Bacheca dei reclami
Reclama Facile si propone di instaurare un utile dialogo tra imprese e consumatori per risolvere questi problemi in via amichevole, favorendo il raggiungimento di un accordo condiviso.
Tramite Reclama Facile potrai inviare un reclamo direttamente all’azienda di tuo interesse seguendo la nostra procedura guidata e avrai la possibilità di pubblicare il tuo reclamo sulla nostra Bacheca.
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App ritirata e servizi inesistenti
Buongiorno, Ho acquistato una centralina presso il sito theitalianbox.com nel 2023 per la mia auto, la quale si comanda tramite app proprietaria. Recentemente ho aggiornato l’iPhone a iOs 27 e l’app risulta non disponibile. Indagando ho scoperto che è stata ritirata dall’app store (es anche dal play store), ho cercato il sito per poter richiedere informazioni e anch’esso non compare più. Purtroppo questa situazione rende inutile il prodotto perche non è più comandabile, ma soprattutto all’acquisto era compresa un’opzione di aggiornamento del dispositivo al nuovo modello di auto in caso di cambio. Leggo però che anche altri clienti lamentano questi problemi e stanno cercando di ottenere i servizi promessi alla vendita. Mi unisco a queste richieste per poter utilizzare il prodotto acquistato e per cui ho pagato.
Mancato ritiro serbatoio
Buongiorno, con la presente sollecito il ritiro del serbatoio GPL estratto dopo cambio contratto e fornitore. Il serbatoio é bordo strada dal 8 giugno 2026 contattata sia sede ed operatore che dovrebbe fare il ritiro più volte senza esito positivo. L'area deve essere liberata in quanto l'ingombro occupa spazio che deve essere utilizzato. Sollecito rimozione quanto prima. Cordiali saluti
difetto di conformità serbatoio AdBlue
Spett.le Citroën / Groupe PSA Italia S.p.A., Con la presente, inoltrata per il tramite della piattaforma Reclama Facile di Altroconsumo, intendo sporgere formale reclamo e contestazione in merito alla ripetuta rottura del sistema antinquinamento SCR (serbatoio AdBlue) installato sulla mia vettura Citroën C3, targata FW392FL e immatricolata il 22/07/2019. In particolare, intendo evidenziare quanto segue: 1) Recidiva del guasto e vizio di conformità: Il primo serbatoio è stato sostituito in regime di campagna di richiamo ufficiale presso la vostra officina autorizzata Armando Group Cuneo. A distanza di soli due anni e un mese da quel primo intervento, il componente ha manifestato il medesimo identico difetto strutturale di fabbrica. Trattandosi di un vizio di conformità originario e strutturale del pezzo, ampiamente noto al costruttore, la riparazione non avrebbe dovuto comportare alcun onere a mio carico. 2) Pagamento indebito dell'intervento: Su proposta dell'officina, per contenere i costi, ho acconsentito all'installazione di un serbatoio rigenerato ufficiale. Tuttavia, mi sono trovata costretta a pagare l'intervento all'interno di una fattura complessiva di € 1.660,01. Dal dettaglio della fattura, le sole componenti relative al guasto del sistema AdBlue ammontano a € 926,07 + IVA, per un totale di € 1.129,81 IVA inclusa (così ripartiti: € 757,07 per il serbatoio rigenerato, € 169,00 per la manodopera e diagnosi AdBlue, oltre IVA al 22%). Richiedo pertanto il rimborso integrale di tale somma indebitamente corrisposta. 3) Mancato rispetto del canale PEC: A seguito del guasto, ho provveduto a inviarvi formale contestazione tramite PEC (andrea.damonte@ingpec.eu). Nonostante la regolare notifica, la vostra società ha rifiutato di rispondere per iscritto tramite canale PEC, limitandosi a contatti telefonici ed email ordinarie, eludendo così una traccia formale dal valore legale nonostante la mia esplicita richiesta. 