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Mancata autorizzazione metodo di pagamento centro di fatturazione P1064687515
Dall'estate del 2017 mi arrivano fatture in quanto la mia carta di credito era scaduta. Tutte le fatture sono state regolarmente pagate. Nel frattempo cercavo in tutti i modi di aggiornare la carta di credito per l'addebito nei seguenti modi:- presso un centro Wind- Online nell'area personale con My Wind- chiamando il servizio clienti al 155In nessuno di questi casi sono riuscito nell'aggiornare il metodo di pagamento, mi hanno sempre deviato su altre soluzioni fino a quando non sapevo più che fare.Ho solamente ricevuto una risposta dal servizio clienti riferendomi che non avendo proceduto al pagamento l'offerta si ritiene chiusa e devo pagare il telefono per intero rinunciando allo sconto iniziale.Non mi sembra giusto, anche perchè le fatture sono arrivate sempre in ritardo e comunque pagate, ho cercato di risolvere il problema senza riuscirci seguendo quanto mi è stato riferito.
Pagamenti non dovuti
• ho inviato in data 01/03/2016 raccomandata per disdetta della linea (il provider dovrebbe avere 30 giorni per legge per procedere) ho spedito loro il router • ho ricevuto la fattura 7308029425 che avrei dovuto pagare per metà (il mese di aprile non era di mia competenza visti i loro 30 giorni di tempo) e che ho pagato interamente• ho ricevuta la fattura 7311543489 che non ho pagato dal momento che ho chiamato Amex e ho scollegato l’utenza dalla cartao ho scritto a Wind un post su Facebook, mi hanno invitato a contattarli in privato, ho scritto messaggio e sono stato ricontattato dopo qualche giorno: l’operatrice mi ha detto che vedeva la pratica in disattivazione ma ancora il processo non era completato, mi ha chiesto IBAN su cui avrebbero provveduto a rimborsarmi quanto pagato in più e che mi avrebbero mandato poi fattura per costi di disattivazioneo non è mai arrivato alcun rimborso• ho ricevuto la fattura 7315015010 che non ho pagato (conteneva solo e ancora costi di linea, nulla per disattivazione)• ho ricevuto la fattura 7318453206 che non ho ovviamente pagato, dove:o mi si imputano 68,35 € come costi di disattivazione abbonamentoo ancora costi per utilizzo servizi per 7 mesi oltre la data in cui avrebbero dovuto disattivare la linea o addirittura interessi passivi per i mancati pagamenti• ho ricevuto telefonata, credo giugno ’17, proveniente da un paese dell’est dove una operatrice in italiano stentato mi intimava di pagare i miei arretrati a Wind. Ho provato a spiegare la questione e mi è stato risposto che lei mi stava dicendo “la vera verità” e la mia pratica si sarebbe presto trovata sul tavolo di un avvocato• in data 10/11/2017 ho ricevuto telefonata da Studio Legale Barbaro con oggetto mancati pagamenti nei confronti di Wind. Ho spiegato la situazione e mi è stato detto che avrei ricevuto un sms contenente indirizzo email dello studio al quale inoltrare la mia versione dei fatti. Non ho ricevuto nulla.
errato addebito
Il 5 nov ricevo sms da Wind che mi informa che dal 9/11/17 usufruirò dell'offerta All Inclusive Big a 25,21 euro al mese. Per non aderire devo inviare sms con scritto ALL NO al n.4033 entro tale data. Il giorno 7 invio sms ALL NO. Ricevo subito risposta All inclusive Unlimited sarà disattivata al termine dell'ultimo periodo di rinnovo, come richiesto. Il giorno 9 ricevo da Wind sms con qs testo: Ti abbiamo addebitato 4,53 euro a fronte di 25,21 previsti per il costo mensile di All Inclusive Big. etc..Mi reco al negozio Wind per chiarire e mi dicono che non possono fare nulla, che devo pagare gli altri 20 euro e poi cambiare offerta. Non sono d'accordo, l'errore è di Wind.Mi sono già stati addebitati in passato erroneamente dei soldi sull'altro mio telefono, sempre da Wind, e ad un certo punto , viste tutte le difficoltà ho lasciato perdere. Ma ora basta .
