News

Riscaldamenti: si parte più tardi e con un grado in meno. Con le nuove regole si risparmia fino a 135 euro in bolletta

Caloriferi accesi più tardi, per meno giorni e per 1 ora in meno al giorno. Ma anche riduzione di 1 grado del riscaldamento in casa e nei luoghi pubblici. E poi via libera a comportamenti virtuosi per risparmiare energia in casa. Questo l'inverno che ci attende secondo il nuovo Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas. Ma a fronte del cambio di qualche (cattiva) abitudine, ci saranno benefici in bolletta fino a 135 euro a famiglia. Ecco perché.

  • di
  • Luca Cartapatti
07 settembre 2022
  • di
  • Luca Cartapatti
Riscaldamento nuove regole

Ormai è certo: ci aspetta un autunno e un inverno con qualche limitazione sul fronte del riscaldamento. Il Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale, illustrato dal ministro Cingolani nei giorni scorsi, dovrebbe essere convertito in legge entro la fine di settembre con un apposito decreto del MiTE (il ministero della Transizione ecologica), ma contiene già tutti gli elementi che regoleranno l'accensione e lo spegnimento degli impianti di riscaldamento pubblici e privati, con le relative date divise per zone.

Il provvedimento contiene anche l'indicazione di alcuni comportamenti virtuosi rivolti ai cittadini che saranno oggetto di una campagna informativa da parte del ministero. Si tratta di comportamenti di buon senso che possono portare a risparmi importanti anche in bolletta, come abbiamo anche noi calcolato in questo articolo. Ma vediamo nel dettaglio che inverno ci aspetta, quando si potranno accendere i termosifoni e quale temperatura bisognerà tenere in casa, nei negozi e negli edifici pubblici.

Caloriferi accesi per 15 giorni in meno

Iniziamo col dire che i riscaldamenti rimarranno accesi 15 giorni in meno rispetto agli anni passati. In base alle date stabilite per accensione e spegnimento (che variano come vedremo in base alle zone climatiche), l'accensione sarà posticipata di 8 giorni e lo spegnimento sarà anticipato di 7. Inoltre, ci sarà una stretta anche per quanto riguarda il numero di ore giornaliere in cui sarà possibile tenere acceso il riscaldamento: in pratica un'ora in meno rispetto agli anni passati.

Accensione dei riscaldamenti: partenza ritardata

La normativa che regola orari, durata, zone climatiche e gradi di accensione dei riscaldamenti sul territorio nazionale è il DPR n.74 del 2013. Il decreto in questione stabilisce già, come abbiamo accennato, una diversa regolamentazione in base alla suddivisione del territorio italiano in 6 zone climatiche (dalla A, la più calda, alla F la più fredda). Ogni zona ha quindi differenti date di accensione e spegnimento, orari e durata del periodo di esercizio. Il nuovo piano di Cingolani va a modificare proprio questi parametri, in ottica di risparmiare energia a livello nazionale. Di seguito riportiamo che cosa prevede il nuovo decreto zona per zona.

  • Zona A: rimarranno accesi dall'8 dicembre al 7 marzo per 5 ore al giorno;
  • Zona B: rimarranno accesi dall'8 dicembre al 23 marzo per 7 ore al giorno;
  • Zona C: rimarranno accesi dal 22 novembre al 23 marzo per 9 ore al giorno;
  • Zona D: rimarranno accesi dal 8 novembre al 7 aprile per 11 ore al giorno;
  • Zona E: rimarranno accesi dal 22 ottobre al 7 aprile per 13 ore al giorno;
  • Zona F: non è prevista alcuna limitazione.

Per fare qualche esempio, nella zona A troviamo località come Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle; nella zona B quasi tutti i capoluoghi siciliani, ma anche Reggio Calabria e Crotone; nella zona C ci sono città come Bari, Brindisi, Cagliari, Sassari, Napoli, Benevento e Taranto, ma anche Imperia e Latina; a zona D è quella di molte città del centro tra cui Roma, Firenze, Pescara, Ancona, ma anche Genova, Foggia e Verona; nella zona E ci sono le gradi città del nord come Milano, Torino, Bologna, Aosta, Bolzano, Trento, Trieste e Venezia, ma anche località in quota come Potenza, Enna e L'Aquila; infine nella zona F (la più fredda e per questo senza limitazioni) ci sono Belluno e Cuneo.

Un grado in meno in casa

L'altra grande novità del Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale riguarda la temperatura massima che bisogna tenere nelle abitazioni, nei negozi e negli edifici pubblici. Il piano prevede la riduzione di 1 grado rispetto a quanto previsto dal decreto legge al momento in vigore (DPR n.74/2013). In particolare le nuove diposizioni prevedono:

  • 17°C (con una tolleranza di + o - 2°C) per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili;
  • 19°C (con una tolleranza di + o - 2°C) per tutti gli altri edifici.