4) Indebito rimpallo di responsabilità: Durante i colloqui telefonici, il vostro servizio clienti ha cercato di scaricare l'intera responsabilità sull'officina autorizzata Armando Group, sostenendo che spettasse a loro decidere se effettuare l'intervento gratuitamente. Ritengo tale condotta inaccettabile, in quanto la rete di assistenza autorizzata opera sotto la diretta responsabilità e secondo le direttive della Casa Madre. In qualità di socia Altroconsumo, vi diffido a prendere in carico la presente richiesta e a disporre il rimborso integrale della somma di € 1.129,81 da me sostenuta per il ripristino del sistema AdBlue. In caso di mancato o insoddisfacente riscontro entro i termini di legge, la pratica verrà immediatamente trasferita ai legali di Altroconsumo per l'avvio delle opportune azioni giudiziarie a tutela dei miei diritti. Si allega: 1) Copia del Certificato di Proprietà / Libretto del veicolo; 2) Documentazione del primo intervento in garanzia/richiamo; 3) Copia della fattura complessiva n. 5905 del 25/08/2026 di € 1.660,01. Cordiali saluti, ROSSELLA GIULIANO
PROBLEMA CON SWITCH LUCE & GAS
Salve, sono stato indotto da una chiamata telefonica di un call center il 23/6/2025, che mi contattava per avvertirmi della impossibilità di cambiare fornitore Luce e Gas da "6-Servizio Energetico Italiano" verso "Edison Energia" poichè sosteneva che questa ultima società non raggiungeva il punto rete del mio indirizzo di Firenze e quindi mi proponeva di aderire a "Switch Luce & Gas", ed io ho accettato. Avendo purtroppo riscontrato l'onerosità delle condizioni contrattuali di Switch solo al momento di ricevere le prime bollette, ad ottobre 2025 sottoscrivevo allo sportello postale un nuovo contratto di fornitura luce e gas per "Poste Energia". Dopo pochi giorni venivo ricontattato dal solito call center, che mi proponeva un abbassamento delle tariffe della Switch, a cui aderivo, consapevole di aderire solo ad un adeguamento del contratto in corso per la tariffazione di ottobre e novembre, poichè dal 1/12/2025 sarei passato a Poste. Passato alle Poste dal 1/12/2025, questo contratto risultò cessato il 31/12/2025 in quanto dal 1/1/2026 risulto rientrato nella fornitura di "Switch Luce & Gas". Malgrado raccomandate e PEC di recesso in data 23/12/2025 e 3/1/2026 la società Switch insiste nella regolarità del contratto ed inutili risultano i miei plurimi tentativi negli ultimi 9 mesi di cambiare fornitore ed ottenere la fornitura di luce da Edison, Poste Energia ed Octopus in quanto tutti i tentativi sono stati respinti a causa degli eccessivi tentativi di cambio di gestione sul codice POD IT001E41755232. Inoltre "Switch Luce & Gas" mi invia costantemente, tramite raccomandata elettronica, minacce di distacco della fornitura elettrica e solo entro le 24 ore dalla scadenza della bolletta luce, ignorando i pagamenti regolarmente effettuati dal sottoscritto tramite canali postali, generandomi un indebito stato di ansia e di stress e costringendomi puntualmente ad inviare comunicazioni di diffida a tale ditta. Chiedo pertanto assistenza legale (codice socio 8650223-54) al fine di attivazione della Conciliazione Paritetica mirata alla cessazione dei rapporti commerciali con "Switch Luce & Gas" e al ripristino del contratto di fornitura luce con Poste Energia precedentemente attivo dal 1/12/2025 al 31/12/2025, con il risarcimento dei disagi e dei maggiori costi da me patiti nel corso dell'ultimo anno, in corso di quantificazione. Mi riservo di produrre idonea documentazione.
Acquisto libro online
Ho acquistato un libro online in data 17/08/2026, il giorno dopo l’ordine mi viene annullato. Ho controllato che il libro fosse disponibile e l’ho riacquistato in data 19/08/2026… il libro non è ancora arrivato, l’ordine è ancora in lavorazione; ho contattato il servizio clienti che non mi ha risposto, ho scritto un messaggio sulla pagina Facebook di Mondadori ( avendo letto che la risposta poteva essere più veloce sui canali social) mi hanno risposto in giornata e mi hanno assicurato di aver contattato il servizio clienti e spiegato il problema, e che mi avrebbe ricontattato direttamente ques’ultimo… niente sto ancora aspettando e siamo al 27 di settembre
BANCONOTA INCEPPATA
BUONASERA, ho compilato per ben 3 volte il loro modulo on line e mi hanno rifiutato il rimborso. ho chiamato e mi hanno detto di scrivere una mail e anche qui ho scritto per ben 3 volte e non rispondono. possibile che per 10euro non vogliono rimborsare? loro li hanno presi i soldi e si legge chiaramente che la banconota risulta inceppata.