Mancato passaggio adsl/fibra
Poco più di un mese fa, dopo essere stato contattato per la centesima volta da uno dei loro call center dai quali mi si chiedeva se volevo passare dalla adsl alla fibra, ho deciso di accettare dopo aver chiesto parecchie informazioni.Per la centesima volta prima di avviare la registrazione vocale dell’accettazione del contratto, l’operatrice mi ha chiesto il numero di telefono e l’indirizzo, confermando (per la centesima volta) il raggiungimento della fibra fino al mio numero civico.Ho quindi eseguito la registrazione del passaggio da adsl 20 mega a fibra 100 mega tutto incluso ad € 29,50 mensili per sempre più € 3,90 mensili per il modem (48 rate).Terminata la registrazione ho chiesto all’operatrice i tempi di consegna del modem e mi è stato detto che sarebbero stati al massimo di 24/48 ore e, considerato che era sabato, al massimo l’avrei ricevuto il martedì successivo.Il modem è arrivato dopo 15 gg. e dopo ripetute telefonate al 159 ed al 155 dopo un rimpallo di responsabilità tra corriere e stessa Wind sulle modalità di consegna.Oltretutto adesso il call center memorizza il numero fisso che si digita su richiesta della voce automatica ed automaticamente, sicuramente per non fornire spiegazioni sui continui disservizi, la stessa voce automatica ti dice che tutti gli operatori sono momentaneamente occupati e che bisognerà richiamare.Arrivato finalmente il modem (scusa ufficiale “abbiamo avuto problemi con il nuovo corriere”) ho provveduto a sostituirlo con il mio adsl cambiando le impostazione e perdendoci tempo.Ho atteso qualche giorno dopodichè, constatando che il passaggio a fibra non avveniva, sono ricaduto nel girone infernale delle chiamate al call center che continuava a ripetere, più o meno, “il modem fibra è stato consegnato ed il passaggio avverrà a breve”.Sono solo riuscito a “chattare” con una operatrice tramite mywind via internet ed anche lì mi è stato detto che il passaggio sarebbe avvenuto a breve.Il giorno 2 novembre, non avendo ricevuto alcuna notizia, sono riuscito miracolosamente a contattare un operatore chiedendo come mai fosse passato un mese dal contratto e la fibra ancora non arrivava e mi è stato detto candidamente che la fibra a casa mia non è mai arrivata. Comunque è stata aperta una segnalazione (arrivato subito sms di conferma ) e che nell’arco di 48 ore mi avrebbe chiamato un tecnico.Del tecnico, naturalmente, neanche l'ombra così l’8 novembre ho ricontattato il call center chiedendo per l’ennesima volta spiegazioni su questo ritardo e la risposta è stata “ la sua pratica risulta ko in quanto la fibra Infostrada non raggiunge la sua abitazione”.Alle mie comprensibili rimostranze mi è stato risposto che il loro sistema dà sempre come raggiungimento della fibra il mio numero civico quando si fa un’interrogazione, ma in realtà non arriva un bel niente.Ciliegina sulla torta, avrei dovuto restituire il modem ad un punto Wind.Ho solo avuto l’educazione di dire all’operatore che intanto avrei immediatamente cambiato gestore e che il modem se lo rivolevano avrebbero dovuto mandarlo a prendere presso la mia abitazione quando mi era possibile essere presente.
