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Quando accendere il riscaldamento, tutto quello che c'è da sapere

Dal 1° novembre si possono accendere i riscaldamenti a Roma, mentre a Milano il via libera è scattato già dal 15 ottobre. Anche se la nostra casa è dotata di sistema autonomo, sono in vigore regole ben precise per l'avvio del riscaldamento domestico. Dal 1993, infatti, in Italia esistono sei zone climatiche che corrispondono a periodi diversi per accensione e spegnimento degli impianti. Ecco cosa sapere e cosa fare prima di avviarli.

30 ottobre 2018
riscaldamento

Con l'arrivo del maltempo e con il brusco calo delle temperature in tutta Italia, tanti stanno iniziando ad accendere gli impianti di riscaldamento. Ma è il momento giusto? Dipende dal Comune in cui si trova in nostro immobile. Una legge del 1993, infatti, ha suddiviso la Penisola in sei zone climatiche, a cui corrispondono linee guida diverse per regolare l'accensione e lo spegnimento degli impianti di riscaldamento, ecco quali sono.

Zona climatica Area geografica Periodo di accensione Orario consentito
Zona A È la zona più calda che tocca sei comuni tra cui Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle. Dal 1° dicembre al 15 marzo 6 ore al giorno
Zona B Diffusa soprattutto nelle aree costiere di Sardegna, Sicilia e Calabria meridionale. Dal 1° dicembre al 31 marzo 8 ore al giorno
Zona C È un'area che interessa prevalentemente il Sud, insieme alle zone costiere del Lazio meridionale, e include Napoli. Dal 15 novembre al 31 marzo 10 ore al giorno
Zona D Fanno parte di questaa zona le aree interne di tutto il centro Italia, il centro-Nord e le isole maggiori, inclusa Roma. Dal 1° novembre al 15 aprile 12 ore al giorno
Zona E Tocca le aree dell'Appennino, la Pianura Padana, le aree subalpine e include anche Milano. Dal 15 ottobre al 15 aprile 14 ore al giorno
Zona F Interessa le Alpi e alcune zone appenniniche. Non esiste alcuna limitazione

Cosa fare prima di accendere gli impianti

Perché è importante avere sempre impianti in regolaLa manutenzione è un dovere innanzitutto per la nostra sicurezza e per quella degli altri, ma non solo. Un impianto che funziona regolarmente ci assicura consumi ridotti e, quindi, maggiori risparmi. L'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) ha stilato questi nove consigli pratici per ottimizzare i consumi domestici:

1. Attenzione alla manutenzione dell'impianto termico
Si parla di caldaie (a gas, a gasolio, energia elettrica, biomassa etc) ma anche pompe di calore, caminetti e stufe fisse purché la potenza sommata raggiunga i 5 kW per appartamento. Chi fabbrica l’impianto deve indicare la cadenza dei controlli (spesso è consigliato quello annuale). Altra cosa è il controllo dell’efficienza energetica che, a seconda dell’impianto, può essere obbligatorio ogni anno fino a ogni quattro anni (come avviene per le caldaie a gas da 24 kW, molto diffuse).
2. Tieni d’occhio la temperatura della casa
Inutile far andare i termosifoni al massimo: per star bene in casa non ce n’è bisogno. Senza contare che per legge, negli ambienti domestici bisogna stare entro i 20 gradi (+2 di tolleranza) d’estate e non scendere sotto i 26 (-2 di tolleranza) in inverno. Ogni grado in meno d’inverno fa risparmiare dal 5 al 10% sui consumi di combustibile.
3. Usare i cronotermostati intelligenti
Sono ancora in pochi a utilizzare questi dispositivi elettronici, che possono essere gestiti anche da smartphone: consentono di regolare la temperatura e l’accensione dell’impianto anche a distanza. L’ideale per risparmiare energia, accendendo i termosifoni un’ora prima del nostro ritorno a casa.
4. Applicare le valvole termostatiche
Più che un consiglio, questo (insieme ai contabilizzatori) è un obbligo già dal 30 giugno 2017. Le valvole consentono infatti di scegliere se tenere accesi o spenti i singoli termosifoni e di regolare la temperatura.
5. Installare pannelli riflettenti tra la parete e il termosifone
È una soluzione low-cost (per tre radiatori si possono spendere una ventina di euro) ed efficace soprattutto sulle pareti esterne: consentono di trattenere il calore nella stanza, evitando che si disperda all’esterno.
6. Schermare le finestre di notte
Un altro consiglio facilissimo da seguire, valido anche per l’estate (durante le ore diurne): per evitare la dispersione del calore bisogna chiudere le persiane o le tapparelle.
7. Niente ostacoli a ridosso dei termosifoni
Più facile a dirsi che a farsi, soprattutto per chi ha case piccole o è un accumulatore compulsivo di soprammobili: ma schermare il termosifone con oggetti, tende o mobili riduce l’efficienza energetica.
8. Sostituire i vecchi infissi con modelli più isolanti
Per chi ne ha la possibilità, investire nel miglioramento energetico della propria casa è sempre una buona idea. L’isolamento termico delle pareti e la sostituzione delle finestre con degli infissi più isolanti sono due interventi che possono ridurre del 20% i consumi di energia. Nella manovra dell’attuale governo sembra che le agevolazioni fiscali siano prorogate.
9. Rinnovare l’impianto di riscaldamento
Se l’impianto ha una caldaia tradizionale, la si potrebbe sostituire con una caldaia a condensazione che, recuperando il calore dei fumi di combustione fa risparmiare energia. Da pochi giorni (26 settembre 2018) la direttiva Erp permette solo caldaie e scaldabagni a basse emissioni: gli apparecchi a gas di nuova produzione dovranno garantire emissioni di NOx non superiori a 56 mg/kWh. Le emissioni di ossidi di azoto, espresse in diossido di azoto, per le caldaie per il riscaldamento d’ambiente e miste che utilizzano combustibili gassosi, non dovranno oltrepassare la soglia di 56 mg/kWh di combustibile di alimentazione in termini di GCV, mentre per gli apparecchi dello stesso tipo, ma alimentati con combustibili liquidi, il valore da rispettare è 120 mg/kWh. Gli scaldacqua istantanei inoltre devono rispettare - in base al profilo di carico - una determinata efficienza energetica di riscaldamento dell’acqua ancora più severa. L’obbligo riguarderà ovviamente i fabbricanti, mentre i rivenditori e i grossisti che hanno nei propri magazzini apparecchi acquistati prima del 26 settembre 2018 non avranno limiti temporali alla vendita di questi apparecchi. Il rispetto di tutte le prescrizioni regolamentarie è quindi demandato all’esclusiva responsabilità dei fabbricanti, i consumatori non hanno obblighi al momento: possono valutare di montare anche apparecchi pre ERP NOx consapevoli che il prodotto non è della nuova gamma.

Scegli il meglio per riscaldare la tua casa 

Una stufa a pellet può essere una valida alternativa per riscaldare le nostre case. Il funzionamento di questi apparecchi è simile a quello delle classiche stufe a legna, ma inquinano molto meno e possono scaldare un ambiente di 35 mq. Come scegliere i modelli migliori? Nel nostro ultimo test sulle stufe a pellet ne abbiamo messe a confronto 20 per aiutarti a fare la scelta giusta. Se, invece, vuoi riscaldare ambienti di piccole e medie dimensioni o se vuoi integrare il riscaldamento domestico, puoi valutare l'acquisto di un termoventilatore. Abbiamo portato in laboratorio 18 dispositivi per valutarne le performance: fai login o registrati sul sito e scopri i risultati completi del test sui termoventilatori.

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