Problema con assistenza Wallapop
Gentile Altroconsumo, chiedo il vostro supporto in merito a una controversia con Wallapop relativa all’acquisto di un asciugacapelli Dyson risultato successivamente contraffatto. Nel settembre 2025 ho acquistato tramite la piattaforma Wallapop un phon Dyson destinato a mia madre. Il prodotto è stato consegnato in data 3 ottobre 2025 e, al momento della ricezione, appariva del tutto simile a un prodotto originale. Non presentava elementi evidenti che potessero farmi sospettare una contraffazione e, non essendo io un tecnico o un esperto del marchio, non avevo alcuna possibilità concreta di verificarne l’autenticità entro le 48 ore previste da Wallapop per aprire una contestazione. Dopo alcuni mesi di utilizzo, il phon ha iniziato a manifestare problemi di funzionamento. Convinto che si trattasse di un prodotto originale coperto da garanzia, ho contattato direttamente l’assistenza ufficiale Dyson e ho inviato loro il prodotto affinché venisse controllato. A seguito della verifica tecnica, Dyson mi ha comunicato ufficialmente che il phon era contraffatto. Il prodotto è stato trattenuto da Dyson e mi è stata rilasciata documentazione attestante formalmente la falsità dell’articolo. Solo in quel momento ho quindi potuto avere la certezza oggettiva e documentata che il prodotto acquistato su Wallapop fosse falso. Ho immediatamente contattato Wallapop chiedendo il rimborso dell’importo pagato, spiegando l’accaduto e facendo presente di essere in possesso della certificazione ufficiale di Dyson. Wallapop ha tuttavia respinto la mia richiesta sostenendo che, in base alle proprie condizioni di servizio, eventuali contestazioni devono essere aperte entro 48 ore dalla consegna del pacco. La piattaforma ha inoltre precisato che, essendo trascorsi diversi mesi dalla consegna del 3 ottobre 2025, non sarebbe più possibile intervenire né procedere con un rimborso. Ritengo però che l’applicazione rigida di tale termine sia del tutto inadeguata rispetto alla natura del caso. Non si tratta infatti di un difetto visibile al momento della consegna, di un danneggiamento del prodotto o di una contestazione soggettiva sulla qualità dell’articolo. Si tratta invece della vendita di un prodotto contraffatto, circostanza che non era materialmente possibile accertare entro 48 ore e che è emersa solo successivamente, attraverso una verifica tecnica effettuata direttamente dal produttore ufficiale. Il limite delle 48 ore può eventualmente avere senso per problemi immediatamente riscontrabili al momento della ricezione, ma nel mio caso la contraffazione era nascosta e non riconoscibile da un normale consumatore. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento rilevante: successivamente alla vendita, il venditore non risultava più presente sulla piattaforma e il relativo account era stato rimosso/disattivato. Questo ha reso ancora più difficile qualsiasi possibilità di tutela diretta nei confronti del venditore. Mi trovo quindi nella situazione di aver acquistato tramite Wallapop un prodotto presentato come originale, risultato invece falso sulla base di una certificazione ufficiale del produttore, senza poter ottenere alcun rimborso né dal venditore né dalla piattaforma. Ritengo particolarmente grave che una piattaforma che intermedia la compravendita possa limitarsi a richiamare il termine di 48 ore anche in presenza di una contraffazione oggettivamente non accertabile entro tale periodo. Chiedo pertanto ad Altroconsumo di valutare il mio caso e di fornirmi assistenza per contestare formalmente il rifiuto di Wallapop, verificando se vi siano i presupposti per ottenere il rimborso dell’importo pagato e per far valere i miei diritti come consumatore. Sono in possesso e posso fornire: * prova dell’acquisto effettuato tramite Wallapop; * prova del pagamento; * comunicazioni intercorse con Wallapop; * risposta con cui Wallapop ha negato il rimborso; * documentazione ufficiale rilasciata da Dyson che attesta la contraffazione del prodotto; * eventuale documentazione relativa alla rimozione o disattivazione dell’account del venditore. Vi chiedo quindi di indicarmi quale sia la procedura più efficace da seguire e se riteniate opportuno inviare una diffida formale a Wallapop per ottenere il rimborso. Ringrazio anticipatamente per il supporto e resto a disposizione per fornire tutta la documentazione necessaria. Cordiali saluti
Contestazione per carenza informativa e difetto di consenso
