Bacheca dei reclami
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Data Breach Dolomiti Energia
Buongiorno, come altri utenti, ho ricevuto una mail da Dolomiti energia riguardo un data breach del 13 settembre che ha diffuso i miei dati sensibili, nello specifico: nome, cognome, indirizzo di fornitura, codice fiscale, mail, telefono, codice del contatore, informazioni relative al contratto, iban etc. Come mi devo comportare considerando che con questi dati potrebbero intestarmi altre forniture o altro? Posso aver diritto ad un risarcimento considerando che la comunicazione è arrivata dopo quasi un mese dall'evento? Peraltro la scelta di Dolomiti è derivata dall'utilizzo di Paragona, per cui ritengo che Altroconsumo debba fare pressione sul fornitore perché a fronte di un prezzo conveniente non vi siano dietro risparmi dovuti a subappalti a società che non siano in grado di rispettare i requisiti del GDPR.
Rimborso ordine non ricevuto
Buongiorno, a luglio 2025 ho effettuato l’ordine 1018814249, che però è stato annullato da Farmaé dopo qualche giorno a causa di non disponibilità di alcuni prodotti. Nella mail di cancellazione c’era scritto che avrei ricevuto un riaccredito per l’ordine annullato, ma ad oggi, 13 ottobre, non ho ancora ricevuto nulla. Ad agosto ho contattato il servizio clienti che ha risposto dicendo che avrebbero sollecitato il riaccredito, ciononostante dopo due mesi, non è ancora pervenuto.
Reclamo
Spett.le Nuova Metalleria Testaccio s.a.s., La presente per rappresentare un increscioso episodio che vi vede protagonisti e che qui di seguito si riporta con il precipuo fine di ottenere da voi il rimborso di quanto da me ingiustificatamente pagato in eccedenza rispetto al servizio reso. In data 5/10/2025 facevo richiesta di un intervento per il ripristino o la sostituzione del cilindro della porta di ingresso della mia abitazione. Alle 12:15 circa giungeva presso la predetta un vostro addetto, il signor Francesco S. con una sua assistente, il quale, dopo aver valutato il cilindro come non riparabile, paventava come unica soluzione la sostituzione dello stesso. Il fabbro suggeriva di acquistare un cilindro "classe 6" della Sicuremme la cui installazione costatava 400 euro, cifra questa anche a suo dire considerevole ma assolutamente giustificata dalla pregiatissima qualità del prodotto, tant’è che lo stesso sconsigliava di acquistare un cilindro diverso in quanto il risparmio economico, comunque pressoché irrisorio, sarebbe andato a scapito della elevata qualità del pezzo. Il vostro operatore ha dunque generato ingannevolmente in me la convinzione di acquistare un prodotto ad un prezzo così elevato esclusivamente in ragione della sua qualità che ha rappresentato l’unico e solo motivo per cui ho acconsentito accettando la sua soluzione. Ho chiesto poi di rilasciarmi una garanzia o uno scontrino e mi è stato risposto che non aveva fisicamente una garanzia da fornirmi ma che era comunque tutto da prassi, rassicurandomi con spiegazioni che, distogliendomi in quel momento dalla mia originaria richiesta, mi inducevano nuovamente a fidarmi della buona fede e della esperienza del professionista che mi garantiva che "la garanzia è di 2 anni per legge più 2 anni garantiti dall'installatore". Al momento del pagamento lo stesso ha sottolineato che 50 euro erano espressamente dovuti per la chiamata di intervento, 400 euro coprivano il costo del prodotto e le spese di installazione e sul totale (450 euro) è stata ricavata l'IVA al 22%, chiedendomi così infine il pagamento totale di euro 549 che ho regolarmente effettuato. Il giorno successivo, venuta oramai meno la concitazione dello stato di necessità in cui mi trovavo, sono stato spiacevolmente sorpreso dal constatare che il valore di mercato del cilindro installato