Questi limiti di temperatura (così come quello delle date di accensione e della durata giornaliera) non interessano edifici come ospedali e case di riposo, ma riguarda tutti gli altri edifici, pubblici e privati, così come i negozi e gli uffici. Anche le abitazioni sono ovviamente tenute a seguire le indicazioni, tanto quelle con riscaldamento centralizzato quanto quelle con riscaldamento autonomo. Per queste ultime, tuttavia, si parla più che altro di una forte raccomandazione, in quanto l'attività di controllo risulterebbe difficoltosa; per i condomini dotati di riscaldamento centralizzato, invece, sarà l'amministratore a dover far rispettare le direttive ministeriali, e i controlli verranno fatti a campione proprio contattando gli amministratori di condominio. 

Un grado in meno? Fa bene al portafoglio

Al di là dei controlli e delle sanzioni (al momento non comunicate), l'abbassamento di un grado anche nelle abitazioni dovrebbe diventare una buona abitudine perché consente di risparmiare anche in bolletta senza particolari rinunce o disagi. Riscaldare casa oltre i 20 °C nella zona giorno e oltre i 16-18 °C nella zona notte non è affatto necessario. Temperature più alte, oltre a non fare bene alla salute, rappresentano uno spreco di denaro: basta infatti ridurre di un grado la temperatura per risparmiare circa l’8% della spesa sul riscaldamento in bolletta. Se consideriamo un consumo di circa 1.100 metri cubi di gas annuo per il riscaldamento, si tratta in media di 88 metri cubi di gas, che equivalgono a un risparmio di 90 euro all’anno per ogni grado in meno in casa. In totale si risparmierebbero 1,8 miliardi di metri cubi se tutti abbassassero di un grado la temperatura.

Se all'abbassamento di un grado si tiene conto anche dell'ora di riscaldamento in meno e della riduzione dei giorni in cui è possibile tenerlo acceso, si stima per ogni famiglia un risparmio di 133 metri cubi, pari a circa 135 euro in bolletta. Sul piano nazionale parliamo di un risparmio di 550 milioni di metri cubi di gas per l’ora in meno e ulteriori 350 milioni per i giorni in meno sul calendario termico, che sommati a quelli risparmiati per la riduzione di un grado, si risparmierebbero un totale di 2,7 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Comportamenti virtuosi: convengono

Come abbiamo accennato, nel Piano presentato da Cingolani, viene anche fatto un elenco dei comportamenti virtuosi che i cittadini dovrebbero tenere per aiutare il Paese a risparmiare gas. Ma va da sé che si tratta di comportamenti che abbiamo anche noi più volte analizzato e consigliato di tenere perché consentono in primo luogo di risparmiare in bolletta e in secondo luogo di contribuire a risparmiare gas a livello nazionale.

Nel testo del piano Cingolani si legge ad esempio che tra i comportamenti da promuovere, ci sono "quelli della riduzione della temperatura e della durata delle docce, l’utilizzo anche per il riscaldamento invernale delle pompe di calore elettriche usate per il condizionamento estivo, l’abbassamento del fuoco dopo l’ebollizione e la riduzione del tempo di accensione del forno, l’utilizzo di lavastoviglie e lavatrice a pieno carico... lo spegnimento o l’inserimento della funzione a basso consumo del frigorifero quando in vacanza, non lasciare in stand by TV, decoder, DVD, la riduzione delle ore di accensione delle lampadine".

Buone abitudini, bollette più leggere: facciamo i calcoli 

Per fare qualche esempio, anche secondo i nostri calcoli, evitare di aprire la doccia con troppo anticipo e ridurne la durata complessiva di uno o due minuti può far risparmiare il 10-15% dei consumi (dai 45 ai 60 euro in bolletta per una famiglia di 4 persone). Ottimizzando l'uso di elettrodomestici come lavatrice, lavastoviglie e asciugatrice si possono risparmiare dai 12 ai 26 euro in bolletta per ogni elettrodomestico. A libello nazionale, poi, cuocere a fuoco spento potrebbe far risparmiare 62 milioni di metri cubi di gas senza rinunciare al piatto che non può mancare sulla tavola degli italiani, mentre non lasciare i dispositivi elettronici in standby porterebbe un risparmio di 3,45 miliardi di kWh all'anno se tutti ci sforzassimo di farlo.

Insomma, l'Italia potrebbe pensare a un futuro più roseo sul piano dell'approvvigionamento energetico: cambiando semplicemente 8 cattive abitudini con comportamenti virtuosi, si potrebbe evitare di importare dall'estero quasi l'8% in meno del gas che ci serve, senza troppi sforzi o rinunce.