Guida all'acquisto

Come scegliere le padelle

02 gennaio 2022
padelle

Per cucinare bene bisogna avere gli strumenti giusti. La padella sbagliata, infatti, può rovinare completamente una ricetta. Ma quale scegliere? Materiale e superficie incidono tantissimo. Consulta il nostro test per trovare quella più adatta ai tuoi piatti.

Senza la padella giusta c'è ben poco da sperare nei miracoli delle ricette: per cuocere i cibi è fondamentale trovare il modello più adatto. E ogni piatto ha il suo. Scopri quale grazie ai nostri consigli e la nostro test.

la padella migliore del test

Materiale e superficie

Il materiale e la superficie incidono sulle proprietà della pentola e quindi sulla riuscita dei piatti che cucini. Ognuno, però, ha pro e contro.

Teflon

È indicato per preparazioni brevi e semplici.

Teflon: pro e contro

Pro

  • non si vedono le macchie
  • è leggero e flessibile (non si crepano le pentole)
  • è facile da pulire

Contro

  • il calore non si disperde in modo omogeneo
  • non è adatto alle temperature elevate
  • potrebbe contenere PFOA (una sostanza chimica considerata molto rischiosa, ma i produttori la stanno abbandonando)
  • perde parte dell’antiaderenza nel tempo
  • è sensibile ai graffi

Pietra

Le pentole in pietra sono indicate per le preparazioni medio brevi (uova, frittate e omelette, pesce, verdure) e non per carni, sughi o preparazioni di pasticceria.

Pietra: pro e contro

Pro

  • mantiene meglio la temperatura
  • sono più facili da usare
  • non contengono PFOA
  • si può cucinare anche senza condimento

Contro

  • ci mettono un po’ di più a riscaldarsi rispetto al teflon
  • si macchiano facilmente e sono delicate

Ceramica

Le pentole in ceramica sono indicate per preparazioni medio brevi, come quelle in pietra.

Ceramica: pro e contro

Pro

  • hanno una buona antiaderenza
  • resistono ai graffi e alle temperature elevate
  • non contengono PFOA

Contro

  • si scaldano lentamente
  • sono pesanti
  • sono soggette al problema delle macchie
  • possono creparsi

Ghisa

Le pentole in ghisa sono adatte per rosolare i cibi e per le cotture lente.

Ghisa: pro e contro

Pro

  • sono resistenti
  • hanno eccellenti qualità di frittura e doratura
  • conducono il calore uniformemente e lo conserva a lungo

Contro

  • si riscaldano lentamente
  • sono pesanti

Acciaio inossidabile

Le pentole in acciaio sono adatte per bolliture con una quantità considerevole di liquido (brodo, sugo), per cuocere pasta, verdure o alimenti acidi (come vino, aceto, limone o pomodoro). Sono adatte a preparazioni medio lunghe, dalle uova fino agli stufati.

Acciaio: pro e contro

Pro

  • è uno dei materiali più duraturi e resistenti alla ruggine, al calore e agli urti
  • non reagiscono agli ingredienti acidi
  • mantengono bene la temperatura
  • sono molto versatile

Contro

  • i cibi che sono a diretto contatto con la pentola rischiano spesso di bruciarsi
  • sono pesanti perché spesso i produttori inseriscono uno strato di alluminio per migliorare la diffusione del calore
  • nel tempo possono perdere la brillantezza
    sono difficili da usare

Alluminio

L'alluminio è adatto per cibi densi (come gli stufati) o piatti delicati a base di latte o farina.

Alluminio: pro e contro

Pro

  • il cibo si attacca difficilmente
  • diffonde uniformemente il calore
  • è molto leggero

Contro

  • si graffiano facilmente
  • resiste poco agli urti

Leggi l'etichetta

Oltre al materiale è anche importante controllare in etichetta alcune informazioni:

simboli etichette padelle 

L'impugnatura e il peso

Importantissima l’impugnatura: se è scomoda si cucina male. Il manico deve essere ergonomico, senza spigoli. Se è di acciaio la padella può passare direttamente dal fornello al forno. Quelle con bordo svasato sono più versatili, ad esempio permette di girare più agevolmente un'omelette. Anche il peso è importante: padelle troppo leggere rischiano di far bruciare i cibi, quelle troppo pesanti invece si scaldano lentamente e possono essere scomode da maneggiare. Provale: manico e peso devono essere adatti a te e al tuo modo di cucinare.

Domande frequenti

Quando sostituire la padella?

La padella antiaderente va buttata quando compaiono i primi graffi sulla superficie, sia perché perde efficacia sia perché lo strato sottostante non è idoneo al contatto con gli alimenti. Una padella andrebbe sostituita mediamente ogni due anni, ma ovviamente dipende dall’utilizzo più o meno frequente e dalla cura.
Per mantenerla in buono stato, bisogna usare attrezzi in legno o silicone invece che di metallo, non si deve passarla sotto l’acqua fredda quando è bollente per evitare shock termici o lasciarla sul fuoco vuota per non farla surriscaldare.

Le padelle antiaderenti sono pericolose?

No, soprattutto quelle più moderne realizzate nel rispetto delle normative vigenti, non sono pericolose per la salute, a patto che vengano utilizzate in modo adeguato. Lo strato antiaderente delle padelle è fatto di materiale idoneo al contatto con i cibi. La potenziale pericolosità dei tegami antiaderenti era legata alla presenza in passato di PFOA, classificato come possibilmente cancerogeno per l’uomo, ma ormai è vietato per legge e anche in passato i nostri test non hanno mai mostrato situazioni di rischio di migrazione di sostanze pericolose se il rivestimento è integro.

Qual è il migliore materiale per le pentole antiaderenti?

Non esiste un materiale migliore in assoluto, ognuno ha dei pro e dei contro ed è importante tenere conto del tipo di preparazioni: per piatti veloci e semplici meglio un antiaderente in teflon; per uova, frittate e omelette scegli una padella in pietra con i bordi svasati; per cucinare verdure e pesce senza condimento sono ottime quelle in ceramica o pietra. Se sei alla ricerca di una padella facile da lavare, leggera, maneggevole e che non si macchi, il teflon è sicuramente la scelta migliore. Se sei un principiante la pietra è la padella antiaderente più facile da usare; se sei attento all’estetica, quelle più belle sono le in pietra chiara o ceramica.

Che cosa succede se lavo in lavastoviglie una padella che non è adatta a questo tipo di lavaggio?

Il lavaggio in lavastoviglie potrebbe far “invecchiare” prima lo strato antiaderente della tua padella, il lavaggio a mano è più delicato sia per le temperature che perché si utilizzano detersivi meno aggressivi, a patto di non usare spugne troppo dure. In alcuni casi poi il materiale del manico o il tipo di fissaggio (vite o rivetto) non sopportano queste condizioni e il rischio è che si rovini o si stacchi il manico rendendo la padella inutilizzabile.