non supera i 30 euro. Incredulo della discrepanza tra quanto pagato ed il valore di quanto installato, ho fatto richiesta dello scontrino del cilindro al fabbro stesso il quale dapprima rifiutava di fornirmelo, alterandosi anche visibilmente tramite messaggi audio whatsapp nei quali mi recriminava che avrei dovuto richiederlo al momento stesso, ed infine, su mia insistenza, ha prodotto un documento non avente alcun valore legale, ma dal quale ho comunque potuto ricavare la cifra di acquisto del cilindro in questione che risulta essere meno di 23 euro. Ho altresì richiesto a voi infornalmente tramite whatsapp di rilasciarmi una fattura recante diciture più specifiche per differenziare la spesa di manodopera, il costo del pezzo, il costo della chiamata e varie ed eventuali, ma la mia richiesta è rimasta a tutt’oggi inevasa. Tutto ciò detto, alla luce del comportamento scorretto da voi posto in essere in mio danno ritengo che mi sia dovuto, e con la presente espressamente richiedo, il rimborso di una parte del pagamento da me effettuato, quantificato nella somma di Euro 200,00. Resto in attesa di contabile riscontro.
Addebito non autorizzato del 10/10/2025
Gentile Servizio Clienti di OnlineCV.it, ho riscontrato un addebito non autorizzato sulla mia carta Postepay Evolution (ultime cifre 4103) per un importo di €26,24, effettuato in data 10 ottobre 2025, a nome “OnlineCV.it Barcelona”. Non ho mai sottoscritto alcun abbonamento ai vostri servizi né autorizzato tale pagamento. Vi chiedo pertanto di: Annullare immediatamente qualsiasi iscrizione o abbonamento eventualmente attivo a mio nome; Rimborsare integralmente l’importo addebitato; Cancellare i miei dati personali dai vostri archivi, come previsto dal Regolamento Europeo 2016/679 (GDPR). In allegato troverete la prova dell’addebito. Vi invito a rispondere entro 7 giorni, in caso contrario procederò con segnalazione alle autorità competenti e alla mia banca per la contestazione dell’addebito. Cordiali saluti, Asia Zarli asiazarli02@gmail.com
Richiesta di rimborso per truffa – pratica di contestazione non accolta
Spett.le Poste Italiane S.p.A., con la presente intendo richiedere nuovamente, con la massima urgenza, il rimborso dell’importo di €470,00 relativo a un'operazione non autorizzata, frutto di un raggiro di cui sono stato vittima. In data [inserisci data della truffa], sono stato contattato da un soggetto che si è finto interessato a concludere una transazione a mio favore. Mi è stato inviato un link apparentemente riconducibile a Poste Italiane, con l’indicazione di cliccarlo per ricevere un accredito a mio beneficio. Una volta aperto il link, è comparsa una schermata molto simile a quella ufficiale della vostra piattaforma. Per proseguire e, secondo quanto indicato, ricevere il pagamento, ho inserito i miei dati e autorizzato l’operazione, convinto che si trattasse di un passaggio necessario per l’incasso. In realtà, come poi scoperto, la somma è stata sottratta dal mio conto e accreditata al truffatore. A seguito dell'accaduto, ho sporto immediata denuncia presso la Stazione dei Carabinieri di [luogo] in data [data], e successivamente, in data [data], mi sono recato presso l’ufficio postale per compilare l'apposito modulo di contestazione addebiti, allegato alla presente. Tuttavia, la mia richiesta di rimborso è stata respinta, nonostante la chiarezza della situazione e la presenza di tutti gli elementi che configurano una truffa informatica tramite phishing. Alla luce di quanto sopra, e in conformità alla normativa vigente (Direttiva UE 2015/2366 – PSD2 recepita nel D.lgs. 218/2017), evidenzio che non vi è stata da parte mia alcuna autorizzazione consapevole a disporre un pagamento, ma unicamente un'ingannevole procedura che mi ha indotto a credere di