Indennizzo - Risarcimento Danni
In data 9 giugno 2017 dopo passaggio da contratto Wind-ADSL a Wind-Fibra, sia la linea telefonica fissa che quella internet hanno smesso di fuzionare arrecando gravi disagi alla mia attività economica, essendo la linea attiva in un negozio che lavora principalmente con internet.Con tanto di appuntamento “mancato” il 13 giugno 2017 da parte di un tecnico la linea non veniva ripristinata perchè il tecnico non si è presentato a tale appuntamento. Chiuso lo studio il 14 giugno 2017 e ritornato il 22 giugno 2017 a regolare attività scopro che il problema non è stato risolto e sollecito nuovamente “via telefonica” il ripristino della linea. Il 25-26 giugno non ricordo esattamente, finalmente un tecnico Telecom risolve il problema della linea Internet e la linea dati viene ripristinata. Tuttavia manca ancora la telefonia fissa con la quale i miei clienti non riescono ancora a contattarmi. Dopo numerose telefonate al comparto tecnico Wind l’11 agosto 2017 trovo una gentilissima operatrice, che dopo un ora di tentativi e di prove tecniche al suo terminale, riesce a risolvere il problema della telefonia fissa. Dopo due mesi di disservizio tutto torna a funzionare. Ho sollecitato il ripristino della linea via pec il giorno 13 giu 2017 e il giorno 18 luglio 2017, infine in data 11 agosto 2017 ho chiesto il rimborso del corrispondente, a periodo di mancato uso in fattura numero W1713160808, senza chiedere alcun indennizzo e avvisando che in caso di mancata comunicazione da parte dell'azienda entro un mese dalla pec, avrei proceduto alla richiesta di risarcimento danni oltre che a quella di indennizzo fattura. Ora vado a chiedere il rimborso totale del periodo di disservizio e sia un indennizzo per i danni arrecati da tale disservizio. Alessandro Bidoli
Addebito euro 35 per Costo per attività di migrazione servizio verso altro operatore
Il recesso non può comportare per legge dei costi, comunque denominati e neanche indiretti. Lo ha stabilito il Tribunale di Taranto con la sentenza n. 2707 del 28 settembre 2016, sulla base di quanto contenuto nell’art. 1, co. III della legge n. 40/2007, che convertiva il decreto legge n. 7-2007 (c.d. decreto Bersani): “I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia… devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto e di trasferire le utenze presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati e senza spese non giustificate dai costi dell’operatore …”Quest’ultima’espressione usata dal legislatore è stata l’oggetto del dibattito affrontato dal Tribunale di Taranto: “e senza spese non giustificate dai costi dell’operatore…”.Il “senza spese” non può essere interpretato nel senso di privare di contenuto precettivo la prima parte, con l’utilizzo dell’escamotage contenuto nella seconda parte: “non giustificate dai costi dell’operatore”. In tal modo si rischierebbe di addebitare spese illegittime.Nel caso di specie, inizialmente la domanda era stata proposta dal sig. M. con citazione regolarmente notificata al Giudice di Pace di Taranto contro la Wind Telecomunicazioni S.p.A., a causa delle spese addebitate illegittimamente nell’ultima fattura: oltre al regolare canone, figuravano euro 35.00 per attività di migrazione verso altro operatore ed euro 33,06 + I.V.A. per contributo vendita apparato.L’attore sosteneva di non dover pagare la prima somma sulla base di quanto stabilito dall’articolo 1 del decreto Bersani poc’anzi richiamato. Riguardo alla seconda somma contestata, dichiarava invece che nel contratto non era stato previsto a carico dell’utente alcun obbligo di acquisto dell’apparecchio telefonico, che gli era per questo motivo stato dato in comodato gratuito.Il sig. M decide comunque di pagare la fattura per non incorrere in morosità e di avanzare un reclamo per le somme contestate, verso il quale la Wind non ha dato alcuna risposta. In merito a quest’ultima richiesta, l’attore ricorda quanto contenuto nell’art. 11 della delibera n. 73-11- Cons. “Per ogni giorno di ritardo nella risposta l’operatore è tenuto a pagare 1,00 euro fino ad un massimo di trecento euro rimaste senza esito le richieste di chiarimenti, opinava la difesa istante, aveva così maturato a tale titolo un credito di euro 300,00.” Quindi, chiede la condanna al pagamento della somma di euro 75,00 per i due costi della fattura ritenuti non dovuti, euro 300,00 per l’indennizzo sopra descritto ed euro 200,00 a titolo di risarcimento di danni.La Wind si difende richiamando proprio l’articolo del decreto Bersani addotto dall’attore a sostegno della sua tesi. La somma di euro 35,00 sarebbe