Spett.le JobLeads GmbH, in data 17/06/2025 ho sottoscritto un abbonamento Premium di prova della durata di 14 giorni, per il quale era previsto un corrispettivo iniziale di € 2,99 e, successivamente, un importo di € 69,90 ogni 4 settimane. Ho utilizzato la piattaforma durante il periodo di prova, ma ho riscontrato problemi nell’utilizzo del servizio, in particolare per quanto riguarda le offerte di lavoro e i contatti con i recruiter, che non risultavano funzionare correttamente. Ho pertanto smesso di utilizzare la piattaforma e ho provveduto a selezionare l’opzione «annulla abbonamento». Poi, in agosto 2026 ho ricevuto una richiesta di pagamento pari a € 71,18 da parte di *PAIR FINANCE*, accompagnata dall’avvertimento che, in mancanza di pagamento, la somma sarebbe stata affidata al recupero crediti. Non mi è stato chiaramente indicato a quale periodo si riferisca tale importo, né mi è stato chiarito in modo trasparente su quale carta o modalità di pagamento sarebbe stato effettuato l’eventuale addebito. Inoltre, non ho trovato una conferma dell’annullamento dell’abbonamento né un addebito corrispondente tra i miei pagamenti. Chiedo pertanto di verificare la legittimità della richiesta di pagamento di € 71,18, fornendomi il dettaglio dell’importo richiesto, il periodo di riferimento, le condizioni contrattuali applicate e la prova dell’eventuale rinnovo dell’abbonamento, nonché di chiarire la situazione relativa alla mia richiesta di annullamento. Contesto inoltre la richiesta di pagamento fino a quando non mi verrà fornita una spiegazione chiara e documentata della sua origine e della sua eventuale legittimità. In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali e/o a intraprendere ulteriori iniziative a tutela dei miei diritti. Cordiali saluti, L.L
Mi hanno bloccato definitivamente l'account
Buongiorno, chiedo aiuto a voi perchè mi hanno bloccato definitivamente l'account di vinted senza alcuna ragione. Ho caricato in vendita due portafogli di brand di lusso perfettamente originali. L'algoritmo AUTOMATICO di vinte li ha riconosciuti come falsi e me li ha rimossi e mi ha contattato dicendo di mandargli più foto per dimostrare fossero veri. Ho mandato tutte le foto possibili, cuciture, seriali, zip ecc . Ho spiegato loro che lo scontrino non lo avevo essendo stati regali. Nessuno mi ha mai risposto, nonostante abbia chiesto più volte se qualcuno mi rispondesse. Ho così rimesso in vendita gli articoli, credendo si fosse trattato banalmente di un loro errore e a quel punto mi hanno chiuso definitivamente l'account. Ho provato a contattarli, dicendo di essere disposto a mandare altre foto e anche ad inviare gli articoli a loro perchè li ispezionino, ma non c'è stato verso e non riesco nemmeno a crearne uno nuovo perchè ogni account creato dal mio cellulare viene chiuso. Non so come fare, aiutatemi a risolvere questa ingiustizia
carta clonata
Buongiorno sono possessore di una carta IP PLUS collegata al conto in banca in comune con la mia compagna. in data 20/5/2026 presso la stazione IP gruppo API sita in San Martino di Trecate (NO) in via Vigevano SNC, la suddetta carta è stata clonata e nei giorni successivi sono state effettuate da terzi 3 transazioni fraudolente per un totale di € 499,27. La situazione mi è stata prontamente notificata da IP tramite mail in data 29/5/2026, informandomi che avevano provveduto a bloccare la carta a seguito di transazioni sospette e fornendomi le istruzioni sul come procedere per eventuali situazioni fraudolente. A seguito della mail ho controllato i movimenti a mio carico e avendo scoperto le transazioni di cui sopra, mi reco al Comando dei Carabinieri di Trecate per sporgere regolare denuncia ai fini assicurativi e mi applico per fornire a IP la documentazione richiesta nei casi di clonazione della carta, che comprendeva: - la denuncia di cui sopra; - la compilazione di un form dove dovevo rispondere a una serie di domande; - la segnalazione di quali fossero le transazioni che io dichiaravo fraudolente. Invio tutto a IP lo stesso giorno (29/5/2026) e loro provvedono ad aprire una richiesta di assistenza con ticket n.0107167. Da quel giorno non ho più saputo nulla e in data 1/7/2026 mi scalano dal conto l'intero importo della fattura di Maggio per un totale di 577,46 € (comprensivo quindi degli €499,27 che mi sono stati sottratti). Apro tre solleciti aventi ticket: 01217379, 01219298, 01238216 mi rispondono che "la mia richiesta è in elaborazione dall'ufficio competente" ma sono passati 4 mesi e nel mentre ci è nata una bambina che dipende anche da quel conto in banca. Vi richiedo quindi gentilmente un aiuto per recuperare quei soldi. Allego la documentazione di cui sopra, tranne la fattura che ora come ora non riesco a recuperare. Grazie dell'attenzione Marco Bertazzo
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