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Buongiorno dopo 5 anni di fedeltà a Vinted , intorno alle 2000 recensioni tutte a 5 stelle , precisione nelle spedizioni, armadi pagati ogni settimana, una cosetta molto ben fatta,sono stata bloccata permanentemente per vendita commerciale pur non avendo un'attività ed essere una semplice persona con la passione di svuotare.... Numerosi ticket aperti , nessuna possibilità di essere sbloccata. Quindi ho pensato di aprire una partita iva con tanto di costi elevati. Oggi dopo 5 mesi sono costretta a chiuderla, perché vinted spinge ad aprire ma non specifica che la nuova partita iva sarà riconosciuta dopo sei o più mesi , facendoci intanto pagare i vari F24 che ogni tre mesi vanno pagati. Ritengo una cosa scorretta questa mancanza di informazione, io oggi ho speso 200 euro di apertura, 550 di F24 finora, i 100 di chiusura , uno scherzetto che mi ha rovinato l'estate. Il mio profilo scomparirà , e io ho solo perso dei soldi . Così come me tantissimi altri sfortunati!
Montascale che si ferma alla scala e raggiunge il piano solo girandola manualmente
Oggetto: - Si contesta l'installazione, per una persona di cui era stata precisata la disabilità totale, di un montascale che si gira manualmente e che è pressoché impossibile da girare da soli per una persona bassa, e molto faticoso e dannoso per la schiena da girare per altre persone che assistono; - Tale installazione è avvenuta a seguito di trattative in cui è stato mostrato un video con una sedia esplicitamente in grado di girare da sola, senza menzionare la rotazione automatica alla persona che, come è stato detto al promoter in tale incontro, avrebbe dovuto prendere la decisione finale sull'acquisto; - Si ritiene scorretta ancor più la richiesta di 1400€ ulteriori, dopo l'installazione di tale montascale, per aggiungere quello che la ditta ha definito "l'optional" della girata automatica, che è invece essenziale per una persona con questo livello di disabilità, con la decisione ribadita in pec da parte della ditta di non voler procedere a modificare la sedia gratuitamente; - Il preventivo del montascale risulta frammentario e inidoneo a farsi un'idea chiara sulla girata; - Si ritiene che ciò costituisca violazione degli obblighi di correttezza, trasparenza e buona fede nelle trattative contrattuali, nonché una pratica commerciale ingannevole ai sensi del Codice del Consumo, poiché il prezzo inferiore rispetto alla concorrenza è stato ottenuto unicamente grazie all'ignoranza da parte degli acquirenti di un elemento essenziale per la sicurezza dell'impianto, quando se tutte le caratteristiche della rotazione manuale come elemento essenziale fossero state chiare non sarebbe mai stato accettato. Si scrive in merito al montascale installato in data 2/7/2026. In sede di discussione dell'installazione, è stato mostrato il video pubblicitario del modello in questione, https://www.youtube.com/watch?v=wb7Jk3QCLeY . In tal video si può vedere e sentire che si parla e mostra una sedia che arriva in modo automatico fino al piano dove si può scendere in sicurezza grazie alla girata automatica, e infatti è uno dei modelli più recenti con anche la dicitura "smart". Era anche stato ribadito che serviva una sedia che arrivasse comodamente fino al piano, essendo la beneficiaria molto debole e non autosufficiente. Nonostante questo, dopo l'installazione le persone beneficiarie riscontravano che la sedia si fermava dando sulla scala. Andando a controllare le caratteristiche, è venuto fuori che la sedia gira solo premendo una manopola e poi girandola manualmente, cosa che però non è possibile per la utilizzatrice, sia per la forte debolezza sia perché tale manopola è molto difficile da raggiungere, anche considerato che la persona non è molto alta e non arriva facilmente né a trovarla con le braccia né a muovere le gambe per far fare la rotazione. Serve quindi per forza un'altra persona che la gira, ma girare a peso morto qualcuno seduto con tutta la sedia risulta troppo dannoso per la schiena. Se questa caratteristica essenziale fosse stata nota fin dall'inizio in modo chiaro, non avremmo mai comprato questo montascale, e avremmo preferito altri operatori del settore che a un prezzo leggermente più alto offrivano sedie che arrivano in automatico fino al piano. Insomma, si sospetta che sia stato scelto appositamente di offrire questo modello, senza renderlo chiaro, per essere favoriti rispetto alla concorrenza grazie al prezzo più basso, e forse per poi ottenere di