Guida all'acquisto

Come scegliere i detersivi per i piatti

detersivo piatti

Anche se hai la lavastoviglie, c'è sempre qualche piatto, bicchiere o pentola da lavare a mano. E i detersivi non sono tutti uguali, ma soprattutto non puliscono allo stesso modo. Quale scegliere allora?

Il detersivo per lavare a mano i piatti non può mancare in cucina, anche se si possiede una lavastoviglie. Infatti, c’è sempre un piatto che resta nel lavello, un'insalatiera di plastica che non si sgrassa in lavastoviglie o i bicchieri delicati della nonna che richiedono un lavaggio a mano. Ma quale detersivo scegliere? Per trovare il migliore abbiamo testato i prodotti in laboratorio e abbiamo chiesto a 200 consumatori di provarli a casa: scopri qual è il miglior detersivo per piatti.

Flacone

Sugli scaffali del supermercato troviamo tre categorie di detersivi per piatti: concentrati, superconcentrati e i grandi flaconi di detersivo tradizionale. I detersivi concentrati e superconcentrati rispettano di più l’ambiente rispetto a quelli tradizionali perché utilizzano meno plastica, ingombrano di meno nel trasporto e nei magazzini. Un’altra alternativa ecologica ed economica è il detersivo venduto “alla spina” nei distributori di alcuni supermercati o negozi. Il flacone utilizzato è sempre lo stesso: bisogna soltanto ricordarsi di portarlo, ma in questo modo si diminuisce l'inquinamento della plastica. I detersivi con flacone dotato di tappo push and pull, e in particolare quelli in cui il foro di fuoriuscita più piccolo, premettono di dosare al meglio il prodotto da utilizzare evitando di eccedere involontariamente con le quantità, come può invece accadere se il tappo è a vite o a spruzzo.

Dosaggio

Sulla confezione, nella maggior parte dei casi, è riportata l’etichetta con le istruzioni di utilizzo e le indicazioni delle dosi per 5 litri d'acqua. Quando si utilizza il detersivo, infatti, conoscerne il corretto dosaggio è importante soprattutto per non sprecarlo e rispettare l’ambiente. Due flaconi uguali, ma con concentrazioni diverse possono richiedere due dosaggi differenti (più il detersivo è concentrato, meno ne serve).

Ingredienti

Gli ingredienti non sono tutti uguali: alcuni sono più dannosi per l’ambiente rispetto ad altri a causa della scarsa biodegradabilità, della tossicità o della loro inutilità. Oltre ai tensioattivi (necessari per pulire), tra i componenti dei detersivi troviamo anche profumi e coloranti: non hanno nessuna funzione pulente e non migliorano le prestazioni del prodotto, anzi hanno un impatto sull’ambiente molto negativo e possono provocare allergie nelle persone. Non facciamoci attirare dal fatto che alcuni detersivi dichiarino di contenere limone o altri ingredienti naturali: se presenti lo sono in quantità minime e non sono un ingrediente attivo, ma solo un profumo. Anche se alcuni detersivi riportano le scritte “dermatologicamente testato” oppure ”delicato sulla pelle” o ancora che dichiarano di contenere vitamine o glicerina, non danno una garanzia di protezione per le mani: è sempre meglio indossare i guanti.

Fai la differenza

Al di là del prodotto che si acquista è soprattutto il nostro comportamento a fare la differenza: non esageriamo con le quantità di detersivo. La buona riuscita del lavaggio dipende molto dall’azione meccanica di chi lava i piatti, ossia dallo sfregamento e dall'impegno. Non sprecare acqua inutilmente (da un rubinetto aperto ne escono fino a 12 litri in un minuto): se abbiamo pochi piatti laviamoli a mano, preferibilmente in acqua ferma; se invece ne abbiamo molti è più conveniente utilizzare la lavastoviglie a pieno carico. Alcuni accorgimenti pratici ci aiuteranno a ridurre ulteriormente i consumi come, ad esempio, rimuovere i residui di cibo da pentole e stoviglie prima di lavarli o, nel caso di pentole incrostate, lasciandole in ammollo con acqua e detersivo per facilitare la pulizia


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