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Quota 100: cosa prevede la nuova misura per andare in pensione prima del tempo

Ad aprile 2019 diventa operativa Quota 100, un sistema di calcolo che somma età anagrafica e anni di contributi per poter andare prima in pensione. Ecco come funziona e quali penalizzazioni prevede. Calcola quanto sarà la tua pensione con e senza Quota 100.

17 gennaio 2019
Quota 100

Il Consiglio dei ministri ha varato il decreto legge su Quota 100, ideato dal governo Conte. Dopo un'intera vita lavorativa sono in molti a non vedere l'ora di andare in pensione. Per farlo, si sa, occorre però raggiungere i famigerati 67 anni di età oppure avere 42 anni e 10 mesi di contributi (per gli uomini, per le donne 41 anni e 10 mesi). Nell'aprile 2019 entrerà in funzione un nuovo strumento per poter andare in pensione anzitempo: oltre all'Anticipo pensionistico (Ape), esistente già dallo scorso anno, il lavoratore potrà utilizzare la cosiddetta Quota 100. Si tratta della possibilità di conteggiare l'età anagrafica e gli anni di contributi versati per determinare quando poter andare in pensione: se la loro somma fa 100 allora si apre una finestra per accedere alla pensione. Ma a determinate condizioni. 

Quota 100, paletti e finanziamenti

Quota 100 non è altro che la somma tra l’età anagrafica e gli anni di contributi che hai versato. Se la somma di questi due numeri dà 100, allora puoi andare in pensione senza aspettare i 67 anni per accedere alla pensione di vecchiaia. Ci sono però dei paletti: sono, infatti, richiesti come minimo 62 anni di età e almeno 38 anni di contributi. Quindi, se nel 2019 avrai compiuto 62 anni e avrai versato contributi per ben 38 anni, allora potrai andare in pensione. Se però si avranno 61 anni di età e 39 anni di contributi, anche se in questo caso la somma è comunque 100 non si potrà andare in pensione. Ecco le altre combinazioni per andare in pensione:

  • 63 anni più 38 di contributi (somma 101).
  • 64+38 (102).
  • 65+38 (103).
  • 66+38 (104). 

Insomma quota 100, quota 101, quota 102, quota 103 e quota 104. Attenzione, però. La Quota 100 è introdotta in "via sperimentale" per tre anni. E dopo? Non si sa, bisognerà decidere se farla diventare strutturale oppure prorogarla o eliminarla, per cui potrebbe anche essere che tra un paio d’anni non ci sarà più. Altra cosa a cui fare attenzione è che la Quota 100 è una pensione anticipata, cioè una possibilità per andare prima in pensione rispetto a quella di vecchiaia, che dal 2019 si raggiunge a 67 anni (con almeno 20 anni di contributi – questo limite vale per tutti, uomini, donne, lavoratori dipendenti e autonomi).

Quota 100 per i dipendenti pubblici

Inoltre si potrà andare in pensione con il sistema delle “finestre”, vale a dire che tra il momento in cui si raggiungerà quota 100, cioè 62 anni d’età e 38 di contributi, e il momento in cui verrà effettivamente pagata la pensione passeranno tre mesi, che potrebbero salire a sei se l’afflusso delle domande dovesse rivelarsi superiore alle attese. Per i dipendenti pubblici la finestra sarà già di sei mesi, contenendo anche un preavviso di tre mesi. Infine ci sarà il divieto di cumulo, chi userà quota 100 non potrà arrotondare sommando alla pensione redditi da lavoro superiori ai 5 mila euro lordi l’anno. Il divieto avrà una durata uguale agli anni di anticipo rispetto alla scadenza naturale.

Pensioni del futuro, l'incognita

Se questa riforma può risolvere il problema di andare in pensione prima, rimane, però, un’altra questione. Le pensioni future saranno magre, magrissime. Per esempio, un trentenne di oggi, ha come prospettiva di dover lavorare fino a 70 anni per poi andare in pensione con quasi 900 euro in meno rispetto all’ultimo stipendio netto che percepiva. Questo non è nemmeno il caso peggiore. 

Cosa succede se sfrutti quota 100? Avrai una pensione ancora più bassa. Questo non perché ci sono delle penalizzazioni dirette sull’assegno, ma perché è il semplice risultato a cui si arriva con il metodo utilizzato per il calcolo delle pensioni. Se si sfrutta la quota 100 si va in pensione prima, per cui si versano meno contributi. Inoltre, i contributi versati si rivalutano per meno anni. Questo porta ad avere un “tesoretto” contributivo più basso. E non è tutto. Questo “tesoretto” deve essere infine diviso per un numero più grande, perché andando in pensione prima quest’ultima dovrà essere pagata per più anni. Il combinato disposto di questi tre elementi porta a una pensione più bassa.

L'età della pensione

Con il 2019 è stata alzata l’età della pensione di vecchiaia a 67 anni. E non ci si fermerà qui. Con l’aumento delle speranze di vita, infatti, in futuro l’età minima per la pensione di vecchiaia salirà progressivamente fino a 70 anni. Un’altra possibilità per andare in pensione senza aspettare quella di vecchiaia è raggiungere, per gli uomini, 42 anni e 10 mesi di contributi e per le donne 41 anni e 10 mesi.  Con il Decreto pensioni, infatti, il governo ha bloccato l'innalzamento dei requisiti per la pensione anticipata mantenendo quelli del 2018. Si introducono però le finestre trimestrali e di fatto il "vantaggio" sarà di soli due mesi.

Calcola la tua pensione con e senza quota 100

Vuoi sapere quando andrai in pensione e quanto prenderai? Inserisci i tuoi dati nel calcolatore per scoprirlo. Se decidessi di andare in pensione anticipatamente con quota 100, ti diciamo a quanto ammonterà il tuo assegno mensile.

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