obbligare, una volta installato il modello, a pagare ben 1400€ per "l'optional" della girata automatica, come è stato detto nella pec che già ci avete inviato. Quando abbiamo richiamato per far presente il problema, il vostro operatore ha detto che lui avrebbe discusso ("ampiamente", si dice nella pec) della girata manuale con i due anziani che lo hanno inizialmente ricevuto, e che addirittura questa girata manuale gli sarebbe stata "espressamente richiesta". I due anziani invece non avevano nemmeno idea dell'esistenza di sedie che si girano con la manopola a mano, e non ricordavano questa discussione, mentre ricordavano bene di avere detto al promoter, una volta arrivata la loro figlia (nipote dell'utilizzatrice finale del montascale), di parlare direttamente con lei di tutte le caratteristiche della sedia, perché era lei che avrebbe preso la decisione finale sull'acquisto, e come ammesso anche dallo stesso promoter per telefono lui non ha menzionato minimamente la girata manuale a questa persona, anzi in sua presenza è stato mostrato il video linkato prima, in cui si menziona esplicitamente la "innovativa rotazione automatica" che avverrebbe "non appena la macchina raggiunge la posizione di fermata alta". Nell'incontro è anche stato messo in chiaro che la persona non era autonoma e che aveva bisogno di sbarco autonomo e sicuro al piano, non prima. Vendere qualcosa di diverso a una persona non autosufficiente significa fornire un bene inidoneo all'uso specifico per il quale è stato acquistato, configurando un grave vizio di conformità. Nel preventivo poi è menzionata la rotazione manuale, è vero, ma va detto che le informazioni all'interno di esso sono date in modo piuttosto frammentario: da una parte c'è scritto "Arrivo inclinato con pedanetta allineata all'ultimo gradino. Il montascale dovrà essere utilizzato con la rotazione della seduta.", e c'è un rimando a "specifiche tecniche" che NON risultano allegate alla mail del preventivo, e solo in una diversa pagina c'è scritto "Rotazione manuale per facile salita e discesa", cosa che appare fuorviante sia per il "facile", che contestiamo vivamente, sia perché da l'idea di qualcosa che facilita se la si vuole usare, ma che non esclude la possibilità che sia automatica: infatti, quando si è al piano terra, la rotazione manuale può essere totalmente evitata e ci si può sedere anche lasciando la sedia dritta, quindi è una comodità, e in base a quanto si legge è facile pensare che anche per il successivo tratto la rotazione manuale possa essere una confortevole aggiunta. Per delle persone non esperte di montascale immaginare che una sedia di ultima generazione con la dicitura "smart" si debba ruotare manualmente non è affatto immediato, e riteniamo che questo preventivo non lo rendesse abbastanza chiaro. Appare scorretto anche infine il non menzionare, nonostante anche di questo la nipote della utilizzatrice della sedia avesse domandato espressamente riguardo alla manutenzione, del fatto che ci fosse un contratto di manutenzione molto costoso. Le risposte del promoter durante l'incontro sono state vaghe, mentre successivamente all'installazione l'operaio ha detto che c'era un contratto di manutenzione, della cui entità non era nemmeno sicuro ma che poteva essere sui 400€ l'anno, e ha fatto firmare un foglio per rinunciare allo stesso. Sintesi: Inserire la versione che richiede una fatica manuale per far girare fino ad arrivare al piano in sicurezza, così da vincere contro concorrenti commerciali grazie al prezzo basso senza che l'utente finale capisca a cosa rinuncia, per poi chiedere 1400€ per fornire una versione della sedia che sia effettivamente utilizzabile, appare come una grave violazione. Sarebbe lo stesso anche se la rotazione manuale fosse stata accennata agli anziani con cui l'operatore ha parlato nei primi minuti, ma che poi hanno specificamente chiesto di spiegare nei dettagli alla loro figlia tutto ciò che concerneva l'apparecchio, dicendo che era lei che doveva prendere la decisione finale (cosa che comunque si ribadisce appare non esatta, dato che gli stessi anziani non ricordano affatto di aver sentito parlare di rotazione manuale e non manuale, e infatti sono tutti rimasti sorpresi nello scoprire che la sedia non arrivava alla fine del percorso da sola). Vi si diffida, pertanto, dal richiedere l'ulteriore esborso di € 1.400,00 per la rotazione automatica, prestazione che si richiede venga eseguita a Vostro totale carico a titolo di adeguamento e sanatoria del vizio di conformità dell'impianto.
