autorità (Bankitalia, Ivass e Antitrust). Il caos che regna sull’informativa precontrattuale non può essere ignorato bisogna richiamare gli operatori agli obblighi sulla trasparenza. Solo così i cittadini possono fare scelte consapevoli.

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