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Telefonia mobile: qualità della rete o correttezza? Una scelta difficile

Le compagnie con la rete migliore sono quelle meno corrette con i clienti. Lo rivela la nostra duplice inchiesta. L’utente è così costretto a una scelta netta. Che non è mai indolore.

  • di
  • Matteo Metta
19 marzo 2020
  • di
  • Matteo Metta
inchiesta telefonia mobile

Qualunque cosa si scelga, si rimarrà (parzialmente) delusi. Non esiste sul mercato una compagnia telefonica capace di mettere insieme due aspetti molto apprezzati dagli utenti: rete superveloce e comportamento trasparente e affidabile da parte del proprio operatore. Questo pone tutti noi di fronte a un bivio: meglio scegliere un gestore telefonico corretto che non ha in serbo cattive sorprese oppure uno che ci garantisce la rete migliore? A livello nazionale Vodafone si conferma imbattibile sulla qualità della connessione mobile ma è penultima nella classifica relativa alla correttezza e trasparenza della sua rete di vendita. Tim acciuffa la medaglia d’argento sulla qualità della rete, ma è maglia nera per i comportamenti scorretti nei negozi. Al contrario, in una lista di undici operatori, Poste Mobile e Tiscali sono le più corrette con i clienti, ma non brillano per la qualità della rete. La dicotomia emersa dalla nostra inchiesta è evidente. I leader di mercato tendono ad essere meno virtuosi, mentre sul versante opposto troviamo gli operatori virtuali, che cercando di attirare nuovi clienti puntando proprio sulla trasparenza dei comportamenti.

La qualità della rete

La prima parte dell’inchiesta si concentra sulla qualità della connessione mobile. Le valutazioni sono state fatte per mezzo di CheBanda, l'app gratuita di Altroconsumo, disponibile sia per Android sia per iOS. I 120mila test effettuati dagli utenti di CheBanda hanno consentito l’elaborazione di una classifica nazionale per i maggiori operatori telefonici, quelli in possesso di una propria infrastruttura di rete. Al primo posto troviamo Vodafone, seguita da Tim, Wind-Tre e Iliad. Poiché tra gli utenti non abbiamo raccolto un numero sufficiente di test sugli operatori virtuali, abbiamo provveduto noi a fare ulteriori misurazioni nelle sei città dell’inchiesta, includendo anche questi operatori. Grazie a questi ulteriori 7.440 nostri test è stato possibile elaborare una seconda classifica, comprendente quindici operatori telefonici. Le differenze sulla qualità di connessione hanno fatto emergere il problema della cosiddetta “strozzatura”, la limitazione di banda che caratterizza gli operatori virtuali rispetto alle compagnie che forniscono loro la rete. Si tratta di un limite alla velocità di trasmissione per il traffico dati che influisce sulla qualità della connessione. Inoltre, il nostro campione evidenzia differenze di prestazioni tra i vari gestori virtuali che si appoggiano alla stessa rete, talvolta notevoli come tra 1Mobile e Lycamobile (entrambi su rete Vodafone).

L’inchiesta nei negozi

Un'altra parte dell'inchiesta è stata realizzata visitando 180 punti vendita (store ufficiali e rivenditori) di undici compagnie telefoniche, sia quelle titolari di una propria infrastruttura di rete (Vodafone, Tim, WindTre e Iliad) sia quelle virtuali, cioè che si appoggiano alla rete altrui (Tiscali, CoopVoce, Ho., Kena Mobile…). Sei le città incluse nell’indagine: Milano, Torino, Padova, Roma, Napoli e Palermo. Nel 26% dei casi gli addetti alle vendite non hanno esplicitato neppure il nome dell'offerta, cosa importantissima da sapere, per poi fare confronti con calma a casa. Per quanto riguarda i costi di attivazione, composti il più delle volte da tre voci (costo d'entrata, costo della sim e prima ricarica), ben il 60% dei negozi non riesce a quantificarli correttamente. La rete di vendita è particolarmente impreparata anche sui costi extra-soglia: il 60% del campione li ignora o li sbagliaStesso discorso per le penali che sono ancora un punto interrogativo per molti venditori, in special modo quelli di Wind e Vodafone (oltre il 50% di risposte errate). Diffusa è poi la cattiva abitudine di non consegnare materiale stampato (su cui sono riportati condizioni, costi, penali e altro) al cliente che chiede informazioni: viene sempre prediletta la forma orale. In fase di attivazione, in sei casi su dieci viene fatto firmare un modulo prestampato con il consenso al trattamento dei dati personali che non prevede alcuna possibilità di escludere certe finalità. Altra nota particolarmente critica è la mancata consegna della copia del contratto firmato, cosa che purtroppo è avvenuta il 50% delle volte.

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 4 Risposte

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RITA COLELLA
19/03/2020

Per quanto riguarda la telefonia mobile io ho Fastweb ma anche loro tendono sempre ad aumentare le tariffe offrendo prestazioni sempre maggiori. In realtà io non faccio un uso smodato dello smartphone anzi spesso sono molto al di sotto dei limiti offerti in quanto uso più frequentemente il PC fisso quindi alla fine non ho una tariffa particolarmente conveniente

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VINCENZO DE CICCO
23/03/2020

Mah!

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EROS PROSERPIO
24/03/2020

Dopo aver cambiato diversi gestori telefonici che fornivano un buon servizio ma trovavano tutti i modi per farci pagare di piu' la mia scelta e' stata quella di avere un gestori telefonici che ad oggi si sono comportati seriamente e correttamente non facendo accordi fra loro per spillarci soldi.

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EMILIO GHERARDI
27/03/2020

Come rete fissa in 2 abitazioni diverse ho fastweb e per il momento mi trovo benissimo e la tariffa contrattuale è sempre stata rispettata (cosa non fatta dal precedente operatore Tim).
Per i cellulari in uno ho "ho" e nell'altro Illiad e mi trovo molto bene.