Reso per articolo difettoso
Ho aperto una contestazione su paypal per l'acquisto di una pompa per piscina, ricevuta danneggiata, acquatistata sul sito Bestway. Bestway risponde autorizzando lo smaltimento dell'articolo danneggiato e chiede se disponibili le foto delle etichette, non più leggibili. Comunica l'invio dell'articolo in sostituzione anche se non richiesto. Procede con l'invio che non ho ritirato e comunica che provvederà al rimborso totale dopo il rientro dell'articolo rifiutato entro 14 giorni. Paypal nel frattempo chiede di rendere l'articolo danneggiato a mie spese per poter ricevere il rimborso, contro ogni logica e contro quanto previsto cal codice del Consumo. Cerco di contattare il servizio clienti paypal, purtroppo l'operatore ripete senza alcuna logica, quanto riportato dalle note della contestazione, invitandomi ad aprire, come unica soluzione, un reclamo con un'associazione consumatori, contro Bestway. Giorgio Abbiati
Ordine sospeso dal 20/07/26 per articolo danneggiato e mancante
Buongiorno in data 16/07/26 ho acquistato una Action Figure di One Piece mod Crocodile seduto su poltrona con sigaro in bocca. L’annuncio riporta le perfette condizioni, le foto evidenziano tutti i pezzi perfettamente tenuti. Acquisto ad €55 con le spese arrivo a 61,04€. Il giorno 20/07/26 mi arriva il pacco perfettamente imballato, all’interno la scatola originale dell’articolo contiene una confezione di plastica arrotolata con i 3 pezzi smontati del personaggio…sorpresa nella bocca manca il sigaro, simbolo della statuina! Procedo con la segnalazione dopo aver appreso dal venditore che sto facendo “la furbetta”, dopo che dichiara di aver tolto personalmente il sigaro e di averlo imballato, cosa impossibile visto che il sigaro non è un pezzo smontabile ma è un pezzo fisso con la faccia di Crocodile! Messo alle strette mi offre un rimborso x tenermi l’articolo di 5€ che ovviamente rifiuto perché non trovo congruo con il pezzo simbolo mancante! Invio solleciti continui a Vinted, con foto, apertura del pacco, screenshot di chat con ammissione surreale del venditore, ma continuano a prendere tempo e a richiedermi continuamente le stesse prove che ho già mandato! Ad oggi 4/08 non ho ancora risposta, i soldi di mio figlio sono bloccati in questo assurdo ordine sospeso, il venditore non vuole fare il reso a quando dichiara Vinted e io sto per rivolgermi agli avvocati e alla polizia postale. Ma Vinted è in accordo con i venditori che tentano il colpo ? No perché è la seconda volta che prendo una fregatura e non ho ancora ricevuto una risposta degna e definitiva. P.s.(Ho tantissime foto che ho reso disponibili nelle mail a Vinted , sono troppe non riesco a caricarle tutte, ne metterò solo alcune, resto a disposizione x altre)
Zalando – Mancato rimborso buoni acquisto dopo annullamento d'ufficio per disservizio del vettore
Scrivo per segnalare la gestione del tutto inaccettabile dell'ordine n. 10408235935690, annullato d'ufficio da Zalando prima della consegna per problemi tecnici del loro vettore. L'annullamento è avvenuto dopo 14 giorni di attesa da parte mia, il giorno successivo alla scadenza del termine ultimo di consegna indicato dallo stesso sistema Zalando — a conferma che il ritardo è imputabile esclusivamente a loro. L'ordine è stato pagato tramite buoni acquisto. Nonostante la mancata consegna sia dipesa interamente dalla catena logistica di Zalando, il sistema tratta la pratica come un reso volontario e pretende 14 giorni di attesa per la verifica del rientro in magazzino — condizione che non si applica in alcun modo al mio caso, poiché