Consigli

Scarpe da running: come sceglierle bene

01 aprile 2022
Scarpe da running

Sempre più persone scelgono la corsa come metodo economico e salutare per tenersi in forma. Diventa fondamentale, per questo, scegliere il giusto paio di scarpe. Per aiutarti nella scelta ecco qualche informazione utile per orientarsi tra le diverse tipologie di scarpe da corsa e qualche consiglio da tenere a mente per un acquisto davvero azzeccato.

I benefici dell'attività fisica sono noti a tutti e la corsa è sicuramente uno dei modi più semplici (e certamente meno costosi) per tenersi in forma. È però importante, per non dire fondamentale, la scelta di un buon paio di scarpe. Mentre ci si può accontentare per l’abbigliamento, per le scarpe dobbiamo invece puntare al modello migliore per il nostro piede. Altrimenti il rischio di dolori muscolari o articolari è veramente elevato. Pertanto, scegliere la scarpa più adatta al nostro piede e al tipo di allenamento è la cosa più importante che dobbiamo fare.

Per aiutarti a scegliere bene abbiamo ritenuto utile per prima cosa darti alcune informazioni sui tipi di scarpe che esistono in commercio, in modo da capire quale è il più adatto al nostro tipo di attivitò e di piede. In secondo luogo abbiamo messo insieme alcuni consigli pratici che ti potranno essere utili in fase di acquisto della tua scarpa da running.

Scarpe da running: non tutte uguali 

Le scarpe da running si suddividono in classi, dai modelli minimalisti da gara su pista fino a quelli da trail.

  • Minimaliste (A0) - estremamente leggere, generalmente pesano dai 150/300 gr e sono progettate per favorire il movimento naturale delle articolazioni del piede.
  • Superleggere (A1) - si tratta di scarpe estremamente leggere che vengono perlopiù utilizzate in gara da atleti veloci, leggeri, senza problemi di appoggio. Pesano meno di 200 g.
  • Intermedie (A2) – il nome sta ad indicare il loro posizionamento a metà strada tra le superleggere e quelle super ammortizzate. Vengono indistintamente usate, soprattutto da atleti veloci, per gare dal ritmo moderato e per allenamento veloci. Hanno un peso che va dai 200 ai 300 g. Possono presentare leggeri stabilizzatori mediali per il controllo della pronazione.
  • Super ammortizzate (A3) – il nome indica la loro caratteristica principale, quella di ammortizzare al meglio gli impatti del piede col terreno. Il peso è solitamente di poco superiore ai 300 g. Questa è la tipologia di scarpe più utilizzata dagli amatori e dagli atleti non professionisti.
  • Stabili (A4) – Questa classe di scarpe è per i corridori pronatori, e garantiscono a loro la la massima stabilità. Il peso è simile o di poco superiore a quello delle super ammortizzate. Particolarmente consigliate per chi esegue una corsa lenta, per runner pesanti e per chi ha bisogno di una maggior stabilità.
  • Trail (A5) - indicate per la corsa fuori strada devono essere leggere, traspiranti, impermeabili e robuste, si devono adattare a diversi tipi di suolo senza rompersi, dotate di un’intersuola che protegga il piede dai terreni con più asperità, dotate di una buona ammortizzazione.
  • Jogging (A6): calzature non troppo tecniche, perfette per chi è agli inizi di questa disciplina, in questo caso l’ammortizzazione è soddisfacente. Questo tipo di calzatura può essere usato anche per la camminata.

Alle volte le scarpe vengono classificate in base all’uso:

  • Scarpe per asfalto: devono essere leggere e flessibili, attutire l’impatto che si crea nel calpestare ripetutamente superfici dure che presentano solo lievi irregolarità. Hanno drop (differenza tra l’altezza del tallone e l’altezza dell’avampiede) di 10-12 mm e una maggiore ammortizzazione a livello del tallone.
  • Scarpe da trail-running: per i percorsi off-road che presentano superfici miste ed irregolari, ostacoli come rocce, fango, radici o altri ancora. Hanno una struttura in grado di offrire una trazione elevata per ottenere stabilità, sostegno e protezione sotto i piedi. Spesso in materiali impermeabili.
  • Scarpe da cross-training: sono progettate per gli allenamenti in palestra o Crossfit o qualsiasi attività nella quale sia importante avere un buon contatto con il terreno. 
  • Scarpe per il barefoot running: queste scarpe offrono una protezione minima nei confronti degli ostacoli che è possibile trovare sul terreno. Molte non sono provviste di nessuna forma di ammortizzazione e rappresentano un semplice strato sottilissimo – 3-4 mm – tra il piede e il suolo. Non hanno differenza tra l’altezza del tallone e l’altezza dell’avampiede (drop zero)
  • Scarpe minimaliste: dotate di una struttura leggera, scarso supporto dell’arco e un drop di 4-8 mm per favorire un movimento naturale e un appoggio con la parte centrale del piede. Possono aiutare la transizione da iperpronazione a barefoot running. 

