Guida all'acquisto

Creme idratanti viso: guida all'acquisto


La pelle è il confine tra il nostro organismo e il mondo esterno, fungendo sia da barriera di difesa nei confronti di microrganismi, sostanze tossiche e sia come mezzo per regolare un normale processo passivo di fuoriuscita d’acqua sotto forma di vapore acqueo. Questa perdita d’acqua dalla superficie della cute rappresenta un normale e costante processo che se contenuto si traduce con un migliore stato di idratazione della pelle: questo “controllo” viene esercitato in maniera naturale attraverso l’attività del film idrolipidico che riveste la superficie della pelle. Si tratta di una miscela formata da un insieme di sostanze prodotte dalle ghiandole sudoripare (sudore), sebacee (sebo) ed elementi cellulari presenti nell’epidermide che funge da vero e proprio manto protettivo per la pelle contribuendo alla sua idratazione

Questa normale condizione della nostra pelle viene favorita dall’utilizzo di creme, soprattutto se la pelle è già di per se a tendenza secca, ovvero tende a screpolarsi e apparire ruvida al tatto. Ad aggravare lo stato della pelle vi sono anche abitudini di detersione errate (perché troppo frequenti o perché effettuata con detergenti troppo aggressivi che impoveriscono il manto), condizioni ambientali e l’avanzare dell’età. Soprattutto se in presenza di questi fattori, l’utilizzo abituale di cosmetici idratanti  concorre al mantenimento della pelle in buone condizioni.

Dopo aver testato le creme antirughe e le bb\cc cream, abbiamo deciso di testare la categoria più “basic” dei prodotti idratanti per il viso: ovvero le creme idratanti classiche.

Funzionano? Sì!

I test comparativi svolti negli anni su diverse tipologie di creme dimostra che dal punto di vista dell’idratazione la quasi totalità dei prodotti in commercio è in grado di apportare miglioramenti effettivi (buoni o molto buoni)  sullo strato di idratazione della pelle. Le creme (non solo viso), appartengono alla più ampia categoria delle emulsioni, ovvero degli insiemi di due componenti non miscibili fra loro: in maniera molto semplicistica, acqua e olio, in diversa proporzione.

L’idratazione esercitata da questo tipo di prodotti riguarda solo lo strato superiore dell’epidermide (ovvero quello più superficiale, lo strato corneo) e avviene sostanzialmente attraverso:

  • la creazione di un film sulla pelle dal potere occlusivo, in grado quindi di diminuire l’evaporazione dell’acqua dalla pelle;
  • l’attività di sostanze idratanti/umettanti, che per la loro composizione sono in grado di legarsi all’acqua (sia presente nel prodotto stesso che nell’ambiente) trattenendola sulla pelle.

Ingredienti principali

Riguardo alla prima attività, gli ingredienti impiegati grazie al potere occlusivo sono le sostanze grasse/oleose che “mimano” l’effetto dei lipidi naturalmente presenti sulla superficie della pelle e quindi hanno anche un potere emolliente e aumentano la spalmabilità del prodotto: tra questi vi sono alcoli (hexyldecanol, octyldodecanol) e acidi grassi (stearic acid, oleic acid), trigliceridi naturali (olio di avocado, di mandorle dolci) o di sintesi (caprylic/capric triglyceride).

Per quanto riguarda invece l’attività idratante\umettante  vi sono, tra gli altri,  i polialcoli come la glicerina, i glicoli (propylene glycol, butylene glycol), i  polietilenglicoli (PEG-4, PEG-6, PEG-8, PEG-12);

Oltre a questi, nelle formulazioni delle creme vi sono una serie di altri ingredienti il cui scopo è non è direttamente riferito all’idratazione bensì alla stabilità e struttura del prodotto, come emollienti (che rendono la pelle più morbida al tatto e che possono essere anche le stesse sostanze grasse\oleose dal potere occlusivo, oltre a ingredienti quali i siliconi), antiossidanti , emulsionanti, conservanti e altri.

Ingredienti critici

Rispetto alla moltitudine di ingredienti disponibili e utilizzati dall’industria cosmetica, sono pochi quelli che consigliamo di evitare o che raccomandiamo di tenere sotto controllo in casi specifici. Sconsigliamo prodotti che contengono interferenti endocrini, ovvero sostanze in grado di interferire con il nostro sistema ormonale e tutt’ora oggetto di studio. Più specificatamente per ora la nostra avvertenza ai consumatori riguarda solo il propylparaben, butylparaben ed ethylhexylmethoxicinnammate (filtro solare, anche detto OMC). Sconsigliato anche il conservante methylisothiazolinone,  abbastanza diffuso ma noto responsabile di fenomeni di sensibilizzazione. Verrà finalmente vietato a partire dal febbraio 2017, ma fino ad allora sarà possibile trovarlo nelle creme quindi è bene prestare attenzione alla lista degli ingredienti per evitarlo. La maggior parte delle creme in commercio contiene profumi, ciò rende l’esperienza cosmetica più piacevole venendo incontro alle aspettative e gusti della maggioranza degli utilizzatori: questo aspetto è marginale se non per le preferenze personali di ognuno, ma diviene di fondamentale importanza nel caso in cui si soffre di allergie, per questo motivo consigliamo di verificare in etichetta l’assenza di sostanze che con più probabilità possono essere sensibilizzanti nel caso di soggetti predisposti o notariamente allergici e di non fidarsi di claim come “ipoallergenico” o “dermatologicamente testato” che non hanno alcun impatto sulla sicurezza o cura della formulazione. Qui trovi l’elenco delle 26 fragranze allergeniche (per lo più di provenienza naturale, ma riproducibili sinteticamente) utilizzate nei cosmetici utilizzate nei cosmetici, sebbene ricordiamo che qualsiasi sostanza utilizzata può rivelarsi responsabile di sensibilizzazioni.


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