Speciali

Reddito di Libertà: 400 euro per le donne vittime di violenza

Fino a 400 euro al mese per le donne vittime di violenza che sono seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali. Finalmente, dopo più di un anno, l’Inps ha emanato la circolare contenente le modalità per richiedere questo contributo. Ecco a chi spetta e come si fa a richiederlo.

25 novembre 2021
mani

Il Decreto Rilancio aveva stanziato 3 milioni di euro per il 2020 per favorire, attraverso l’indipendenza economica, percorsi di autonomia ed emancipazione delle donne vittime di violenza che si trovano in situazione di povertà. Infatti l’emergenza Covid, in molti casi, ha reso ancora più difficile la situazione di diverse donne che subiscono maltrattamenti e che hanno trovato la forza di rivolgersi ai centri antiviolenza.

Finalmente, dopo più di un anno, l’Inps ha emanato la circolare contenente le modalità per richiedere questo contributo. Vediamo come fare.

Reddito di Libertà, chi ne ha diritto?

Il Reddito di Libertà è destinato alle donne vittime di violenza con o senza figli minori che sono seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali per percorsi di fuoriuscita dalla violenza.

Il contributo è destinato alle donne residenti nel territorio italiano che siano cittadine italiane o comunitarie oppure in possesso di regolare permesso di soggiorno se extracomunitarie. Allo stesso modo ne hanno diritto le straniere con lo status di rifugiate politiche o lo status di protezione sussidiaria.

Ammontare del contributo

Il Reddito di Libertà è un contributo di massimo 400 euro mensili che viene erogato in un’unica soluzione per massimo 12 mesi. Le modalità di calcolo dell’importo erogato e la durata del trattamento non sono ancora state chiarite, si presuppone che siano a cura dell’Inps in sede di verifica della situazione personale di chi presenta da domanda.
Di fatto, le domande vengono accolte in base all’ordine di arrivo, non viene prevista alcuna particolare priorità, l’unico vincolo è l’esaurimento dei fondi stanziati che sono stati già ripartiti tra le singole Regioni in base alla proporzione della popolazione femminile sul totale.

Il Reddito di Libertà è finalizzato a sostenere le spese per:

  • assicurare l’autonomia abitativa
  • riacquisire l’autonomia personale
  • il percorso scolastico e formativo dei figli minorenni.

Questo contributo non è tassato ed è compatibile con altri strumenti di sostegno al reddito come il Reddito di cittadinanza, il Rem, la NASpI, la cassa integrazione guadagni, l’assegno al nucleo famigliare.

Come si richiede

La domanda deve esser presentata dall’interessata entro il 31 dicembre 2021 (anche tramite una persona delegata) al Comune di residenza, che dal 24 novembre la può inviare tramite il portale dell’Inps.

Per presentare la domanda occorre compilare il modulo, al cui interno c’è l’attestazione della condizione di bisogno ordinario o la condizione di bisogno straordinaria e urgente rilasciata dal servizio sociale professionale di riferimento territoriale e la dichiarazione che attesta il percorso di emancipazione e autonomia intrapreso che viene rilasciata dal legale rappresentante del centro antiviolenza.

Inoltre, occorre fornire un Iban valido per l’accredito del contributo.

Al termine dell’invio il Comune rilascia una ricevuta di avvenuta presentazione della domanda per il Reddito di Libertà, successivamente l’Inps analizza i dati e, in presenza di tutti i requisiti e di budget disponibile, accoglie la domanda comunicandolo al Comune e all’interessata via cellulare o e-mail che vanno indicati sul modulo di domanda.