Altre informazioni utili

Occorre poi ricordare che esistono altre definizioni per classificare le scarpe da running.

  • Scarpe da corsa neutre: indicate soprattutto per i corridori neutrali o per i supinatori (che tendono a ruotare il piede verso l’esterno).
  • Scarpe super ammortizzate offrono fino al 50% in più di ammortizzazione rispetto alle scarpe tradizionali, per ottenere un maggiore assorbimento degli urti.
  • Scarpe da corsa stabili: sono indicate per i corridori che presentano un’iperpronazione lieve o moderata. Includono spesso un rinforzo a livello dell’arco dell’intersuola, un’area sulla quale l’iperpronazione ha un forte impatto.

Occhio alla postura

Agli inizi degli anni ’80 si pensava che la scarpa potesse correggere i difetti di appoggio del corridore. Si dava per anomalo ciò che invece era normale e del tutto salutare: la rotazione della caviglia verso l’interno (pronazione) è fondamentale per ammortizzare l’urto con il terreno. Anche la forma dell’arco plantare era decisamente sovrastimata, visto che ci sono persone con stesse forme di arco che hanno comportamenti dinamici (cioè mentre corrono) completamente diversi. Era pertanto logico che, all’ingresso del negozio, chi ci accoglieva volesse valutare il nostro appoggio e poi ci proponesse un modello in sintonia con esso.

Andavano molto di moda termini come pronazione o supinazione (il contrario: una certa rigidità articolare non consente di completare il processo fisiologico di pronazione e il runner appoggia all’esterno anche l’avampiede). In realtà si scoprì che non sempre correggere l’appoggio era il modo migliore di servire il runner: si migliorava l’appoggio, ma si spezzavano certi equilibri e si avevano problemi in altre parti della gamba (come il ginocchio).

Oggi di quell’approccio è rimasto solo il concetto di stabilità: poiché un eccesso di pronazione rende instabile la corsa, i modelli “stabili” si limitano a correggere tale eccesso. Non esistono scarpe per supinatori perché la correzione del problema contrasterebbe con la loro rigidità articolare. Quindi l’unica attuale controindicazione è: i supinatori non devono comprare scarpe stabili.

Ci sono oggi scarpe che si adattano alle diverse posture e solette da inserire nella scarpa per migliorare confort e stabilità, ma in generale sono prodotti che interessano chi corre da tempo e probabilmente non ha più bisogno di tali consigli da un po’.

Qualche consiglio per scegliere bene

Al di là dei modelli e delle tipologie che abbiamo appena visto, ci sono alcuni semplici consigli che puoi seguire quando devi scegliere in negozio la scarpa da running adatta al tuo piede.

  • Considera il tipo di piede. La scarpa si adatta al tipo di piede. Esistono modelli con controllo della pronazione (flessione verso l'interno del piede) e scarpe più neutre, che non esercitano particolari azioni di questo tipo, adatte perciò a chi ha un piede che tende alla supinazione (a ruotare verso l'esterno). I negozi specializzati hanno una piattaforma che permette di stabilire il proprio tipo di piede.
  • Non badare troppo al peso della scarpa. È meno importante di quello che si pensa, specie considerando, negli ultimi anni, l'attenuarsi delle differenze tra i modelli.
  • Controlla quanto può ammortizzare. Collegata al peso, è la capacità della scarpa di ammortizzare e proteggere il corpo dagli urti. Le superammortizzate solitamente pesano oltre i 300 grammi. Per cui non è detto che una maggiore la leggerezza sia sinonimo di migliore qualità. Dipende sempre dall'esigenza e quindi dall'abitudine del corridore (chi si allena per gare o corre più di 30 km a settimana avrà bisogno di un'ammortizzazione superiore rispetto a chi corre meno di 15 km a settimana), oltre che dal tipo di terreno su cui si corre. 
  • Provale. Sembra la parte più scontata di tutte, invece è fondamentale provare bene il paio di scarpe. Anzi è opportuno provarne più paia. Comprale su internet solo se conosci e hai già provato il modello, così da essere sicuro sul numero adatto a te. Meglio scegliere un numero in più rispetto al proprio, per lasciare il giusto spazio e evitare la compressione dell'alluce e delle unghie. Infine ricorda che se la scarpa al momento dell'acquisto non si adatta perfettamente, il problema non migliorerà con l'uso. È decisamente probabile, infatti, che eventuali sfregamenti, compressioni e fastidi simili, non spariscano del tutto, nonostante la scarpa tenda ad ammorbidirsi con il tempo. Non esitare il tal caso a provare un altro modello.