dover confermare la ricezione di fondi, e non un’uscita di denaro. Pertanto, richiedo formalmente il rimborso integrale dell’importo di €470,00, in quanto frutto di un'operazione fraudolenta che ho subito mio malgrado, come confermato dalla denuncia e dalla documentazione già in vostro possesso. Alla presente allego: Copia della denuncia presentata presso i Carabinieri; Copia del modulo di contestazione addebiti compilato; Copia del reclamo con la relativa risposta negativa. Confido in un vostro rapido riesame del caso e in un rimborso conforme a quanto previsto dalla legge. In caso contrario, mi vedrò costretto a rivolgermi all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) e/o alle autorità competenti per la tutela dei miei diritti
Sottoscrizione abbonamento con addebiti non autorizzati e richiesta rimborso
Buongiorno Solo oggi mi sono accorta che da Marzo 2025 mi sono state addebitate mensilmente € 23,85 per un abbonamento a Livecareer del quale non ho mai avuto comunicazione, nè usufruito, tantomeno autorizzato l'addebito. Mi sono solo limitata a scaricare una copia del mio cv. Leggendo su internet ho scoperto che tante altre persone sono state truffate come me: io nel frattempo sono riuscita a disdire l'abbonamento ma adesso sono a richiedere il rimborso totale di quanto addebitato in maniera fraudolenta.
Furto Dati personali
Buonasera, Sono una delle tante persone a cui l’8 ottobre 2025 è arrivata la mail di Dolomiti energie con l’informazione dell’attacco hacker e del furto dei dati sensibili. Volevo sapere se è in corso una class action dato che la comunicazione di questa cosa è arrivata con quasi 1 mese di ritardo. Grazie mille Ghilotti Daniela
Violazione dati personali
La presente per richiedere un risarcimento circa la violazione dati personali avvenuta, secondo Dolomiti Energia, in data 13/09/2025. Come tutti gli altri clienti Dolomiti Energia sono stato avvisato in data 08/10/2025. Data l'enorme mole di telefonate ricevute a partire dalla stipula dei contratti luce/gas (Maggio 2025) da parte di call-center truffaldini che avevano a disposizione i miei dati personali (nome, cognome, numero di telefono, fornitori luce/gas), il fornitore che a detta di Dolomiti Energia è stato "violato" probabilmente operava in malafede anche prima della data 13/09/2025. Avevo già segnalato tramite PEC in data 19/06/2025 l'uso improprio dei miei dati personali da parte di uno o più attori tra: fornitore di partenza dello switch distributori locali luce/gas fornitore di destinazione dello switch (Dolomiti Energia)
Violazione privacy e mancato rispetto tempi di comunicazione
Come molti altri utenti, in data 08/10/2025 ho ricevuto l’email di Dolomiti Energia S.p.A. relativa all’ attacco informatico verificatosi il 13 settembre 2025. In sintesi: • sono stati compromessi dati sensibili e altamente identificativi: nome, cognome, indirizzo, codice fiscale, indirizzo email, telefono, codice del contatore, informazioni contrattuali, IBAN, • non è stato fornito il nome del fornitore responsabile, la natura dell’attacco e dove sono finiti questi dati; • c’è stato un ritardo nella comunicazione agli interessati, che è avvenuta a quasi un mese dall’evento, • non c'è stata nessuna indicazione sui diritti dell’interessato né sui rimedi disponibili, nessun risarcimento proposto ai clienti coinvolti. Alla luce della gravità della violazione, della ritardata comunicazione, della sottovalutazione del rischio reale e del potenziale danno economico, reputazionale e personale, rimangono aperti i seguenti quesiti: 1. Qual è il nome del fornitore coinvolto nella violazione? 2. Quali dati personali sono stati compromessi, con precisione e dettaglio? 3. Qual è stata la natura dell'attacco e quali dati sono stati effettivamente violati e con quali modalità? 