non ho effettuato alcun reso: è stato Zalando stessa ad annullare autonomamente l'ordine. È inoltre priva di fondamento dato che il rischio del trasporto grava per legge sul venditore fino alla consegna (artt. 61 e 63 Codice del Consumo) e che il credito da riaccreditare è un dato del loro sistema, non un bene fisico da attendere. Il ritardo è quindi ingiustificato ai sensi dell'art. 56 Codice del Consumo, che impone il rimborso senza indebito ritardo, non un'attesa arbitraria priva di ostacoli reali e oltretutto superiore ai termini di legge. Abbiamo contattato l'assistenza clienti più volte, ma gli operatori si sono limitati a rispondere di "non poter fare nulla", di "non poter passare un responsabile" e di inviare una PEC, dimostrando una totale incapacità di supporto al cliente. Nel frattempo, parte della merce è andata esaurita e ci sono stati imposti solo 3 giorni di tempo per riordinare i capi rimasti con lo sconto applicato durante il primo ordine (quello annullato), come confermato verbalmente da un operatore. Chiedo l'intervento immediato di un responsabile per: 1. Lo sblocco e il riaccredito senza ulteriori ritardi del saldo buoni sul mio profilo, non essendoci alcun ostacolo reale che lo giustifichi. 2. L'emissione di un buono di adeguamento prezzo per consentirmi di completare subito il nuovo ordine alle medesime condizioni economiche del primo acquisto 3. Completare subito il nuovo ordine con i buoni riaccreditati e non di pagare di tasca mia un nuovo ordine in attesa di un riaccredito che dovrò necessariamente spendere con successivo ordine. In risposta a quest'ultima richiesta una delle operatrici ha affermato che i buoni durano 5 anni, incentivandomi ad effettuare un nuovo ordine e consumare il rimborso in un secondo momento, suggerimento completamente insensato, impertinente e completamente fuori luogo rispetto alla problematica riscontrata
LG garanzia 10 anni: 320€ per 30 minuti e fattura a corpo senza dettagli
OGGETTO: Formale reclamo e contestazione tariffe intervento in garanzia convenzionale – Frigorifero LG mod. GBP62DSNFN – Pratica n. RNU 260727048134Con la presente si pone all'attenzione del pubblico e dei responsabili di LG Electronics Italia S.p.A. una formale e ferma contestazione in merito ai costi esorbitanti e alle modalità di esecuzione di un intervento di riparazione assistita in garanzia.I FATTI:In data 28 luglio 2026, a seguito del guasto totale del compressore di un frigorifero combinato a marchio LG (Modello: GBP62DSNFN), avente 5 anni di vita complessiva, veniva richiesto l'intervento tecnico tramite il servizio clienti ufficiale del produttore. Il bene in oggetto è stato acquistato facendo forte affidamento sulla pubblicità della casa madre, che promuove con enfasi una "Garanzia di 10 anni sul compressore Linear Inverter", elemento che ha fortemente condizionato la scelta d'acquisto in fase di vendita.Essendo il pezzo di ricambio (compressore) formalmente coperto dalla citata garanzia convenzionale, il Centro Assistenza Tecnica (CAT) autorizzato per la zona di Rimini ("Sate & Clima") ha inviato un tecnico sul posto. L'operator ha eseguito la sostituzione del componente in un tempo reale cronometrato di soli 30 minuti effettivi di lavoro. Al termine dell'intervento, il tecnico ha preteso l'immediato pagamento di ben 320,00 Euro (IVA inclusa), giustificando la cifra como costo fisso per diritto di chiamata, manodopera e ricarica del gas refrigerante R600a.I PROFILI DI ILLECITÀ E SCORRETTEZZA COMMERCIALE: 1)Totale assenza di trasparenza (Fatturazione "a corpo"): Il centro assistenza autorizzato ha emesso due documenti fiscali privi di qualsivoglia dettaglio analitico. Le fatture sono state redatte "a corpo", omettendo la specifica del costo orario della manodopera, della tariffa fissa del diritto di chiamata e del prezzo al grammo del gas refrigerante utilizzato. Tale condotta impedisce al consumatore di verificare la congruità della spesa e viola i doveri di trasparenza. 