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Biossido di titanio (E171): la Francia annuncia il divieto di commercializzazione dei prodotti che lo contengono

19 aprile 2019
Allarme biossido di titanio (E171): cosa c'è da sapere sull'additivo che fa discutere

19 aprile 2019

Dopo la pubblicazione del nuovo parere dell'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, il Governo francese ha annunciato il divieto di commercializzazione degli alimenti che contengono biossido di titanio (E171) a partire dal 2020. Vediamo cos'è, quali rischi comporta e perché è un additivo che fa discutere.

Il 17 aprile scorso, in un comunicato stampa congiunto, i ministri francesi della Transizione ecologica e solidale e dell’Economia e delle finanze hanno annunciato la decisione, per il principio di precauzione, di vietare sul territorio francese la commercializzazione degli alimenti contenenti biossido di titanio (E171) a partire dal 1° gennaio 2020.

La decisione è scaturita dopo la pubblicazione due giorni prima del nuovo parere, sull’additivo tanto discusso, dell’Anses, l’Agenzia francese per la sicurezza dell’alimentazione, dell’ambiente e del lavoro. Nel suo nuovo parere l’Agenzia ribadisce l’importanza, data l’assenza di dati che consentano una valutazione certa del rischio, di limitare l’esposizione a questa sostanza dei consumatori, dei lavoratori e dell’ambiente, favorendo l’impiego di alternative sicure ed altrettanto efficaci.

Cos'è il biossido di titanio e a cosa serve

Il biossido di titanio è una sostanza di origine minerale che si presenta di colore chiaro e opaco. Viene indicato con la sigla E171 quando usato negli alimenti, ma è presente anche come ingrediente in diversi cosmetici. Come additivo alimentare viene utilizzato nella produzione di caramelle, salse, prodotti a base di pesce e formaggio e molte altre tipologie di alimenti come colorante. Nei prodotti cosmetici, invece, viene utilizzato sia perché è in grado di conferire al prodotto una colorazione bianca sia per le sue proprietà assorbenti (è il caso delle creme per il cambio del pannolino, ciprie e trucchi, deodoranti, dentifrici...). Il biossido di titanio è inoltre utilizzato nelle creme solari, come filtro solare per le sue capacità di riflettere le radiazioni UV: in questi casi riconoscerlo è semplice, in etichetta viene indicato come C.I. 77891 (quando usato come colorante) oppure con il nome di titanium dioxide.

Quando è usato sotto forma di nanomateriale

Come altri ingredienti utilizzati nell'industria cosmetica (ma non solo), anche il biossido di titanio può essere utilizzato sotto forma di nanomateriale (ovvero con particelle di dimensioni comprese tra 1 e 100 nm) con effetto migliorativo dell'efficienza e dell'usabilità dei prodotti. Nei prodotti alimentari, invece, l'impiego del biossido di titanio sotto forma di nanomateriale non è previsto. Ma c'è una precisazione da fare: la materia prima e il suo processo produttivo, infatti, fanno sì che all'interno dell'ingrediente finito ci possa essere una parte della sostanza in forma nano.

I pareri dell'Efsa e dell'Anses sull'additivo E171

L'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha recentemente rivalutato l'additivo E171, affermando che i dati a disposizione per ora non permettono di associare effetti nocivi alla sua ingestione. Ad ogni modo, quello che è emerso è che per questa sostanza sono necessari ulteriori studi sia per stabilire una dose giornaliera accettabile, sia per risalire a potenziali effetti del biossido di titanio sull'apparato riproduttivo. L’Autorità ha, inoltre, sottolineato l’importanza di una completa caratterizzazione di questo additivo per quanto riguarda la presenza di nanoparticelle, al fine di poter effettuare una completa valutazione del rischio.

L’Anses, nel suo parere pubblicato lo scorso 15 aprile ha sostanzialmente confermato la posizione già espressa due anni prima. Secondo l’Agenzia d’oltralpe, infatti, i dati attualmente disponibili non sono sufficienti né a confermare, né a smentire un possibile effetto cancerogeno di questa sostanza. In attesa di nuovi dati tossicologici sull’additivo E171, l’Agenzia rinnova le sue raccomandazioni generali sui nanomateriali, suggerendo di limitare l'esposizione dei lavoratori, dei consumatori e dell'ambiente a queste sostanze e di promuovere alternative sicure ed equivalenti in termini di efficienza.

La nostra posizione 

Proprio perché una sua completa valutazione del rischio non è stata possibile e manca un'indicazione della dose giornaliera accettabile, per noi il biossido di titanio rimane un additivo alimentare sconsigliato, almeno fino a quando non saranno disponibili ulteriori studi che escludano altri potenziali rischi per la salute che possono derivare anche dalla presenza in questo additivo di nanoparticelle. Per lo stesso motivo non possiamo che auspicare un approfondimento della questione anche in riferimento a quei prodotti non alimentari destinati ad essere ingeriti, come i farmaci, o suscettibili di ingestione, come i dentifrici, che possono contenere biossido di titanio che va ad aggiungersi a quello ingerito con gli alimenti.

Infine, il biossido di titanio non è certo l'unico additivo che sconsigliamo o che necessiti di indagini più approfondite: puoi consultare la nostra banca dati per scoprire quali sono quelli più a rischio e dove sono contenuti.