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Interessi passivi di un mutuo: quando si ha diritto alla detrazione

02 febbraio 2021
mutuo interessi passivi

Nella dichiarazione dei redditi, è possibile detrarre il 19% degli interessi passivi e delle altre spese che riguardano un mutuo, nei limiti di un importo massimo su cui calcolare la detrazione di 4.000 euro all’anno. Ciò significa che in un anno la detrazione potrà essere pari a massimo 760 euro.  Ma quali sono i requisiti indispensabili per godere di tali benefici di carattere fiscale? Ecco tutto quello che devi sapere.

Requisiti per fare la detrazione degli interessi passivi

A chi spetta la detrazione? Esistono dei requisiti per poter avere questa agevolazione: gli interessi passivi e i relativi oneri accessori, sono solo per i mutui garantiti da ipoteca su immobili contratti per l'acquisto di una casa da adibire ad abitazione principale e delle sue pertinenze. Trovi maggiori indicazioni cliccando qui.

L’abitazione principale

L’abitazione principale è quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente. La dimora è dimostrabile tramite i registri anagrafici o tramite autocertificazione con la quale si attesta la propria dimora abituale, diversa da quella che risulta all’anagrafe del Comune.

La detrazione spetta al contribuente acquirente e intestatario del contratto di mutuo, anche se l’immobile è adibito ad abitazione principale di un suo familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo).

I tempi per la detrazione

La detrazione è concessa solo se l’immobile viene adibito ad abitazione principale entro 1 anno dall'acquisto e la condizione deve permanere per tutto il periodo per il quale si chiedono le relative detrazioni. In linea generale, il diritto alla detrazione cessa nell’anno successivo a quello in cui l’immobile non è più utilizzato come abitazione principale.

L’acquisto cui fa riferimento il mutuo deve avvenire nell'anno antecedente o successivo all’accensione del mutuo. In pratica puoi acquistare l’abitazione e stipulare il contratto di mutuo entro un anno, oppure puoi stipulare il contratto di mutuo e, successivamente, entro un anno sottoscrivere il contratto di compravendita.

In caso di acquisto di immobili oggetto di ristrutturazione edilizia, comprovata da relativa concessione edilizia o atto equivalente, la detrazione spetta solo dalla data in cui l’immobile è adibito ad abitazione principale, che comunque deve avvenire entro 2 anni dall’acquisto.

Il beneficiario della detrazione

Il beneficiario della detrazione deve coincidere con il proprietario dell’immobile, che deve quindi essere sia acquirente che mutuatario. La detrazione spetta in caso di proprietà o di nuda proprietà e non spetta mai all’usufruttuario.

In caso di cointestazione del contratto di mutuo, ogni intestatario può fruire della detrazione unicamente per la propria quota di interessi. Tuttavia, la detrazione viene ripartita in parti uguali a prescindere dalla percentuale di proprietà dell’immobile, quindi in caso di due coniugi proprietari dell’immobile rispettivamente al 60% e al 40%, la detrazione spetta comunque a entrambi al 50% e nel limite massimo complessivo di 4.000 euro, cioè 2.000 euro a testa.

Se, invece, il mutuo è cointestato con il coniuge fiscalmente a carico, il coniuge che sostiene interamente la spesa può fruire della detrazione per entrambe le quote di interessi passivi.

Come fare la detrazione nel modello 730

Per fare la detrazione nel modello 730, trovi indicazioni dettagliate qui.

Il quadro E del modello 730 è dedicato al recupero di parte di quanto speso durante l'anno. Ogni sezione del quadro è dedicata ad una tipologia di spesa; la sezione I del quadro E è dedicata alle detrazioni d’imposta.  Ogni tipo di onere viene indicato in un rigo diverso e, la maggior parte, sono individuati da un codice da indicare nell’apposito riquadro. Il rigo E7 è quello in cui indicare gli interessi per i mutui contratti per l’acquisto dell’abitazione principale.

Surroga, rinegoziazione e sostituzione: le detrazioni restano

Se si rinegozia il mutuo, si fa una surroga o una sostituzione del mutuo, si mantiene il diritto alla detrazione. Tuttavia, se con la rinegoziazione presso la propria banca o la sostituzione del mutuo con altra banca si ottiene un importo di capitale superiore a quello residuo, la detrazione spetta per un importo pari a quello che risulterebbe con riferimento alla quota residua di capitale del vecchio mutuo, maggiorata delle spese e oneri accessori correlati con l’estinzione del vecchio mutuo e l’accensione del nuovo. Di conseguenza per determinare la percentuale degli interessi sulla quale è possibile fruire della detrazione, si usa la seguente formula:

interessi detraibili = Q x interessi pagati sul nuovo mutuo

dove Q = 100 x (quota residua primo mutuo + oneri correlati) / importo del secondo mutuo

Documenti necessari

Gli interessi passivi sono detraibili solo se risulta che il mutuo è stato contratto per l’acquisto dell’abitazione principale. Questa dicitura deve risultare scritta alternativamente nel contratto di mutuo, in quello di acquisto dell’abitazione, su altra documentazione rilasciata dalla banca o in un’autocertificazione prodotta dal contribuente.

Nell’ipotesi di mutui misti (ad esempio mutui stipulati per l’acquisto e per la ristrutturazione dell’abitazione principale), il contribuente può autocertificare gli importi relativi alle diverse finalità per rientrare nei rispettivi limiti di detraibilità.

Come scegliere il mutuo migliore

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