PRONTO TASSE

Interventi antisismici

22 aprile 2020
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti

22 aprile 2020
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti

Sono ristrutturazioni edilizie, ma in caso di terremoto o altre calamità possono salvarti la vita: gli interventi antisimici sugli immobili sono detraibili e le condizioni per recuperare una parte della spesa variano in base alla classe antisismica coinvolta. Ecco tutti i dettagli.

Interventi anisismici sugli immobili

Quanto recuperi

È una detrazione, quindi a seconda del tipo di intervento recuperi dal 50% all’85% delle spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per l’adozione di misure antisismiche o per la realizzazione di opere di messa in sicurezza statica, le cui procedure autorizzative sono state attivate dopo il 1° gennaio 2017. Gli immobili devono ricadere nelle zone sismiche 1 e 2 o 3 (limitatamente a quelledi cui all'ordinanza del Presidente del Consiglio n. 3274 del 20/3/2003). Il limite di spesa massimo è di 96.000 euro annuale per immobile. La detrazione viene ripartita in 5 quote annue di pari importo.

A partire dal 1° gennaio 2022 la detrazione sarà del 36% su una spesa massima di 48.000 euro, ripartita in 10 anni.

Il principio base per stabilire l’anno di sostenimento della spesa è quello di cassa, quindi si segue la data del pagamento e non quella di fatturazione dei lavori.

Dove le indichi

Quadro E sezione IIIA righi da E41 a E43.

Condizioni per la detrazione

Per esser agevolabili, le spese devono essere sostenute per immobili adibiti ad abitazione o ad attività produttiva (a prescindere dalla categoria catastale di appartenenza). La ripartizione avviene in 5 anni e il limite di spesa massimo agevolabile è di 96.000 euro all’anno per ogni immobile. Questo significa che la spesa complessivamente agevolabile è di 480.000 euro (96.000 euro per 5 anni) per ogni immobile. Per gli interventi condominiali il limite di 96.000 euro si moltiplica per ogni unità immobiliare costituente l'edificio.

Se l’intervento permette il passaggio ad una classe di rischio inferiore, la detrazione diventa:

  • del 70% per il singolo immobile;
  • del 75% se avviene su parti comuni condominiali;
  • dell'80% se avviene sulle parti comuni condominiali ed è finalizzato anche alla riqualificazione energetica dell'edificio intervenendo sull'involucro dell'edificio con un'incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dello stesso. In questo caso la detrazione spetta per una spesa massima di 136.000 moltiplicato per il numero di unità immobiliari di ogni edificio, ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Se l’intervento permette il passaggio a due classi di rischio inferiori, la detrazione diventa:

  • del 80% per il singolo immobile;
  • del 85% se avviene su parti comuni condominiali;
  • dell'85% se avviene sulle parti comuni condominiali ed è finalizzato anche alla riqualificazione energetica dell'edificio intervenendo sull'involucro dell'edificio con un'incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dello stesso. In questo caso la detrazione spetta per una spesa massima di 136.000 moltiplicato per il numero di unità immobiliari di ogni edificio, ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

A differenza delle detrazioni per la ricostruzione, non è necessario che sia avvenuto in precedenza un evento calamitoso o un terremoto.

La detrazione riguarda sia le opere di messa in sicurezza statica, in particolare su parti strutturali, che per la redazione della documentazione necessaria a provare la sicurezza statica dell’edificio.

I documenti necessari

L’attestazione della riduzione del rischio sismico viene fatta da professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori e collaudo statico, iscritti all’albo di ingegneria o architettura. In particolare, l’attestazione contiene l’asseverazione della classe di rischio dell’edificio prima di effettuare l’intervento e quella conseguibile con la realizzazione dello stesso. Eseguito l’intervento il direttore dei lavori e il collaudatore statico (se nominato per legge) attestano la conformità dei lavori eseguiti a quanto asseverato dal progettista

Acquisto di case antisismiche

Se gli interventi di riduzione del rischio sismico di immobili situati in zona 1, 2 o 3 sono realizzati da imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che successivamente vendono l’immobile entro 18 mesi dal termine dei lavori, le detrazioni spettano all’acquirente. In pratica, se l’immobile viene demolito e ricostruito anche con variazione volumetrica rispetto all'edificio preesistente (se le norme urbanistiche vigenti consentono tale aumento), gli acquirenti possono detrarre il 75% o l’85% del prezzo di ogni unità immobiliare, rispettivamente se l’intervento ha comportato il passaggio a una o due classi di rischio inferiori. Anche queste detrazioni spettano entro un ammontare massimo di spesa di 96.000 euro a immobile per ogni anno.

Cessione del credito al fornitore

Per gli interventi di messa in sicurezza degli edifici nei Comuni ricadenti nelle zone classificate ad alto rischio sismico c'è la possibilità di cedere la detrazione spettante sotto forma di sconto sul prezzo a chi ha realizzato l'intervento. La cessione del credito avviene con le stesse modalità previste per gli interventi di riqualificazione energetica.

Ricostruzione di immobile danneggiato

Quanto recuperi

è una detrazione, quindi recuperi il 50% delle spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2019 per gli interventi di ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi, nei territori in cui è stato dichiarato lo stato di emergenza.  Il limite di spesa massimo è di 96.000 euro a immobile. La detrazione viene ripartita in 10 quote annue di pari importo.

A partire dal 1° gennaio 2020 la detrazione è del 36% su una spesa massima di 48.000 euro.

Il principio base per stabilire l’anno di sostenimento della spesa è quello di cassa, quindi si segue la data del pagamento e non quella di fatturazione dei lavori.

Dove le indichi

Nel quadro E sezione III A e III B nei righi dall’E41 all’E53.

Quali interventi

Queste opere rientrano nella categoria delle ristrutturazioni edilizie e come tali seguono le regole per queste stabilite. In particolare, si tratta di tutte le opere realizzate nei territori in cui è stato dichiarato lo stato di emergenza, che pur rientrando nelle altre categorie, sono finalizzate all’adozione di misure:

  • per la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali;
  • per la redazione della documentazione obbligatoria atta a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio;
  • per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione.


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