4. Perché la comunicazione è stata inviata solo dopo quasi un mese dall'accaduto? 5. Quali misure di sicurezza erano attive al momento della violazione? 6. Quali azioni correttive sono state implementate successivamente all’incidente? 7. Sono state effettuate analisi del rischio o valutazioni d’impatto (DPIA)? 8. Sono previsti risarcimenti per i danni materiali e morali subiti o potenziali, ai sensi dell’art. 82 GDPR? 9. Qual è il nome e contatto diretto del DPO responsabile del trattamento dei dati personali? Vorrei sapere se, visto l’impatto collettivo, Altroconsumo possa intervenire per: 1. verificare se Dolomiti Energia stia adempiendo agli obblighi previsti dal GDPR, per avere quante più informazioni possibili in merito all’accaduto e per implementare strumenti efficaci di prevenzione; 2. predisporre un’azione legale o segnalazione al Garante per ottenere trasparenza, responsabilità e rimedi, con l’opportunità di accedere a controlli incrociati per valutare l’effettivo utilizzo illecito di dati personali (ad esempio nel dark web); 3. promuovere una class action per ottenere risarcimento danni data l’elevata esposizione al rischio concreto. I dati aggregati violati permettono l’identificazione certa della persona e, soprattutto, la possibilità concreta di simulare l'identità del cliente per stipulare contratti, accedere a utenze esistenti, ricevere pagamenti fraudolenti, attuare truffe bancarie o SEPA. Cordiali saluti D.F.
Rientro di un oggetto "smarrito" e ritrovato
È stato ritrovato un nostro bene un anello per la precisione che era stato "smarrito" a Zanzibar ci hanno inviato le foto per verificare che anello ritrovato fosse nostro Io ho confermato che l'anello è il nostro e gli ho mandato una foto dove si vede l'anello come riscontro abbiamo chiesto di averlo in dietro chiarmante con i costi a noi addebitati, c'è stato indicato come Vettore per la spedizione passeggero leggero che non ho ben capito se fa parte del gruppo Alpitour o se hanno una collaborazione diretta. abbiamo contattato passeggero leggero ti è stato detto che non può spedirci indietro questo oggetto perché hanno regole ben precise e ferre. Ho Alpitour di aiutarmi per il rientro di questo anello e tutte le volte mi rispondono che mi devo rivolgere passeggero leggero che però non è in grado di farmelo riavere Sono riuscito a parlare con una persona di Alpitour mi ha detto di rivolgermi l'agenzia dove ho prenotato la villeggiatura e di aprire un ticket con commerciale e sono recati all'agenzia è stato aperto ticket ma sono ancora in attesa di un riscontro. Nel frattempo ho chiesto più volte dal Alpitour di fornire il nome cognome indirizzo numero di telefono email della persona che hai custodia il nostro anello, poiché una volta in possesso di questi dati prova a contattare il console onorario a Zanzibar per vedere se è in grado di essere d'aiuto, mi sono anche offerto di andarlo a ritirare di persona.... Ma bho non ho capito se vado di persona se me consegnalo anche perché non so chi ha il nostro bene, tendo a precisare che non ho per niente voglia di spendere altri soldi per andare a Zanzibar ma piuttosto che lasciare lì questo anelli che ha un valore sia economico che sentimentale siamo disposti a recarci sul posto infatti. Vorrei sapere dov'è questo anello chi lo costruisce e perche non si può spedire anche con altro vettore E come mai tutti si negano per avere un confronto verbale o un confronto faccia a faccia. Ripeto pago io rientro del bene non sto chiedendo il rientro gratis Sono fiducioso di avere un riscontro nel più breve tempo possibile da parte di Alpitour in caso contrario mi vedrò costretto a fare tutto quello che mi e consentito per tornare in possesso del MIO bene.
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