stata addebitata al cliente per l’avvenuto passaggio dell’utente ad altro operatore, giustificata quindi nella disattivazione della linea telefonica e di conseguenza nella sua riattivazione in favore del nuovo operatore. In risposta alla contestazione della prima somma la convenuta ricorda che tale costo, peraltro ridotto rispetto a quanto accadeva un tempo, era stato pure approvato dall’AGCOM (successivamente contestata dal tribunale di Taranto.)Aggiunge che il contributo per la vendita dell’apparato in caso di disattivazione anticipata era regolato dall’art. 6.3 condizioni generali di vendita, che ne giustificava sul piano causale il contributo vendita. Contesta quindi la fondatezza della domanda risarcitoria.Il Giudice di Pace con la sentenza impugnata accoglie la domanda principale condannando la Wind a pagare la somma di euro 75,00 e di euro 300,00 a titolo di indennizzo rigetta, infine, la domanda risarcitoria. Con l’appello la Wind chiede la integrale riforma della sentenza, mentre l’appellato ne chiede la conferma.Il Tribunale di Taranto conferma in toto la sentenza appellata sulla base di quanto segue.Le disposizioni introdotte dal decreto Bersani, altro non sono, che una conferma della interpretazione sulla gratuità del recesso. “Come reso palese dalla lettera della norma ma soprattutto dall’intenzione del legislatore il recesso in parola non deve comportare un costo (vedi art. 12, I co., delle Preleggi: “Nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse e dalla intenzione del legislatore”).L’intento del legislatore evidentemente è quello di favorire la concorrenza piena nel mercato della telefonia eliminando i costi correlati al recesso operato dall’utente – parte debole del rapporto.Il costo di disattivazione o a maggior ragione quello di migrazione, posto che in quest’ultimo caso si ha un passaggio dell’utente ad altro operatore, di per sé non può giustificarsi, alla luce del precetto normativo sopra evocato, perché si finirebbe per rendere oneroso il recesso, che invece la legge ha voluto gatuito.Solo i costi diversi e quindi quelli non strettamente correlati al recesso - ed all’operazione conseguente della disattivazione - potrebbero essere sopportati dall’utente.”Quanto anzidetto, viene supportato dal Tribunale di Taranto con il riferimento alla disciplina preesistente al decreto Bersani, che già si indirizzava chiaramente verso una ma maggior tutela del contraente debole, ovvero gli art. 1341 e 1342 c.c., e la previsione di nullità c.d. di protezione, ex art. 33 della legge 203 del 2005 (codice del consumo).L’art. 1, co. III della legge n. 40/2007, ha quindi voluto introdurre una ulteriore norma di favore per l’utente nel senso della necessaria gratuità del recesso.
Blocco anagrafica: codice CVP
Da un anno e mezzo sto provando ad aderire ad un'offerta con tablet incluso. Purtroppo, nonostante sia cliente da oltre un decennio e mi vengano attivate nuove sim e promo senza alcun problema, non c'è verso di completare la procedura di acquisto a seguito di un blocco dell'anagrafica. Ho fatto diversi reclami, di cui l'ultimo a mezzo pec, ma nessun operatore è in grado di spiegare realmente perché ciò avvenga e come si possa risolvere. Anzi, proprio 5 minuti fà, un'operatrice mi invitava a non presentare più reclami, poiché non c'è soluzione. Secondo lei è un blocco a seguito di una sorta di controllo effettuato in Inghilterra. Mi ha confermato che non ho alcun insoluto e lo scorso anno ho fatto persino il controllo delle eventuali pendenze sul mio codice fiscale, presso l'agenzia delle entrate, con esito ovviamente positivo. È possibile che non si può venire a capo di questa situazione? Eppure ultimamente ho persino usufruito di 2 prestiti, con altrettante finanziarie, con esito positivo. Tutto già estinto. Tanto è vero che ricevo continuamente richieste dalle stesse, al fine di fare altri finanziamenti.
Addebito 2 telefonate dall'estero mai fatte/ricevute tot. 20€
Buongiorno, il giorno 07/08 mi venivano addebitati € 12.20 per una chiamata effettuata da Cuba vs Italia sul mio stesso numero, cosa logicamente e praticamente non possibile, lo stesso giorno mi venivano addebitati € 8.18 per chiamate ricevute in Italia, anch'esse mai ricevute. Dichiaro in assoluta fede che il giorno 07/08 non vi è stato alcun traffico in uscita ne in entrata sulla mia utenza. Oltre al danno economico subentra il danno di lasciare un consumatore all'estero senza credito.Lo stesso dettaglio traffico del mio smartphone, del quale conservo uno screenshot, evidenzia che il giorno 07/08/2017 non vi sono chiamate ne in uscita ne in entrata.