2) Tariffazione occulta, sproporzionata e fuori mercato: Un addebito di 320,00 Euro parametrato a soli 30 minuti di operazione sul posto si traduce, nei fatti, in una tariffa oraria folle e inaccettabile, del tutto sganciata dai normali tariffari di settore. 3 ) Annullamento del valore della garanzia pubblicizzata: L'applicazione di costi accessori così esorbitanti e non regolamentati da un chiaro tariffario pubblico azzera completamente il valore economico della garanzia decennale sbandierata da LG. Se la riparazione in garanzia di un singolo componente arriva a costare quasi quanto l'acquisto di un elettrodomestico nuovo, la garanzia stessa si rivela essere un mero specchietto per le allodole e una pratica commerciale ingannevole.CORRISPONDENZA INTERCORSA:Il caso è stato formalmente contestato a LG Electronics Italia S.p.A. a mezzo PEC in data 28/07/2026. In data 30/07/2026, la Società ha risposto respingendo la richiesta di rimborso parziale, difendendo l'operato del centro assistenza e definendo la cifra "coerente" con attività che ha definito complesse. Si ribadisce che 30 minuti complessivi sul posto non sono tecnicamente sufficienti per svolgere con la dovuta diligenza tutte le fasi dichiarate da LG (lavaggio, vuoto prolungato, collaudo normativo). In pari data (30/07/2026) è stata inviata a LG una PEC di controreplica finale e messa in mora. RICHIESTE:Si richiede che LG Electronics Italia S.p.A., in adempimento al principio di buona fede contrattuale (art. 1375 c.c.), riconsideri la propria posizione e provveda a un rimborso parziale dell'importo corrisposto, calcolato sulla base di tariffe orarie e costi vivi del gas refrigerante trasparenti, congrue ed equi in proporzione alla reale durata dell'intervento.Si informa che il caso è già stato formalmente segnalato ieri all'AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) per la valutazione dei profili di ingannevolezza pubblicitaria e scorrettezza del servizio post-vendita.La pratica è gestita dal Dott. Renzo Metalli per conto e nell'interesse del consumatore e intestatario Signor Francesco Drudi. Si allega l'intera documentazione (PEC intercorse e fatture).
inaffidabili
Iscritto al sito anche con i dati precisi della mia auto, ho ordinato nel giugno 2026 compressore aria condizionata; essiccatore climatizzatore e pastiglie dei freni (spesa quasi 200euro). Le pastiglie dei freni andavano bene, il resto non era compatibile. Ho richiesto il rimborso. Tra le domande della società vi erano: a) il prodotto é stato montato? Risposta Sì; b) Montato da lei o dal meccanico? Risposta: dal meccanico. Mi danno l'ok e spedisco il materiale con una spesa di oltre 50 euro. Pochi giorni fa mi rispondono che mi avrebbero rimborsato 12,99 euro. Per poter parlare con un umano impresa quasi impossibile, dopo giorni ci riesco e mi risponde che essendo il pezzo stato montato non intendono restituirlo e se lo avessi voluto indietro avrei dovuto pagare ancora le spese di spedizione. ALLUCINANTE!!!! Perché vendono pezzi di ricambio NON idonei? Perché prima chiedono se il pezzo é stato montato e poi dicono che non rimborsano perché é stato montato? Non lo restituiscono se non a mie spese. Ripeto: ALLUCINANTE.