Riattivazione linea telefonica
Sono a presentare questo reclamo per la disattivazione del mio numero telefonico in seguito al mancato pagamento di 3 fatture - febbraio, aprile e giugno - che io non ho MAI ricevuto.Sono venuta a conoscenza che non risultavano pagate le fatture perché, a luglio,mi sono accorta che non potevo effettuare chiamate ho quindi contattato il numero dell' assistenza che mi ha informato del problema. Ho fatto presente che io non avevo ricevuto le fatture in questione e ho richiesto che mi fossero reinviate per sapere e vedere cosa dovevo pagare. Mi è stato risposto che le fatture non potevano essere rispedite, e mi è stata solamente detta la cifra che avrei dovuto pagare,e che per avere le fatture e potere vedere il dettaglio dei costi e cosa stavo pagando, avrei dovuto rivolgermi ad un centro Wind.Mi sono quindi recata presso il centro Wind di via Monte Grappa a Sesto San Giovanni e mi sono sentita rispondere dalla titolare che lei non mi poteva ristampare le fatture.Ritelefonando al 155 per capire come regolarizzare la mia posizione, ho finalmente parlato con un operatore che mi ha dato delle informazioni in più, dicendomi che effettivamente non era possibile RISPEDIRE le fatture, ma che avrebbe potuto INVIARMELE tramite EMAIL, e così è stato fatto.Ricevuto le fatture ho provveduto a effettuare il pagamento.Quando ho richiamato il 155 per sapere quando mi sarebbe stata riattivata la linea, ho scoperto che la linea era stata disattivata e che quindi il mio numero telefonico, che ho da 49 anni, non esiste più. Ho fatto presente all' operatore che il mancato pagamento non era dovuto ad una mia mancanza, ma ad un disservizio della Wind che non mi aveva mandato le fatture, l' operatore ha risposto che putroppo sono già a conoscenza del problema e che si sta verificando da circa un anno su tutta Italia. Mi ha inoltre informato che è stata emessa un' altra fattura in data 09 agosto , ma anche questa volta non ho ancora ricevuto niente
il blocco dei numeri sotto riportati e la restituzione delle somme
il blocco dei numeri sotto riportati e la restituzione delle somme sotto elencate pagate dalla vostra spett.le azienda senza mia autorizzazione al pagamento, e si chiede di non pagare servizi senza mia espressa autorizzazione.Data Ora Tipo Servizio Chiamato Euro08/08 10:54 Servizi a Contenuto Wind 394860*** 0.26 €08/08 10:52 Servizi a Contenuto Wind 393202071*** 1.03 €06/08 22:28 Servizi a Contenuto Wind 394860*** 0.26 €01/08 10:49 Servizi a Contenuto Wind 394860*** 0.26 €29/07 23:44 Servizi a Contenuto Wind 394860*** 0.26 €28/07 13:05 Servizi a Contenuto Wind 394860*** 0.26 €25/07 21:27 Servizi a Contenuto Wind 393202071*** 1.03 €25/07 21:27 Servizi a Contenuto Wind 393202071*** 2.02 €25/07 21:27 Servizi a Contenuto Wind 393202071*** 2.03 €20/07 10:22 Servizi a Contenuto Wind 393202071*** 1.03 €20/07 10:22 Servizi a Contenuto Wind 393202071*** 2.02 €20/07 10:22 Servizi a Contenuto Wind 393202071*** 2.03 €18/07 17:12 Servizi a Contenuto Wind 394860*** 0.26 €18/07 11:02 Servizi a Contenuto Wind 393202071*** 1.03 €18/07 11:02 Servizi a Contenuto Wind 393202071*** 2.03 €18/07 11:02 Servizi a Contenuto Wind 393202071*** 2.02 €16/07 14:16 Servizi a Contenuto Wind 394860*** 0.26 €16/07 00:06 Servizi a Contenuto Wind 394860*** 0.26 €11/07 11:25 Servizi a Contenuto Wind 394860*** 0.26 €11/07 09:42 Servizi a Contenuto Wind 393202071*** 2.03 €11/07 09:42 Servizi a Contenuto Wind 393202071*** 1.03 €11/07 09:42 Servizi a Contenuto Wind 393202071*** 2.02 €10/07 16:17 Servizi a Contenuto Wind 394860*** 0.26 €10/07 12:31 Servizi a Contenuto Wind 394860*** 0.26 €10/07 12:26 Servizi a Contenuto Wind 394860*** 0.26 €08/07 12:10 Servizi a Contenuto Wind 394860*** 0.26 €
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