Passaggio a VINTED PRO
Buongiorno, desidero segnalare una grave problematica con la piattaforma Vinted che, nonostante numerosi tentativi di risoluzione, perdura ormai da oltre quattro mesi e mi sta impedendo di svolgere la mia attività lavorativa. Sono iscritta a Vinted come venditrice da circa tre anni. Nel mese di aprile ho aperto regolarmente una Partita IVA in regime forfettario, poiché la vendita di abbigliamento usato sulla piattaforma è diventata la mia principale fonte di reddito. La mia posizione fiscale è pienamente regolare: -Partita IVA italiana attiva e valida; -iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio; -iscrizione al VIES; -codice ATECO coerente con l'attività svolta; -visura camerale aggiornata. Nonostante ciò, il sistema di Vinted non mi consente di completare il passaggio a Vinted Pro. Per diversi mesi il sito ha restituito il messaggio "Il numero di Partita IVA non è stato trovato". Da alcuni giorni l'errore è cambiato in "Ci spiace, stiamo riscontrando dei problemi tecnici. Riprova tra qualche minuto.", senza che il problema venga risolto. Nel frattempo il mio account standard risulta limitato e non posso nemmeno continuare a vendere come venditrice privata. Ho altri 2 mesi per poter passare a PRO poi il mio account verrà eliminato definitivamente. Di fatto mi è impedito svolgere la mia attività economica sulla piattaforma, pur avendo già sostenuto tutte le spese necessarie per l'apertura dell'impresa e dovendo continuare a rispettare gli obblighi fiscali e contributivi. Nel corso di questi mesi ho tentato ogni possibile soluzione: -numerosi ticket tramite l'assistenza Vinted; -invio della documentazione ufficiale (visura camerale, certificato di attribuzione della Partita IVA, conferma VIES); email al supporto; -raccomandata internazionale con ricevuta di ritorno inviata alla sede di Vinted in Lituania; -esercizio formale dei miei diritti ai sensi del GDPR nei confronti di Vinted; -reclamo già presentato al Garante per la Protezione dei Dati Personali; -segnalazione a ECC-Net Italia. A seguito della mia richiesta GDPR, il reparto Legal Escalations di Vinted mi ha inviato l'esportazione dei miei dati personali. Tuttavia, tale esportazione non contiene alcuna informazione riguardante la verifica della mia Partita IVA, il processo di onboarding a Vinted Pro, l'eventuale utilizzo di decisioni automatizzate o le motivazioni della mancata attivazione dell'account professionale. Ad oggi, nonostante oltre quattro mesi di attesa e numerosi solleciti, Vinted non mi ha mai fornito una spiegazione concreta del motivo per cui la mia Partita IVA, perfettamente valida secondo le autorità italiane e il sistema VIES, non venga riconosciuta dalla piattaforma. Ritengo che questa situazione sia estremamente grave, poiché mi impedisce di esercitare la mia attività lavorativa e mi sta causando un danno economico significativo. Chiedo pertanto il supporto di Altroconsumo affinché possa valutare il caso e assistermi nell'ottenere da Vinted una risposta motivata e una rapida risoluzione del problema. Ringrazio anticipatamente per l'attenzione.
Impossibile annullare un ordine
Buongiorno, pochi minuti dopo aver effettuato l'ordine indicato ho chiesto di annullarlo. Mi è stata negata la possibilità di valermi del diritto di annullare la transazione come da normativa vigente. Al seguente sollecito hanno risposto prendendomi in giro. Chiedo che l'ordine si annullato immediatamente
Pratica commerciale aggressiva su disabile e negazione recesso materasso standard
data 9 luglio 2026, mia zia Rita Nasti, persona con disabilità grave, ha stipulato un contratto a domicilio con la ditta "Info Pharma di Domus Aurea snc" per l'acquisto di un materasso matrimoniale. Il bene è stato consegnato il 24 luglio 2026 e l'importo totale di € 970,00 è stato interamente corrisposto (tramite € 200,00 di acconto e € 770,00 versati con bonifico bancario).In data 3 agosto 2026 (ampiamente nei termini dei 14 giorni di legge dalla consegna), in qualità di parente e per conto di mia zia, ho provveduto a inviare una PEC formale esercitando il legittimo diritto di recesso ai sensi dell'art. 52 del Codice del Consumo, richiedendo il rimborso integrale della cifra.La ditta contesta il recesso a voce. Nel modulo d'ordine cartaceo (che allego) inseriscono una clausola prestampata ingannevole intitolata "Prodotti Sartoriali", che cita un decreto legislativo abrogato (D.Lgs 185/99), pretendendo di escludere il recesso su tutti i loro prodotti. Si contesta fermamente tale prassi: nella descrizione dello stesso modulo il bene è indicato come "Materasso 160x190", ovvero la misura standard matrimoniale di mercato con caratteristiche base da catalogo. Tale clausola è palesemente nulla ai sensi dell'art. 143 del Codice del Consumo. La condotta della ditta configura una pratica commerciale scorretta e aggressiva nei confronti di un soggetto vulnerabile.Chiedo il supporto di Altroconsumo per intimare alla ditta il rimborso immediato della somma di € 970,00 e l'organizzazione del ritiro del bene a loro spese.
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